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venerdì 9 aprile 2021

L'eternauta - Héctor Germán Oesterheld / Francisco Solano López

Ho sempre avuto un problema con le graphic novel.

Ne soppeso le tematiche, le approfondisco, le metto in lista per anni, ma raramente trovo il coraggio di spendere 20/25 €.

Poi quando lo faccio ne resto comunque contento, perché comunque so che quell'opera mi piacerà, ma non riesco quasi mai a metterle come priorità d'acquisto, perché comunque mi viene più naturale comprare uno o più libri a quel prezzo.


L'eternauta è stato in quel limbo per molto tempo.

Finché non è uscita quest'edizione economica de L'editoriale Cosmo, che mi ha permesso di recuperarla al prezzo di 7,90 € al volume.

E' strano che si parli così poco di questa ristampa, ed infatti la mia vuole essere più un incentivo all'acquisto che un vero e proprio post dedicato a quest'opera.

Recuperatela perché merita.

Si risparmia anche una decina di Euro rispetto al volume unico, e male non fa.

Quindi anch'io finalmente mi sono potuto permettere di leggere quest'opera di fantascienza che a me è sembrata molto ispirata da La guerra dei mondi però ambientata in un continente diverso.

Molto forte il sottotesto politico, che però salta all'occhio solo dopo aver conosciuto la vita e la fine dello scrittore argentino, ed in tal senso le note e gli articoli a fine albo sono piuttosto esplicativi ed approfondiscono il dietro le quinte dell'opera fornendoci gli input necessari per tutti i significati nascosti nella genesi degli alieni e dei fantomatici " loro " che resteranno sempre dietro le quinte.

Ma spogliata del sottotesto politico e concentrandoci solo sul lato narrativo, che dire di quest'opera?

Che è fottutamente bella, ma non del tutto.

Piano, voi fan dell'opera, eh, per favore!

Prima di lanciarmi le uova, fatemi spiegare.

Andiamo un attimo di sinossi per quei pochi che non conoscono questo capolavoro della fantascienza fumettistica:

"Quattro amici giocano a carte in una mansarda, nei dintorni di Buenos Aires. Improvvisamente cala il silenzio, fuori è iniziata una strana nevicata fosforescente: chiunque è toccato dagli strani fiocchi muore istantaneamente. È l'inizio di una lotta per la sopravvivenza contro una terribile invasione aliena."


Ok, torniamo a noi.

Questa non è una recensione, ma solo le sensazioni che ho provato durante la lettura.

L'opera è divisa in due volumi nell'ormai classico formato " bonellide " ed ha la particolarità che si legge in orizzontale come fosse una striscia in pratica ruotando l'albo a 90 °.

Ho notato una cosa in corso d'opera: il secondo volume ad un certo punto prende un'accelerata brusca ed il tutto finisce in fretta e furia, in maniera molto ermetica.

I personaggi, che fino a quel momento spiccavano anche per intelligenza e capacità, ad un certo punto sembrano cadere dal pero, dopo essere passati da vicissitudini ben più ardue, segno di una mancanza di lucidità narrativa.

Ho letto che l'autore è stato costretto a chiudere la storia di fretta e furia per via del probabile fallimento editoriale della rivista che ne ospitava la storia ( dove la serie veniva pubblicata a puntate ).

Ecco, la fretta ad un certo punto diventa fin troppo tangibile spogliando i personaggi del loro acume.

E' l'unico aspetto che mi è dispiaciuto di una storia altrimenti splendida.

I disegni sono bellissimi, il fatto che la storia sia ambientata nei veri sobborghi di Buenos Aires da un tocco di realismo alla storia rendendo il peregrinare dei personaggi ancora più vero.

Pur essendo un'opera derivativa da La guerra dei mondi ed altre storie di invasioni aliene che in quel periodo fioccavano come funghi anche al cinema, la storia è avanguardia pura, se confrontata con opere di successo odierne.

L'ho già presa come esempio nello scorso post, ma The Walking Dead ha parecchi tratti in comune con quest'opera.

Le prime cinquanta/settanta pagine sono stupende.

La storia inizialmente prende una piega quasi distopica e post apocalittica che me l'ha fatta apprezzare ancora di più, poi il successivo avvento delle forze armate normalizza e dirotta la serie sulla classica lotta aliena, per quanto ben ingegnata ( parliamo sempre di un fumetto pubblicato nella seconda metà degli anni '50 ).

Che però con il senno di poi e con l'aggiunta del sottotesto politico assume ben altri significati.


Ho cercato di tenermi quanto più sul vago per i pochi che non conoscono ancora questa bellissima opera ed anche perché esistono decine di migliaia di analisi e recensioni da cui attingere.

La mia non vuole e non pretende di essere una recensione.

Io ho stesso ho approfondito quest'opera soltanto grazie ai post de Il moro de le Storie da birreria.

Un'ultima cosa: l'opera manca anche di un elemento di contrasto, quello che oggi comunemente chiameremmo complottista o anche il personaggio che non si fida o che ragioni per vie traverse.

Tutti i personaggi, la cui gran parte di essi sono persone comuni, persino quelli giovanissimi, intraprendono la lotta armata per la sopravvivenza e per la liberazione del loro angolo di mondo in maniera coraggiosa e commovente, persino troppo, per certi versi.

Vengono arruolati senza indugio e sono orgogliosi di farlo.

Probabilmente il carattere ed il tono dei protagonisti oggi sarebbe più variegato, persino meno patriottico, per certi versi.

Quelli de L'eternauta sono personaggi figli del loro tempo e della loro nazione.

C'è insomma un certo inquadramento di massa.

Quasi un'opera di propaganda, cosa che in effetti è, in un certo senso.

Ripeto che sono comunque miei parti personali, dettati dai miei gusti, L'eternauta è un'opera che merita di far parte delle librerie di tutti, e sono contentissimo di averla recuperata.

Al netto di qualche scelta narrativa che non mi piace, è a tutti gli effetti una bellissima opera, ed al massimo andrebbero messi in discussione i miei gusti personali e non l'opera in sé che merita tutti gli elogi che ha avuto e che continua ad avere e che spero continuerà ad avere, ancora e ancora.


Alla prossima (?)!








giovedì 27 febbraio 2020

Apocalypse - Il Grande Spettacolo Segreto - Clive Barker

" Ricordo, profezia e fantasia - Il passato,
il futuro e l'intermezzo di sogno che li separa
- sono un solo paese, che vive un giorno
immortale. Saperlo è saggezza. Usarlo è
l'arte. "


C'è stato un tempo, relativamente breve, giusto il decennio che ci ha portato al 2000, in cui Clive Barker è stato per molti cultori dell'horror l'unica valida alternativa a Stephen King.
E' inevitabile per un amante dell'horror, prima o poi, di uscire dalla comfort zone di Stephen King, Poe, Lovecraft e Matheson e giungere tra le malefiche braccia di Clive.

Io l'ho fatto e all'epoca mi lanciai in un excursus delle sue opere, recuperandole quasi tutte.
Uno dei pochi romanzi che mi erano sfuggiti è stato Apocalypse.
L'ho incrociato qualche mese fa in un mercatino dell'usato ad 1 euro, per altro in prima edizione, e me lo sono subito stretto al petto e portato via.
Alleluja.

Credo di aver già parlato di Clive Barker.
Grazie al successo di Cabal ed Hellraiser è salito alla ribalta non solo come scrittore, ma anche come regista.
Ha vissuto circa un decennio di fama, e poi è lentamente finito nel limbo, spesso del fuori catalogo, anche.
Le sue opere sono facilmente reperibili nel circuito dell'usato, e la Indipendent Legions Publishing ha pubblicato anche alcune sue opere più recenti ( che non ho letto e conto di recuperare ).
Dopo un inizio al fulmicotone e sanguinolento, le opere di Barker sono virate sempre più spesso verso narrazioni e viaggi onirici e non di stampo fantasy, e secondo me, ha un po' pagato questo percorso artistico di crescita e maturità.
Apocalypse va catalogato in quest'ottica, secondo me.

Apocalypse ( titolo puramente italiano ) è il primo di una trilogia, a cui fa seguito Everville, più un terzo capitolo che non ha ancora mai visto la luce.

In verità, io non ero del tutto ignorante su Apocalypse, in quanto nel 2008 avevo intravisto e successivamente comprato in fumetteria la riduzione fumettistica in due volumi firmata Chris Ryall e Gabriel Rodriguez.
L'ho riletta in parallelo al romanzo, e devo dire che è piuttosto fedele ed anche ben fatta, soprattutto se consideriamo il fatto che è un'opera molto complessa e contorta da riprodurre in formato grafico.

Ma com'è e di cosa tratta questo romanzo?
Andiamo prima di sinossi ( presa in prestito da Wikipedia ), e poi ne parliamo:



Randolphe Jaffe è un omuncolo fallito che si ritrova a carpire segreti in una stanza di lettere perdute ad Omaha. Qui comincia ad apprendere che c'è qualcosa oltre la vita normale e, giorno per giorno, si trova a conoscere l'ARTE. Incontrerà uno scienziato geniale quanto drogato, il quale si farà coinvolgere fino ad arrivare a scoprire una scorciatoia per arrivare all'arte. Un composto chimico chiamato Nuncio. Ritrovatisi uno di fronte all'altro, dopo che il Nuncio si è impossessato dello scienziato, Jaffe viene preso a sua volta e da qui parte l'ennesima lotta tra le ambizioni del Jaffe (il male) e la contrapposizione di Fletcher (il bene)

Ci sono tanti sottotesti in quest'opera.
C'è la totale presa in giro del modello di vita americano, in cui dietro la normalità e l'apparenza cittadina si nascondono sordidi desideri carnali e appetiti di ogni genere, ma è anche la ricerca di qualcosa di più grande e più nascosto, che è l'arte.

Da dove prendono le proprie idee gli artisti?
C'è un che di visionario nella nascita di un quadro, di una poesia, o di un romanzo.
Anche Stephen King e Neil Gaiman ne hanno parlato più di una volta nelle loro opere.
Clive Barker ( che è un artista a 360° visto che è anche regista e pittore) prova a darci una risposta in questo libro.
L'arte è una visione.
Forse un'isola solcata da un oceano di storie, una realtà parallela, inaccessibile ai più, ma che inconsciamente è possibile visitare in particolari frangenti della vita ( per Barker sono la nascita, la prima volta a letto con l'uomo/donna che ami, e prima di morire).
Ed oltre il mare di questo mondo cosa c'è?
La risposta di Clive a questo quesito è molto Lovecraftiana.

Apocalypse è un romanzo contorto, ambientato nella cittadina californiana di Palomo Grove.
E' anche piuttosto corposo e pieno di avvenimenti.
D'altronde parliamo di un librone di 675 pagine.
Per altro, il primo di una trilogia.
E' molto difficile farne un sunto, ma posso dire che è stato un bel viaggio.

Barker crea un vero e proprio pantheon visionario e lo fa bene.
Il percorso narrativo è irto e complicato, composto per lo più da personaggi misteriosi e suggestivi, che si muovono dietro le quinte della narrazione in maniera ambigua, e dove in tutta onestà, è facile perdersi.
Apocalypse è un viaggio allucinatorio tra horror e fantasy, un vero e proprio trip in cui i personaggi principali sono spesso soppiantati in carisma e motivazioni da quelli secondari.
Forse paga in termini di carisma e spessore, ed è piuttosto complicato provare empatia per i personaggi che sono in continua balia della storia.
Questa libro non è il massimo della linearità, tuttavia, la Quiddità è un mare che vorrei visitare, e tutt'ora mi domando quale Terata o Hallucigenia, Jaffe e Fletcher sarebbero stati capaci di creare dalle mie paure e dai miei desideri.
Di cosa sto parlando?
Per saperlo dovreste leggere questo libro, e farvi avvincere come me, da questa battaglia tra bene e male, combattuta a colpi di paure e desideri, in nome dell'arte.


Alla prossima!







lunedì 17 giugno 2019

X- Men - La Saga Di Fenice Nera

" Osservate la nascita di una Dea!"

Non molto tempo fa, feci un post dedicato alla passione che durante l'adolescenza nutrivo per il fumetto degli Incredibili X-Men, un amore durato almeno un decennio.
Il mio unico grande rimpianto di quei tempi era di non aver avuto mai la possibilità di leggere la saga che viene considerata tuttora come un caposaldo degli uomini x e dell'universo Marvel in generale, quella della Fenice Nera.
Oggi rimpianto non è più.

La saga è stata ripubblicata in un formato economico in allegato con la Gazzetta Dello Sport in concomitanza con l'uscita dell'omonimo film al cinema, e mi ci sono fiondato sopra come un falco.

E' una saga bella come tutti dicono?
Per me è un Nì.

Spero di non farne un poema, ma va fatta una premessa.
Gli X-Men non sono più al centro del mio universo, come lo erano ai tempi della mia adolescenza. Io sono cambiato, cresciuto ed i miei gusti sono relativamente diversi.
Un'altra cosa da dire è che io sono cresciuto leggendo le storie di Chris Claremont successive che vedevano alcuni degli stessi personaggi inseriti però in un contesto più cupo e graffiante, i cui semi comunque vengono piantati proprio nella saga di Fenice Nera.
Allo stesso tempo nonostante io sia cresciuto e non apprezzi più alcune delle dinamiche supereroistiche ho apprezzato enormemente la rilettura dei numeri in mio possesso della serie regolare a firma di Claremont/  Romita Jr./ Mark Silvestri, Jim Lee, ecc.ecc. ( in pratica i numeri che vanno dal numero 8 al numero 50).

Quindi cos'è che mi spinge a non apprezzare del tutto le storie di Claremont/Byrne pur riconoscendone la bellezza?
La costruzione di alcuni personaggi e proprio dei due protagonisti della storia in primis ovvero Ciclope e Jean Grey alias Fenice.
Due personaggi che sembrano tra le righe non essere apprezzati dal loro scrittore stesso.
Fossero vissuti al giorno d'oggi Jean e Scott probabilmente avrebbero un profilo in comune su Facebook e non parlerebbero mai in maniera individuale ma solo come coppia.
A volte si ha la sensazione che la funzione di Jean Grey nelle storie sia quella di essere salvata e di lanciarsi in una pomiciata finale con Scott.
I pensieri e le parole della Jean pre-fenice nera? " Oh, Scott."
Manca solo che Chris gli mettesse in bocca: " Baciami, mio virile maschione."
E nella parte iniziale della saga che funge da prologo alla storia, tutto questo accade veramente, anche se il protagonista non è Scott. :-P

Scherzi a parte, il rapporto tra i due protagonisti è qualcosa di terrificante, al limite del patriarcale, ed è molto forte la differenza con le x-girls successive di Claremont solo pochi anni dopo.

La saga di Fenice Nera permette a Jean di scoprire la propria individualità e la propria forza rimanendone soggiogata in quella che è a tutti gli effetti una tragedia Shakespeariana in chiave cosmica.
Fenice Nera passa al lato oscuro, distrugge un intero sole provocando la morte di miliardi di esseri viventi, come mai nessun supercattivo era riuscito a fare.
Le ultime 60 pagine di questa storia sono stupende, disegnate con perizia ed arguzia da John Byrne e che mettono gli stessi X-Men in mezzo ad un dilemma etico e morale sul permettere o meno alle razze aliene Skrull e Kree di processare ( in maniera sommaria ) Fenice o meno.

Oltre Jean che finalmente non è più succube del suo rapporto con Scott, è molto emblematica ed interessante la figura del Professor X che Claremont e Byrne ci mostrano in una versione molto più arcigna e dispotica del solito, forse perché ormai non più in grado di essere padre/padrone dei suoi ragazzi che ormai cominciano a prendere decisioni autonome.
Il finale è storia.
Anche se nei fumetti il the end è quasi mai per sempre.

Da ex lettore di fumetti il mio è un Sì acclarato, soprattutto per quel che concerne le ultime 60 pagine.
C'è da dire che tutto il prologo della vicenda, con le scaramucce con Il Club Infernale, è un racconto ben narrato ma molto sui generis per quel che concerne il plot narrativo supereroistico.

Insomma è una saga che son felice di aver letto e che entrerà a pieno titolo nella mia libreria, ma non è il Claremont che io amo di più.
Però lo sapevo già che sarebbe stato così, quindi il mio è un giudizio di parte e per ciò da prendere con le molle.
La saga della Fenice Nera andrebbe letta, perché merita.




Alla Prossima!





giovedì 7 maggio 2015

Le Ragazzine Stanno Perdendo Il Controllo. La Società Le Teme. La Fine è Azzurra. - Ratigher

Avevo già apprezzato tantissimo Ratigher con Trama, una graphic novel con i controcazzi.
Non è un fumettista facile da leggere, le sue storie sono ermetiche, sfuggenti, piuttosto subdole.
Non sfuggono alla regola nemmeno Le Ragazzine, che Ratigher dopo la vittoria del premio Micheluzzi al Comicon di Napoli, ha deciso di rendere fruibile in maniera gratuita tramite il sito Retinacomics.
Correte subito a scaricarlo, che merita.
È gratuito ed è una bella storia, cosa volere di più?
Lascio il link qua sotto:

http://www.retinacomics.org/autori/ratigher/leragazzinestannoperdendoilcontrollo/

Ma torniamo alla Graphic Novel.
Tenevo d'occhio quest'opera da parecchio tempo, più o meno dai tempi della sua uscita, quando in quel caldo giugno Ratigher invece dei canonici metodi di uscita, tramite un progetto chiamato prima o mai, decise per l'autopubblicazione a numero chiuso attraverso un preordine online.
Ne furono stampate 1100 copie che andarono a ruba ( alcune acquistate dalla Saldapress che decise di investire sul prodotto ).
In pratica al di là di quelle copie ordinabili, non sarebbe esistita mai più nessun'altra edizione cartacea del fumetto.
Ammetto che il prezzo, mi portò a tenermene distante ( 16 Euro per 64 pagine).
Non voglio fare il morto di fame, ma per uno come me che ama leggere e tanto, il risparmio e il prodotto in offerta è fondamentale.
E questa Graphic non lo era.
Rimedio adesso, sfruttando il dono che Ratigher ha voluto fare a tutti gli appassionati di fumetti.
Dono che ho apprezzato enormemente.
Ma di che parla questo fumetto?

Le Ragazzine è un'opera ermetica come la precedente, forse ancora più sottile e criptica di Trama.
Appare chiaro che è una storia di ribellione e di crescita di due ragazzine annoiate, che trovano sfogo soltanto nel farsi continuamente le analisi del sangue e visite specialistiche di cui non hanno bisogno.
Quella di Motta e Castracani è una storia di amicizia molto estrema ed ambigua, al limite della sottomissione, in quanto è palese che la timida e grassoccia Motta sia succube della sua amica molto più sfacciata e sicura di sé.
La narrazione è molto particolare ed è gradevolissimo l'uso diverso di ogni colore per ogni stato d'animo delle due protagoniste.
Molto piacevoli anche i disegni.
Quantunque parliamo di uno stile piuttosto personale, che si presta anche al diniego.
A me piace.
Ora, io non sono un espertone del genere, ma a me come tematiche e stile, Le Ragazzine ricorda parecchio opere come Zanardi di Andrea Pazienza.
Forse non ha la stessa prosa malata del compianto fumettista, ma è certamente una storia piuttosto estrema e particolare.
Certo, Ratigher è tutto fuorché lineare e questa storia lascia parecchie perplessità e dubbi in quanto non è facile carpirne l'essenza, però personalmente me la sono goduta di brutto.
Motta e Castracani non sono tipe che si incontrano spesso.
Per me è da leggere.
E poi, che per una volta il download è gratuito, sarebbe un peccato non approfittarne.

venerdì 20 marzo 2015

Le mie letture fumettistiche degli ultimi mesi:

Ho colpevolmente lasciato questo blog ad accumulare polvere, ma la voglia di scrivere in questo periodo è stata uccel di bosco ed il tempo non mi è stato amico.
Comunque mi sono reso conto che è molto che non parlo di fumetti, ed è strano visto che negli ultimi mesi sono stati protagonisti di buona parte delle mie letture.
Rimedio in parte con questo post, sperando di non risultare troppo prolisso:

Partiamo con la miniserie Spider Man - Il Regno scritta e disegnata da Kaare Andrews.
Erano almeno dieci anni che non leggevo una storia dell'arrampicamuri.
E cos'è che mi ha convinto dopo più di dieci anni a rileggere una storia del ragno?
Il prezzo e il tam tam su internet.
A cui va anche ad aggiungersi il fattore chiave di essere una storia fuori continuity e quindi fruibile anche a chi come me, non legge storie del tessiragnatele da anni.
La storia è ambientata in un futuro alternativo in cui Peter è un vecchio cinico, depresso e solitario che vive in una New York totalitaristica che ha bandito gli eroi in maschera.
Evidente l'omaggio al Ritorno Del Cavaliere Oscuro di Miller e molti i rimandi ad altre opere che trattano tematiche eversive dal punto di vista supereroistico, ma pur non aggiungendo nulla di nuovo al genere, risulta comunque intrigante e coinvolgente.
Molto apprezzabili in particolare le versioni futuristiche dei Sinistri Sei e di Venom.
Il comparto grafico è curato dallo stesso Andrews, che forse non sarà graficamente nelle mie corde, ma il cui stile ben si adatta ai toni tetri ed oscuri della narrazione.
Certo, siamo lontani dalle storie di Jean Marc De Matteis che riusciva a psicanalizzare l'uomo dietro la maschera del ragno come nessuno, ma devo dire che quello di Kaare Andrews è un buon lavoro e poi costa solo 6,50 €.

Sempre griffata Marvel ho recuperato la miniserie X-Men - Magneto: Testamento.
Scritta da Greg Pack e disegnata dal nostrano Carmine Di Giandomenico, ci viene narrata la storia passata di Max Eisenhardt, l'uomo che in futuro diventerà Magneto, il villain più controverso e carismatico degli X-Men.
Già Claremont e gli altri X-writer avevano accennato al passato triste e burrascoso di Magneto, ricordo in tal senso una bellissima mini di poche ma intense pagine firmate Claremont / Bolton, ma è toccato a Greg Pack narrarci in maniera precisa e dettagliata gli eventi luttuosi e drammatici che hanno portato successivamente Magneto ad indossare i panni dell'antitesi del sogno di convivenza pacifica tra umani e mutanti di  Charles Xavier.
Se non fosse stato per il titolo, avrei fatto fatica a considerare questa novel come un prodotto Marvel.
Non ci sono mutanti e non ci sono supereroi in corso d'opera, c'è spazio solo per l'odio razziale e l'orrore di un popolo verso un altro popolo.
E' apprezzabile, quantunque controverso, il modo reale e poco supereroistico in cui viene narrato un tema a rischio retorica come l'Olocausto.
L'unico accenno ai poteri di Magneto, infatti, è di natura inconscia.
Certo, in un contesto Marvelliano pieni di superesseri e mutanti assortiti, lo sterminio degli ebrei assume contorni quantomeno discutibili.
Possibile che in tutta la popolazione non ci fossero mutanti o altri superesseri?
Ma lasciamo perdere, credo che la storia vada contestualizzata, quindi lasciamo scivolare via dubbi e perplessità.
A me questa mini è piaciuta molto.
Ho apprezzato tantissimo i cenni storici ben inseriti nella narrazione e il modo in cui Pack ha fuso il passato di Magneto con una vicenda reale e terrificante come le persecuzioni naziste.
Ottime le matite di Di Giandomenico, che forse inizialmente ha avuto qualche problema fisiognomico con il piccolo Max che appare ( a me) più grande di quel che è, ma che per il resto fa egregiamente il suo dovere.
La scena con quella selva di occhiali ammucchiati in un angolo, ancora mi tormenta.
Mini molto bella, ed è un bene che alla Marvel ogni tanto se ne escano con storie del genere.

Restando in orbita Marvel ed X-Men, mi sono messo a recuperare due numeri storici della collana degli Incredibili X-Men che mi mancavano.
Ho notato che su Ebay gli albi costavano pochissimo e mi sono buttato su due dei numeri più importanti della storia editoriale degli uomini x.
Il numero 12 con il bellissimo Vitamorte di Claremont / Windsor Smith e il numero 17 de Il Processo di Magneto.
Mammia mia, che storie!
Ma quanto cazzo erano belli gli X-Men di Claremont?
Vitamorte è una storia pazzesca.
Vabbe', io faccio poco testo poiché adoravo la Tempesta senza poteri e con la cresta alla moicana, ma in queste 40 pagine di storia Ororo assume dei contorni ancora più vividi.
È una storia di debolezza e di accettazione di sé, la storia di una donna che non è più una Dea, ma che si riscopre umana e fragile.
Probabilmente una delle più belle storie degli X-Men di tutti i tempi.
" C'era una donna che sapeva volare..."

Il Processo di Magneto invece tocca invece corde molto più ideologiche e discutibili.
Un Magneto redento sceglie di consegnarsi alla giustizia e di venire processato per i suoi crimini, in quello che sembra un processo già scritto.
Coadiuvato dai disegni di un acerbissimo John Romita Jr., il Processo Di Magneto è un volume fondamentale nella cronologia de Gli Incredibili X-Men e che come tale non poteva mancare nella mia libreria.
Peccato che il percorso revisionistico della figura di Magneto, all'epoca fu sfruttato malissimo dalla Marvel.
Resta comunque una storia molto interessante e che invoglia alla riflessione riguardo temi come giustizia e pregiudizio.






Appena ho saputo che Neil Gaiman avrebbe rimesso mano al fumetto che lo ha reso famoso anche al di fuori della cerchia fumettistica, non stavo più nella pelle.
Sandman è sempre stato il mio fumetto preferito in assoluto, grazie al lirismo dei testi e all'infinita cultura mitologica del mondo fantasy di Neil, che rendono le storie del signore dei sogni qualcosa di fottutamente vicino ad un'esperienza.
In Sandman Overture, Gaiman conferma di non aver perso il suo tocco, ma buona parte del merito va anche ai disegni di un J.H.Williams III in stato di grazia.
Purtroppo l'albo è piuttosto striminzito e non ha una vera e propria data d'uscita.
Ad oggi sono usciti soltanto due numeri e non ho ancora capito se è trimestrale, quadrimestrale od esca ad minchiam.
Però le 22 pagine di fumetto ispirano soltanto una onomatopea: wow e strawow!
Sandman è uno di quei fumetti che non dovrebbero mancare nella libreria di nessuno e Overture è l'occasione ideale da cui partire, visto che a tutti gli effetti rappresenta il prequel dell'opera omnia di Neil.
Non vedo l'ora escano i restanti quattro numeri.

The Walking Dead è il mio fumetto della domenica.
Lo gusto giusto quella mezz'oretta, lo ripongo nella sua mensoletta e poi arrivederci al mese prossimo.
Detto così potrebbe sembrare che non lo apprezzi, invece è un fumetto che mi piace molto, soprattutto per quel che concerne l'introspezione psicologica dei personaggi, sempre ben congegnati da Robert Kirkman.
Il problema di questa serie ( problema solo mio s'intende, parliamo di un fumetto che a livello globale vende tantissimo), è che è diventata troppo schematica per i miei gusti.
Mi sta bene che il tema della sopravvivenza sia fondamentale nel fumetto e mi intriga il percorso on the road dei protagonisti che li vede alla continua ricerca di un posto più sicuro dove stare.
Direi che è giusto e naturale.
Gli Zombie fanno ormai solo da corollario ed il vero problema sono le relazioni umane con altri gruppi di sopravvissuti.
Però è come un cane che si morde la coda perché ciò che mi piace mi comincia anche a stufare.
La serie viaggia verso uno schema fisso e fin troppo strutturale.
Si va in un posto, si montano le tende, fino all'arrivo dello zombie e del sopravvissuto sempre più cazzuto e sopra le righe che vuole farti il culo.
Sembra che questa serie abbia necessariamente bisogno di una sorta di boss di fine livello, manco stessimo parlando di un videogame.
Prima c'era il Governatore, ora Negan.
Che due palle!
E' una serie che ormai gioca più sulla violenza e l'impatto che sulla trama in sé.
Ma come ho detto all'inizio è un problema tutto mio, in quanto faccio ormai fatica a seguire storie destinate a girare intorno agli stessi schemi.
Quando ho comprato il primo numero non pensavo di arrivare al numero 29, probabilmente farò gli stessi discorsi anche quando arriverò al numero 50, chi può dirlo. :-P

Tornando agli acquisti online, mi sono messo in testa di provare a recuperare tutti i numeri di Preacher della Planeta De Agostini.
Per adesso sono riuscito a recuperare sette dei diciotto numeri che compongono la serie firmata da Garth Ennis e Steve Dillon e conto di recuperare tutti gli altri volumi.
Ero già in possesso dei primi due numeri da parecchio tempo, purtroppo però la concomitanza di uscite con il Sandman di Gaiman, mi impose all'epoca una drastica scelta e fui costretto a sospenderla.
Avevo pensato di riprenderla appena si fosse concluso Sandman, ma il fallimento della Planeta sconvolse i miei piani.
La serie è comunque rimasta sempre nei miei pensieri e conto di recuperarne tutti i numeri al più presto, visto che la prosa accattivante, bastarda e sopra le righe di Garth Ennis mi fa impazzire.
Conto di parlarne più approfonditamente appena metto le mani sugli altri numeri che mi mancano.


Insieme all'ultimo numero di The Walkind Dead ho visto Outcast al prezzo di lancio di 1 Euro e l'ho preso praticamente a scatola chiusa.
Dovrebbe trattarsi di un fumetto horror che si ispira all'Esorcista, visto che si parla di possessioni demoniache.
Il prezzo e la presenza ai testi di Kirkman invogliano quantomeno a vedere com'è.




venerdì 2 maggio 2014

Snowpiercer

Complice le feste, sono riuscito a trovare il tempo per recuperare alcuni Film che in questi mesi per un motivo o un altro non sono riuscito a vedere.
Snowpiercer era uno di questi.
Uscito ormai più di due mesi fa e presentato in pompa magna come nuovo Blade Runner, nuovo Matrix o nuovo Vattelapesca, Snowpiercer è un Film distopico / fantascientifico molto interessante.
Il Film è tratto dal fumetto Francese Transperceneige scritto da Jacques Lob prima e Benjamin Legrand poi, illustrato da Jean-Marc Rochette e recentemente ripubblicato dalla Cosmo ad un pezzo piuttosto interessante, 5, 90 Euro per 250 pagine.
Devo ammettere che il prezzo lo rende un prodotto piuttosto appetibile, se non fosse che ho al momento altre letture da portare avanti  e altri autori da esplorare ( Lansdale su tutti ).
Ma visto che del fumetto, a parte qualche illustrazione e qualche buona recensione letta su siti e forum di genere, non conosco altro, meglio tacere e passare direttamente alla pellicola cinematografica.
Il Film è diretto dal regista Coreano Bong Joo-ho peraltro autore di un altro Film ben recensito come The Host, che dopo aver visto Clip e Trailer conto di recuperare al più presto.
Snowpiercer, se si può considerare un vanto, si fregia di essere la più costosa opera mai realizzata in Corea, risultando a tutti gli effetti un Blockbuster, ma dalla componente così orientale da renderlo piuttosto atipico, per concezione e contenuti.
Oltre che per gli effetti grafici, suppongo che gran parte della spesa sia dovuta ad un Cast insolitamente ricco.
Nel Film troviamo una irriconoscibile quanto bravissima Tilda Swinton, attori del calibro di Ed Harris e John Hurt, passando per Jamie Bell e Chris Evans che coprono un ruolo di primo piano nelle dinamiche del Film.
Film che a tutti gli effetti parte della critica eleva quasi a capolavoro.
Io, personalmente no.
Ma è risaputo che io di cinema ne capisco giusto un fotogramma di minchia.
Cosa quindi mi impedisce di bollarlo come un gran film?
La parte Action.
Ma partiamo dal principio, ovvero dall'ambientazione e dalla trama, entrambe fottutamente intrippanti.
2014.
L' inquinamento ecologico sta portando la terra alle soglie del riscaldamento globale, ma le autorità hanno la soluzione per impedire siffatto problema, quello di lanciare nell'atmosfera il CW7, una sostanza capace di fermare il riscaldamento.
Ma la sostanza ha un " leggerissimo " effetto collaterale, ovvero quello di precipitare la Terra in una nuova Era Glaciale.
La storia si sposta nel 2031, mostrandoci gli unici sopravvissuti della glaciazione, salvatisi grazie all'invenzione dello sfuggente Signor Wilson, un gigantesco quanto velocissimo treno capace di coprire in un anno l' intero pianeta senza fermarsi mai e così tecnologico da resistere alle temperature glaciali.
Il treno è organizzato in una scala gerarchica che pone negli ultimi vagoni la classe sociale più povera, quella che è stata fatta salire senza biglietto e che viene così abbandonata a se stessa, sfruttata e quasi brutalizzata.
Così mentre le prime classi vivono nel lusso e nella tranquillità, gli ultimi sono costretti a nutrirsi soltanto di una barretta proteica e a subire continui soprusi.
Ovviamente coveranno vendetta e ribellione.
A guidare questa rivolta ci sarà il giovane Curtis, interpretato da un Chris Evans piuttosto credibile, il cui scopo è quello di raggiungere il primo vagone e dirgliene quattro all'inventore del treno, il Signor Wilson.
Cosa che non sarà semplicissima, visto che ogni vagone presenterà ostacoli e autorità da superare.
Il film offre una componente fantapolitica piuttosto forte, dove per la sopravvivenza si arriva a fare di tutto e di più, ed in cui tra bene e male, vi è un filo sottilissimo, talvolta impercettibile.
Ogni vagone superato dai protagonisti spezzerà questo filo ancora di più.
Classico Film da Il fine giustifica i mezzi.
Il film è molto crudo e talvolta piuttosto violento, ma se devo essere onesto, la parte Action è quella che ho trovato meno credibile.
Per superare questa fase e non trovarla sopra le righe e talvolta persino ridicola, ho avuto bisogno di appellarmi alla classica sospensione dell' incredulità e non pormi troppe domande, anche perché molte di esse non troverebbero risposta logica.
Comunque per chi ama le storie di distopia e di sopravvivenza è un Film da non perdere.
Perché superate quelle tre o quattro scene un po' alla cazzo, il film regala veramente delle parti esaltanti ed anche dei personaggi piuttosto credibili.
Regina della pellicola è certamente Tilda Swinton, che interpreta un personaggio così odioso e insopportabile, che invoglierebbe alla violenza anche la buonanima di Madre Teresa.
Certo, la distopia, la fantapolitica, la sopravvivenza post apocalittica sono ormai temi stra-abusati sia al cinema che nella letteratura, lungi da me paragonare Snowpiercer ad opere come Brazil, 1984, Fahrenheit 451, ecc.ecc. ma posso assicurare che dal punto di vista dell' ambientazione è davvero una pellicola con i fiocchi.
La prima parte è eccezionale, la seconda è molto più simbolica e filosofica, forse un po' troppo criptica per i miei gusti, ma è un film di cui certamente consiglio la visione.






sabato 5 aprile 2014

La Lega Degli Straordinari Gentlemen - Alan Moore / Kevin O' Neill

" L' Impero Britannico ha sempre trovato
difficoltà a distinguere tra i suoi eroi e i
suoi mostri. "

Non è facile parlare di un' opera come La Lega Degli Straordinari Gentlemen.
E' a tutti gli effetti un' opera unica nel suo genere, una sorta di ibrido tra la letteratura Vittoriana e la narrazione per immagini.
Alan Moore prende in prestito alcuni personaggi della letteratura di quel periodo e ne forma un Super team.
Idea assurda, quanto geniale.
Ma chi sono questi personaggi?

Il Capitano Nemo: Il Capitano Nemo è il personaggio feticcio di Jules Verne, protagonista indiscusso di opere come Ventimila Leghe Sotto Il Mare e L' Isola Misteriosa.
Il Nautilus, il sottomarino di Nemo sarà a tutti gli effetti la base operativa ed il mezzo di trasporto della Lega.
Nemo è un personaggio burbero e pieno di risentimento nei confronti dell' autorità Britannica.
Accetterà di fare pare della Lega perché spinto da una rinnovata sete di avventura, non certo per fedeltà verso  la Gran Bretagna, che lui esule Indiano odia apertamente.
Il Nautilus e le sue armi piuttosto avanzate per l' epoca, tireranno spesso fuori dagli impicci lui e gli altri appartenenti della Lega.


Wilhelmina Murray : Mina Murray è a tutti gli effetti il capo carismatico della Lega.
Personaggio tratto dal Dracula di Bram Stoker, Mina è l' ex moglie di Jonathan Harker.
Sotto la sciarpa rossa, da cui non si separa mai, mostra ancora i segni dell' incontro ravvicinato con il Vampiro del romanzo protagonista.
Mina è un personaggio carismatico e deciso, molto diversa dalla giovane protagonista del romanzo di Stoker.
Evidentemente essere arrivata così vicino alla perdizione e alla morte, le ha donato una forza ed un coraggio tale da permetterle di imporsi sui suoi eterogenei compagni di avventura.


Allan Quatermain : Protagonista de Le Miniere Di Re Salomone e di altri romanzi di H. Rider Haggard, Allan Quatermain è un vecchio cacciatore che ha vissuto numerose avventure nel continente Africano.
Viene ritrovato in pessimo stato e dipendente dalle droghe in una fumeria d' oppio da Mina Murray.
Ripulitosi e reclutato nella Lega diventa uno degli uomini più decisi e coraggiosi della stessa, ritrovando lo stesso spirito battagliero di un tempo.
Come Nemo entrerà principalmente nella Lega soprattutto per un ritrovato spirito d' avventura.




Henry Jekyll / Mister Hyde : Protagonista del romanzo di Robert Louis Stevenson, Mister Hyde è certamente il personaggio più complesso e ricco di sfaccettature dei due volumi che ho letto della Lega.
Lo chiamo solo con il nome del suo Alter Ego perché per la gran parte delle tavole che compongono i due volumi, sarà questa scimmiesca quanto interessante creatura a fare capolino tra le pagine.
Reclutato in quel di Parigi da Mina Murray e Quatermain, Hyde è a tutti gli effetti il " forzuto " del gruppo che spesso con la sua forza tirerà il gruppo fuori dai guai.
Il problema con un personaggio del genere è riuscire a frenare la sua irruenza e la sua sete di violenza, ma Mina riuscirà anche in questo.
Molto bello e ricco di citazioni a Edgar Allan Poe il suo ritrovamento.
La presenza a Parigi di Jekyll / Hyde viene segnalata a Mina e Qautermain da August Dupin il detective protagonista di alcuni racconti di Edgar Allan Poe come La Lettera Rubata e I Delitti Della Rue Morge, citata anche nell' opera.

Hawley Griffin : Hawley Griffin è l' Uomo Invisibile, personaggio omonimo del romanzo di H.G. Wells.
Il suo potere è certamente tatticamente indispensabile per il gruppo, ma a livello umano è certamente la personalità più fetida ed amorale del gruppo, persino più di Hyde.
Griffin è a tutti gli effetti un egoista e se accetta di fare parte della Lega è solo perché gli è stata promessa la cancellazione dei suoi misfatti a livello penale.
Basta pensare a come viene acciuffato e successivamente reclutato nella Lega.
Mina e gli altri membri, lo scovano in un collegio femminile, dove sfruttando la sua invisibilità si divertiva a violentare e mettere incinta ignare studentesse.




Ma parliamo un po' dell' opera.
La Lega Degli Straordinari Gentlemen è scritta da Alan Moore e illustrata da Kevin O' Neill.
Parlare della bravura di Alan Moore è riduttivo.
Opere come Watchmen, From Hell e V For Vendetta, sono conosciute anche al di fuori della nicchia fumettistica.
Diciamo subito che come fumetto probabilmente La Lega non ha il carisma delle opere sopra citate, risultando ai miei occhi un fumetto tutto sommato convenzionale, però risulta allo stesso tempo un' opera complessa, divertente e ricca di citazioni.
Ed è lì che si annida la sua bellezza.
Molte delle citazioni presenti nella storia sono dei veri e propri Inside Jokes, alcuni francamente difficili da cogliere.
In questo Moore dimostra di avere una cultura pressoché infinita del periodo storico e letterale di fine '800, epoca in cui la storia è ambientata.
I disegni di O' Neill forse non saranno il massimo dell' ipertrofismo supereroistico ma si adattano bene al tono della storia e risultano chiari ed esplicativi, quindi li promuovo su tutta la linea.
L' opera è composta da quattro volumi ed è pubblicata attualmente dalla Bao Publishing al prezzo di circa 20 Euro a volume.
Black Dossier l' ultimo dei quattro, è uscito abbastanza recentemente.
Per amor di verità, dico che io ho preferito affidarmi ad Ebay e mi sono procurato i primi due volumi editi precedentemente dalla Magic Press.
Cosa che mi ha permesso di risparmiare la metà del prezzo d' acquisto.
 Ma lasciamo perdere queste sottigliezze e concentriamoci sulle storie dei due volumi.

Nel primo assistiamo alla Genesi e alla prima avventura della Lega Degli Straordinari Gentlemen.
Mina Murray viene convocata e reclutata da un intermediario del Governo Britannico di nome Mr. Bond ed inviata a reclutare gli altri membri della Lega per sventare la minaccia terroristica di un criminale Cinese che si è impossessato di un importante manufatto tecnologico che vuole usare per scopi bellici.
Le cose si faranno più complesse quando scopriranno che anche l' Inghilterra vuole usare quel manufatto non certo per motivi nobili.
Citazioni e altri personaggi letterari faranno capolino nel corso dell' avventura.
Bellissime le pagine che riguardano il Detective Sherlock Holmes impegnato in un duello all' ultimo sangue con la sua nemesi storica Moriarty.
A concludere il volume, un' avventura onirica solo letterale di Mr. Quatermain.
Quatermain dopo aver bevuto una potentissima droga viene catapultato in un' avventura onirica dai fortissimi toni Lovecraftiani.
In questo breve viaggio si ritroverà ad incontrare anche altri personaggi:
John Carter personaggio inventato dalla penna di Edgar Rice Burroughs, Il Viaggiatore Del Tempo del romanzo La Macchina Del Tempo di H.G.Wells e Randolph Carter protagonista del romanzo breve di H.P. Lovecraft La Ricerca Onirica Dello Sconosciuto Kadath.
Per l' occasione Alan Moore adotta uno stile molto simile a quello di H.P. Lovecraft, regalandoci una storia certamente prolissa, ma dannatamente intrigante.
Personalmente, trovo questa storia più bella del fumetto stesso.

Il secondo volume è ambientato pochissimo tempo dopo.
Mina e soci, questa volta dovranno affrontare una minaccia che arriva direttamente dallo spazio.
 La componente d' azione è indiscussa protagonista, ma nel proseguo della narrazione avremo modo di approfondire e conoscere meglio la natura di ogni personaggio della Lega.
Tutto il racconto del secondo volume è un' enorme citazione alle opere di H.G. Wells.
Non a caso, i nemici che si ritroveranno ad affrontare e che metteranno a ferro e fuoco Londra, saranno i Tripodi del romanzo La Guerra Dei Mondi.
Nel corso del volume farà la sua apparizione anche il famigerato Dottor Moreau dell' omonimo romanzo H. G. Wells. ( L' isola Del Dottor Moreau)
Ottimo volume, in cui alcuni personaggi della Lega troveranno il loro destino.
Conclude il volume una sorta di almanacco del viaggiatore, in cui vengono raccontati i viaggi per tutti e cinque i continenti di membri passati, presenti e futuri della Lega.
Francamente è un racconto letterale piuttosto pesante, che letto d' un fiato potrebbe annoiare non poco, ma che offre alcuni spunti davvero interessanti.

Insomma, per quel che mi riguarda sono 20 Euro ben spesi.
E' un' opera che consiglio?
D' acchitto direi di sì, ma non ho la presunzione di conoscere i vostri gusti, quindi Fate Vobis.

La Lega ha anche avuto un pessimo adattamento cinematografico nel 2003, dal titolo La Leggenda Degli Uomini Straordinari con Sean Connery protagonista.
Film di cui ricordo pochissimo e quindi ampiamente dimenticabile.












sabato 11 gennaio 2014

Scott Piglrim / Contro Il Mondo - Volume 2

Per Natale mi sono regalato due volumi: il primo è l' avventura virtuale in salsa pop anni '80 scritta da Ernest Cline che credo tutti i Nerd e Geek del globo conoscano, ovvero il fantasmagorico libro Player One.
Il secondo ( scusate la cacofonica ripetizione che sto per usare ) è il secondo volume di Scott Pilgrim griffato O' Malley.
Oggi parliamo del secondo, tanto del primo ne hanno parlato tutti e gente molto più in gamba di me, non so manco se e quando lo recensirò.

Comunque concentriamoci sul secondo volume e sulle avventure di Scott e del suo gruppo di scalmanati.
Il tema portante del secondo volume è il passato che ritorna, con le storie d' amore passate e presenti indiscusse protagoniste.
Il Background dei personaggi viene ampliato e ci viene più facile conoscere e addentrarci dentro le vite degli stessi, da questo punto di vista il fumetto per quel che concerne l' introspezione psicologica dei personaggi risulta molto più convincente e meno ermetico rispetto al Film.
La lettura nonostante il volume sia più corposo del precedente è volata via in maniera leggera e gradevole, lasciandomi alla fine una piacevolissima sensazione.
Scott dovrà affrontare il secondo ex fidanzato della bella Ramona che a sua volta dovrà affrontare l' ira dell' ex fidanzata di Scott la temibilissima "Scottomane" Knives Chau, mentre all' orizzonte fa la sua apparizione l' ex che strappò il cuore del protagonista, la Pop Star Envy Adams il cui bassista e a sua volta un altro ex di Ramona, ossia il terzo della lega dei malvagi ex.
Insomma, il volume è un tripudio di Ex.
Come al solito risate assicurate e personaggi sceneggiati in maniera divina da Brian Lee O' Malley.
Volume che non posso non definire bellissimo.
Continuo a trovare geniale l' idea di narrare quella che è una classicissima storia d' amore adolescenziale, in chiave Arcade, ed anche in questo volume citazioni di videogiochi e supereroistiche abbondano.
Ho fatto il callo anche al tratto piuttosto personale ed infantile di O' Malley, che inizio a trovare adeguato e che non stona affatto nell' economia del racconto, tanto che talvolta mi sembra di leggere e guardare il Gameplay di un Platform.
Continuano invece le mie riserve per quel che concerne il prezzo e l' edizione Pocket molto Manga Style della Rizzoli Lizard in cui mi sono imbattuto, ma ormai l' ho iniziato in questa edizione e mi tocca finirlo così ( se doveste essere interessati all' acquisto, mi riferisco a te lettore occasionale passato qui per caso, compra la versione a colori o cercane qualcun' altra che non sia quella Pocket, non fare la stessa cazzata dell' individuo che sta postando).
Chiusa l' enorme parentesi, volevo concludere dicendo che è scontato che presto o tardi prenderò i restanti quattro volumi, dato che Scott, Ramona e quei pazzoidi dei suoi amici, già mi mancano.

" Nella sfida contro il mondo, il vero trucco è andare avanti. "
 

giovedì 12 dicembre 2013

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male - Volume 1

" Amore è il contrario di Game Over ".

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male è il primo dei sei volumi che compongono l' opera fumettistica scritta e disegnata da Brian Lee O' Malley.
Da quest' opera è stato tratto il bellissimo Film Scott Pilgrim Vs The World diretto da Edgar Wright ed arrivato nei cinema nostrani ormai più di tre anni fa.
Film che è stato un autentico Flop ma che il Tam Tam in rete ha reso un piccolo Cult, se non altro per quella nicchia un po' Nerd amanti dei videogiochi anni '80 a cui l' opera ammicca parecchio.
Io, ammetto di essere uno di quelli che quest' opera l' ha conosciuta solamente tramite il Film e di essermi avvicinato soltanto adesso al fumetto.
E lo dico subito, dovessi giudicare il fumetto da questo primo numero, direi che per adesso il Film di Edgar Wright vince su tutta la linea.
Cos' è che mi ha fatto storcere il naso?
Non certo la storia, perché Brian Lee O' Malley è il vero ideatore e creatore della storia e dei personaggi e senza di lui non ci sarebbe stato Scott e tutto il Cast di personaggi.
Principalmente sono due le cose che non ho apprezzato e per entrambe la colpa è della Rizzoli Lizard ovvero colei che ha pubblicato il fumetto in Italia:
1) Il Formato ridotto talmente Pocket da sembrare più un Manga che un fumetto.
2) Il prezzo, 9,90 Euro per l' edizione ed il formato in cui è pubblicato nonché il numero di pagine (160 circa) è un autentico furto, dovessi decidere di prendere gli altri cinque volumi arriverei a sborsare quasi 60 Euro, Zio cane.
Lo so, sembro sempre il solito accattone che guarda sempre ai prezzi e so benissimo che rispetto ad un paio d' ore in discoteca a 20 Euro il prezzo di un fumetto o un libro non è nulla, ma almeno si fossero sforzati di fare un' edizione decente, sembra più un libro in formato Paperback che un fumetto.
Un' altra cosa che mi è piaciuta poco è lo stile di disegno di Brian Lee O' Malley, lo ammetto.
Ora, non sono uno che giudica un' opera dai disegni, ci sono storie che adoro che hanno un disegno appena sufficiente o comunque sono disegnate in maniera talmente personale da poter risultare indigeste ( penso a From Hell o anche a ad alcuni cicli di Sandman) ma devo ammettere che il tratto al limite dell' essenziale di O' Malley faccio fatica a farmelo piacere.
Ma non è un problema, per me i disegni vengono dopo la trama, e la trama di Scott Pilgrim merita da sola l' acquisto.
Ma di cosa ci parla esattamente quest' opera?
Un aiutino ci viene dal retrocopertina, con i gentili omaggi di Ibs a cui rubo questo estratto:

" La vita di Scott Pilgrim è davvero niente male. Ha ventitré anni, suona in una band, si sveglia all'ora che gli pare e ultimamente esce anche con una tipa carina che praticamente gli muore dietro. Ma da un po' di tempo a questa parte c'è un'autostrada dell'iperspazio che gli passa dritta attraverso la testa: a sfrecciarci da un capo all'altro sui suoi rollerblade è proprio lei, la misteriosa Ramona Flowers, appena arrivata in città e già pronta a rubargli il cuore. Chi è Ramona? Da dove viene? Perché i suoi sette ex fidanzati malvagi si sono alleati per impedire a Scott di conquistarla? Sfere di fuoco! Rock'n'roll! Superpoteri mistici! Pedinamenti! E una sola, incrollabile certezza: che una vita niente male può diventare una vita fantastica. Basta essere pronti a tutto. Ma proprio a tutto. "

A leggere il retrocopertina sembra una stronzata, lo so.
Invece ci troviamo davanti un' opera geniale.
L' idea che Scott debba affrontare i sette ex della ragazza di cui è innamorato, come fossero un nemico di fine livello di un videogioco è bellissima, così come il nemico che una volta sconfitto si dissolve lasciando delle monetine, come accadeva sovente nei Platform o in altri giochi Arcade anni '80-90.
Ma la storia non è solo questo, molto belli gli spaccati di quotidianità, i personaggi che circondano Scott, che rendono la lettura così divertente che 160 pagine sembrano 10.
Che dire del coinquilino Gay di Scott o dei restanti membri dei Sex Bob-Omb?
Sono uno spasso totale, così come il Giovane Neil o la fidanzata liceale di Scott ossia Knives Chau, fuori di melone come poche.
Poi ovviamente c'è lei, Ramona Flowers, a prima vista algida ed irraggiungibile, una fattorina Ninja che farà perdere la testa a Scott, letteralmente.
A livello di personaggi, parliamo di una storia che presenta delle bellissime caratterizzazioni, a cui davvero non so trovare il minimo difetto.
Non fosse per l' edizione, il prezzo ed il tratto di O' Malley che può risultare indigesto, consiglierei di acquistare il fumetto senza riserve.
Rispetto al Film almeno guardando il primo volume, il fumetto perde ovviamente in dinamicità ed effetti speciali, dove la componente quasi " Arcade " del fumetto viene persino più accentuata.
Dovessi giudicare i due prodotti fino a dove finisce il primo volume ovvero l' epico duello contro il primo ex ossia Matthew Patel, devo dire che preferisco come ho già detto sopra il Film.
Spero che i restanti volumi mi smentiscano ma so già che sarà difficile, poiché il Film di Edgar Wright mi aveva conquistato già dal primissimo fotogramma ossia questo:
Il tema della Universal a 8 bit, una vera chicca. :-)

 
 
Cos' è in fin dei conti Scott Pilgrim?
Il racconto della vita di un ragazzo in chiave Arcade.
Già basta questo per conquistarmi.
C'è stato un tempo, in cui avrei voluto essere un personaggio Pixelloso a 8 o 16 Bit, in cui avrei volentieri voluto che la mia vita fosse quella di un personaggio di un videogioco o di un Film.
Tempi in cui l' immedesimazione era totale, commovente.
Credo sia lo stesso per Brian Lee O' Malley, ne sono sicuro.



 

martedì 29 ottobre 2013

The Walking Dead

Maledico l' aggiornamento di Windows 8.1 che mi ha fatto sbarellare tutti gli Account, compreso quello di Blogger.
Per un attimo, me la sono vista brutta visto che non mi ricordavo quale fosse l' Account di quest' ultimo, ma per fortuna ho ritrovato subito il bandolo della matassa manco fossi Arianna.

Questo mese festeggia le dodici uscite l' albo da edicola in formato " bonellide " di The Walking Dead ed è giusto parlarne, visto che mi sono reso conto di non averlo mai fatto.

Pubblicato dalla Salda Press nel 2005 in volumi brossurati da 140 pagine, The Walking Dead è una storia Post Apocalittica alla George Romero sugli Zombie però più incentrata sulle vicende umane dei protagonisti, pronti a tutto anche a scannarsi tra di loro, pur di sopravvivere.
Il bello della serie soprattutto inizialmente è vedere la reazione di un ex poliziotto come il protagonista Rick Grimes in preda ad un mondo che si è completamente ribaltato ed in cui l' etica e la morale non esistono più, esiste solo l' istinto di sopravvivenza.
Sono le dinamiche interne del gruppo di Rick e di coloro che incontreranno nel loro peregrinare nel trovare un posto sicuro che hanno decretato il successo di questa serie, non tanto i combattimenti con gli Zombie, anche perché di Film e Media vari con Zombie protagonisti ne è pieno anche il Fosso Di Helm.

Ho parlato a grandi linee della trama perché è persino superfluo parlarne, penso che la conoscano anche le vecchiette che sento chiacchierare adesso nella fermata dell' autobus fuori da casa mia.
La serie fumettistica è uscita dalla sua nicchia quando nel 2010 l' AMC un Network Statunitense decise di ricavarci una Serie Televisiva affidandola ad un regista di razza come Frank Darabont regista feticcio di Stephen King peraltro piuttosto bravo ( The Mist, Le Ali Della Libertà e Il Miglio Verde Docet ), e fu subito leggenda.
La Serie trasmessa in Italia da ormai quattro stagioni sui canali Sky di Fox Tv si conferma sempre tra le serie più seguite e ogni stagione è presentata in pompa Magna.
Io stesso sono uno di quelli che ha conosciuto questa storia grazie al Telefilm ed è grazie al Telefilm che The Walking Dead è divenuto il fenomeno di massa che è adesso.
Telefilm e Fumetto presentano numerose differenze di Concept e di personaggi anche se a grandi linee la storia rimane la stessa.
Se il Telefilm come è ovvio funziona meglio per quel che concerne le dinamiche d' azione e di trucco ( gli Zombie di Greg Nicotero sono sempre uno spettacolo ), per quel che concerne l' introspezione psicologica dei personaggi e i dialoghi preferisco in tutto e per tutto il fumetto, parecchi gradini sopra per coerenza e coesione di trama.
Entrambi sono comunque prodotti che meriterebbero di essere seguiti, anche per vedere le differenze che intercorrono tra l' uno e l' altro che rendono entrambi fruibili ed interessanti.
Entrambe le serie procedono a gonfie vele ed il fumetto negli Stati Uniti ha da poco superato le 100 uscite, appostandosi sempre ai vertici per quel che concerne le vendite ed anche il Telefilm non è da meno visto quanto è pompato dalla Fox che sempre ci ricorda quanto è seguito in America e nel mondo ecc.ecc.

Insieme ai volumi in brossura che ormai veleggiano verso il numero 17, la Salda Press esattamente un anno fa decise di farne una versione più economica da edicola per sfruttare il più possibile l' Hype del telefilm ed avvicinare tutti coloro che non volevano o potevano per motivi economici o logistici seguire i volumi soprattutto quelli come me che li hanno scoperti molto tardi e che non volevano dissanguarsi economicamente per comprare gli arretrati.
Il cosidetto Bonellide ( chiamato così perché la struttura è quella di albi Bonelli come Dylan Dog et similia ) è un ottimo albo, i disegni nonostante il formato più ridotto non perdono nulla e così i Balloon ed anche l' apparato redazionale è piuttosto professionale e ben fatto.
Il costo dell' albo che inizialmente era di 2,90 Euro ha subito l' aumento a 3,30 ma davvero parliamo di quisquilie perché il prodotto merita e non poco, per quanto un aumento di 40 Centesimi di botto è cosa rara a vedersi.
Cosa dire di questi primi dodici numeri, Kirkman mi ha avvinto e convinto a seguirla anche se sono sincero non con grandissima costanza.
Ho spesso comprato la serie con settimane di ritardo e spesso è passata in secondo piano rispetto ad altre letture.
Non che non mi piaccia la storia, tutt'altro, ma non so perché non è per me un appuntamento irrinunciabile come il telefilm.
Forse il discorso è semplice, ho scoperto questa serie grazie al Telefilm e mi viene più naturale associarla ad esso.
Eppure, da un punto di vista narrativo, il fumetto lo preferisco di gran lunga, osa molto di più e i personaggi personalmente funzionano di più rispetto al Telefilm sebbene anche il telefilm ha delle cose che preferisco ( Daryl e Merle Dixon o il personaggio del Governatore che personalmente nel fumetto ho trovato eccessivamente sopra le righe ).
Diciamo che però le dinamiche degli ultimi due numeri che mi hanno portato proprio a ridosso della serie Tv mi hanno messo una bella scimmia addosso, visto che da un punto di vista narrativo stracciano di gran lunga la terza serie del Telefilm.

Scritta da quel geniaccio di Robert Kirkman la serie ha visto due disegnatori avvicendarsi.
Inizialmente Tony Moore che ben presto ha lasciato il testimone a Charlie Adlard.
Sono sincero, preferivo il primo.
Adlard ha un tratto più sporco, probabilmente più affine ai toni della storia ma la morbidezza ed il tratteggio di Moore li preferivo alquanto, peccato.

Per concludere, serie Tv e fumetto meritano entrambe.
Chi ama le storie Post Apocalittiche On the Road, chi ama l' Horror e chi ama leggere storie di sopravvissuti che fanno di tutto, anche le cose più infime per esserlo ha trovato pane per i suoi denti.
Un pane molto buono e croccante, tipo quello di Grano del Sud.
E poi ci sono continui ribaltamenti di ruoli, tensione a go- go, morti improvvise e repentine, Zombie, quella sensazione che da un momento all' altro qualcuno ci lascerà le penne, pazzia, sesso, introspezione psicologica, bei dialoghi, bei personaggi, cosa cazzo volete di più.
The Walking Dead merita il successo che ha, passo e chiudo.



 

sabato 31 agosto 2013

Zanardi / Pompeo - Andrea Pazienza

In questi giorni ho scoperto Andrea Pazienza.
Mi sono lanciato in una Full Immersion delle sue opere, e sono rimasto incantato davanti ad entrambe quelle che ho letto, Zanardi e Pompeo.

Andrea Pazienza è sicuramente tra i più grandi fumettisti di sempre.
La sua morte giovane, ha accresciuto sicuramente la sua leggenda ma allo stesso tempo fa aumentare il rimpianto su ciò che avrebbe potuto ancora donare con la sua arte all' umanità.
Come avrebbe dipinto nelle sue Graphic Novel i tempi di oggi, uno come lui che ha vissuto in prima persona gli anni di piombo?
Non lo so, ma sarei stato curioso di scoprirlo, davvero.
E' morto in maniera misteriosa a 32 anni, apparentemente per un' overdose di eroina e Pompeo in tal senso è un' opera molto rivelatoria e per certi versi "preveggente " riguardo la sua fine, oltre che dai fortissimi contorni autobiografici.

Gli Ultimi Giorni Di Pompeo, è francamente un' opera non facile da digerire.
Essa è una storia dura, disperata.
E' la storia della caduta nel baratro di un uomo.
Eroina, nichilismo, disperazione, Pompeo è tutto questo.
Un racconto frenetico, quasi farneticante.
Scritto e ambientato nella seconda metà degli anni ' 80 narra gli ultimi giorni di vita di un uomo, Pompeo.
Il tratto è scarno, scritto di fretta e i pensieri sono quasi a caratteri cubitali, certamente è un ' opera particolare, raccontata quasi con rabbia come in preda ad una febbre improvvisa.
Ma è talmente densa di significato ed è talmente intensa, che Pompeo ti sembra di capirlo e conoscerlo.
E' guardarsi in una sorta di specchio distorto, un viaggio nella sofferenza.
Ricordo gli anni '80, ero piccolo ma c'ero.
Mi ha fatto ritornare in mente, com' era facile in quei giorni vedere la gente iniettarsi l' Eroina per strada, alla luce del sole.
Erano tempi assurdi, e drogarsi era quasi una moda.
Leggendo Pompeo sono tornato un po' in quei giorni, quando da ragazzino uscivo di casa con il pallone sottobraccio e non era raro imbattersi in qualcuno che si drogava in quello stesso momento, incurante ed indifferente.

Che dire invece di Zanardi?
Zanardi è un bastardo, un amorale, un bullo del cazzo.
Leggi le sue avventure e ti sta sul cazzo per il suo modo di essere, per la sua indifferenza alle regole e alla morale comune, per il suo modo di bullarsi della gente e per la sua inclinazione alla violenza e alla sopraffazione.
Ti sta sul cazzo, ma lo invidi, quasi lo comprendi.
Zanardi e' il Mister Hyde in tutti noi, quello che non ci sta, che si ribella al mondo ed ai soprusi, quello che si lascia andare.

Zanardi è un po' il capo carismatico di un trio di lestofanti, un personaggio egoista come pochi.
Una persona nichilista e pronta a tutto, che pur di perseguire i propri scopi  diventa capace di qualsiasi nefandezza, anche la più atroce.
Colas invece  e' la classica spalla e rappresenta un po' il bello ed impossibile, quello silenzioso ma violento, il classico bel tenebroso.
Una di quelle persone che non ha problemi ad usare il proprio corpo, per ottenere ciò che vuole.
Personalmente trovo Colas, una di quelle persone che dietro la bella presenza, nascondono un vuoto assoluto, un' indifferenza generale, anche verso se stesso.
Pietra è invece il più sfigato, quello che si fa trascinare dagli altri due, quello pavido, succube.
Questi tre personaggi si muovono nella Bologna degli anni '80, facendo il bello ed il cattivo tempo.
Tra le storie di Zanardi che ho letto spiccano Verde Matematico e Giallo Scolastico, estreme e cattive come poche.
Quello che davvero mi piace di Pazienza, è quella dinamica espressiva e aggressiva delle sue tavole, quel rimestare nel torbido, quel mostrare le persone sempre nel loro lato peggiore e negativo, ma allo stesso tempo dissacrante.
Mi ricorda molto Ammaniti e Palanhiuk, in questo.

Tormento, male di vivere, noia, disprezzo della societa', alienazione e rabbia, questi mi sembrano i tratti distintivi delle storie che ho letto, ed io che subisco da sempre la fascinazione di queste tematiche, non posso che leggerne e goderne, ancora e ancora.
Grandi opere, di un' anima certamente tormentata ma talentuosa come poche.









giovedì 15 agosto 2013

Trama / Il Peso Di Una Testa Mozzata - Ratigher

Erano dieci giorni che non accendevo il Computer di casa, ho pure dovuto spolverare la poltroncina prima di sedermi.
Varie vicissitudini familiari mi avevano allontanato da questo spazio e i rari momenti dli lucidità e tempo libero, ho preferito dedicarli ad altro.
E poi cazzo, accendere il Computer di sera a casa mia è peggio che accendere un forno o farsi una sauna, si rischia l' autocombustione.
Quindi, approfitto della libertà di questa mattinata Ferragostiana per buttare giù due, tre righe.

Per il mio ritorno sulle scene Blogghistiche, ho scelto di parlare di Trama una Graphic Novel che mi ha sorpreso molto.
L' ho scoperta tramite la recensione di un Vlogger su Youtube.
E' un po' che utilizzo Youtube come mezzo d' informazione, e devo ammettere che alcuni Youtubers soprattutto per quel che concerne fumetti e affini, sanno davvero il fatto loro.
Penso a Dario Moccia, Yotobi, Caverna di Platone, Il Tizioqualunque e anche Ferro88 la cui recensione entusiastica di quest' opera, mi ha incuriosito oltre misura.


Scritta e disegnata da Ratigher, Trama è un' opera ermetica ma piuttosto particolare.
Innanzitutto è possibile leggerla gratuitamente in formato digitale, per gentile concessione dell' autore ed è scaricabile da qui:

http://videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/2012/11/13/trama-di-ratigher-lebook/

In formato Graphic Novel il suo costo si aggira invece sui 18 Euro.
La storia è piuttosto semplice quanto grottesca e vede come protagonisti due cugini alias Lavinia e Giulio appollaiati su una collina, in attesa di andare ad una festa esclusiva.
Vengono rapiti da una creatura deforme, che non vuole altro che andare alla festa con loro.
Seguiranno varie avventure e vicissitudini, che metteranno Lavinia e Giulio davanti ai loro mostri interiori oltre quelli che si ritroveranno ad affrontare.
Trama è una storia molto subdola, che dietro la sua apparente semplicità nasconde una forte critica sociale verso il lassismo e il materialismo imperante dei giovani "bene" di oggi.
Quelli che dietro feste esclusive, macchine costose e vestiti firmati, nascondono una immane pochezza interiore.

La storia si legge in una mezz' oretta, ma in quel poco tempo ti porta a riflettere, il che è un bene.
Lo stile di disegno è molto personale, ma ci si fa l' abitudine subito e la narrazione attraverso le immagini è piuttosto suggestiva ed esplicativa, ergo Graphic Novel assolutamente consigliata.







 

giovedì 14 febbraio 2013

Batman Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro - Frank Miller/ Klaus Janson

Non sono molto ferrato sull' uomo pipistrello.
Seguivo il telefilm con Adam West, ho visto sia la trilogia di Nolan che i due film di Tim Burton, e poco altro.
Di sicuro non ne ho letto mai un fumetto, come con quasi qualsiasi prodotto targato DC Comics, dopotutto.
Ero un Marvel Zombie convinto, ci spendevo una barca di paghette e tempo e voglia di appassionarmi ad altri Supereroi non ne avevo.
Per un po' di tempo ci provai con Superman all' epoca della sua breve dipartita ma mollai quasi subito, non era roba per me.
In questi ultimi anni ho recuperato un po' di materiale pubblicato sotto l' etichetta della Dc che meritava parecchio come alcune delle opere di Alan Moore e Neil Gaiman e credo di aver chiuso il cerchio con l'unica Graphic Novel che ha contribuito al revisionismo storico dei fumetti negli anni '80 che ancora non avevo letto, Batman Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro.
In tal senso devo ringraziare quell' utente di Ebay che me l'ha venduta a 10 Euro.
Di Frank Miller avevo già letto sia il ciclo Rinascita di Devil, che parte di Sin City.
Il primo era una meraviglia di fumetto, che amo, rileggo e ammiro ancora oggi. Il secondo ero troppo giovane fumettisticamente e mentalmente parlando per comprenderlo appieno ed anzi era più l' eccitazione sessuale per le conturbanti prime pagine che interesse vero e proprio verso la serie.
Di questa Graphic Novel ho apprezzato i toni Hard Boiled, i disegni sporchi e schizzati di Janson e le caratterizzazioni di Batman e Superman nonché la rappresentazione di una Gotham City disperata, oscura, rassegnata, praticamente perduta.
Batman, un Bruce Wayne stanco ed invecchiato, che utilizza mezzi non proprio ortodossi e che sembra la parodia grottesca di un supereroe, con chiare tendenze fasciste ( in tal senso la rappresentazione che ne fa Miller è palese).
Superman un eroe filogovernativo che arriva a sventare una minaccia nucleare e a scontrarsi con Batman in uno spettacolare duello finale.
La rappresentazione dei criminali Joker e Due Facce, davvero interessante e convincente.
La Gotham City distopica e tendente all' autodistruzione, gli organi di stampa fallaci e schierati politicamente, tutto in questa miniserie è miscelato sapientemente dalle mani di Frank Miller, che mi ha regalato una bellissima lettura.
La scarsa familiarità con il personaggio a primo impatto ha reso la mia lettura piuttosto controversa ma ad una seconda occhiata ed analisi, ha fatto pienamente presa su di me.
L'unico appunto lo faccio sul finale, personalmente lo avrei preferito più definitivo ma capisco che volevano lasciarlo aperto per un ipotetico quanto scontato seguito.
In definitiva, lettura appassionante e promossa a piena voti, anche se il seguito, no,non lo leggerò.
Per me questa serie finisce con la terz'ultima pagina. :-)