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lunedì 14 marzo 2022

Tra Covid, vecchi manga, e Hyperion

Marzo, da qualche anno a questa parte lo identifico con la clausura.

Prima il lockdown, poi la zona rossa, ed infine...la positività al Covid.

Ebbene sì, l'ho preso anch'io, e ritengo giusto scriverlo qui, anche perché è uno dei motivi per cui anche questo mese sarò poco attivo su questo spazio.

Sono ormai quattordici giorni che sono chiuso in casa, più o meno da quando mio fratello è risultato positivo e sintomatico.

Anch'io ho avuto leggeri sintomi, che sono stati quelli di un forte raffreddore, con sintomi febbrili solo per una notte, e risultando negativo persino al primo tampone in farmacia.

Giovedì saranno dieci giorni, e potrò sapere o meno se mi sarò negativizzato.

Insieme a me lo hanno preso anche due miei amici, ma a loro è andata meglio poiché dopo una settimana erano già negativi, mentre la mia dottoressa mi ha consigliato di aspettare almeno dieci giorni.

Comunque mi armerò di pazienza ed aspetterò, anche se dovessi risultare nuovamente positivo, d'altronde l'importante è stare bene, stare a casa mi pesa meno.

Chiusa la parentesi relativa al Covid, marzo è stato foriero di poche letture, finora.

Cioè ho comprato l'edizione Urania di Hyperion, ma è un libro che comunque avevo già letto alcuni anni fa, solo che non avevo un'edizione cartacea e ne ho subito approfittato, ne parlerò alla fine di questo post, anche se non avrò molto da dire, non mi sento un esperto di fantascienza letteraria, che ho sempre considerato poco affine ai miei gusti letterari.

La clausura mi ha portato a rispolverare dalla libreria due manga: Alita e Bastard!!.

Non ne parlerò approfonditamente.

E' molto difficile parlare di lunghe serializzazioni.

Una cosa che ho notato nella serializzazione di un manga, e che molto spesso non mi sconfinfera molto, è il fatto che specie nei primi volumi, l'autore stesso ha solo una vaga idea del proseguo e del successo dell'opera, e che quindi dal punto di vista della coerenza narrativa, non tutto torna esattamente, ed anzi, l'opera stessa viene divisa in segmenti narrativi soprattutto per esigenze editoriali e commerciali, in base al successo dei primi volumetti.

Sia Alita che Bastard soffrono molto di questa cosa.


Partiamo da Alita.

Ho riletto i diciotto volumi in poco tempo, subito dopo aver acquistato quelli che mi mancavano proprio la settimana prima di chiudermi in casa.

A livello generale posso dire che Alita mi è piaciuto molto, anche se si nota molto una sorta di allungamento narrativo, soprattutto nella seconda parte.

Credo che si possa dividere Alita in almeno quattro tronconi.

Il primo volume sembra molto diverso dagli altri, specie come spirito narrativo.

Il primo volume è molto più sporco e dark, in una sorta di noir ed hard boiled fantascientifico che colpisce molto.

Sono bellissimi i primi capitoli di questa storia che un po' ricorda persino Pinocchio almeno inizialmente, con quest'uomo che trova tra i rottami la testa di un cyborg e poi gli ridona vita andando a cercare i componenti tra il mercato nero sfruttando il fatto che sia un cacciatore di criminali.

Anche l'atmosfera che permea la discarica e l'ambientazione rendono questo primo volume il più bello in assoluto, secondo me.

Con l'entrata in scena di Yugo, con le prime avventure di Alita che diventa a sua volta cacciatrice, il manga diventa molto più adolescenziale, ma ancora molto bello.

Alita inizialmente si comporta molto in maniera istintiva ed adolescenziale, ed i primi cinque, sei volumi sono quelli più cinematografici e shonen, ma comunque molto belli.

I primi cinque volumi sono quelli che ho apprezzato più in assoluto, anche in questa rilettura.

La parte ambientata nel motorball è probabilmente la parte più divertente e leggera del manga, e qui entriamo in un arco narrativo di ribellione, ma anche di immaturità dell'eroina di questo manga.

Il motorball mi ha ricordato moltissimo il gioco per Amiga 500 Speedball II dei magnifici Bitmap Brothers.

La terza fase del manga è quella che chiude il cerchio delle prime avventure di Alita, ed in un certo senso è il finale del manga.

Secondo me, doveva finire lì.

E' molto forte la sensazione che Alita dopo il numero dieci dell'edizione italiana, sia proseguito per ragioni economiche ed editoriali.

Narrativamente parlando ho trovato più deboli gli ultimi otto numeri del manga, e meno interessanti anche tutti i personaggi che entreranno in corso d'opera: Kaos, Den, Figura quattro, l'ormai cresciuta Koyomi, mi hanno lasciato molto poco.

Gli ultimi capitoli sono molto filosofici e rivoluzionari in quanto ad epica narrativa, ma personalmente li ho trovati molto allungati e meno interessanti.

Alita comunque è un manga che in generale ho riletto con molto piacere.


Ho riletto anche i ventidue volumi di Bastard!! in mio possesso.

Quest'opera è un vero casino, e mi sono ricordato rileggendo gli ultimi numeri, perché l'abbandonai e perché ormai di quest'opera si parla così poco.

Il manga ormai da tantissimi anni è fermo al numero ventisette e sono passati vent'anni da quando io mi fermai al ventidue, risulta palese che Hagiwara si sia un po' stancato o abbia avuto problemi nella prosecuzione dell'opera.

I primo dodici, tredici numeri del manga mi hanno divertito molto.

Tutta la meta narrativa dell'opera, con Dark Schneider che parla al lettore con la consapevolezza di essere il protagonista dell'opera lo trovo ancora molto divertente, in più è un personaggio davvero ricco di sfumature, specie per quel che concerne il suo rapporto con Yoko.

Certo, dal punto di vista sentimentale è un manga molto anni '80/90, ma è parecchio intrigante.

Bastard!! è un fantasy medievale ricco di inventiva e citazioni, da D & D, alla musica metal, fino ad arrivare a Tolkien o alle carte Magic.

In più presenta dei bei personaggi, ed almeno per i primi quattordici numeri, una trama molto lineare ed evocativa, fatta di grandi battaglie ed ottimi disegni.

Il problema di questo manga è la deriva biblica degli ultimi volumi, che passano dalla serialità alla commedia sexy in maniera fin troppo marcata, rendendo confusionario il tutto.

Ammetto che anche in questa seconda lettura ho trovato gli ultimi volumi quasi incomprensibili ed illeggibili.

Sono comunque contento di averlo riletto.


Come dicevo inizialmente, la mia unica lettura di stampo letterario è stata Hyperion di Dan Simmons.

Ho già parlato a suo tempo di questo autore, che è in assoluto tra i miei preferiti, e recentemente grazie ad Urania, è stato ristampato in allegato ad alcuni quotidiani.

Sempre di questa edizione mi sono fatto già prendere Neuromante di Gibson, ed appena potrò andrò a recuperare anche Tre millimetri al giorno di Matheson, uscito mercoledì scorso.

Quest'ultimo è un autore a cui vorrei dedicare un po' di spazio su questo blog, un po' come ho fatto con Clive Barker negli ultimi mesi.

Diciamo subito una cosa: sono molto contento che Urania abbia dato a tutti la possibilità di leggere Hyperion a 6,99 Euro, ma a questo punto doveva anche dare l'opportunità a tutti i lettori di poter leggere anche il seguito, poiché altrimenti suona come un'opera lasciata a metà.

Non so se non sia stato inserito nel calendario editoriale per una questione di diritti di pubblicazione, ma è una grave mancanza, secondo me.

Hyperion finisce praticamente in maniera tronca.

Costringerà i lettori a cercare altrove il proseguo di questa lettura.

Personalmente trovo Hyperion un romanzo fantastico.

Così come Dune, è molto forte la sensazione di trovarsi davanti, un'opera fantascientifica molto meno popolare di quanto si pensi, e molto affine alla letteratura " alta ".

Sono tantissime le citazioni in corso d'opera, ed il cammino di questi sette pellegrini è molto suggestivo.

E che dire della figura dello Shrike?

Probabilmente è una delle più belle creature mai prodotte in ambito fantascientifico.

E' incredibile la varietà di contenuti di quest'opera.

Ogni racconto della vita di questi sette protagonisti, tocca un genere letterario diverso, andando a scomodare non solo poeti come Keats, ma anche Fitzgerald e Raymond Chandler.

E' un vero peccato che il viaggio di questi pellegrini si concluda proprio sul più bello.

Certo, ci sono delle parti sicuramente prolisse, ma sfido chiunque a non affezionarsi alle storie di queste persone, così diverse, così peculiari, ma tutte accumunate dalla figura misteriosa ed ineluttabile dello Shrike.

Ho adorato ancora una volta Hyperion, e continuo ad adorare Dan Simmons, un autore che dovrebbe essere ben più conosciuto, e talmente poliedrico da poter essere letto da qualsiasi appassionato di genere fantasy, fantascientifico ed horror.


Alla prossima!





sabato 12 agosto 2017

I''s - Masakazu Katsura

Tra la fine di un libro e l'inizio di un altro, talvolta mi viene voglia di mettermi un po' in pausa e di dedicarmi alla rilettura di fumetti e manga che prendono polvere tra le mensole del mio armadio/libreria.
Questa volta è toccato ad I"s di Masakazu Katsura.
Forse oggi è un autore poco noto, ma il suo primo manga Video Girl Ai fece breccia nei cuori di tanti giovanissimi degli anni '90 ed accentuò la diffusione dei manga in Italia che all'epoca erano piuttosto di nicchia.
Tra questi giovani virgulti c'ero anch'io e ne fui sedotto in maniera totale con conseguente gongolamento del mio edicolante di fiducia a cui già passavo gran parte della grana in mio possesso in fumetti Marvel.
Passare quindi da Video Girl Ai ad altri ventordici manga di genere commedia sentimentale e non fu un passo breve ed I''s fu una diretta conseguenza.

I''s segue un po' la linea già tracciata da manga antecedenti che ebbero un successo clamoroso come appunto Video Girl Ai ( che però dopo il primo volume segue un percorso molto più melodrammatico ), e Kimagure Orange Road ( da noi famosissimo grazie all'anime ribattezzato E' Quasi Magia Johnny ).
La vicenda è quella classica di quel periodo: il triangolo amoroso.
Diciamolo subito, la forza di questo manga è proprio il prendersi molto meno sul serio rispetto a Video Girl Ai presentandoci una storia molto più leggera e realistica virando sul drammatico solo alle battute finali ( e manco tanto ).
Ma di questo ne parleremo dopo.
Serializzato dalla Star Comics fu pubblicato inizialmente nella rivista contenitore Express per circa due anni fino alla chiusura della stessa.
Successivamente nemmeno un mese dopo venne pubblicato nel formato a noi italiani più congeniale in quindici volumetti a cadenza bimestrale dall'ottobre del 2000 fino al febbraio del 2003.
Quando lo lessi avevo vent'anni ed ero una persona molto più ingenua e più semplice di adesso, forse persino migliore.
A vent'anni adoravo questo manga ed è del parere di quel giovane che dovete fidarvi.
Perché quello era il contesto giusto per leggerne ed apprezzarne la storia e soprattutto avevo l'età giusta per empatizzare con i personaggi protagonisti.
I''s è un manga shonen e come tale nasce come lettura adolescenziale.
Quindi se mi metto nei panni del me adolescente non posso che lodarlo e consigliarlo su tutta la linea.
Quasi quindici anni dopo e da uomo ormai lanciato nella mezza età trovo questo manga un po' invecchiato anche se ancora dannatamente divertente, ma soprattutto troppo ciclico.
Parliamone meglio:
Possiamo definire I''s come una commedia scolastica sentimentale.
Ichitaka Seto che è il sedicenne protagonista di quest'opera rispetta tutti i crismi dell'iconografia adolescenziale manga di quel periodo:
- Ragazzo indeciso e scontroso per timidezza, ma di buon cuore.
- Erotomane incallito.
- Passivo all'inverosimile e dominato dalle situazioni.
- Sfigatissimo dal punto di vista sentimentale, ma chissà perché conteso in corso d'opera da più ragazze ovviamente tutte gnocche.
Come è giusto che sia il tutto va contestualizzato poiché d'altronde parliamo di una commedia romantica quindi se il protagonista fosse deciso e diretto il tutto si sarebbe concluso in un volumetto.
L'impostazione standard è quella e come tale va rispettata.
Seto ha un'unica certezza nella vita: l'amore che nutre per la dolce e bella compagna di classe Iori Yoshizuki.
A turbare i suoi piani di conquista sarà il ritorno in città della sua gioviale e ciclonica amica d'infanzia nonché prima fidanzatina Itsuki.
Fondamentale importanza e quindi meritevoli di menzione anche i comprimari di questo manga ed in particolare i compagni di classe Teratani ( miglior amico del protagonista) e Koshinae che in molti casi superano in carisma e tridimensionalità i tre protagonisti principali quantunque risultino sempre molto ermetici.
Non che ci voglia molto perché Iori per gran parte del manga è un personaggio indubbiamente piatto.
A Teratani va anche il merito di alleggerire le atmosfere e di essere senza dubbio di smentita il personaggio più divertente di questo manga.
Storia fluida, disegni bellissimi e un pizzico di malizia fanno il resto.
C'è poco da dire, se si è amanti del genere i primi dieci numeri non si può che apprezzarli.
E sui successivi cinque che si fondano i miei dubbi e gran parte di essi sono a causa dell'eccessivo dilatarsi della storia che assume contorni troppo soap operistici nel momento in cui viene a cadere il primo triangolo amoroso.
La successiva entrata in scene di altre due corteggiatrici in corso d'opera e per giunta praticamente uguali per tratti somatici e caratteriali alle due protagoniste principali affossa parte della credibilità della storia.
Nella mia giovinezza non ci feci minimamente caso e andai tranquillamente oltre, ma adesso che do molto più peso alla narrazione trovo la scelta opinabile e solo un modo per dilatare la storia probabilmente per scelte editoriali e commerciali.
Qualche perplessità personale ce l'ho anche sul personaggio principale che per quanto gentile e di buon cuore appare molto egocentrico ed egoista.
Mi sfuggono molto i motivi per cui si meriti tutto il sostegno dei suoi compagni di classe nell'aiutarlo nel coronamento della sua storia d'amore.
Non mi pare che lui faccia molto per gli altri ed anzi tutte le situazioni in cui si ficca e le scelte che fa sono unicamente figlie del sentimento che nutre per Iori.
Ma magari è solo una semplificazione del buon Katsura per restare sui binari più leggeri della commedia e quindi molti dei meriti di Ichitaka restano sottintesi o dietro le quinte.
A parte alcune mie perplessità I''s risulta ancora adesso un manga molto divertente e leggibile soprattutto se affrontato senza particolari pippe mentali.
E' invecchiato, mostra delle rughe, ma si difende ancora bene.
Se vi capita, dategli un'occhiata.


Alla Prossima!














venerdì 4 novembre 2016

Cosa ho letto in questi mesi di latitanza?

Stavo aggiornando la mia libreria virtuale su Anobii, quando mi è venuto in mente che non avevo ancora parlato su questo spazio di ciò che avevo letto in questi mesi.
Al di là della disaffezione letteraria di cui ho sofferto in questo periodo, devo dire che per quel che concerne i mesi scorsi, i risultati non sono poi così catastrofici come paventavo inizialmente.
Insomma non sono ancora diventato uno degno del catastrofismo made in ISTAT dell'ultimo periodo.
Ovvero coloro che leggono soltanto l'autobiografia del cantante/youtuber/sportivo di turno oppure robe come le sfumature di tutti i colori o distopie varie con protagoniste procaci adolescenti.
Ho letto almeno 25 libri, di cui 21 nel periodo di latitanza da questo spazio.
Vediamo quali sono:

- Meridiano Di Sangue - Cormac McCarthy

- Agostino - Alberto Moravia

- Muri Di Carta - John Ajvide Lindqvist

- Una Piccola Stella - John Ajvide Lindqvist

- L'orrore Del Mare - William Hope Hodgson

- Ombre Del Male - Fritz Leiber

- Nelle Terre Estreme - Jon Krakauer

- Il Bazar Dei Brutti Sogni - Stephen King

- Noi, I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino - Christiane F.

- Jack Frusciante è Uscito Dal Gruppo - Enrico Brizzi

- Imagica - Clive Barker

- Il Giardino Di Cemento - Ian McEvan

- Galilee - Clive Barker

- Il quinto libro delle Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco ( I Guerrieri Del Ghiaccio, I Fuochi Di Valyria e La Danza Dei Draghi ) - George R.R. Martin

- Il Canyon Delle Ombre - Clive Barker

- Factotum - Charles Bukowski

- Ghost Story - Peter Straub

- Il Condominio - J.G. Ballard

- Sacrament - Clive Barker

- L'ospite di Dracula - Bram Stoker

- Il Paradiso Degli Orchi - Daniel Pennac

Ho in lettura La Fata Carabina sempre di Pennac e sono in possesso di tutti gli altri volumi del ciclo di Malaussène, ma visti i miei ritmi di lettura di questi ultimi mesi non sono convintissimo che li riuscirò a leggerli tutti entro la fine dell'anno.

E' interessante notare come 11 di questi romanzi li ho letti in formato ebook e 10 soltanto di essi in formato cartaceo.
Di quei 10 solo Il Bazar Dei Brutti Sogni è stato comprato a prezzo pieno in una libreria di grande distribuzione, mentre tutti gli altri li ho presi su Ebay.
Caso a parte merita Nelle Terre Estreme che me lo sono ritrovato davanti al prezzo di 1 Euro, poiché nel negozio di usato librario in cui mi trovavo era in corso una svendita, causa trasloco del locale.
Avrei comprato anche altro in quella libreria, ma purtroppo il titolare aveva già praticamente inscatolato tutti i libri, tranne la bacheca dove spiccava il libro di Krakauer.

Se dovessi indicare la lettura migliore di questi mesi, probabilmente direi Ghost Story di Peter Straub.
Lo scrittore inglese, famoso nella landa italica per la collaborazione a quattro mani con Stephen King nei romanzi Il Talismano e La Casa Del Buio, ci regala una perla gotica di rara bellezza.
Un autore che meriterebbe seduta stante di uscire dal limbo dei fuori catalogo, anche se per fortuna le sue opere sono facilmente reperibili nel circuito dell'usato.
Purtroppo i guai che ho avuto in questi ultimi mesi hanno fatto sì che procrastinassi a data da destinarsi eventuali altri suoi libri.

Come dicevo nel post precedente, per la prima volta nella mia vita da lettore, a malincuore ho saltato a piè pari l'ultima fatica letteraria di Stephen King, ma anche qui conto di rimediare appena smaltita l'inopia economica di questo periodo.

Ho letto quattro romanzi di Clive Barker e se non avessi vissuto ciò che ho vissuto, forse ne avrei letti altri.
Clive Barker mi piace da impazzire.
Adoro la sua prosa prorompente, adoro il suo erotismo strisciante e le sue creature orrorifiche, ma devo ammettere che i quattro romanzi in questione non sono proprio il massimo dal punto di vista narrativo e gira e rigira, mi pare che i suoi testi ritornino spesso sugli stessi argomenti.
Mi riservo di parlarne meglio in futuro.
Altresì rimango emotivamente legato tantissimo a Sacrament, che sicuramente non scorderò mai.
E' stato il romanzo che leggevo quando facevo le notti in ospedale con mio padre e vegliavo su di lui, ed è stato un palliativo più che ideale.
Ho anche un aneddoto curioso su questo romanzo.
Una mattina che non ero presente e avevo lasciato il romanzo sul comodino di fianco al suo letto, mio padre mi raccontò che il medico che era passato quella mattina per le cure di rito, mentre gli infermieri espletavano il loro servizio, si sedette sulla sedia accanto al letto e si mise per almeno quindici minuti a leggere Sacrament chiedendogli ragguagli sul libro e sul proprietario dello stesso.
Chissà che idea si sarà fatto visto che la trama verte su una visionaria avventura di un famoso fotografo gay dopo un incontro ravvicinato con un orso bianco nella baia di Hudson.

Ho letto anche fumetti:

- 4 numeri di Preacher.

- 5 numeri di The Walking Dead.

- 1 di Berserk ( il 75) di ritorno nelle edicole dopo più di due anni, credo.

Ho anche tutti i numeri di Nausicaä Nella Valle Del Vento di Miyazaki e i due volumi di Jonas Fink di Vittorio Giardino, ma di questo passo chissà quando li leggerò.
Confidando di ritornare a livelli di lettura quantomeno accettabili, mi congedo.
Alla prossima!







martedì 30 giugno 2015

Kirara - Toshiki Yui

Qualche giorno fa guardavo la libreria e pensavo a quale potesse essere il libro o il fumetto che ho ripreso più spesso in mano in quest'ultima decade.
It, la saga della Torre Nera o uno dei ventordici romanzi di King?
Il Signore Degli Anelli di Tolkien?
La Regina Dei Draghi o Tempesta di Spade di George R.R.Martin?
Sandman di Neil Gaiman?
No.
Dobbiamo volgere lo sguardo ad oriente, mi sa.
Quindi Video Girl Ai o Berserk?
No, è un manga molto più easy, più pepato e con i culi e le tette in bella mostra molto più della Ai, Moemi e Nobuko di Katsura.
E' un manga semisconosciuto di nome Kirara.
Come mai?
Semplice!
Su quel manga mi ci facevo e mi ci faccio le seghe. :-P
Scherzi a parte, è tutto merito del caso che ha determinato che Kirara si trovi nell'angolo della libreria più a portata di mano, ed essendo piuttosto breve è anche il primo che mi viene naturale prendere e rileggere nei ritagli di tempo.
E considerando che le copertine dei volumi sono al limite della disintegrazione, ipotizzo che i ritagli di tempo che gli ho dedicato sono molteplici.
Il che mi porta a pensare che sarebbe anche ora di dedicargli un breve post.
Partiamo, va'.
Kirara è un manga composto da sei volumi di 200 pagine ciascuno che venne pubblicato tra la fine del 1999 e gli inizi del 2000 dalla Planet Manga al prezzo di 6.900  lire.
 Venne realizzato da un autore che all'epoca era famoso per due cose soltanto:
- l'utilizzo massiccio della Computer Graphic nei suoi disegni.
- i suoi manga erotici.
Kirara ovviamente contiene in maniera abbastanza evidente ( ma era naturale) entrambi gli elementi, anche se appartiene più al filone commedia sentimentale/soprannaturale/sexy tanto in voga in quegli anni.
Possiamo affermare che Kirara è stato uno degli ultimi manga a sfruttare la scia di opere immortali come Lamù, Orange Road, Videogirl Ai che all'epoca spopolavano.
Essendo un fan di queste opere, appena lessi l'incipit ed ebbi intravisto un tema a me molto caro e familiare come la commedia sentimentale adolescenziale, l'acquisto divenne obbligatorio.
Diciamo subito che il manga di Yui non aggiunge nulla al genere, ma anzi ci si butta a pesce rispettandone tutti i crismi e prendendo un po' dall'uno e un po' dall'altro.
Ma parliamo della trama:
Kompei e Kirara stanno per convolare a nozze.
Kirara come tutte le spose è in lieve ritardo.
Sfortuna vuole che durante il tragitto per arrivare in chiesa, la sposa abbia un incidente d'auto dove ci lascia le penne.
La ragazza non accettando il suo destino chiede con tutte le sue forze durante il trapasso di poter tornare dal suo uomo ed incredibilmente la sua preghiera viene ascoltata.
La ragazza però si risveglia nel letto di un Kompei di almeno otto anni più giovane di quello che stava per sposare e per giunta nelle vesti di un fantasma.
Kirara che non ha potuto quindi vivere la sua notte di nozze, nonostante la sua condizione di fantasma, cercherà in tutti i modi di sedurre Kompei che nel frattempo conosce ed  inizia ad interessarsi alla Kirara adolescente.
Insomma, ci troviamo dalle classiche parti del triangolo amoroso / soprannaturale.
Non mancano infatti le scenette e le situazioni tipiche del genere: Kompei è il classico erotomane imbranato a cui basta vedere un seno nudo per avere il sangue al naso, ma allo stesso tempo è una persona fedele a se stessa e all'amore che nutre per l'altra Kirara.
Ovviamente, come tutti gli adolescenti in preda agli ormoni non è immune nemmeno alle forme della Kirara adulta, che non lesina certo le proprie nudità.
Scene piccanti e d'imbarazzo sono il marchio di fabbrica di questo manga, che però purtroppo va in pappa appena tenta di discostarsene.
Non è certamente un manga che brilli per sceneggiatura.
La trama di questo manga è confusionaria ed al limite della leggibilità, soprattutto quando intorno al quarto volume cominciano a fare la sua apparizione angeli, ufo, gente che viene dal futuro, membri dell'occulto, in quello che è un'accozzaglia di elementi che porta solo casino e che sembra solo una scusa per mostrare l'ennesima topa tutta curve e dal seno esagerato.
E' palese che questo manga funzioni fin quando punta soltanto a far ridere attraverso le schermaglie amorose che vedono protagonisti Kompei e le due Kirara.
Per il resto dal punto di vista grafico, il manga non è nemmeno male.
Ho delle riserve sul modo di Yui di disegnare gli occhi, ma è un gusto prettamente personale su cui si può soprassedere.
Certo, anche gli sfondi in Computer Graphic a me non esaltano molto, ma ci si passa tranquillamente sopra.
Menzione per il character design di Kompei, che ai miei occhi appare come un chiaro omaggio al Kyosuke di Matsumoto.
Insomma, Kirara non sarà certo un manga esaltante da un punto di vista registico, ma si rivela ugualmente un manga molto divertente, soprattutto se come il sottoscritto si è amanti della commedia adolescenziale sexy.
E qui lasciatemi dire, che il sexy abbonda.

mercoledì 15 aprile 2015

Il Post in cui Pirkaf torna dalla caccia ai libri e mette in mostra i trofei conquistati

Avete presente la corsa ai saldi?
Quelle donne e quegli uomini che invadono i negozi del centro e sono pronti a battagliare per l'ultima borsa o l'ultimo paio di Adidas?
Io lo faccio con i libri.
Sono io con Ebay e il mercatino delle pulci.
La mia è una corsa al libro fuori catalogo, al fumetto vetusto che non avevo comprato vent'anni fa.
Oppure a quel romanzo ancora in commercio, ma venduto a prezzo d'affare.
Sono un segugio che va a caccia.
Quindi, via con la descrizione delle mie ultime prede:


Pastorale Americana di Philip Roth




Minchia che romanzo angoscioso.
È un libro che mi sta mettendo parecchio in difficoltà, uno di quei rari casi in cui sarei propenso ad abbandonarlo.
Ma non mollo.
So che è un problema mio, in quanto parliamo di un romanzo che ha vinto il premio Pulitzer, mica l'oca della fiera di contea.
Forse è il tema che non mi si confà.
È l'America.
Il bello ed il brutto di una nazione, una miscellanea di contraddizioni.
Il sogno americano che si trasforma in un incubo.
Romanzo che nel suo crudo realismo mi mette più ansia di un horror.
Lettura difficile, forse troppo.

Gli Incredibili X - Men 8-9-10-11



Continua il mio recupero dei primi numeri della collana degli uomini X di Claremont.
I primi tre sono stati un vero affare, in quanto pagati in blocco al misero prezzo di 1 Euro.
Mi sono costate di più le spese di spedizione. :-p
Numeri 8 e 9 acerbissimi ed abbastanza scadenti, cosa che mi ha convinto a non andare più indietro di così.
10 ed 11 ottimi, con storie che presentano i germogli di ciò che fiorirà in tutta la sua maestosità nei numeri successivi.
Comunque al prezzo che ho speso, ho fatto un vero affare per quel che concerne l'aspetto collezionistico.

Berserk 4 e 8




Restando in tema fumettistico, ho recuperato due dei tre numeri di Berserk che mi mancavano.
Il terzo mi è sfuggito per un soffio, poiché non sono riuscito a ricaricare la prepagata in tempo, peccato.
Il prezzo era ottimo, in quanto era venduto a metà prezzo rispetto a quanto valutato normalmente nel circuito d'usato.
In compenso gli altri due mi sono costati pochissimo, ma per scaramanzia meglio non parlarne troppo, visto che sono ancora in viaggio.
E con le Poste Italiane, non dire gatto se non ce l'hai nel sacco, come direbbe il buon Trap.

Ragazzo Da Parete di Stephen Chbosky



Conto di parlarne meglio in un post apposito, ma il libro che poi ha partorito quella piccola perla di film arrivato qualche anno fa in Italia con il titolo di Io Sono Infinito, mi è piaciuto molto.
Però... nonostante a posteriori sia possibile notare come sia stata una pellicola molto furba, posso affermare che è uno di quei rari casi in cui la pellicola battaglia ad armi pari e forse vince contro l'opera da cui viene tratta.
Ma conto di tornarci su e spiegarmi meglio.

L' incubo di Hill House di Shirley Jackson



Erano mesi che corteggiavo le opere della Jackson, fin quando non mi è capitato sottecchi questo libro venduto soltanto a 5 Euro nel circuito usato, invece dei soliti 15 - 20 a cui viene venduto normalmente.
Giustamente è stato subito mio.
Anche di questo libro conto di parlarne in un post prossimo venturo.

Ed ora passiamo alla mia ultima sortita al mercatino delle pulci, che mi ha visto tornare a casa con l'acquisto di quattro libri al costo di 7 Euro.
E che soprattutto mi ha visto fare centro con un libro in particolare.
Per prima cosa ho comprato tre libri in blocco al prezzo di cinque Euro.
Il venditore era una persona molto gentile e preparata ed in più abbiamo discusso amichevolmente di libri e prime edizioni cianciando di Barker, King, Lovecraft, ecc.ecc.
Complice la presenza di un mio amico incontrato lì per caso e suo cliente abituale, mi ha fatto un prezzo di favore.
Da lui ho preso:



Intervista Con Il Vampiro di Anne Rice a soli due Euro.
Era tanto che volevo avventurarmi tra le storie di vampiri della Rice, ed il prezzo è stato un'ottimo viatico.




La Casa Sull'abisso di William H.Hodgson sempre a due Euro.
Romanzo che avevo messo in lista da poco tempo e su cui mi sono imbattuto subito, fosse così con tutti...
Conto di leggerlo presto.




La Notte Del Killer di Dean Koontz a 1 Euro.
Su quest'ultimo ero indeciso, in quanto non ho mai letto nulla di Koontz nonostante sia un autore piuttosto prolifico ed in attività dai tempi del primo King.
L'incipit mi ricorda il romanzo La Metà Oscura di Stephen King e il racconto Finestra Segreta, Giardino Segreto sempre di King.
Non ho buone sensazioni sul romanzo, ma prima o poi volevo affrontare i romanzi di Koontz e questo libro cadeva a fagiolo.




Il grande colpo è stato Il Mondo In Un Tappeto di Clive Barker in prima edizione a soli due Euro.
La genesi di questo acquisto è assurda.
Parlavo con il ragazzo della bancarella dove ho comprato i primi tre libri proprio della difficoltà di trovare i libri di Clive Barker e lui stesso mi diceva che se avesse trovato Imagica o Il Mondo In Un Tappeto ( i libri che gli avevo chiesto ) difficilmente li avrebbe venduti in bancarella vista la scarsa reperibilità ed il prezzo maggiorato sul circuito dell'usato.
E cosa succede?
Mentre sto andando via, a nemmeno 100 metri, negli anfratti della bancarella di una ragazza, vedo impilato e seminascosto Il Mondo In Tappeto in prima edizione, incredibile.
Incredibile anche la reazione della ragazza, che mi prende le mani e mi ringrazia perché erano mesi che lo aveva e che non riusciva a venderlo.
Sono io che mentalmente ho ringraziato lei, visto che il libro che lei mi ha dato a due Euro su Internet viene venduto a 30-40. :-p

Si chiude qui la carrellata di acquisti delle ultime settimane.
Dovrei darmi una calmata, vero?







mercoledì 19 novembre 2014

One Pound Gospel - Rumiko Takahashi - Quarto Volume

Avevo ricavato del tempo da dedicare alla stesura di un nuovo post.
Volevo parlare / scrivere di uno dei molteplici libri letti di recente, come del fatto che per quel che concerne la ricerca dei libri fuori catalogo, mi sento in un periodo piuttosto fortunato visto che sembra mi caschino addosso come dei frutti maturi.
Basta pensare che uno dei libri della serie I Libri Di Sangue di Clive Barker che cercavo da anni ed introvabile anche nei circuiti d'usato, l'ho trovato nell'edicola sotto casa dove passo tutte le domeniche.
Caso più unico che raro.
Ma poi l'apparizione della postina e la consegna del plico contenente il quarto volume di One Pound Gospel ha un po' scombussolato i miei piani e reso quindi questo post una sorta di postilla / appendice del precedente.

Trovare questo quarto volume non è stato semplice.
In fumetteria, nisba come sempre.
Sarò sfigato io, ma se non mi affido alle prenotazioni, lì non trovo mai nulla.
Manco parlassimo di un dentista o di fare una visita specialistica.
Poi, il fatto che sia un volume del 2008 non aiutava di certo.
Ebay, nemmeno.
Per averlo dovevo comprare la collezione completa con i tre numeri che possiedo già, quindi bye bye.
Non restava che Amazon.
Lì sono stato fortunato e affidandomi ad un venditore privato per risparmiare, l'ho portato via ad un prezzo piuttosto basso.

Tavole ribaltate nel tipico formato giapponese, la totale mancanza di qualsiasi redazionale e la copertina piuttosto insipida sono le primissime cose che mi sono saltate all'occhio appena preso il volume in mano.
La seconda sono stati i disegni.
Il reparto grafico è un po' peggiorato ed è molto più affrettato e scialbo dei capitoli precedenti.
Da questo punto di vista Rumiko Takahashi e i suoi assistenti non mi pare si siano svenati più di tanto.
Comunque al di là della confezione e dei disegni, il volume finale di quest'opera mi è garbato.
Vera protagonista delle 200 pagine di questo volume è certamente Suor Angela e il percorso di vita che dovrà scegliere di intraprendere.
Accetterà le avance del pugile imbranato Kosaku o prenderà i voti?
In mezzo a tutto questo ci sarà il primo vero incontro per un titolo importante di Kosaku e l'apparizione dei parenti ( piuttosto serpenti ) di Angela che creeranno alquanto scompiglio.
Come tutte le cose lasciate in sospeso e riprese dopo anni, si notano delle nette differenze sia per quel che concerne il plot narrativo che per quel che concerne i disegni.
Le gag sono meno ispirate, si sorride di meno e ultimo capitolo a parte, in questo volume Suor Angela appare fin troppo ingenua e succube della zia e degli altri parenti.
E' palese, secondo me, che sia un volume di gran lunga inferiore ai tre precedenti.
E' lodevole comunque il fatto che l'autrice si sia decisa a donare un finale a questa vicenda.
Un finale che si è fatto attendere per dieci anni e che tutto sommato ho trovato accettabile e coerente.
Presa in toto, nonostante un quarto volume un po' arrugginito, devo dire che il mio parere su questo manga resta strapositivo.
Pollice su.





sabato 8 novembre 2014

One Pound Gospel - Rumiko Takahashi


Tra la fine di un libro e l'inizio di un altro, mi prendo sempre una sorta di pausa per dedicarmi alla rilettura di qualcosa di leggero e di cui nel tempo inizio ad avere un ricordo annebbiato.Spesso si tratta di Manga infilati negli anfratti più remoti della mia libreria, impilati e nascosti dietro un nugolo di libri e fumetti.
Questa volta il fortunato ad essere stato tirato fuori dalla mia mano sinistra insieme alla polvere è stato One Pound Gospel, opera ancora una volta scritta e disegnata da Rumiko Takahashi.
One Pound Gospel è un'opera che è stata serializzata in tre volumi da 200 e passa pagine tra il novembre del 1997 e il gennaio del 1998.
Peraltro ad un prezzo tutto sommato abbastanza contenuto, 6000 delle vecchie lire.
All'epoca mi lasciò un po' l'amaro in bocca per via del finale tronco, in quanto Rumiko Takahashi non ebbe voglia di metterci più mano, ma recentemente sono venuto a conoscenza che il quarto volume con annesso finale è stato pubblicato nel 2008, a seguito della ristampa dei primi volumi.
Io non l'ho ancora preso ed a dirla tutta non so se e quando lo prenderò, quindi parlerò solo dei tre volumi che ho letto e riletto più volte nel tempo e che come dicevo qualche riga più su, ho ritirato fuori.
One Pound Gospel è una lettura disimpegnata ma divertentissima.
Rumiko Takahashi ancora una volta dimostra tutta la sua poliedricità cimentandosi in una storia sportiva condita da quegli elementi in cui è maestra, humour a perdere e romanticismo.
Il protagonista è Kosaku Hatanaka un pugile di talento che non riesce a trattenersi con il cibo, cosa che gli causa problemi di peso prima di ogni incontro.
Oltre al cibo, Kosaku ha un altro problema, quello dell'amore che nutre per una novizia suora da cui corre a confessarsi tutte le volte che ha una qualsiasi difficoltà, la bella e gentile Suor Angela.
La trama si può dire che sia tutta qui.
Si snoda tra allenamenti e combattimenti sul ring con avversari strampalati, tentativi di conquista dell'amore di Suor Angela ( che a sua volta sembra comunque non indifferente alle lusinghe del pugile ), e soprattutto di atmosfere divertentissime che non annoiano mai.

Tre volumi disimpegnati ma di quella leggerezza coinvolgente e divertente, da sempre marchio di fabbrica delle storie di Rumiko Takahashi.
Per quanto il pugilato sia ben presente nella storia, è la commedia sentimentale la principale protagonista.
Qui lo sport è solo un aspetto della storia, non a caso, tutti gli avversari di Kosaku risaltano più per il loro background particolare che per tecnica di combattimento.
Cioè, gli incontri sono sempre serrati e ben raccontati, ma spesso scivolano in secondo piano rispetto agli altri aspetti della storia.
Ecco, diciamo che forse il lato sportivo, risalta meno rispetto al resto ed è forse l'unico aspetto di questo manga che presta un po' il fianco.
Per quanto, io sono convinto che sia una scelta voluta, in quanto è una commedia sportiva sentimentale, non Rocky Joe o un manga di Adachi.
Parliamo pur sempre della Takahashi.
Al di là di tutto per quel che concerne questi tre volumi, ci troviamo di fronte un'ottima storia, che miscela perfettamente sport, commedia e romanticismo.
Ottimo anche il reparto grafico, visto che il disegno è chiaro, pulito e rende benissimo le scene.
Lo ribadisco: One Pound Gospel è un gran manga.
Certo la comicità della serie è ormai un cliché e forse ad una lettura approfondita può apparire la solita solfa, ma personalmente mi strappa sempre dei gran sorrisi.
Sarà che sono vecchio anch'io e quindi nei cliché e nel classico ci sguazzo, ma One Pound Gospel è un manga che consiglio senza riserve. 
Questo manga conta anche di una serializzazione animata, purtroppo inedita in Italia.
Cosa che ormai, accade sempre più spesso.

sabato 4 ottobre 2014

La Saga Delle Sirene - Rumiko Takahashi

Pubblicata nel lontano 1998 dalla Star Comics, La Saga Delle Sirene è una miniserie in tre volumi scritta e disegnata da Rumiko Takahashi.
I tre volumi in questione sono:

- Il Bosco Della Sirena.
- Il Segno Della Sirena.
- La Maschera Della Sirena.

Per chi non conoscesse Rumiko Takahashi, parliamo della creatrice di Manga ed Anime famosissimi negli anni '80 - 90 come Lamù, Ranma 1/2, Maison Ikkoku ed il più recente ( ma manco tanto ) Inuyasha.
La particolarità di quest'opera è che pur una volta la Takahashi abbandona il suo stile fantasy umoristico / folkloristico per narrarci una storia molto più cupa e violenta del solito.
Se all'epoca comprai questi volumi, è proprio per quell'atmosfera creepy che si respirava pagina dopo pagina.
Il tema cardine del manga è quello dell'immortalità.
Però tutti gli uomini e le donne che desiderano ottenerla dovranno trovare e mangiare la rarissima carne di sirena.
Ma non basta, perché quel nutrimento è una sorta di roulette russa, in quanto è anche un potentissimo veleno a cui pochi riescono a sopravvivere.
I più muoiono subito dopo averla mangiata.
Altri impazziscono e si trasformano in esseri deformi ed alcuni, i più " fortunati ", riescono nel loro intento, che è quello di rimanere eternamente giovani e di vivere per sempre.
Yuta, il protagonista di questa storia è uno di loro.
Il manga segue le gesta di Yuta nel suo peregrinare on the road per le vie del Giappone.
La storia si snoda tra presente e passato e ci narra le avventure di questo ragazzo e della sua compagna, altrettanto immortale, di nome Mana.
I due ovviamente nel corso dei tre volumi vivranno numerose avventure imbattendosi in altri uomini e donne immortali come loro.
Qui, forse risiede una delle poche pecche di questa miniserie: l'eccessivo imbattersi in altri/e immortali.
E' vero, lo richiede la trama, però parliamo di una carne rarissima, questi invece dovunque vanno trovano sempre qualche immortale o qualche essere deforme o comunque qualcuno che ha utilizzato la carne di sirena per i propri scopi.
Che culo. :-P
Dimenticavo di dire che l'unico modo per uccidere questi uomini e donne immortali è tagliare loro la testa.
In corso d'opera non mancano le scene di sangue e di violenza, alcune veramente efferate.
In particolare mi hanno colpito due racconti che vedono protagonisti due bambini immortali.
Storie molte crude, violente e piuttosto inquietanti.
Buoni anche i disegni, niente di spettacolare per carità, ma il tratto della Takahashi è molto chiaro e pulito e rende perfettamente fruibile lo svolgersi degli eventi.
Il formato dei volumi è molto più grande del solito con copertina cartonata, tanto che i volumi hanno più l'aspetto di un libro o di una graphic novel piuttosto che quello di un manga.
Ottimo anche il prezzo, visto che all'epoca per tutti e tre i volumi avrò speso circa 21000 £.
Parliamo comunque di volumi piuttosto corposi che sforano talvolta le 200 pagine.
La serie credo sia facilmente rintracciabile tramite il circuito dell'usato, anche se a dirla tutta non so se nel frattempo sia stata o meno ristampata dalla Star Comics.
In conclusione trovo questa saga piuttosto buona, a tratti veramente appassionante.
Forse un tantino ripetitiva nello svolgersi degli eventi, ma più che altro è una mia impressione.
Certo, parliamo di una storia potenzialmente infinita, ed è forse uno dei motivi per cui Rumiko Takahashi non ci ha più messo mano.
Un vero peccato, perché le avventure on the road di Yuta e Mana avrebbero meritato un proseguo o almeno un finale.
Dalla serie furono tratti anche due OAV tuttora inediti in Italia, segno che comunque la suddetta saga non è che abbia fatto chissà quale proseliti.
Per quel che mi riguarda, la rilettura de La Saga Delle Sirene è stato un piacevolissimo intermezzo tra la lettura di La Bambola Che Divorò Sua Madre di Ramsey Campbell e Mr. Mercedes di Stephen King.
Due romanzi che conto di recensire a breve.





martedì 6 maggio 2014

Manga in pillole: Planetes - Makoto Yukimura

Avevo appena finito di leggere La Notte Del Drive - In di Joe R. Lansdale.
Mentre ci rimuginavo sopra, nel tentativo di metabolizzarne i grotteschi contenuti, mi cadde l' occhio sulla mensoletta dedicata ai fumetti ed ai manga ed esattamente sui volumi di Planetes di Makoto Yukimura.
Allungai la mano, ci posai lo sguardo sopra, ed eccomi di nuovo nello spazio insieme a Fee, Yuri, Tanabe e Hachimaki.
Che sia la prima o la decima rilettura, Planetes mantiene immutato il suo fascino.
Planetes è un Seinen ( dicitura che significa che l' opera è destinata ad un pubblico più maturo ) pubblicato in Giappone dalla Kodansha ed edito in Italia dalla Planet Manga in quattro volumetti pubblicati tra il giugno del 2003 e il marzo del 2005.
L' opera in Giappone ha anche vinto il prestigioso premio Seiun per due anni di fila nella categoria fantascienza.
Visto il successo dei Tankobon nel 2002 la Bandai Visual e la Sunrise decisero di ricavarne una trasposizione animata in 26 episodi, arrivata in Italia solo molti anni dopo su AXN e successivamente su Rai 4.
Considerando che l' opera fumettistica è composta da soltanto quattro volumetti, l' anime ne approfondisce dinamiche e contenuti, promuovendo a protagonista indiscussa Tanabe, che nel Manga fa la sua comparsa solo nel secondo volumetto.
Purtroppo della controparte animata posso dire piuttosto poco, essendomela persa in entrambi i suoi passaggi televisivi, anche se conto di recuperarla in futuro.
Ma parliamo brevemente del Manga.
Che si tratta di una bellissima lettura, credo lo si legga già tra le righe.
Planetes è un manga fantascientifico molto incentrato sui personaggi.
Vi è tanta tecnologia, quanto tanta umanità.
Il Manga è ambientato nel 2075, quando i viaggi nello spazio rappresentano ormai la normalità.
L' uomo è già stato su Marte e punta a dirigersi verso Giove.
Fee, Yuri e Hachimaki sono raccoglitori di Space Debris, i cosiddetti rifiuti spaziali.
Sono in parole povere, gli spazzini del cosmo. 
La cosa bella di questo manga è che nonostante il tema portante sia quello fantascientifico, riesce a toccare numerosi argomenti e soprattutto a donare un imprinting molto forte a tutti i suoi personaggi, toccando temi quali la morte, l' ambiente, la religione ed anche il terrorismo spaziale.
Disegni chiari e dettagliati faranno il resto.
Manga che è fruibile sia ai fautori della fantascienza che a coloro che sono interessati all'introspezione dei personaggi, in quanto riesce nel non facile compito di riuscire a miscelare benissimo entrambi.
Quindi che siate interessati al Mecha Design delle navicelle o ai rapporti interpersonali tra i protagonisti, sappiate che troverete in abbondanza entrambi.
Personalmente lo trovo un Manga perfetto.
Nemmeno sforzandomi riesco a trovare un difetto evidente.
Planetes fa suo l' assioma che nella botte piccola c'è il vino buono. 

Menzione d'onore anche per la sigla dell' anime, che ho finito di ascoltare proprio adesso.
Una sorta di riepilogo delle conquiste spaziali dell' uomo, tra cui spicca il primo essere vivente nello spazio, la piccola Laika.
Cagnetta che fu letteralmente mandata a morire. 





mercoledì 1 gennaio 2014

Akira - Katsuhiro Otomo

Ci sono storie che hanno trent' anni sulle spalle ma ne dimostrano di meno, ed Akira è una di queste.
Il Manga di Katsuhiro Otomo è attualissimo anche adesso, tanto che sembra essere stato scritto ieri.
Akira è un' esperienza da vivere, un Manga da leggere o quantomeno se non volete sorbirvi i 6 volumi, recuperate il Film che comunque fa un ottimo sunto di questa bellissima avventura.
Il Manga venne inizialmente serializzato su Young Magazine a puntate dal 1982 al 1988 per poi essere successivamente pubblicato in 6 Tankobon dalla Kodansha.
Visto l' enorme successo dell' opera e con il Film alle porte, fu decisa la pubblicazione in Occidente, con la Marvel pronta ad accaparrarsene i diritti.
La serie in origine in bianco e nero, fu ricolorata per l' occasione da Steve Oliff ed arrivò in Italia in tale veste edita dalla Glènat Italia.
L' opera è composta da 38 volumetti.
36 furono editi dalla Glènat, con il fallimento della stessa la palla passò di mano alla Marvel Italia che pubblicò sul finire degli anni '90 i due volumi finali per poi ristampare più volte nel corso degli anni l' opera, anche nel formato originale della Kodansha, quello in 6 volumi.
All' epoca io comprai il primo, ma nonostante la bellezza dell' opera, le mie finanze non mi permisero di continuare.
Rimedio adesso, dopo essere riuscito a metterci le mani sopra.

Ma cos'è esattamente Akira?
Akira è un Manga distopico, ambientato in una Tokio post apocalittica, successivamente alla Terza Guerra Mondiale.
E' un Manga ricchissimo d' azione, dai forti contenuti Cyberpunk o almeno gli strizza l' occhio parecchio.
Per intenderci leggendolo si respira l' atmosfera di autori come Gibson o P.K. Dick e non sono pochi i rimandi ad opere come Blade Runner.

La storia è ambientata 38 anni dopo la Terza Guerra Mondiale nella città di Neo Tokio e vede protagonisti un ragazzo problematico di nome Kaneda e la sua Banda di motociclisti.
Un incidente che vedrà protagonista Tetsuo uno dei membri della sua banda, nonché amico / rivale di Kaneda farà da apripista a questa incredibile quanto complessa e talvolta contorta avventura.
Tetsuo per evitare l' apparizione improvvisa di un bambino precocemente invecchiato subirà serissimi danni fisici a causa della caduta dalla moto, ma l' incidente farà da catalizzatore al risveglio di potentissimi poteri psichici che il ragazzo non sapeva di possedere, da cui verrà ben presto soggiogato.
Quello che a prima vista può essere considerato il racconto di una classica rivalità d' amicizia ( che in effetti è ), vedrà l' ingresso in campo di numerose forze militari e rivoluzionarie, in cui si ritroveranno invischiati Kaneda e compagni.
Spiegare l' opera è un casino, anzi se posso trovare un unico difetto in questa storia è proprio di essere fin troppo contorta e complessa, tanto che in molti capitoli si ha la sensazione di leggere gesta di persone che corrono da tutte le parti senza sosta.
Il Manga tocca tanti temi, come gli esperimenti sui bambini in tempi di guerra, distopia, droga, povertà e quant' altro e poteri telecinetici e psichici la faranno da padrone.
Saranno Kaneda e Kei una terrorista rivoluzionaria di cui Kaneda s' innamorerà che si ritroveranno loro malgrado protagonisti di questa avventura.
L' obiettivo sarà fermare Tetsuo che nella sua sete di potere ha intenzione di usare l' arma che ha fatto scoppiare la Terza guerra mondiale, un bambino dai poteri immensi di nome Akira.
I primi volumi sono da cardiopalma e i numeri che trattano della ricerca, del ritrovamento e del risveglio di Akira sono stupendi.
Molto bella l' idea di presentare Akira come un bambino calmissimo e silenzioso ma dai poteri illimitati e belli tutti i personaggi di contorno, forse un po' ermetici, ma che hanno tutti il loro spazio nel corso dell' opera.
La seconda parte, quella post risveglio di Akira è forse quella che mi è piaciuta di meno, troppo casinista e contorta, una sorta di tutti contro tutti praticamente senza sosta e senza respiro, che forse sarebbe potuta essere narrata un po' più velocemente, ma è proprio una critica buttata lì, perché questo Manga è raccontato bene, le scene d' azione sono disegnate e sceneggiate divinamente e quindi sebbene a volte si ha la sensazione che la storia si avviti su se stessa, viene compensata dalle intuizioni e dai disegni al fulmicotone di Otomo.
Questo Manga è leggenda e merita tutto il successo che ha avuto.
Chiunque sia arrivato dopo ( penso ad opere come Eden o Evangelion che un po' lo ricordano nella complessità della trama e dei personaggi), è stato certamente ispirato da quest' opera immortale.
Insomma è un Manga che vale la pena recuperare, dovrebbe essere anche semplice da trovare visto che è stato ristampato varie volte dalla Planet Manga ed è una lettura consigliata a tutti, lettori di Manga e non.

Ne approfitto, dopo aver scritto questo Post alla velocità della luce e in condizioni a me non congeniali ( gente intorno e di fretta ) per fare gli Auguri a tutti di Buon Anno. :-)


 

martedì 12 novembre 2013

Berserk 73 & 74

C' era una volta e talvolta c'è ancora, Berserk.
Berserk è un' apparizione che scompare e compare nelle edicole Italiane, talvolta un' illusione, sempre più spesso una delusione.
Aspetti anni per leggerne un volumetto, rendendoti conto che spesso l' attesa non vale l' aspettativa.
Credo che quanto da me scritto, sia il pensiero medio del lettore di questo Manga.
Un manga dalla gestazione di una elefantessa incinta, di un' eclissi ( che con Berserk ci sta come il cacio sui maccheroni :-P ).
Insieme a Bastard di Hagiwara credo sia il Manga più longevo, magari dico una cantonata, nel caso correggetemi.
Chi lo ha iniziato dal primissimo numero magari all' epoca andava a scuola ed adesso è sposato con figli, incazzato nero per un Manga che dalle dinamiche crude e medievaleggianti dell' inizio ha virato sempre più spesso verso un Fantasy Teen dalle venature Horror stile Lovecraft ( come gli ultimi numeri dedicati al Dio del mare che tanto ricorda racconti come La Maschera Di Innsmouth o quelli dedicati a Cthulhu ) o Pirati Dei Caraibi, ma magari fosse solo questo sempre più spesso assistiamo impotenti all' apparizione di streghette, folletti e quant' altro che alleggeriscono le dinamiche di un Manga che aveva fatto della violenza, del sesso e della crudeltà il suo tratto distintivo.
Ma la storia rimane figa e quindi personalmente non ci rinuncio.
E poi cazzo, Miura sarà lentissimo ma i suoi disegni sono semplicemente stupendi, degni talvolta di un quadro di Escher o di Goya ( a cui sembra ispirarsi parecchio nella creazioni dei mostri e degli Apostoli più aberranti).

Ma parliamo dei numeri 73 e 74 pubblicati dalla Planet Manga a cadenza bimestrale.
Se il 73 ci presenta la fine della saga delle Sirene e del Dio del mare ( oggettivamente non un granchè come ciclo, diciamolo apertamente), il numero 74 viceversa ci offre un nuovo spaccato del passato di Gatsu regalandoci una storia corposa come da tempo non mi capitava di leggere.
Finalmente una storia che ricorda gli inizi di questo manga, per quanto aggiunga poco o nulla alle dinamiche della storia principale, e non manchi nemmeno qui l' apparizione del folletto rompicazzo che sembra uscito da un episodio delle Winx. :-P
L' apparizione di personaggi importanti che non apparivano da tempo come Gambino, Rickert ed Erika ha reso questo numero molto più interessante dei precedenti e mi ha trasmesso la scimmia per i prossimi episodi ben sapendo che mi toccherà attendere chissà quanto tempo.
Come se non bastasse la sua ormai proverbiale lentezza è notizia di questi giorni che Kentaro Miura per sei mesi manderà Berserk in letargo per dedicarsi ad una miniserie nuova di zecca che verrà pubblicata su Young Animal l' ammiraglia della casa editrice Hakusesha che pubblica le avventure del guerriero nero Gatsu, con sommo disappunto e bestemmie dei già incazzati lettori di questa serie, che davvero non accenna ad avvicinarsi ad una conclusione.
Miura, guarda che non stai e non stiamo certo ringiovandendo, eh. :-P.

Due paroline su Gatsu e su Berserk.
Io preferivo il Gatsu pre-armatura, il Guerriero Nero, l' uomo che con le sue sole forze riusciva ad affrontare mostri ed avversari impari con quello spadone dalle dimensioni impossibili.
Un uomo che pur vivendo di vendetta e di violenza, non rinuncia all' amore e alla sua umanità.
L' amore che nutre per Caska, la totale devozione ad essa, è uno dei più belli e puri di tutti i Manga.
Purtroppo il Power Up dell' armatura del Berserk per quanto interessante come idea, avvicina sempre più Gatsu ai nemici che vuole sconfiggere rendendolo quasi un " mostro " esso stesso e la cosa non è che mi sconfinfera molto, devo essere sincero.
Certo è bello vedere Gatsu che resista al potere dell' armatura e non rinuncia alla sua umanità ma allo stesso tempo altro non è che un espediente per rendere Gatsu all' altezza di nemici quasi imbattibili come Grifis.
Il rapporto tra i due ed anche il ribaltamento di ruoli a cui stiamo assistendo capitolo dopo capitolo forse è la cosa che mi tiene ancora più incollato al Manga.
Mentre Grifis diventa sempre più simbolo di speranza per il popolo vessato da guerre e carestie, ai cui occhi Grifis sembra quasi il personaggio di una fiaba ( il che dovrebbe far riflettere visto che i personaggi delle fiabe sono finzione :-P ) assistiamo capitolo dopo capitolo allo scivolamento verso il lato oscuro di Gatsu che fa di tutto per non rimanere posseduto dall' armatura che indossa.
E' come se bene o male si siano avvicendati, Gatsu sembra il buio e l' oscurità, Grifis la luce.
Vorrei davvero vedere la reazione della popolazione all' ipotetico scontro finale tra i due, ma di questo passo mi toccherà farlo nell' aldilà, sempre che lì sia permesso leggere Manga. :-P

Berserk è comunque un Manga che ancora merita, Miura scrive e disegna da Dio ed anche se con il tempo ha reso meno cruente e più Fantasy le dinamiche delle sue avventure, è ancora in grado di regalare personaggi davvero a tutto tondo e dalla profondità incredibile.
Consiglierò sempre a chiunque di leggere i volumi inerenti la prima squadra dei Falchi, quelli sono capitoli che rappresentano arte pura e non dovrebbero davvero mancare nella libreria di nessuno.
La complessità e la bellezza di personaggi come Grifis e Gatsu, compreso il loro travagliato rapporto, è una delle più belle cose che abbia mai letto in vita mia e devo dire che con il tempo inizio ad averne lette molte di storie.

Adesso poso i due volumetti sulla mensoletta, dove li prenderò e li rispolverò ogni tanto, in attesa di nuove uscite che chissà quando avverranno.








martedì 22 ottobre 2013

L' Attacco Dei Giganti

Chiamatelo come vi pare, Shingeki No Kyojin, Attack On Titan o nell' Italianissimo Attacco Dei Giganti, fatto sta che è sicuramente l' Anime e Il Manga del momento.
Tratto appunto dal Manga di Hajime Isayama, L' Attacco Dei Giganti è quello che possiamo definire un Manga Fantasy / Horror Medievale, come non se ne vedevano dai tempi di Berserk.
Del Manga in questione però io posso dire poco, in quanto ho seguito solo la prima serie dell' Anime.
Nella Comunità Internettiana se ne parla benissimo per quel che concerne il Plot narrativo, ma malissimo per quel che concerne la parte grafica, tanto che è opinione pressochè unanime che la controparte Animata sia superiore in tutto e per tutto, o almeno e ciò che ho potuto constatare leggendo e vedendo le recensioni che circolano nell' enorme ragnatela del World Wide Web.
E' comunque un Manga Pubblicato dalla Panini Comics qui in Italia e che a breve dovrebbe essere ristampato, visto l' enorme successo della serie.
I Tankobon almeno credo, per ora si assestano a 9 ma in prosecuzione mentre per ciò che concerne la serie, è roba freschissima la venticinquesima puntata che chiude la prima serie, guardabile in Streaming praticamente dappertutto, anche in Hd. ( tanto è palese che i siti li conosciate tutti :-P)
Ma di che parla esattamente L' Attacco Dei Giganti?
Il titolo ci dà appunto un aiutino, ossia dell' apparizione improvvisa di Giganti di altezza variabile che razziano gli umani, ingoiandoseli.
Il modo che escogitano gli umani per proteggersi è quello di rinchiudersi in città dalle enormi mura fortificate che si dividono in tre tronconi principali: il muro Maria, quello Rose e quello Sina che è un pò quello nevralgico in quanto protegge la Capitale e la sede del Re e dell' altà società.
Il Modus Vivendi dei cittadini sembra essere quello prettamente Medievale e Feudale, in un periodo storico non specificato.
A difendere i cittadini vi è un esercito militare, dotato di particolari abilità acrobatiche che utilizzano un sistema chiamato Meccanismo di Manovra Tridimensionale, che gli permette tramite dei rampini e delle lame affilatissime alimentate a Gas di volare di palazzo in palazzo manco fossero Spider Man e di avere quindi una possibile arma di difesa contro questi fantomatici Giganti che sembrano avere un unico punto debole, la nuca.
Questo esercito si divide in tre distinte categorie : La Polizia Militare, quella Stazionaria e quella Esplorativa, la più pericolosa e quella che subisce più perdite in quanto sempre in prima linea essendo per lo più utilizzata fuori dalle mura.
La Legione Esplorativa è anche quella più ambita dal protoganista di questo Anime, un ragazzo di nome Eren Jaeger.
La trama prende subito una piega tragica e disperata quando appaiono due giganti molto diversi dagli altri, uno corazzato che praticamente da solo apre una breccia nel muro Maria e un altro che è talmente alto che supera persino l' altezza del muro, questi due daranno il via all' invasione che vedrà il Muro Maria nonchè gli abitanti della cittadina decimati dall' attacco e tra le vittime ci sarà la madre di Eren, che il ragazzo vedrà mangiata davanti ai suoi occhi.
Parte da qui la trama e la storia di quest' anime che vedrà un salto di avanti di un paio d' anni quando Eren in compagnia dell' inseparabile amica / sorellastra Mikasa e del suo miglior amico Armin si arruolerà nell' esercito con l' unico scopo di distruggere quanti più giganti possibile, anche a costo della vita.
Il bello di questa storia soprattutto per quel che concerne i primi 6-7 episodi dell' anime è quella tensione disperata, che accompagna qualsiasi missione, anche la più semplice.
C' è sempre quella sensazione che qualcuno ci lascerà le penne, e puntualmente tutto ciò accade, lo spettatore è inerme, può e deve aspettarsi di tutto.
E' questo che mi ha convinto e chi ma ha fatto amare i primissimi episodi di questa serie, fino a quando non succede una cosa, giustificatissima e che è parte integrante dei misteri della storia che ai miei occhi all' inizio è stato vissuto come il classico Power Up di turno tipico di Anime come Dragonball, Naruto e One Piece che mi ha ammosciato un pò, non anticipo nulla per non Spoilerare alcunchè ma che mi ha fatto storcere il naso, almeno inizialmente.
Personalmente amo le storie in cui un uomo comune affronta lo straordinario con le sue forze, senza diventare straordinario egli stesso.
E' quello che amavo di Gatsu in Berserk prima che indossasse l' armatura, e ciò che ho amato in romanzi come It, L' Estate Della Paura o Il Signore Degli Anelli ed è ciò che ho amato nei primissimi episodi di questa serie, soprattutto per quel che concerne il personaggio di Mikasa, veramente uno spettacolo.
La trama comunque non perde di minimo valore, nonostante esuli un pò dai miei gusti personali.
Anzi fino al venticinquesimo episodio che chiude la prima serie è un crescendo di emozioni e di azione vertiginosa, senza respiro.
Davvero una bella serie, senza dubbio.
Colonna sonora da sballo, grafica curatissima, tattiche e tecniche militari eccellenti e ben raccontate e personaggi che hanno tutti dei tratti distintivi e delle peculiarità che li rendono tutti ugualmente interessanti e utili per la storia.
Tra i difetti forse i protagonisti che per adesso trovo un pò ermetici per quel che concerne l' introspezione psicologica ma che puntata dopo puntata si fanno scoprire ed apprezzare sempre di più, sebbene sentire Mikasa ripetere con espressione preoccupata il nome di Eren alla lunga è un pò rompente così come le continue frasi dello stesso Eren quando asserisce che distruggerà tutti i Titani, ma a queste cose ci si passa sopra tranquillamente.
E' assolutamente un Anime che merita, lo dico da spettatore ormai distaccato da questo mondo visto che è da tempo che ho abbandonato gli Anime visto che One Piece e Naruto non hanno resistito al passaggio del tempo, ( il primo l' ho mollato all' Isola Degli Uomini Pesce nonostante abbia amato da morire le saghe precedenti e il secondo dopo il modo in cui si è conclusa la saga di Pain per me è buono solo per la pattumiera) e che ormai guarda soltanto quelli della Fox quando non ha proprio nulla da fare.
Se L' Attacco Dei Giganti è riuscito a catalizzare così tanto il mio interesse vuol dire che merita, anzi mi ha fatto venire voglia di recuperarne qualcun' altro ( Gurren Lagann ). ;-)
L' ho già detto che la colonna sonora è da urlo?
L' ho già detto?
Lo ridico ancora, è da urlo. :-P