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giovedì 27 febbraio 2020

Apocalypse - Il Grande Spettacolo Segreto - Clive Barker

" Ricordo, profezia e fantasia - Il passato,
il futuro e l'intermezzo di sogno che li separa
- sono un solo paese, che vive un giorno
immortale. Saperlo è saggezza. Usarlo è
l'arte. "


C'è stato un tempo, relativamente breve, giusto il decennio che ci ha portato al 2000, in cui Clive Barker è stato per molti cultori dell'horror l'unica valida alternativa a Stephen King.
E' inevitabile per un amante dell'horror, prima o poi, di uscire dalla comfort zone di Stephen King, Poe, Lovecraft e Matheson e giungere tra le malefiche braccia di Clive.

Io l'ho fatto e all'epoca mi lanciai in un excursus delle sue opere, recuperandole quasi tutte.
Uno dei pochi romanzi che mi erano sfuggiti è stato Apocalypse.
L'ho incrociato qualche mese fa in un mercatino dell'usato ad 1 euro, per altro in prima edizione, e me lo sono subito stretto al petto e portato via.
Alleluja.

Credo di aver già parlato di Clive Barker.
Grazie al successo di Cabal ed Hellraiser è salito alla ribalta non solo come scrittore, ma anche come regista.
Ha vissuto circa un decennio di fama, e poi è lentamente finito nel limbo, spesso del fuori catalogo, anche.
Le sue opere sono facilmente reperibili nel circuito dell'usato, e la Indipendent Legions Publishing ha pubblicato anche alcune sue opere più recenti ( che non ho letto e conto di recuperare ).
Dopo un inizio al fulmicotone e sanguinolento, le opere di Barker sono virate sempre più spesso verso narrazioni e viaggi onirici e non di stampo fantasy, e secondo me, ha un po' pagato questo percorso artistico di crescita e maturità.
Apocalypse va catalogato in quest'ottica, secondo me.

Apocalypse ( titolo puramente italiano ) è il primo di una trilogia, a cui fa seguito Everville, più un terzo capitolo che non ha ancora mai visto la luce.

In verità, io non ero del tutto ignorante su Apocalypse, in quanto nel 2008 avevo intravisto e successivamente comprato in fumetteria la riduzione fumettistica in due volumi firmata Chris Ryall e Gabriel Rodriguez.
L'ho riletta in parallelo al romanzo, e devo dire che è piuttosto fedele ed anche ben fatta, soprattutto se consideriamo il fatto che è un'opera molto complessa e contorta da riprodurre in formato grafico.

Ma com'è e di cosa tratta questo romanzo?
Andiamo prima di sinossi ( presa in prestito da Wikipedia ), e poi ne parliamo:



Randolphe Jaffe è un omuncolo fallito che si ritrova a carpire segreti in una stanza di lettere perdute ad Omaha. Qui comincia ad apprendere che c'è qualcosa oltre la vita normale e, giorno per giorno, si trova a conoscere l'ARTE. Incontrerà uno scienziato geniale quanto drogato, il quale si farà coinvolgere fino ad arrivare a scoprire una scorciatoia per arrivare all'arte. Un composto chimico chiamato Nuncio. Ritrovatisi uno di fronte all'altro, dopo che il Nuncio si è impossessato dello scienziato, Jaffe viene preso a sua volta e da qui parte l'ennesima lotta tra le ambizioni del Jaffe (il male) e la contrapposizione di Fletcher (il bene)

Ci sono tanti sottotesti in quest'opera.
C'è la totale presa in giro del modello di vita americano, in cui dietro la normalità e l'apparenza cittadina si nascondono sordidi desideri carnali e appetiti di ogni genere, ma è anche la ricerca di qualcosa di più grande e più nascosto, che è l'arte.

Da dove prendono le proprie idee gli artisti?
C'è un che di visionario nella nascita di un quadro, di una poesia, o di un romanzo.
Anche Stephen King e Neil Gaiman ne hanno parlato più di una volta nelle loro opere.
Clive Barker ( che è un artista a 360° visto che è anche regista e pittore) prova a darci una risposta in questo libro.
L'arte è una visione.
Forse un'isola solcata da un oceano di storie, una realtà parallela, inaccessibile ai più, ma che inconsciamente è possibile visitare in particolari frangenti della vita ( per Barker sono la nascita, la prima volta a letto con l'uomo/donna che ami, e prima di morire).
Ed oltre il mare di questo mondo cosa c'è?
La risposta di Clive a questo quesito è molto Lovecraftiana.

Apocalypse è un romanzo contorto, ambientato nella cittadina californiana di Palomo Grove.
E' anche piuttosto corposo e pieno di avvenimenti.
D'altronde parliamo di un librone di 675 pagine.
Per altro, il primo di una trilogia.
E' molto difficile farne un sunto, ma posso dire che è stato un bel viaggio.

Barker crea un vero e proprio pantheon visionario e lo fa bene.
Il percorso narrativo è irto e complicato, composto per lo più da personaggi misteriosi e suggestivi, che si muovono dietro le quinte della narrazione in maniera ambigua, e dove in tutta onestà, è facile perdersi.
Apocalypse è un viaggio allucinatorio tra horror e fantasy, un vero e proprio trip in cui i personaggi principali sono spesso soppiantati in carisma e motivazioni da quelli secondari.
Forse paga in termini di carisma e spessore, ed è piuttosto complicato provare empatia per i personaggi che sono in continua balia della storia.
Questa libro non è il massimo della linearità, tuttavia, la Quiddità è un mare che vorrei visitare, e tutt'ora mi domando quale Terata o Hallucigenia, Jaffe e Fletcher sarebbero stati capaci di creare dalle mie paure e dai miei desideri.
Di cosa sto parlando?
Per saperlo dovreste leggere questo libro, e farvi avvincere come me, da questa battaglia tra bene e male, combattuta a colpi di paure e desideri, in nome dell'arte.


Alla prossima!







lunedì 17 giugno 2019

X- Men - La Saga Di Fenice Nera

" Osservate la nascita di una Dea!"

Non molto tempo fa, feci un post dedicato alla passione che durante l'adolescenza nutrivo per il fumetto degli Incredibili X-Men, un amore durato almeno un decennio.
Il mio unico grande rimpianto di quei tempi era di non aver avuto mai la possibilità di leggere la saga che viene considerata tuttora come un caposaldo degli uomini x e dell'universo Marvel in generale, quella della Fenice Nera.
Oggi rimpianto non è più.

La saga è stata ripubblicata in un formato economico in allegato con la Gazzetta Dello Sport in concomitanza con l'uscita dell'omonimo film al cinema, e mi ci sono fiondato sopra come un falco.

E' una saga bella come tutti dicono?
Per me è un Nì.

Spero di non farne un poema, ma va fatta una premessa.
Gli X-Men non sono più al centro del mio universo, come lo erano ai tempi della mia adolescenza. Io sono cambiato, cresciuto ed i miei gusti sono relativamente diversi.
Un'altra cosa da dire è che io sono cresciuto leggendo le storie di Chris Claremont successive che vedevano alcuni degli stessi personaggi inseriti però in un contesto più cupo e graffiante, i cui semi comunque vengono piantati proprio nella saga di Fenice Nera.
Allo stesso tempo nonostante io sia cresciuto e non apprezzi più alcune delle dinamiche supereroistiche ho apprezzato enormemente la rilettura dei numeri in mio possesso della serie regolare a firma di Claremont/  Romita Jr./ Mark Silvestri, Jim Lee, ecc.ecc. ( in pratica i numeri che vanno dal numero 8 al numero 50).

Quindi cos'è che mi spinge a non apprezzare del tutto le storie di Claremont/Byrne pur riconoscendone la bellezza?
La costruzione di alcuni personaggi e proprio dei due protagonisti della storia in primis ovvero Ciclope e Jean Grey alias Fenice.
Due personaggi che sembrano tra le righe non essere apprezzati dal loro scrittore stesso.
Fossero vissuti al giorno d'oggi Jean e Scott probabilmente avrebbero un profilo in comune su Facebook e non parlerebbero mai in maniera individuale ma solo come coppia.
A volte si ha la sensazione che la funzione di Jean Grey nelle storie sia quella di essere salvata e di lanciarsi in una pomiciata finale con Scott.
I pensieri e le parole della Jean pre-fenice nera? " Oh, Scott."
Manca solo che Chris gli mettesse in bocca: " Baciami, mio virile maschione."
E nella parte iniziale della saga che funge da prologo alla storia, tutto questo accade veramente, anche se il protagonista non è Scott. :-P

Scherzi a parte, il rapporto tra i due protagonisti è qualcosa di terrificante, al limite del patriarcale, ed è molto forte la differenza con le x-girls successive di Claremont solo pochi anni dopo.

La saga di Fenice Nera permette a Jean di scoprire la propria individualità e la propria forza rimanendone soggiogata in quella che è a tutti gli effetti una tragedia Shakespeariana in chiave cosmica.
Fenice Nera passa al lato oscuro, distrugge un intero sole provocando la morte di miliardi di esseri viventi, come mai nessun supercattivo era riuscito a fare.
Le ultime 60 pagine di questa storia sono stupende, disegnate con perizia ed arguzia da John Byrne e che mettono gli stessi X-Men in mezzo ad un dilemma etico e morale sul permettere o meno alle razze aliene Skrull e Kree di processare ( in maniera sommaria ) Fenice o meno.

Oltre Jean che finalmente non è più succube del suo rapporto con Scott, è molto emblematica ed interessante la figura del Professor X che Claremont e Byrne ci mostrano in una versione molto più arcigna e dispotica del solito, forse perché ormai non più in grado di essere padre/padrone dei suoi ragazzi che ormai cominciano a prendere decisioni autonome.
Il finale è storia.
Anche se nei fumetti il the end è quasi mai per sempre.

Da ex lettore di fumetti il mio è un Sì acclarato, soprattutto per quel che concerne le ultime 60 pagine.
C'è da dire che tutto il prologo della vicenda, con le scaramucce con Il Club Infernale, è un racconto ben narrato ma molto sui generis per quel che concerne il plot narrativo supereroistico.

Insomma è una saga che son felice di aver letto e che entrerà a pieno titolo nella mia libreria, ma non è il Claremont che io amo di più.
Però lo sapevo già che sarebbe stato così, quindi il mio è un giudizio di parte e per ciò da prendere con le molle.
La saga della Fenice Nera andrebbe letta, perché merita.




Alla Prossima!





sabato 15 dicembre 2018

I miei due centesimi sulla necessità ( per me ) della cultura di massa nel mondo letterario

Qual è la più grande paura di un lettore?
Nel mio caso è quella di arrivare un giorno a dire o pensare di aver letto tutto ciò che mi interessa.
E' una paura un po' irrazionale, ma così è.

Inizio questo post in modalità medias res dopo aver letto un post su Facebook di uno dei maggiori influencer nonché rinomato autore fumettistico che mi ha dato parecchio da pensare.
In pratica tra le righe ho colto una frecciatina verso tutti coloro che si interessano a qualcosa solo dopo che essa diventa mainstream e quindi di massa.
In questo caso ho drizzato le antenne perché il prodotto di cui parlava era un libro.

Io la penso in maniera diametralmente opposta.
Senza il cinema, la Tv o qualsiasi canale divulgativo probabilmente non avrei scoperto o avrei saltato in maniera pregiudizievole molte opere che poi ho successivamente amato quindi non smetterò mai di ringraziare Peter Jackson per avermi fatto conoscere ed appassionare alle opere di Tolkien oppure la HBO per aver adattato Le Cronache Del Ghiaccio e Del  Fuoco facendomi appassionare alla saga di Martin.

Sarò egoista ma mi importa poco che un'opera sia di massa o meno se posso scoprirla e apprezzarla ed allo stesso tempo non vivo come un vanto l'aver letto un prodotto di nicchia poi diventato di massa.

Finché ci sarà qualcuno ( che sia produttore televisivo, cinematografico, blogger o redattore di un sito internet o di una rivista letteraria, conoscente o amico ) che mi aiuterà a scoprire nuovi autori e nuove storie, la mia paura resterà tale e non sarà mai realtà.



Alla Prossima!


sabato 24 novembre 2018

Le Nostre Eredità ( Librarie, Fumettistiche, Fate Vobis )

Una sera di qualche tempo fa portai della merce a casa di un uomo di circa settant'anni e rimasi imbambolato davanti alla sua libreria infarcita di volumi di Tex.
Vedendomi incuriosito dall'enorme mole di fumetti sul ranger bonelliano affermò candidamente che ne seguiva le gesta praticamente dagli albori.
Mi diceva che era una abitudine comprarlo e che se anche gli calava la palpebra dopo pochi balloon, leggerlo era come un rituale, come un appuntamento con il suo io giovanile.
Ammetto di essere rimasto piuttosto colpito dalla sua lunga militanza e dalla sua fedeltà.
Io non ci sarei mai riuscito.
Sarei rimasto certamente corroso dall'ansia e dalla mancanza di una fine, di un punto d'arrivo.
E' quello che all'epoca mi portò all'abbandono di tutte le testate della Marvel ed anche con il fumetto di The Walking Dead che abbandonai dopo una cinquantina di numeri.
E' come se nella mia mente qualsiasi passione fumettistica debba avere una scadenza.
Ho bisogno di sapere che quel prodotto finirà o potrebbe finire prima di me.
Però non è di questo che volevo parlare, ma dell'eredità delle nostre passioni, del valore delle stesse.
Mentre tornavo a casa pensavo:

" Quarantanni a collezionare fumetti e poi magari alla sua/mia morte qualcuno prenderà possesso delle sue/mie passioni e le butterà via, magari li butterà in dei scatoloni in cantina o li rivenderà ad un qualsiasi venditore o mercatino delle pulci. "

Chissà che fine faranno quei fumetti e chissà che fine faranno i miei X-Men ed i miei libri.
Suonerà macabro, ma ci penso spesso.



Alla Prossima!








sabato 12 agosto 2017

I''s - Masakazu Katsura

Tra la fine di un libro e l'inizio di un altro, talvolta mi viene voglia di mettermi un po' in pausa e di dedicarmi alla rilettura di fumetti e manga che prendono polvere tra le mensole del mio armadio/libreria.
Questa volta è toccato ad I"s di Masakazu Katsura.
Forse oggi è un autore poco noto, ma il suo primo manga Video Girl Ai fece breccia nei cuori di tanti giovanissimi degli anni '90 ed accentuò la diffusione dei manga in Italia che all'epoca erano piuttosto di nicchia.
Tra questi giovani virgulti c'ero anch'io e ne fui sedotto in maniera totale con conseguente gongolamento del mio edicolante di fiducia a cui già passavo gran parte della grana in mio possesso in fumetti Marvel.
Passare quindi da Video Girl Ai ad altri ventordici manga di genere commedia sentimentale e non fu un passo breve ed I''s fu una diretta conseguenza.

I''s segue un po' la linea già tracciata da manga antecedenti che ebbero un successo clamoroso come appunto Video Girl Ai ( che però dopo il primo volume segue un percorso molto più melodrammatico ), e Kimagure Orange Road ( da noi famosissimo grazie all'anime ribattezzato E' Quasi Magia Johnny ).
La vicenda è quella classica di quel periodo: il triangolo amoroso.
Diciamolo subito, la forza di questo manga è proprio il prendersi molto meno sul serio rispetto a Video Girl Ai presentandoci una storia molto più leggera e realistica virando sul drammatico solo alle battute finali ( e manco tanto ).
Ma di questo ne parleremo dopo.
Serializzato dalla Star Comics fu pubblicato inizialmente nella rivista contenitore Express per circa due anni fino alla chiusura della stessa.
Successivamente nemmeno un mese dopo venne pubblicato nel formato a noi italiani più congeniale in quindici volumetti a cadenza bimestrale dall'ottobre del 2000 fino al febbraio del 2003.
Quando lo lessi avevo vent'anni ed ero una persona molto più ingenua e più semplice di adesso, forse persino migliore.
A vent'anni adoravo questo manga ed è del parere di quel giovane che dovete fidarvi.
Perché quello era il contesto giusto per leggerne ed apprezzarne la storia e soprattutto avevo l'età giusta per empatizzare con i personaggi protagonisti.
I''s è un manga shonen e come tale nasce come lettura adolescenziale.
Quindi se mi metto nei panni del me adolescente non posso che lodarlo e consigliarlo su tutta la linea.
Quasi quindici anni dopo e da uomo ormai lanciato nella mezza età trovo questo manga un po' invecchiato anche se ancora dannatamente divertente, ma soprattutto troppo ciclico.
Parliamone meglio:
Possiamo definire I''s come una commedia scolastica sentimentale.
Ichitaka Seto che è il sedicenne protagonista di quest'opera rispetta tutti i crismi dell'iconografia adolescenziale manga di quel periodo:
- Ragazzo indeciso e scontroso per timidezza, ma di buon cuore.
- Erotomane incallito.
- Passivo all'inverosimile e dominato dalle situazioni.
- Sfigatissimo dal punto di vista sentimentale, ma chissà perché conteso in corso d'opera da più ragazze ovviamente tutte gnocche.
Come è giusto che sia il tutto va contestualizzato poiché d'altronde parliamo di una commedia romantica quindi se il protagonista fosse deciso e diretto il tutto si sarebbe concluso in un volumetto.
L'impostazione standard è quella e come tale va rispettata.
Seto ha un'unica certezza nella vita: l'amore che nutre per la dolce e bella compagna di classe Iori Yoshizuki.
A turbare i suoi piani di conquista sarà il ritorno in città della sua gioviale e ciclonica amica d'infanzia nonché prima fidanzatina Itsuki.
Fondamentale importanza e quindi meritevoli di menzione anche i comprimari di questo manga ed in particolare i compagni di classe Teratani ( miglior amico del protagonista) e Koshinae che in molti casi superano in carisma e tridimensionalità i tre protagonisti principali quantunque risultino sempre molto ermetici.
Non che ci voglia molto perché Iori per gran parte del manga è un personaggio indubbiamente piatto.
A Teratani va anche il merito di alleggerire le atmosfere e di essere senza dubbio di smentita il personaggio più divertente di questo manga.
Storia fluida, disegni bellissimi e un pizzico di malizia fanno il resto.
C'è poco da dire, se si è amanti del genere i primi dieci numeri non si può che apprezzarli.
E sui successivi cinque che si fondano i miei dubbi e gran parte di essi sono a causa dell'eccessivo dilatarsi della storia che assume contorni troppo soap operistici nel momento in cui viene a cadere il primo triangolo amoroso.
La successiva entrata in scene di altre due corteggiatrici in corso d'opera e per giunta praticamente uguali per tratti somatici e caratteriali alle due protagoniste principali affossa parte della credibilità della storia.
Nella mia giovinezza non ci feci minimamente caso e andai tranquillamente oltre, ma adesso che do molto più peso alla narrazione trovo la scelta opinabile e solo un modo per dilatare la storia probabilmente per scelte editoriali e commerciali.
Qualche perplessità personale ce l'ho anche sul personaggio principale che per quanto gentile e di buon cuore appare molto egocentrico ed egoista.
Mi sfuggono molto i motivi per cui si meriti tutto il sostegno dei suoi compagni di classe nell'aiutarlo nel coronamento della sua storia d'amore.
Non mi pare che lui faccia molto per gli altri ed anzi tutte le situazioni in cui si ficca e le scelte che fa sono unicamente figlie del sentimento che nutre per Iori.
Ma magari è solo una semplificazione del buon Katsura per restare sui binari più leggeri della commedia e quindi molti dei meriti di Ichitaka restano sottintesi o dietro le quinte.
A parte alcune mie perplessità I''s risulta ancora adesso un manga molto divertente e leggibile soprattutto se affrontato senza particolari pippe mentali.
E' invecchiato, mostra delle rughe, ma si difende ancora bene.
Se vi capita, dategli un'occhiata.


Alla Prossima!














mercoledì 26 luglio 2017

La Torre Nera: I Fumetti - Stephen King / Robin Furth / Peter David / Jae Lee / Richard Isanove - Marvel Comics

Nel mio precedente post dedicato alla saga de La Torre Nera di King ho a malapena parlato della sua riduzione fumettistica ed invece credo meritasse ben più approfondimento.
Mi sono lanciato così in una full immersion di lettura dei fumetti togliendo peraltro spazio ad un bellissimo romanzo che stavo leggendo, ed ora sono pronto a parlarne.
Annunciati dalla Marvel Comics in pompa magna nell'aprile del 2007 alla New York Comic Convention con l'ausilio della presenza di Stephen King in carne ed ossa, questa serie portava con sé in dote un enorme carico di aspettative da parte dei fan e la possibilità di fidelizzare gli stessi in possibili lettori di altri fumetti e perché no magari intercettare lettori di fumetti random indirizzandoli verso la lettura dei romanzi.
Ci sono riusciti?
In America non saprei, ma direi di sì visto che i fumetti dedicati al ciclo de La Torre Nera continuano ad essere pubblicati con regolarità tuttora.
In Italia direi di no. 
Considerando soprattutto che la serie è ferma da quasi cinque anni.
Riuscirà il film nella missione impossibile di farne riprendere le pubblicazioni?
Ne dubito, ma mai dire mai.
Ecco cosa è stato pubblicato finora in Italia:

- La Nascita Del Pistolero 4/4

- La Lunga Via Del Ritorno 4/4

- Tradimento 4/4

- La Caduta Di Gilead 4/4

- Il Mago 1/1 ( oneshot che andrebbe letto tra il terzo e il quarto numero de La Caduta di Gilead)

- La Battaglia Di Jericho Hill 4/4

- L'ultimo Cavaliere - Il Viaggio Comincia 3/3

- L'ultimo Cavaliere - Le Piccole Sorelle Di Eluria 3/3

- L'ultimo Cavaliere - La Battaglia Di Tull 3/3

Ma com'era  questa serie?
Parliamone un po'.
Prima di tutto è bene dire che la presenza di Stephen King nei fumetti è pressoché simbolica.
Leggendo le interviste e i redazionali alla fine degli albi appare lampante che il Re abbia lasciato quasi carta bianca agli autori coinvolti nel progetto limitandosi a qualche imprinting schematico.
Tra gli autori troviamo Robin Furth assistente di Stephen King nel progetto de La Torre e vera e propria enciclopedia vivente del mondo relativo al ciclo dei romanzi.
Robin ha anche scritto un libro dedicato alla Torre Nera dal titolo Dark Tower: A Concordance una sorta di enciclopedia/glossario sulla Torre.
Robin al suo esordio come sceneggiatrice di fumetti è accompagnata ai testi da uno dei più grandi scrittori della casa delle idee come Peter David, dal bravissimo Jae Lee ai disegni e dal colorista altrettanto abile Richard Isanove.
Gli autori optano per una scelta molto scontata ma allo stesso tempo giusta, che è quella di ambientare la serie nella giovinezza di Roland prendendo spunto dal quarto libro della saga La Sfera Del Buio e qualcosa da L'ultimo Cavaliere, il primo dei romanzi.
In questo modo hanno potuto offrire un approccio più morbido ai lettori del fumetto che non conoscevano minimamente i romanzi della serie.
Della trama ne ho già parlato marginalmente nel post precedente, ma ho omesso quasi totalmente qualsiasi riferimento al background giovanile di Roland raccontato quasi dettagliatamente nel quarto volume della serie.
Quel quasi è il vero motivo d'interesse di molti dei cicli di questi fumetti.
Perché gli autori pur seguendo la trama basica dei volumi ( nel primo ciclo pedissequamente ) approfondiscono alcune vicende che Stephen King ha raccontato in maniera ermetica e subdola.
Certo, non sapremo mai quanto ci sia veramente di King nella versione che viene raccontata da questi autori, ma finché Stephen non si deciderà a donare a noi fan della serie la sua versione de La Caduta Di Gilead e de La Battaglia Di Jericho Hill, tocca fare di necessità virtù.
Il ciclo di avventure giovanili di Roland e dei suoi fidati compagni Cuthbert ed Alain lo potremmo definire come una sorta di poema cavalleresco patriarcale dai toni tragici con sfumature western e fantasy.
C'è un amore giovanile molto facilone e tragico che trasuda ineluttabilità fin dall'inizio. Intrighi di corte in baronie rurali con maghi mefistofelici che si muovo dietro le quinte e non, tradimenti e bugie, rivoluzioni e morte.
Soprattutto quest'ultima.
Perché la via per la Torre è lastricata dalla perdita di tutto.
La saga fumettistica non è male ed anzi fino a Tradimento mi ha soddisfatto appieno.
Il mio interesse è venuto meno con i cicli successivi da cui mi aspettavo molto di più.
Ottima l'impaginazione e la confezione degli albi.
Fin quando c'è Jae Lee ai disegni la serie offre un comparto grafico veramente accattivante ed i dialoghi di Peter David sono sempre incisivi.
Le note esplicative a fine volume firmate da Robin Furth sono bellissime ed aiutano tantissimo nella comprensione della simbologia, del folklore e della mitologia della saga.
Non posso dire che io abbia sofferto per la mancanza della pubblicazione degli altri cicli di questa saga fumettistica, ma penso che i fan di queste storie si meritino il proseguimento delle stesse.

Alla prossima!











mercoledì 19 novembre 2014

One Pound Gospel - Rumiko Takahashi - Quarto Volume

Avevo ricavato del tempo da dedicare alla stesura di un nuovo post.
Volevo parlare / scrivere di uno dei molteplici libri letti di recente, come del fatto che per quel che concerne la ricerca dei libri fuori catalogo, mi sento in un periodo piuttosto fortunato visto che sembra mi caschino addosso come dei frutti maturi.
Basta pensare che uno dei libri della serie I Libri Di Sangue di Clive Barker che cercavo da anni ed introvabile anche nei circuiti d'usato, l'ho trovato nell'edicola sotto casa dove passo tutte le domeniche.
Caso più unico che raro.
Ma poi l'apparizione della postina e la consegna del plico contenente il quarto volume di One Pound Gospel ha un po' scombussolato i miei piani e reso quindi questo post una sorta di postilla / appendice del precedente.

Trovare questo quarto volume non è stato semplice.
In fumetteria, nisba come sempre.
Sarò sfigato io, ma se non mi affido alle prenotazioni, lì non trovo mai nulla.
Manco parlassimo di un dentista o di fare una visita specialistica.
Poi, il fatto che sia un volume del 2008 non aiutava di certo.
Ebay, nemmeno.
Per averlo dovevo comprare la collezione completa con i tre numeri che possiedo già, quindi bye bye.
Non restava che Amazon.
Lì sono stato fortunato e affidandomi ad un venditore privato per risparmiare, l'ho portato via ad un prezzo piuttosto basso.

Tavole ribaltate nel tipico formato giapponese, la totale mancanza di qualsiasi redazionale e la copertina piuttosto insipida sono le primissime cose che mi sono saltate all'occhio appena preso il volume in mano.
La seconda sono stati i disegni.
Il reparto grafico è un po' peggiorato ed è molto più affrettato e scialbo dei capitoli precedenti.
Da questo punto di vista Rumiko Takahashi e i suoi assistenti non mi pare si siano svenati più di tanto.
Comunque al di là della confezione e dei disegni, il volume finale di quest'opera mi è garbato.
Vera protagonista delle 200 pagine di questo volume è certamente Suor Angela e il percorso di vita che dovrà scegliere di intraprendere.
Accetterà le avance del pugile imbranato Kosaku o prenderà i voti?
In mezzo a tutto questo ci sarà il primo vero incontro per un titolo importante di Kosaku e l'apparizione dei parenti ( piuttosto serpenti ) di Angela che creeranno alquanto scompiglio.
Come tutte le cose lasciate in sospeso e riprese dopo anni, si notano delle nette differenze sia per quel che concerne il plot narrativo che per quel che concerne i disegni.
Le gag sono meno ispirate, si sorride di meno e ultimo capitolo a parte, in questo volume Suor Angela appare fin troppo ingenua e succube della zia e degli altri parenti.
E' palese, secondo me, che sia un volume di gran lunga inferiore ai tre precedenti.
E' lodevole comunque il fatto che l'autrice si sia decisa a donare un finale a questa vicenda.
Un finale che si è fatto attendere per dieci anni e che tutto sommato ho trovato accettabile e coerente.
Presa in toto, nonostante un quarto volume un po' arrugginito, devo dire che il mio parere su questo manga resta strapositivo.
Pollice su.





martedì 6 maggio 2014

Manga in pillole: Planetes - Makoto Yukimura

Avevo appena finito di leggere La Notte Del Drive - In di Joe R. Lansdale.
Mentre ci rimuginavo sopra, nel tentativo di metabolizzarne i grotteschi contenuti, mi cadde l' occhio sulla mensoletta dedicata ai fumetti ed ai manga ed esattamente sui volumi di Planetes di Makoto Yukimura.
Allungai la mano, ci posai lo sguardo sopra, ed eccomi di nuovo nello spazio insieme a Fee, Yuri, Tanabe e Hachimaki.
Che sia la prima o la decima rilettura, Planetes mantiene immutato il suo fascino.
Planetes è un Seinen ( dicitura che significa che l' opera è destinata ad un pubblico più maturo ) pubblicato in Giappone dalla Kodansha ed edito in Italia dalla Planet Manga in quattro volumetti pubblicati tra il giugno del 2003 e il marzo del 2005.
L' opera in Giappone ha anche vinto il prestigioso premio Seiun per due anni di fila nella categoria fantascienza.
Visto il successo dei Tankobon nel 2002 la Bandai Visual e la Sunrise decisero di ricavarne una trasposizione animata in 26 episodi, arrivata in Italia solo molti anni dopo su AXN e successivamente su Rai 4.
Considerando che l' opera fumettistica è composta da soltanto quattro volumetti, l' anime ne approfondisce dinamiche e contenuti, promuovendo a protagonista indiscussa Tanabe, che nel Manga fa la sua comparsa solo nel secondo volumetto.
Purtroppo della controparte animata posso dire piuttosto poco, essendomela persa in entrambi i suoi passaggi televisivi, anche se conto di recuperarla in futuro.
Ma parliamo brevemente del Manga.
Che si tratta di una bellissima lettura, credo lo si legga già tra le righe.
Planetes è un manga fantascientifico molto incentrato sui personaggi.
Vi è tanta tecnologia, quanto tanta umanità.
Il Manga è ambientato nel 2075, quando i viaggi nello spazio rappresentano ormai la normalità.
L' uomo è già stato su Marte e punta a dirigersi verso Giove.
Fee, Yuri e Hachimaki sono raccoglitori di Space Debris, i cosiddetti rifiuti spaziali.
Sono in parole povere, gli spazzini del cosmo. 
La cosa bella di questo manga è che nonostante il tema portante sia quello fantascientifico, riesce a toccare numerosi argomenti e soprattutto a donare un imprinting molto forte a tutti i suoi personaggi, toccando temi quali la morte, l' ambiente, la religione ed anche il terrorismo spaziale.
Disegni chiari e dettagliati faranno il resto.
Manga che è fruibile sia ai fautori della fantascienza che a coloro che sono interessati all'introspezione dei personaggi, in quanto riesce nel non facile compito di riuscire a miscelare benissimo entrambi.
Quindi che siate interessati al Mecha Design delle navicelle o ai rapporti interpersonali tra i protagonisti, sappiate che troverete in abbondanza entrambi.
Personalmente lo trovo un Manga perfetto.
Nemmeno sforzandomi riesco a trovare un difetto evidente.
Planetes fa suo l' assioma che nella botte piccola c'è il vino buono. 

Menzione d'onore anche per la sigla dell' anime, che ho finito di ascoltare proprio adesso.
Una sorta di riepilogo delle conquiste spaziali dell' uomo, tra cui spicca il primo essere vivente nello spazio, la piccola Laika.
Cagnetta che fu letteralmente mandata a morire. 





venerdì 2 maggio 2014

Snowpiercer

Complice le feste, sono riuscito a trovare il tempo per recuperare alcuni Film che in questi mesi per un motivo o un altro non sono riuscito a vedere.
Snowpiercer era uno di questi.
Uscito ormai più di due mesi fa e presentato in pompa magna come nuovo Blade Runner, nuovo Matrix o nuovo Vattelapesca, Snowpiercer è un Film distopico / fantascientifico molto interessante.
Il Film è tratto dal fumetto Francese Transperceneige scritto da Jacques Lob prima e Benjamin Legrand poi, illustrato da Jean-Marc Rochette e recentemente ripubblicato dalla Cosmo ad un pezzo piuttosto interessante, 5, 90 Euro per 250 pagine.
Devo ammettere che il prezzo lo rende un prodotto piuttosto appetibile, se non fosse che ho al momento altre letture da portare avanti  e altri autori da esplorare ( Lansdale su tutti ).
Ma visto che del fumetto, a parte qualche illustrazione e qualche buona recensione letta su siti e forum di genere, non conosco altro, meglio tacere e passare direttamente alla pellicola cinematografica.
Il Film è diretto dal regista Coreano Bong Joo-ho peraltro autore di un altro Film ben recensito come The Host, che dopo aver visto Clip e Trailer conto di recuperare al più presto.
Snowpiercer, se si può considerare un vanto, si fregia di essere la più costosa opera mai realizzata in Corea, risultando a tutti gli effetti un Blockbuster, ma dalla componente così orientale da renderlo piuttosto atipico, per concezione e contenuti.
Oltre che per gli effetti grafici, suppongo che gran parte della spesa sia dovuta ad un Cast insolitamente ricco.
Nel Film troviamo una irriconoscibile quanto bravissima Tilda Swinton, attori del calibro di Ed Harris e John Hurt, passando per Jamie Bell e Chris Evans che coprono un ruolo di primo piano nelle dinamiche del Film.
Film che a tutti gli effetti parte della critica eleva quasi a capolavoro.
Io, personalmente no.
Ma è risaputo che io di cinema ne capisco giusto un fotogramma di minchia.
Cosa quindi mi impedisce di bollarlo come un gran film?
La parte Action.
Ma partiamo dal principio, ovvero dall'ambientazione e dalla trama, entrambe fottutamente intrippanti.
2014.
L' inquinamento ecologico sta portando la terra alle soglie del riscaldamento globale, ma le autorità hanno la soluzione per impedire siffatto problema, quello di lanciare nell'atmosfera il CW7, una sostanza capace di fermare il riscaldamento.
Ma la sostanza ha un " leggerissimo " effetto collaterale, ovvero quello di precipitare la Terra in una nuova Era Glaciale.
La storia si sposta nel 2031, mostrandoci gli unici sopravvissuti della glaciazione, salvatisi grazie all'invenzione dello sfuggente Signor Wilson, un gigantesco quanto velocissimo treno capace di coprire in un anno l' intero pianeta senza fermarsi mai e così tecnologico da resistere alle temperature glaciali.
Il treno è organizzato in una scala gerarchica che pone negli ultimi vagoni la classe sociale più povera, quella che è stata fatta salire senza biglietto e che viene così abbandonata a se stessa, sfruttata e quasi brutalizzata.
Così mentre le prime classi vivono nel lusso e nella tranquillità, gli ultimi sono costretti a nutrirsi soltanto di una barretta proteica e a subire continui soprusi.
Ovviamente coveranno vendetta e ribellione.
A guidare questa rivolta ci sarà il giovane Curtis, interpretato da un Chris Evans piuttosto credibile, il cui scopo è quello di raggiungere il primo vagone e dirgliene quattro all'inventore del treno, il Signor Wilson.
Cosa che non sarà semplicissima, visto che ogni vagone presenterà ostacoli e autorità da superare.
Il film offre una componente fantapolitica piuttosto forte, dove per la sopravvivenza si arriva a fare di tutto e di più, ed in cui tra bene e male, vi è un filo sottilissimo, talvolta impercettibile.
Ogni vagone superato dai protagonisti spezzerà questo filo ancora di più.
Classico Film da Il fine giustifica i mezzi.
Il film è molto crudo e talvolta piuttosto violento, ma se devo essere onesto, la parte Action è quella che ho trovato meno credibile.
Per superare questa fase e non trovarla sopra le righe e talvolta persino ridicola, ho avuto bisogno di appellarmi alla classica sospensione dell' incredulità e non pormi troppe domande, anche perché molte di esse non troverebbero risposta logica.
Comunque per chi ama le storie di distopia e di sopravvivenza è un Film da non perdere.
Perché superate quelle tre o quattro scene un po' alla cazzo, il film regala veramente delle parti esaltanti ed anche dei personaggi piuttosto credibili.
Regina della pellicola è certamente Tilda Swinton, che interpreta un personaggio così odioso e insopportabile, che invoglierebbe alla violenza anche la buonanima di Madre Teresa.
Certo, la distopia, la fantapolitica, la sopravvivenza post apocalittica sono ormai temi stra-abusati sia al cinema che nella letteratura, lungi da me paragonare Snowpiercer ad opere come Brazil, 1984, Fahrenheit 451, ecc.ecc. ma posso assicurare che dal punto di vista dell' ambientazione è davvero una pellicola con i fiocchi.
La prima parte è eccezionale, la seconda è molto più simbolica e filosofica, forse un po' troppo criptica per i miei gusti, ma è un film di cui certamente consiglio la visione.






sabato 5 aprile 2014

La Lega Degli Straordinari Gentlemen - Alan Moore / Kevin O' Neill

" L' Impero Britannico ha sempre trovato
difficoltà a distinguere tra i suoi eroi e i
suoi mostri. "

Non è facile parlare di un' opera come La Lega Degli Straordinari Gentlemen.
E' a tutti gli effetti un' opera unica nel suo genere, una sorta di ibrido tra la letteratura Vittoriana e la narrazione per immagini.
Alan Moore prende in prestito alcuni personaggi della letteratura di quel periodo e ne forma un Super team.
Idea assurda, quanto geniale.
Ma chi sono questi personaggi?

Il Capitano Nemo: Il Capitano Nemo è il personaggio feticcio di Jules Verne, protagonista indiscusso di opere come Ventimila Leghe Sotto Il Mare e L' Isola Misteriosa.
Il Nautilus, il sottomarino di Nemo sarà a tutti gli effetti la base operativa ed il mezzo di trasporto della Lega.
Nemo è un personaggio burbero e pieno di risentimento nei confronti dell' autorità Britannica.
Accetterà di fare pare della Lega perché spinto da una rinnovata sete di avventura, non certo per fedeltà verso  la Gran Bretagna, che lui esule Indiano odia apertamente.
Il Nautilus e le sue armi piuttosto avanzate per l' epoca, tireranno spesso fuori dagli impicci lui e gli altri appartenenti della Lega.


Wilhelmina Murray : Mina Murray è a tutti gli effetti il capo carismatico della Lega.
Personaggio tratto dal Dracula di Bram Stoker, Mina è l' ex moglie di Jonathan Harker.
Sotto la sciarpa rossa, da cui non si separa mai, mostra ancora i segni dell' incontro ravvicinato con il Vampiro del romanzo protagonista.
Mina è un personaggio carismatico e deciso, molto diversa dalla giovane protagonista del romanzo di Stoker.
Evidentemente essere arrivata così vicino alla perdizione e alla morte, le ha donato una forza ed un coraggio tale da permetterle di imporsi sui suoi eterogenei compagni di avventura.


Allan Quatermain : Protagonista de Le Miniere Di Re Salomone e di altri romanzi di H. Rider Haggard, Allan Quatermain è un vecchio cacciatore che ha vissuto numerose avventure nel continente Africano.
Viene ritrovato in pessimo stato e dipendente dalle droghe in una fumeria d' oppio da Mina Murray.
Ripulitosi e reclutato nella Lega diventa uno degli uomini più decisi e coraggiosi della stessa, ritrovando lo stesso spirito battagliero di un tempo.
Come Nemo entrerà principalmente nella Lega soprattutto per un ritrovato spirito d' avventura.




Henry Jekyll / Mister Hyde : Protagonista del romanzo di Robert Louis Stevenson, Mister Hyde è certamente il personaggio più complesso e ricco di sfaccettature dei due volumi che ho letto della Lega.
Lo chiamo solo con il nome del suo Alter Ego perché per la gran parte delle tavole che compongono i due volumi, sarà questa scimmiesca quanto interessante creatura a fare capolino tra le pagine.
Reclutato in quel di Parigi da Mina Murray e Quatermain, Hyde è a tutti gli effetti il " forzuto " del gruppo che spesso con la sua forza tirerà il gruppo fuori dai guai.
Il problema con un personaggio del genere è riuscire a frenare la sua irruenza e la sua sete di violenza, ma Mina riuscirà anche in questo.
Molto bello e ricco di citazioni a Edgar Allan Poe il suo ritrovamento.
La presenza a Parigi di Jekyll / Hyde viene segnalata a Mina e Qautermain da August Dupin il detective protagonista di alcuni racconti di Edgar Allan Poe come La Lettera Rubata e I Delitti Della Rue Morge, citata anche nell' opera.

Hawley Griffin : Hawley Griffin è l' Uomo Invisibile, personaggio omonimo del romanzo di H.G. Wells.
Il suo potere è certamente tatticamente indispensabile per il gruppo, ma a livello umano è certamente la personalità più fetida ed amorale del gruppo, persino più di Hyde.
Griffin è a tutti gli effetti un egoista e se accetta di fare parte della Lega è solo perché gli è stata promessa la cancellazione dei suoi misfatti a livello penale.
Basta pensare a come viene acciuffato e successivamente reclutato nella Lega.
Mina e gli altri membri, lo scovano in un collegio femminile, dove sfruttando la sua invisibilità si divertiva a violentare e mettere incinta ignare studentesse.




Ma parliamo un po' dell' opera.
La Lega Degli Straordinari Gentlemen è scritta da Alan Moore e illustrata da Kevin O' Neill.
Parlare della bravura di Alan Moore è riduttivo.
Opere come Watchmen, From Hell e V For Vendetta, sono conosciute anche al di fuori della nicchia fumettistica.
Diciamo subito che come fumetto probabilmente La Lega non ha il carisma delle opere sopra citate, risultando ai miei occhi un fumetto tutto sommato convenzionale, però risulta allo stesso tempo un' opera complessa, divertente e ricca di citazioni.
Ed è lì che si annida la sua bellezza.
Molte delle citazioni presenti nella storia sono dei veri e propri Inside Jokes, alcuni francamente difficili da cogliere.
In questo Moore dimostra di avere una cultura pressoché infinita del periodo storico e letterale di fine '800, epoca in cui la storia è ambientata.
I disegni di O' Neill forse non saranno il massimo dell' ipertrofismo supereroistico ma si adattano bene al tono della storia e risultano chiari ed esplicativi, quindi li promuovo su tutta la linea.
L' opera è composta da quattro volumi ed è pubblicata attualmente dalla Bao Publishing al prezzo di circa 20 Euro a volume.
Black Dossier l' ultimo dei quattro, è uscito abbastanza recentemente.
Per amor di verità, dico che io ho preferito affidarmi ad Ebay e mi sono procurato i primi due volumi editi precedentemente dalla Magic Press.
Cosa che mi ha permesso di risparmiare la metà del prezzo d' acquisto.
 Ma lasciamo perdere queste sottigliezze e concentriamoci sulle storie dei due volumi.

Nel primo assistiamo alla Genesi e alla prima avventura della Lega Degli Straordinari Gentlemen.
Mina Murray viene convocata e reclutata da un intermediario del Governo Britannico di nome Mr. Bond ed inviata a reclutare gli altri membri della Lega per sventare la minaccia terroristica di un criminale Cinese che si è impossessato di un importante manufatto tecnologico che vuole usare per scopi bellici.
Le cose si faranno più complesse quando scopriranno che anche l' Inghilterra vuole usare quel manufatto non certo per motivi nobili.
Citazioni e altri personaggi letterari faranno capolino nel corso dell' avventura.
Bellissime le pagine che riguardano il Detective Sherlock Holmes impegnato in un duello all' ultimo sangue con la sua nemesi storica Moriarty.
A concludere il volume, un' avventura onirica solo letterale di Mr. Quatermain.
Quatermain dopo aver bevuto una potentissima droga viene catapultato in un' avventura onirica dai fortissimi toni Lovecraftiani.
In questo breve viaggio si ritroverà ad incontrare anche altri personaggi:
John Carter personaggio inventato dalla penna di Edgar Rice Burroughs, Il Viaggiatore Del Tempo del romanzo La Macchina Del Tempo di H.G.Wells e Randolph Carter protagonista del romanzo breve di H.P. Lovecraft La Ricerca Onirica Dello Sconosciuto Kadath.
Per l' occasione Alan Moore adotta uno stile molto simile a quello di H.P. Lovecraft, regalandoci una storia certamente prolissa, ma dannatamente intrigante.
Personalmente, trovo questa storia più bella del fumetto stesso.

Il secondo volume è ambientato pochissimo tempo dopo.
Mina e soci, questa volta dovranno affrontare una minaccia che arriva direttamente dallo spazio.
 La componente d' azione è indiscussa protagonista, ma nel proseguo della narrazione avremo modo di approfondire e conoscere meglio la natura di ogni personaggio della Lega.
Tutto il racconto del secondo volume è un' enorme citazione alle opere di H.G. Wells.
Non a caso, i nemici che si ritroveranno ad affrontare e che metteranno a ferro e fuoco Londra, saranno i Tripodi del romanzo La Guerra Dei Mondi.
Nel corso del volume farà la sua apparizione anche il famigerato Dottor Moreau dell' omonimo romanzo H. G. Wells. ( L' isola Del Dottor Moreau)
Ottimo volume, in cui alcuni personaggi della Lega troveranno il loro destino.
Conclude il volume una sorta di almanacco del viaggiatore, in cui vengono raccontati i viaggi per tutti e cinque i continenti di membri passati, presenti e futuri della Lega.
Francamente è un racconto letterale piuttosto pesante, che letto d' un fiato potrebbe annoiare non poco, ma che offre alcuni spunti davvero interessanti.

Insomma, per quel che mi riguarda sono 20 Euro ben spesi.
E' un' opera che consiglio?
D' acchitto direi di sì, ma non ho la presunzione di conoscere i vostri gusti, quindi Fate Vobis.

La Lega ha anche avuto un pessimo adattamento cinematografico nel 2003, dal titolo La Leggenda Degli Uomini Straordinari con Sean Connery protagonista.
Film di cui ricordo pochissimo e quindi ampiamente dimenticabile.












sabato 11 gennaio 2014

Scott Piglrim / Contro Il Mondo - Volume 2

Per Natale mi sono regalato due volumi: il primo è l' avventura virtuale in salsa pop anni '80 scritta da Ernest Cline che credo tutti i Nerd e Geek del globo conoscano, ovvero il fantasmagorico libro Player One.
Il secondo ( scusate la cacofonica ripetizione che sto per usare ) è il secondo volume di Scott Pilgrim griffato O' Malley.
Oggi parliamo del secondo, tanto del primo ne hanno parlato tutti e gente molto più in gamba di me, non so manco se e quando lo recensirò.

Comunque concentriamoci sul secondo volume e sulle avventure di Scott e del suo gruppo di scalmanati.
Il tema portante del secondo volume è il passato che ritorna, con le storie d' amore passate e presenti indiscusse protagoniste.
Il Background dei personaggi viene ampliato e ci viene più facile conoscere e addentrarci dentro le vite degli stessi, da questo punto di vista il fumetto per quel che concerne l' introspezione psicologica dei personaggi risulta molto più convincente e meno ermetico rispetto al Film.
La lettura nonostante il volume sia più corposo del precedente è volata via in maniera leggera e gradevole, lasciandomi alla fine una piacevolissima sensazione.
Scott dovrà affrontare il secondo ex fidanzato della bella Ramona che a sua volta dovrà affrontare l' ira dell' ex fidanzata di Scott la temibilissima "Scottomane" Knives Chau, mentre all' orizzonte fa la sua apparizione l' ex che strappò il cuore del protagonista, la Pop Star Envy Adams il cui bassista e a sua volta un altro ex di Ramona, ossia il terzo della lega dei malvagi ex.
Insomma, il volume è un tripudio di Ex.
Come al solito risate assicurate e personaggi sceneggiati in maniera divina da Brian Lee O' Malley.
Volume che non posso non definire bellissimo.
Continuo a trovare geniale l' idea di narrare quella che è una classicissima storia d' amore adolescenziale, in chiave Arcade, ed anche in questo volume citazioni di videogiochi e supereroistiche abbondano.
Ho fatto il callo anche al tratto piuttosto personale ed infantile di O' Malley, che inizio a trovare adeguato e che non stona affatto nell' economia del racconto, tanto che talvolta mi sembra di leggere e guardare il Gameplay di un Platform.
Continuano invece le mie riserve per quel che concerne il prezzo e l' edizione Pocket molto Manga Style della Rizzoli Lizard in cui mi sono imbattuto, ma ormai l' ho iniziato in questa edizione e mi tocca finirlo così ( se doveste essere interessati all' acquisto, mi riferisco a te lettore occasionale passato qui per caso, compra la versione a colori o cercane qualcun' altra che non sia quella Pocket, non fare la stessa cazzata dell' individuo che sta postando).
Chiusa l' enorme parentesi, volevo concludere dicendo che è scontato che presto o tardi prenderò i restanti quattro volumi, dato che Scott, Ramona e quei pazzoidi dei suoi amici, già mi mancano.

" Nella sfida contro il mondo, il vero trucco è andare avanti. "
 

mercoledì 1 gennaio 2014

Akira - Katsuhiro Otomo

Ci sono storie che hanno trent' anni sulle spalle ma ne dimostrano di meno, ed Akira è una di queste.
Il Manga di Katsuhiro Otomo è attualissimo anche adesso, tanto che sembra essere stato scritto ieri.
Akira è un' esperienza da vivere, un Manga da leggere o quantomeno se non volete sorbirvi i 6 volumi, recuperate il Film che comunque fa un ottimo sunto di questa bellissima avventura.
Il Manga venne inizialmente serializzato su Young Magazine a puntate dal 1982 al 1988 per poi essere successivamente pubblicato in 6 Tankobon dalla Kodansha.
Visto l' enorme successo dell' opera e con il Film alle porte, fu decisa la pubblicazione in Occidente, con la Marvel pronta ad accaparrarsene i diritti.
La serie in origine in bianco e nero, fu ricolorata per l' occasione da Steve Oliff ed arrivò in Italia in tale veste edita dalla Glènat Italia.
L' opera è composta da 38 volumetti.
36 furono editi dalla Glènat, con il fallimento della stessa la palla passò di mano alla Marvel Italia che pubblicò sul finire degli anni '90 i due volumi finali per poi ristampare più volte nel corso degli anni l' opera, anche nel formato originale della Kodansha, quello in 6 volumi.
All' epoca io comprai il primo, ma nonostante la bellezza dell' opera, le mie finanze non mi permisero di continuare.
Rimedio adesso, dopo essere riuscito a metterci le mani sopra.

Ma cos'è esattamente Akira?
Akira è un Manga distopico, ambientato in una Tokio post apocalittica, successivamente alla Terza Guerra Mondiale.
E' un Manga ricchissimo d' azione, dai forti contenuti Cyberpunk o almeno gli strizza l' occhio parecchio.
Per intenderci leggendolo si respira l' atmosfera di autori come Gibson o P.K. Dick e non sono pochi i rimandi ad opere come Blade Runner.

La storia è ambientata 38 anni dopo la Terza Guerra Mondiale nella città di Neo Tokio e vede protagonisti un ragazzo problematico di nome Kaneda e la sua Banda di motociclisti.
Un incidente che vedrà protagonista Tetsuo uno dei membri della sua banda, nonché amico / rivale di Kaneda farà da apripista a questa incredibile quanto complessa e talvolta contorta avventura.
Tetsuo per evitare l' apparizione improvvisa di un bambino precocemente invecchiato subirà serissimi danni fisici a causa della caduta dalla moto, ma l' incidente farà da catalizzatore al risveglio di potentissimi poteri psichici che il ragazzo non sapeva di possedere, da cui verrà ben presto soggiogato.
Quello che a prima vista può essere considerato il racconto di una classica rivalità d' amicizia ( che in effetti è ), vedrà l' ingresso in campo di numerose forze militari e rivoluzionarie, in cui si ritroveranno invischiati Kaneda e compagni.
Spiegare l' opera è un casino, anzi se posso trovare un unico difetto in questa storia è proprio di essere fin troppo contorta e complessa, tanto che in molti capitoli si ha la sensazione di leggere gesta di persone che corrono da tutte le parti senza sosta.
Il Manga tocca tanti temi, come gli esperimenti sui bambini in tempi di guerra, distopia, droga, povertà e quant' altro e poteri telecinetici e psichici la faranno da padrone.
Saranno Kaneda e Kei una terrorista rivoluzionaria di cui Kaneda s' innamorerà che si ritroveranno loro malgrado protagonisti di questa avventura.
L' obiettivo sarà fermare Tetsuo che nella sua sete di potere ha intenzione di usare l' arma che ha fatto scoppiare la Terza guerra mondiale, un bambino dai poteri immensi di nome Akira.
I primi volumi sono da cardiopalma e i numeri che trattano della ricerca, del ritrovamento e del risveglio di Akira sono stupendi.
Molto bella l' idea di presentare Akira come un bambino calmissimo e silenzioso ma dai poteri illimitati e belli tutti i personaggi di contorno, forse un po' ermetici, ma che hanno tutti il loro spazio nel corso dell' opera.
La seconda parte, quella post risveglio di Akira è forse quella che mi è piaciuta di meno, troppo casinista e contorta, una sorta di tutti contro tutti praticamente senza sosta e senza respiro, che forse sarebbe potuta essere narrata un po' più velocemente, ma è proprio una critica buttata lì, perché questo Manga è raccontato bene, le scene d' azione sono disegnate e sceneggiate divinamente e quindi sebbene a volte si ha la sensazione che la storia si avviti su se stessa, viene compensata dalle intuizioni e dai disegni al fulmicotone di Otomo.
Questo Manga è leggenda e merita tutto il successo che ha avuto.
Chiunque sia arrivato dopo ( penso ad opere come Eden o Evangelion che un po' lo ricordano nella complessità della trama e dei personaggi), è stato certamente ispirato da quest' opera immortale.
Insomma è un Manga che vale la pena recuperare, dovrebbe essere anche semplice da trovare visto che è stato ristampato varie volte dalla Planet Manga ed è una lettura consigliata a tutti, lettori di Manga e non.

Ne approfitto, dopo aver scritto questo Post alla velocità della luce e in condizioni a me non congeniali ( gente intorno e di fretta ) per fare gli Auguri a tutti di Buon Anno. :-)


 

giovedì 12 dicembre 2013

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male - Volume 1

" Amore è il contrario di Game Over ".

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male è il primo dei sei volumi che compongono l' opera fumettistica scritta e disegnata da Brian Lee O' Malley.
Da quest' opera è stato tratto il bellissimo Film Scott Pilgrim Vs The World diretto da Edgar Wright ed arrivato nei cinema nostrani ormai più di tre anni fa.
Film che è stato un autentico Flop ma che il Tam Tam in rete ha reso un piccolo Cult, se non altro per quella nicchia un po' Nerd amanti dei videogiochi anni '80 a cui l' opera ammicca parecchio.
Io, ammetto di essere uno di quelli che quest' opera l' ha conosciuta solamente tramite il Film e di essermi avvicinato soltanto adesso al fumetto.
E lo dico subito, dovessi giudicare il fumetto da questo primo numero, direi che per adesso il Film di Edgar Wright vince su tutta la linea.
Cos' è che mi ha fatto storcere il naso?
Non certo la storia, perché Brian Lee O' Malley è il vero ideatore e creatore della storia e dei personaggi e senza di lui non ci sarebbe stato Scott e tutto il Cast di personaggi.
Principalmente sono due le cose che non ho apprezzato e per entrambe la colpa è della Rizzoli Lizard ovvero colei che ha pubblicato il fumetto in Italia:
1) Il Formato ridotto talmente Pocket da sembrare più un Manga che un fumetto.
2) Il prezzo, 9,90 Euro per l' edizione ed il formato in cui è pubblicato nonché il numero di pagine (160 circa) è un autentico furto, dovessi decidere di prendere gli altri cinque volumi arriverei a sborsare quasi 60 Euro, Zio cane.
Lo so, sembro sempre il solito accattone che guarda sempre ai prezzi e so benissimo che rispetto ad un paio d' ore in discoteca a 20 Euro il prezzo di un fumetto o un libro non è nulla, ma almeno si fossero sforzati di fare un' edizione decente, sembra più un libro in formato Paperback che un fumetto.
Un' altra cosa che mi è piaciuta poco è lo stile di disegno di Brian Lee O' Malley, lo ammetto.
Ora, non sono uno che giudica un' opera dai disegni, ci sono storie che adoro che hanno un disegno appena sufficiente o comunque sono disegnate in maniera talmente personale da poter risultare indigeste ( penso a From Hell o anche a ad alcuni cicli di Sandman) ma devo ammettere che il tratto al limite dell' essenziale di O' Malley faccio fatica a farmelo piacere.
Ma non è un problema, per me i disegni vengono dopo la trama, e la trama di Scott Pilgrim merita da sola l' acquisto.
Ma di cosa ci parla esattamente quest' opera?
Un aiutino ci viene dal retrocopertina, con i gentili omaggi di Ibs a cui rubo questo estratto:

" La vita di Scott Pilgrim è davvero niente male. Ha ventitré anni, suona in una band, si sveglia all'ora che gli pare e ultimamente esce anche con una tipa carina che praticamente gli muore dietro. Ma da un po' di tempo a questa parte c'è un'autostrada dell'iperspazio che gli passa dritta attraverso la testa: a sfrecciarci da un capo all'altro sui suoi rollerblade è proprio lei, la misteriosa Ramona Flowers, appena arrivata in città e già pronta a rubargli il cuore. Chi è Ramona? Da dove viene? Perché i suoi sette ex fidanzati malvagi si sono alleati per impedire a Scott di conquistarla? Sfere di fuoco! Rock'n'roll! Superpoteri mistici! Pedinamenti! E una sola, incrollabile certezza: che una vita niente male può diventare una vita fantastica. Basta essere pronti a tutto. Ma proprio a tutto. "

A leggere il retrocopertina sembra una stronzata, lo so.
Invece ci troviamo davanti un' opera geniale.
L' idea che Scott debba affrontare i sette ex della ragazza di cui è innamorato, come fossero un nemico di fine livello di un videogioco è bellissima, così come il nemico che una volta sconfitto si dissolve lasciando delle monetine, come accadeva sovente nei Platform o in altri giochi Arcade anni '80-90.
Ma la storia non è solo questo, molto belli gli spaccati di quotidianità, i personaggi che circondano Scott, che rendono la lettura così divertente che 160 pagine sembrano 10.
Che dire del coinquilino Gay di Scott o dei restanti membri dei Sex Bob-Omb?
Sono uno spasso totale, così come il Giovane Neil o la fidanzata liceale di Scott ossia Knives Chau, fuori di melone come poche.
Poi ovviamente c'è lei, Ramona Flowers, a prima vista algida ed irraggiungibile, una fattorina Ninja che farà perdere la testa a Scott, letteralmente.
A livello di personaggi, parliamo di una storia che presenta delle bellissime caratterizzazioni, a cui davvero non so trovare il minimo difetto.
Non fosse per l' edizione, il prezzo ed il tratto di O' Malley che può risultare indigesto, consiglierei di acquistare il fumetto senza riserve.
Rispetto al Film almeno guardando il primo volume, il fumetto perde ovviamente in dinamicità ed effetti speciali, dove la componente quasi " Arcade " del fumetto viene persino più accentuata.
Dovessi giudicare i due prodotti fino a dove finisce il primo volume ovvero l' epico duello contro il primo ex ossia Matthew Patel, devo dire che preferisco come ho già detto sopra il Film.
Spero che i restanti volumi mi smentiscano ma so già che sarà difficile, poiché il Film di Edgar Wright mi aveva conquistato già dal primissimo fotogramma ossia questo:
Il tema della Universal a 8 bit, una vera chicca. :-)

 
 
Cos' è in fin dei conti Scott Pilgrim?
Il racconto della vita di un ragazzo in chiave Arcade.
Già basta questo per conquistarmi.
C'è stato un tempo, in cui avrei voluto essere un personaggio Pixelloso a 8 o 16 Bit, in cui avrei volentieri voluto che la mia vita fosse quella di un personaggio di un videogioco o di un Film.
Tempi in cui l' immedesimazione era totale, commovente.
Credo sia lo stesso per Brian Lee O' Malley, ne sono sicuro.



 

martedì 12 novembre 2013

Berserk 73 & 74

C' era una volta e talvolta c'è ancora, Berserk.
Berserk è un' apparizione che scompare e compare nelle edicole Italiane, talvolta un' illusione, sempre più spesso una delusione.
Aspetti anni per leggerne un volumetto, rendendoti conto che spesso l' attesa non vale l' aspettativa.
Credo che quanto da me scritto, sia il pensiero medio del lettore di questo Manga.
Un manga dalla gestazione di una elefantessa incinta, di un' eclissi ( che con Berserk ci sta come il cacio sui maccheroni :-P ).
Insieme a Bastard di Hagiwara credo sia il Manga più longevo, magari dico una cantonata, nel caso correggetemi.
Chi lo ha iniziato dal primissimo numero magari all' epoca andava a scuola ed adesso è sposato con figli, incazzato nero per un Manga che dalle dinamiche crude e medievaleggianti dell' inizio ha virato sempre più spesso verso un Fantasy Teen dalle venature Horror stile Lovecraft ( come gli ultimi numeri dedicati al Dio del mare che tanto ricorda racconti come La Maschera Di Innsmouth o quelli dedicati a Cthulhu ) o Pirati Dei Caraibi, ma magari fosse solo questo sempre più spesso assistiamo impotenti all' apparizione di streghette, folletti e quant' altro che alleggeriscono le dinamiche di un Manga che aveva fatto della violenza, del sesso e della crudeltà il suo tratto distintivo.
Ma la storia rimane figa e quindi personalmente non ci rinuncio.
E poi cazzo, Miura sarà lentissimo ma i suoi disegni sono semplicemente stupendi, degni talvolta di un quadro di Escher o di Goya ( a cui sembra ispirarsi parecchio nella creazioni dei mostri e degli Apostoli più aberranti).

Ma parliamo dei numeri 73 e 74 pubblicati dalla Planet Manga a cadenza bimestrale.
Se il 73 ci presenta la fine della saga delle Sirene e del Dio del mare ( oggettivamente non un granchè come ciclo, diciamolo apertamente), il numero 74 viceversa ci offre un nuovo spaccato del passato di Gatsu regalandoci una storia corposa come da tempo non mi capitava di leggere.
Finalmente una storia che ricorda gli inizi di questo manga, per quanto aggiunga poco o nulla alle dinamiche della storia principale, e non manchi nemmeno qui l' apparizione del folletto rompicazzo che sembra uscito da un episodio delle Winx. :-P
L' apparizione di personaggi importanti che non apparivano da tempo come Gambino, Rickert ed Erika ha reso questo numero molto più interessante dei precedenti e mi ha trasmesso la scimmia per i prossimi episodi ben sapendo che mi toccherà attendere chissà quanto tempo.
Come se non bastasse la sua ormai proverbiale lentezza è notizia di questi giorni che Kentaro Miura per sei mesi manderà Berserk in letargo per dedicarsi ad una miniserie nuova di zecca che verrà pubblicata su Young Animal l' ammiraglia della casa editrice Hakusesha che pubblica le avventure del guerriero nero Gatsu, con sommo disappunto e bestemmie dei già incazzati lettori di questa serie, che davvero non accenna ad avvicinarsi ad una conclusione.
Miura, guarda che non stai e non stiamo certo ringiovandendo, eh. :-P.

Due paroline su Gatsu e su Berserk.
Io preferivo il Gatsu pre-armatura, il Guerriero Nero, l' uomo che con le sue sole forze riusciva ad affrontare mostri ed avversari impari con quello spadone dalle dimensioni impossibili.
Un uomo che pur vivendo di vendetta e di violenza, non rinuncia all' amore e alla sua umanità.
L' amore che nutre per Caska, la totale devozione ad essa, è uno dei più belli e puri di tutti i Manga.
Purtroppo il Power Up dell' armatura del Berserk per quanto interessante come idea, avvicina sempre più Gatsu ai nemici che vuole sconfiggere rendendolo quasi un " mostro " esso stesso e la cosa non è che mi sconfinfera molto, devo essere sincero.
Certo è bello vedere Gatsu che resista al potere dell' armatura e non rinuncia alla sua umanità ma allo stesso tempo altro non è che un espediente per rendere Gatsu all' altezza di nemici quasi imbattibili come Grifis.
Il rapporto tra i due ed anche il ribaltamento di ruoli a cui stiamo assistendo capitolo dopo capitolo forse è la cosa che mi tiene ancora più incollato al Manga.
Mentre Grifis diventa sempre più simbolo di speranza per il popolo vessato da guerre e carestie, ai cui occhi Grifis sembra quasi il personaggio di una fiaba ( il che dovrebbe far riflettere visto che i personaggi delle fiabe sono finzione :-P ) assistiamo capitolo dopo capitolo allo scivolamento verso il lato oscuro di Gatsu che fa di tutto per non rimanere posseduto dall' armatura che indossa.
E' come se bene o male si siano avvicendati, Gatsu sembra il buio e l' oscurità, Grifis la luce.
Vorrei davvero vedere la reazione della popolazione all' ipotetico scontro finale tra i due, ma di questo passo mi toccherà farlo nell' aldilà, sempre che lì sia permesso leggere Manga. :-P

Berserk è comunque un Manga che ancora merita, Miura scrive e disegna da Dio ed anche se con il tempo ha reso meno cruente e più Fantasy le dinamiche delle sue avventure, è ancora in grado di regalare personaggi davvero a tutto tondo e dalla profondità incredibile.
Consiglierò sempre a chiunque di leggere i volumi inerenti la prima squadra dei Falchi, quelli sono capitoli che rappresentano arte pura e non dovrebbero davvero mancare nella libreria di nessuno.
La complessità e la bellezza di personaggi come Grifis e Gatsu, compreso il loro travagliato rapporto, è una delle più belle cose che abbia mai letto in vita mia e devo dire che con il tempo inizio ad averne lette molte di storie.

Adesso poso i due volumetti sulla mensoletta, dove li prenderò e li rispolverò ogni tanto, in attesa di nuove uscite che chissà quando avverranno.








martedì 29 ottobre 2013

The Walking Dead

Maledico l' aggiornamento di Windows 8.1 che mi ha fatto sbarellare tutti gli Account, compreso quello di Blogger.
Per un attimo, me la sono vista brutta visto che non mi ricordavo quale fosse l' Account di quest' ultimo, ma per fortuna ho ritrovato subito il bandolo della matassa manco fossi Arianna.

Questo mese festeggia le dodici uscite l' albo da edicola in formato " bonellide " di The Walking Dead ed è giusto parlarne, visto che mi sono reso conto di non averlo mai fatto.

Pubblicato dalla Salda Press nel 2005 in volumi brossurati da 140 pagine, The Walking Dead è una storia Post Apocalittica alla George Romero sugli Zombie però più incentrata sulle vicende umane dei protagonisti, pronti a tutto anche a scannarsi tra di loro, pur di sopravvivere.
Il bello della serie soprattutto inizialmente è vedere la reazione di un ex poliziotto come il protagonista Rick Grimes in preda ad un mondo che si è completamente ribaltato ed in cui l' etica e la morale non esistono più, esiste solo l' istinto di sopravvivenza.
Sono le dinamiche interne del gruppo di Rick e di coloro che incontreranno nel loro peregrinare nel trovare un posto sicuro che hanno decretato il successo di questa serie, non tanto i combattimenti con gli Zombie, anche perché di Film e Media vari con Zombie protagonisti ne è pieno anche il Fosso Di Helm.

Ho parlato a grandi linee della trama perché è persino superfluo parlarne, penso che la conoscano anche le vecchiette che sento chiacchierare adesso nella fermata dell' autobus fuori da casa mia.
La serie fumettistica è uscita dalla sua nicchia quando nel 2010 l' AMC un Network Statunitense decise di ricavarci una Serie Televisiva affidandola ad un regista di razza come Frank Darabont regista feticcio di Stephen King peraltro piuttosto bravo ( The Mist, Le Ali Della Libertà e Il Miglio Verde Docet ), e fu subito leggenda.
La Serie trasmessa in Italia da ormai quattro stagioni sui canali Sky di Fox Tv si conferma sempre tra le serie più seguite e ogni stagione è presentata in pompa Magna.
Io stesso sono uno di quelli che ha conosciuto questa storia grazie al Telefilm ed è grazie al Telefilm che The Walking Dead è divenuto il fenomeno di massa che è adesso.
Telefilm e Fumetto presentano numerose differenze di Concept e di personaggi anche se a grandi linee la storia rimane la stessa.
Se il Telefilm come è ovvio funziona meglio per quel che concerne le dinamiche d' azione e di trucco ( gli Zombie di Greg Nicotero sono sempre uno spettacolo ), per quel che concerne l' introspezione psicologica dei personaggi e i dialoghi preferisco in tutto e per tutto il fumetto, parecchi gradini sopra per coerenza e coesione di trama.
Entrambi sono comunque prodotti che meriterebbero di essere seguiti, anche per vedere le differenze che intercorrono tra l' uno e l' altro che rendono entrambi fruibili ed interessanti.
Entrambe le serie procedono a gonfie vele ed il fumetto negli Stati Uniti ha da poco superato le 100 uscite, appostandosi sempre ai vertici per quel che concerne le vendite ed anche il Telefilm non è da meno visto quanto è pompato dalla Fox che sempre ci ricorda quanto è seguito in America e nel mondo ecc.ecc.

Insieme ai volumi in brossura che ormai veleggiano verso il numero 17, la Salda Press esattamente un anno fa decise di farne una versione più economica da edicola per sfruttare il più possibile l' Hype del telefilm ed avvicinare tutti coloro che non volevano o potevano per motivi economici o logistici seguire i volumi soprattutto quelli come me che li hanno scoperti molto tardi e che non volevano dissanguarsi economicamente per comprare gli arretrati.
Il cosidetto Bonellide ( chiamato così perché la struttura è quella di albi Bonelli come Dylan Dog et similia ) è un ottimo albo, i disegni nonostante il formato più ridotto non perdono nulla e così i Balloon ed anche l' apparato redazionale è piuttosto professionale e ben fatto.
Il costo dell' albo che inizialmente era di 2,90 Euro ha subito l' aumento a 3,30 ma davvero parliamo di quisquilie perché il prodotto merita e non poco, per quanto un aumento di 40 Centesimi di botto è cosa rara a vedersi.
Cosa dire di questi primi dodici numeri, Kirkman mi ha avvinto e convinto a seguirla anche se sono sincero non con grandissima costanza.
Ho spesso comprato la serie con settimane di ritardo e spesso è passata in secondo piano rispetto ad altre letture.
Non che non mi piaccia la storia, tutt'altro, ma non so perché non è per me un appuntamento irrinunciabile come il telefilm.
Forse il discorso è semplice, ho scoperto questa serie grazie al Telefilm e mi viene più naturale associarla ad esso.
Eppure, da un punto di vista narrativo, il fumetto lo preferisco di gran lunga, osa molto di più e i personaggi personalmente funzionano di più rispetto al Telefilm sebbene anche il telefilm ha delle cose che preferisco ( Daryl e Merle Dixon o il personaggio del Governatore che personalmente nel fumetto ho trovato eccessivamente sopra le righe ).
Diciamo che però le dinamiche degli ultimi due numeri che mi hanno portato proprio a ridosso della serie Tv mi hanno messo una bella scimmia addosso, visto che da un punto di vista narrativo stracciano di gran lunga la terza serie del Telefilm.

Scritta da quel geniaccio di Robert Kirkman la serie ha visto due disegnatori avvicendarsi.
Inizialmente Tony Moore che ben presto ha lasciato il testimone a Charlie Adlard.
Sono sincero, preferivo il primo.
Adlard ha un tratto più sporco, probabilmente più affine ai toni della storia ma la morbidezza ed il tratteggio di Moore li preferivo alquanto, peccato.

Per concludere, serie Tv e fumetto meritano entrambe.
Chi ama le storie Post Apocalittiche On the Road, chi ama l' Horror e chi ama leggere storie di sopravvissuti che fanno di tutto, anche le cose più infime per esserlo ha trovato pane per i suoi denti.
Un pane molto buono e croccante, tipo quello di Grano del Sud.
E poi ci sono continui ribaltamenti di ruoli, tensione a go- go, morti improvvise e repentine, Zombie, quella sensazione che da un momento all' altro qualcuno ci lascerà le penne, pazzia, sesso, introspezione psicologica, bei dialoghi, bei personaggi, cosa cazzo volete di più.
The Walking Dead merita il successo che ha, passo e chiudo.