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lunedì 31 dicembre 2012

Gli Auguri

- Gli Auguri, quelli fatti tanto per fare.
- Il messaggio standardizzato via Sms, quello inoltrato a tutti quanti, spesso ad un gruppo di persone che magari quella sera si trovano insieme e sorridono della cosa.
- Quelli che non ti aspetti.
- Quelli che ti aspettavi e non hai ricevuto.
- Quelli che si perdono nel mare dell'etere e che non arrivano più.
- Quelli che ti dimentichi di scrivere.
- Quelli dati di persona, spesso con un bacio su una guancia se li dai ad una donna, se è uomo, ci si scambia la mano e buona lì ( tranne con i parenti e gli amici più stretti).
- Gli auguri dati e ricevuti dai clienti, per dovere, hanno lo stesso valore di un buongiorno o di " Che ore sono?".
- Gli auguri tramite Twitter o Facebook o meglio ancora via Whatsapp, nuove forme di comunicazione che ormai avanzano e surclassano quelli più tradizionali.
- Gli auguri tramite Blog, ormai una parte infinitesimale della rete, quella più sparuta, quasi invisibile.
Penso che se inviassi qualsiasi augurio da qui, probabilmente non arriverebbe a nessuno, forse giusto a quelle due, tre persone al massimo.
- Gli auguri alle persone reali, in carne e ossa, che sono infinitamente di meno di quelli dati tramite cellulare o Social Network.
- Gli auguri, a cui fino a 5-6 anni fa, davo importanza ed adesso chi se ne frega.
- Gli auguri, quelli dati a mezzanotte, forse gli unici con un minimo di senso.
- Gli auguri, quelli che facciamo alle persone più sole, disagiate, ricordandoci di loro, giusto oggi, e poi chi se ne frega.
- Gli auguri quelli dati tramite qualsiasi cartolina trovata tramite Google immagini e siti dedicati.
- Gli auguri, quelli aggiunti con una canzone a caso, magari tipo questa, anche se cantata di merda.



- Gli auguri, cazzo, gli auguri.
- Ricarico il cellulare, non sia mai che non abbia soldi per mandarli.


 

martedì 11 dicembre 2012

Fantasmi Del Natale Passato...

Il silenzio ovattato dell'abitacolo dell'automobile veniva ogni tanto interrotto dalle gocce di pioggia sul tettuccio e sui finestrini e dallo stridìo dei tergicristalli che non sembravano funzionare a dovere, intanto io mi guardavo intorno e pensavo.
Pensavo che era il 7 dicembre. Pensavo alle luci dei palazzi e delle case, pensavo a cosa facesse la gente in quel momento, pensavo alle decorazioni Natalizie che iniziavano a spuntare in ogni dove, alle luci degli Alberi di Natale che s'intravedevano dalle finestre e dai balconi e soprattutto pensavo che il giorno dopo appena aperto Internet avrei trovato nella Timeline di Twitter e su Facebook miriade di foto di allestimenti di alberi e presepi in famiglia e quant'altro, perchè si sa l'8 dicembre è tradizione che ci si dedichi all'albero e al presepe.
Ecco, per me questa tradizione non c'è più da 10 anni.
Sarà che siamo tre maschi o chissà cos'altro, ma a nessuno in questi anni è mai venuto in mente di prendere quella scatola sotto il televisore dove dentro, ormai inpolverato, vi è riposto il presepe che aspetta di essere realizzato nell'opportuna mensoletta o tavolino da almeno un decennio.
Era una cosa che faceva mia madre, e che nessuno di noi ha voluto ereditare.
Non per cordoglio o lutto o chissà cos'altro, ma per semplice apatia e mancanza di scopo, evidentemente di spirito del Natale non ne abbiamo o non ne è rimasto, non lo so.
A casa mia non ci sono coppie appena sposate che realizzano il primo albero insieme nel loro appartamento, non ci sono bambini, siamo tre adulti, probabilmente cinici o chissà cos'altro, nessuno di noi ne ha mai parlato, so che ogni anno è così e basta.
Però parlano abbastanza i ricordi: La musichetta ininterrotta e fastidiosissima delle lucette del Presepe che soprattutto la domenica suonava a tutte le ore del giorno. I pastorelli e le pecorelle sempre a faccia in giù o di lato tutte le volte che il mio nipotino si prendeva briga di fare le veci di un terremoto dalle parti di Betlemme. Il mio primo ricordo di Regalo Natalizio, dovevo essere proprio piccolissimo: La corsa dal letto all'albero peggio di Mennea e lo scarto del regalo che era una moto simile a questa:


E poi tanti altri regali, cenoni con gente che ora non c'è più o vive anche a mille chilometri di distanza, i viaggi e le cene dai parenti, le partite infinite a carte e chissà quante cose che purtroppo veleggiano oscure nel mare della mia memoria dimenticata.
La mia atmosfera Natalizia oltre al regalo a mio nipote e quelle cene buonissime ma spesso infinite e noiose dai parenti è nient'altro che il fantasma del Natale passato e di chi ne ha fatto parte.
Non è una constatazione amara e neppure commiserazione ma semplice nonchè apatica e cinica  realtà dei fatti.
A conti fatti sono d'accordo con quella lucetta Natalizia tanto condivisa nei Social Network : sarà l'ennesimo Buon Natale del cazzo. ;-)