giovedì 28 giugno 2018

Red - Jack Ketchum

...Ed il settimo giorno Pirkaf un altro libro trovò.

La domenica dal punto di vista "libresco" si sta rivelando foriera di liete novelle.
In un'oretta buca, solitaria, ventosa e senza speranza intravidi una bancarella fino ad allora sconosciuta che sapeva di miraggio.
In mezzo ai vari King, Glenn Cooper ed Edgar Allan Poe con mia grande sorpresa spiccò con la sua costoletta rossa Red di Jack Ketchum.
La sorpresa risultò doppia quando mi fu detto il prezzo: due Euro.

I romanzi di questo autore non sono rarissimi da rintracciare nel circuito dell'usato, ma bisogna tener conto che verranno pagati più del loro valore effettivo proprio perché costantemente fuori catalogo.
Una copia di Red su Ebay viene mediamente venduta a 20/25 Euro.
Un prezzo non proprio consono per un autore non certo famosissimo.
Anzi, se non fosse per la sponsorizzazione di Stephen King, probabilmente lo conoscerebbero solo i veri cultori della narrativa del terrore.
E nemmeno tutti.

I libri pubblicati da Jack Ketchum in Italia sono pochissimi ed oltre Red, io sono riuscito a leggere soltanto In Viaggio Con L'assassino che devo ammettere mi è piaciuto molto.
Il suo romanzo più famoso, invece, La Ragazza Della Porta Accanto, mi è sempre sfuggito, ma la sua riduzione cinematografica all'epoca mi agghiacciò e mi entusiasmò.
Spero di riuscire a metterci le mani sopra, prima o poi.
Di tempo ce n'è in abbondanza visto che a meno che non venga pubblicato qualche suo inedito di sue nuove storie non ne leggeremo più.
L'autore è deceduto a gennaio di quest'anno.


Riguardo Red, voglio subito dire una cosa: mi ha deluso.
Me lo aspettavo più duro, più affilato e mordace.
Mi ha pungolato soltanto, e nemmeno tanto.
Un paio di cose mi hanno fatto storcere il naso, ma ne parliamo meglio dopo la sinossi:

Avery Ludlow ha sessantasette anni e un passato segnato dal dolore: ha perso la moglie e il figlio di undici anni in un incendio provocato dal figlio maggiore, drogato. L'unico ricordo del tempo in cui è stato felice è il vecchio cane Red, che sua moglie gli ha regalato per il suo compleanno quattordici anni prima. Un giorno, mentre è al fiume a pescare insieme a Red, Ludlow viene avvicinato da tre ragazzi che con il fucile puntato gli ordinano di consegnare loro il portafogli. All'improvviso, però, cambiano idea, distolgono l'arma dall'uomo e la dirigono verso il povero Red, facendogli saltare il cranio in un atto gratuito di pura crudeltà. Ludlow cerca giustizia, si rivolge alle autorità e alla stampa, ma né lo sceriffo né le televisioni locali vogliono occuparsi del caso quando scoprono che i ragazzi appartengono alle famiglie più potenti della zona. A Ludlow non rimane altra scelta che farsi giustizia da solo. Anche a costo di iniziare una spirale inarrestabile di rabbia e violenza, anche a costo della vita. Ma alla fine, quei tre ragazzi pagheranno... 


Parliamo un attimo della confezione, non ci metterò molto.
Il prezzo di listino è stato cancellato ed è un vero peccato.
Perché visto i caratteri cubitali e l'esiguità del testo, sarei stato curioso di saperne il costo.
Anche qui siamo più dalle parti della novelletta che del romanzo, checché sia strombazzato il contrario in copertina.
Ma comunque è un po' una polemica da soffitta visto che io il romanzo l'ho pagato una miseria.
Il prezzo di vendita su Ebay, comunque, ai miei occhi ed al mio gusto appare assolutamente ingiustificato.

Ma cos'è che non mi è piaciuto di Red?
Evito di addentrarmi nella storia, visto che la sinossi è piuttosto chiara al riguardo, persino troppo.
Prima di tutto voglio dire che Ketchum scrive piuttosto bene.
Ci sono un paio di paragrafi piuttosto belli e ficcanti.
Il resto è il classico Thriller americano con i suoi cliché in bella mostra.
Un po' troppi per i miei gusti.
Un libro molto ermetico con il freno a mano tirato e che nonostante l'esiguità del testo, si perde molto in chiacchiere.
Personaggi stereotipati, una scena di sesso facilona e improbabile, fanno il resto.
Mi sono sentito preso in giro da una scena in particolare che pur con tutta la sospensione dell'incredulità possibile, è ai miei occhi ingiustificabile.


Dalla fama di Ketchum e dopo la lettura di un libro dal ritmo serratissimo come In Viaggio Con L'assassino mi aspettavo molto di più.
Molti aspetti della trama appaiono persino fumosi ed ingiustificati, ma questo potrebbe essere un mio problema di scarsa empatia verso l'argomento visto che non ho mai avuto animali in casa e forse non sono in grado di capire il dolore che una perdita del genere può portare, specie per chi non ha altra compagnia.

Lo consiglio?
Certamente!
Io sono una goccia nell'oceano del gusto.




Alla Prossima!








giovedì 21 giugno 2018

Ricordi "librari" delle elementari

In una mattina domenicale che di bella stagione aveva ben poco pensai di peregrinare verso il mercatino delle pulci, un po' per riempire il tempo ed un po' perché avevo qualche spicciolo da spendere.
Tornai a casa sotto una pioggia leggera con il mio undicesimo tascabile economico della Newton ed un vecchio ricordo sopito non più.
Per la cronaca il volumetto era Il Risciò Fantasma e altre storie fantastiche di Rudyard Kipling.

Quello che non sapevo è che io e Rudyard Kipling ci eravamo già incontrati.
Più di trentanni fa, temo.
Mi è bastato leggere la sua bibliografia ed appena arrivato a Capitani Coraggiosi mi si è aperto un cassettino della memoria.
Capitani Coraggiosi è stato il mio primo romanzo di narrativa delle scuole elementari.
Ho provato a rintracciarne l'edizione, ma nonostante ne ricordassi la copertina rigida verde cartonata ed il formato che ai miei occhi da infante sembrava così insolitamente pesante e maestoso, non sono riuscito a rintracciarlo, ed è un peccato.
Mi sarebbe piaciuto riviverlo non solo mnemonicamente, ma anche visivamente.
E non solo lui.
Perché ce ne furono altri.
Verosimilmente parliamo del 1984 o giù di lì.
Ricordo che la maestra metteva in cattedra questi "libroni " e poi chiamava uno per volta noi studenti per scegliere quella che doveva essere la lettura di quel periodo da portare a casa.
Chi veniva scelto per primo, aveva più bagaglio di possibilità.
Ed infatti i romanzi di avventura o opere come quelle di Jules Verne erano i primi ad andare.
Peccato non scegliesse per ordine alfabetico, perché sennò sarei stato sempre il primo.
Quindi quali sono questi libri che mi capitarono in dote/scelta in quel periodo?

- Capitani Coraggiosi - Rudyard Kipling

- Il Richiamo Della Foresta - Jack London

- Zanna Bianca - Jack London

- Cuore - Edmondo De Amicis

- L'isola Del Tesoro - Robert Louis Stevenson

Ce ne furono altri?
Può darsi, ma purtroppo mi sono tornati in mente solo questi.
Per curiosità, capitava anche a voi che alle scuole elementari vi " affibbiassero " letture di narrativa durante l'anno scolastico in corso e non come consuetudine alla fine?









mercoledì 13 giugno 2018

La Scatola Dei Bottoni Di Gwendy - Stephen King/Richard Chizmar

Ho comprato con molto ritardo l'ultima " fatica " di Stephen King stavolta scritta a quattro mani con Richard Chizmar ( di cui ammetto di essere totalmente ignorante in materia per ciò che concerne i suoi scritti ) ed è con altrettanto ritardo che sono arrivato a leggerla.
Ho letto questo libro in meno di tre ore ed illustrazioni ( carine ) a parte non riesco a concepirne il prezzo.
Come direbbe un personaggio che lo stesso King conosce bene: " la mia mente assolutamente vacilla ."
Potrei chiuderla qui, perché la sensazione è quella di essere stato turlupinato.
Restringiamo il campo e togliamo subito la parola romanzo, perché l'opera non lo è.
Al massimo potremmo parlare di novelletta o uno di quei racconti che potremmo trovare in una di quelle raccolte del Re che escono in genere dopo sette, otto anni.
Anzi, sono certo che La Scatola Dei Bottoni Di Gwendy sarà sicuramente inserito nella prossima raccolta.
E' già accaduto, e probabilmente accadrà ancora.
Via con la sinossi:

Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.



Dico subito che la storia non è male.
E' un racconto dal canovaccio molto old style che ricorda un po' le atmosfere del Ray Bradbury di Paese D'ottobre o dei racconti di Richard Matheson ( l'associazione con The Box credo che venga naturale a chiunque ).
Le atmosfere sono quelle di un racconto di formazione in salsa buia a cui il Re ci ha da sempre ben abituato o quasi.
La sensazione di aver già letto lo stesso spunto di trama in centinaia di altre storie è molto tangibile, ma ci si passa tranquillamente sopra, d'altronde gli archetipi per ciò che concerne l'horror sono sempre quelli.
Qui ritorna quello dell'oggetto misterioso dato in custodia da un altrettanto soggetto misterioso che può avere ripercussioni sul piccolo pezzetto di mondo della protagonista e perché no, anche per il mondo intero.
Storia scritta e riscritta da migliaia di altri ed anche da King stesso.
Non a caso sembra l'evoluzione un po' rétro di un altro racconto del Re dal titolo Il Word Processor Degli Dei.
Ritorna anche uno dei villain cardini delle storie di King in una delle sue molteplici identità.
Si ritorna persino a Castle Rock.
Anche se è una Castle Rock un po' poco arredata e molto diafana.
King e Chizmar non hanno molta voglia di esplorarne gli anfratti e si vede.
La prosa è molto asciutta e persino i dialoghi sono molto serrati.
Una piccola storia che fin dal principio appare piuttosto ermetica.
Però si fa leggere ed intrattiene.
Di questi tempi è già qualcosa.
Un mio consiglio?
Se non siete dei fanatici collezionisti del Re come il sottoscritto e volete leggerlo opterei per:

- Aspettare che venga inserito nella prossima raccolta di racconti.

- Leggerlo in formato Ebook con notevole risparmio economico.

- Aspettare un'eventuale uscita in formato paperback.

17,90 euro è un prezzo spropositato.



Alla Prossima!

lunedì 4 giugno 2018

Prefazione, introduzione e postfazione

Un altro degli aspetti più discussi di un libro nei social e nelle discussioni in generale inerenti la letteratura è quello relativo alla prefazione ed alla postfazione.
A cui bisognerebbe aggiungere ( specie nei classici ) l'introduzione saggistica spesso scritta da un altro scrittore/saggista di professione a corollario dell'opera che funge un po' da aperitivo e da incentivo per la lettura del libro.
Tutto ciò però non è percepito da tutti i lettori, tutt'altro.
C'è chi queste introduzioni le salta a piè pari.
E delle prefazioni e delle postfazioni non ne parliamo nemmeno.
Spesso sono gli autori stessi a scherzarci sopra asserendo che quella parte verrà letta soltanto dall'editore, dalla famiglia e da coloro che si aspettano di essere inseriti nei ringraziamenti.
Stephen King, tanto per citarne uno, lo fa spesso.
Aggiungo un altro che le apprezza: Io. :-P

Personalmente adoro conoscere la genesi e l'idea da cui scaturisce una storia.
Adoro l'approfondimento e carpire fin da subito i meccanismi, le opere ispiratrici, magari conditi da aneddoti locali dei luoghi da cui hanno origine.
Alcune di esse nel mio caso hanno lo stesso valore dell'opera stessa, se non di più.
Trovo la prefazione di A Volte Ritornano e del primo romanzo della Torre Nera entrambi di King due capolavori che non smetto mai di rileggere e che mi hanno fornito " input " per successive scoperte librarie.
Allo stesso modo capisco anche chi vuole immergersi a capofitto nell'opera e sceglie di saltarle.
Non approvo, ma non giudico.
Il libro è loro.

Discorso più complesso per ciò che concerne le introduzioni.
Io dico candidamente che in qualche caso mi metto accanto all'accusa.
E quindi capisco chi si lamenta che alcune di esse siano talmente descrittive da essere percepite come una sorta di riassunto troppo rivelatore.
E nel caso dei vecchi cartonati della Fabbri è un dato di fatto, per quel che mi riguarda.
La prima volta che lessi alcune opere di Ray Bradbury in quel formato, mi ritrovai a conoscere molti degli aspetti della storia e persino parte del finale ben prima di leggerlo.
Praticamente un antesignano dello spoiler.


Tutt'altro livello, invece, per quel che concerne gli Oscar Mondadori e i vecchi tascabili Newton che fungono da perfetti apripista.
Quantunque alla fine aggiungono poco o nulla al valore di un'opera che verrà giudicata tale dai gusti di ognuno.


Alla Prossima!