Visualizzazione post con etichetta Slasher. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Slasher. Mostra tutti i post

venerdì 5 maggio 2023

La metà oscura - Stephen King

Per una coincidenza inconsapevole mi sono ritrovato in poco tempo a leggere due romanzi in qualche modo somiglianti e sovrapponibili, entrambi di Stephen King, ovvero The outsider, che era anche l'unico libro di King che non avevo ancora letto, ed il romanzo di cui sto per parlare, ovvero La metà oscura.

Avevo pochi ricordi di questo libro.
Sicuramente questa sarà stata la seconda o terza rilettura.
Avevo ancora bene in mente alcuni stralci dell'opera, compreso il finale, ma non saprei indicare né quando l'ho comprato e nemmeno quando lo lessi.
Per quanto quasi tutti i libri in paperback di King li presi quasi consecutivamente uno dopo l'altro nell'Ipermercato vicino casa.
Quindi ipotizzo intorno al 2004/2005.

Andiamo subito di sinossi:

"Thad Beaumont è uno scrittore di successo che per anni ha pubblicato romanzi con lo pseudonimo di George Stark: storie violente e di successo, che lo hanno reso ricco e famoso. Ora può finalmente scrivere con il vero nome, ma non sa che la figura di Stark, la sua metà oscura, non intende affatto sparire: più viva e spietatata che mai, diventa una macchina di morte che distrugge quanto incontra sulla strada che conduce al suo creatore. Per difendersi da questa orribile minaccia, Thad dovrà spingersi negli angoli più inquietanti della sua mente…"


Mi sembra abbastanza palese, che in qualche modo La metà oscura possa essere inserito tra i libri minori del Re, non a caso non è uno di quelli più rinomati, e raramente lo troviamo inserito in classifiche varie, ed anzi, persino le recensioni, nel caso di questo libro latitano abbastanza.
Sicuramente non è tra i libri più in voga su Instagram e Tik Tok, per dire.
Sì, lo so che è un libro del 1989, ma vi assicuro che King ha una fan base molto solida nei social, tanto che le recensioni di romanzi ancora più vecchi, non mancano.

E' un libro che soprattutto nella prima parte travalica il confine dell'horror buttandosi a capofitto nel genere slasher, ed è molto affilato, proprio come se fosse stato scritto da...qualcun'altro, e qui credo che caschi il proverbiale asino.

Per parlare di questo romanzo bisogna un attimo divagare e citare l'alter ego di Stephen King, ovvero Richard Bachman.

Chi segue King da tempo sa che per molto tempo ha scritto delle opere sotto quello pseudonimo, e spesso si trattava di storie molto più sovversive ed immediate, quasi delle sperimentazioni, e per me, sia nella trama, che nella prima parte di questo libro, si respira quell'aria lì.

A conti fatti George Stark è l'alter ego malvagio del Richard Bachman di Stephen King.
King infatti non fa altro che prendere spunto dalla sua storia editoriale personale, per creare un alter ego narrativo, che non ha niente da invidiare all'Hyde di Stevenson o al Wilson di E.A.Poe ( citato anche nel romanzo The outsider e che per questo considero sovrapponibile).

Come sappiamo, nella realtà un fan zelante scoprì l'identità del fu Bachman, e King venuto meno il giochetto è stato costretto ad uccidere il suo alter ego.

In questo libro accade qualcosa di molto simile.
Thad Beaumont è uno scrittore un po' in crisi, che ottiene successo solamente quando sotto pseudonimo scrive libri di genere firmandosi George Stark.
Solo che ad un certo punto viene scoperta la sua identità e con tanto di sepoltura metaforica via stampa, decide di mettere sotto terra il suo alter ego.

Che però ritorna letteralmente in vita, ed è pronto a vendicarsi di tutti coloro che erano presenti a quella sepoltura.

Al di là dell'assurdità della trama, l'idea di base è molto valida.

King ci prova anche a dare un po' di contesto e credibilità a questa resurrezione.
Non che ce ne fosse bisogno, secondo me.
Infatti tutta la parte relativa al gemello che ingloba l'altro nell'utero materno, così come l'operazione al cervello di Thad durante l'adolescenza, per me è un po' una fuffa pretestuosa.
Avrei accettato tranquillamente il ritorno dai morti di un essere che non dovrebbe esistere.

Detto questo, il libro è parecchio orizzontale.
C'è una parte iniziale con il cattivo inesorabile che uccide senza pietà a destra e a manca, c'è tutta una parte investigativa che incolpa Thad degli omicidi perché gli indizi portano tutti a lui, e l'ultima parte scivola nell'horror psicologico più classico, con tanto di intervento soprannaturale, che però è parte strisciante di questa storia, visto che la sua presenza viene urlata a più riprese da King in corso d'opera.
In più il libro è infarcito di dialoghi davvero poco credibili.
Lo sceriffo che si presenta a casa del principale indiziato con sei birre, dopo che il giorno prima lo aveva accusato di omicidio, perché non è più convinto sia lui l'assassino, è una roba che non accetterò mai, nemmeno in un romanzo di genere, così come il dialogo con l'insegnante e collega di Thad, con tanto di consegna di un oggetto di fondamentale importanza per il finale, che sembra un po' surreale ed inserito un po' a caso.
Andiamo oltre la sospensione dell'incredulità.

Stark non ha pietà di nessuno, ma stranamente non uccide lo sceriffo Alan Pagborn quando potrebbe, solo perché a King serve per i romanzi futuri.
Ecco, in corso d'opera, ho trovato spesso facilonerie di questo tipo, come se in questo libro, King in qualche modo abbia scelto un percorso fin troppo semplicistico.
Ed è un peccato perché ci sono dei risvolti narrativi psicologici, che se approfonditi, avrebbero potuto portare il libro verso sentieri ancora più tortuosi.
Infatti, è molto interessante il fatto che i figli infanti di Thad provassero simpatia verso il mostro, perché in fondo è un riflesso del padre, così come la sua stessa moglie si accorga che una parte di suo marito, vorrebbe essere come Stark.

E' strano dirlo, ma probabilmente George Stark, è il personaggio migliore del libro.
La parte slasher iniziale che lo vede protagonista, probabilmente è la più riuscita del libro, ed anche l'idea che perda consistenza e vada in decomposizione lenta ed inesorabile, se Thad non si mette a scrivere il libro che certifica il suo ritorno in vita, è altrettanto interessante.
Infatti il finale è un vero crescendo, in tal senso.
C'è del bello e dell'inquietante in quella scena in cui entrambi si chiudono nello studio di Thad per dare vita al libro.

Insomma, questo libro ha delle belle idee, soprattutto quella di base, ma segue un percorso narrativo che non sempre mi ha convinto.

Rimane un libro coinvolgente, che si legge con gusto e con velocità.
Agli appassionati di King lo consiglierei, d'altronde fa parte dell'arazzo narrativo che vede Castle Rock e zone limitrofe, come protagoniste, in una sorta di composizione narrativa crossmediale, che è sempre interessante da leggere.
King ha creato un vero e proprio universo narrativo, che invoglia il lettore a scoprire delle piccole informazioni romanzo dopo romanzo, su personaggi e percorsi narrativi che sembravano già chiusi.
Non a caso Alan Pagborn sarà protagonista indiscusso anche di Cose Preziose, ed è un po' quello che ancora oggi Stephen King continua a fare con il personaggio di Holly Gibney.


Alla prossima!





mercoledì 26 settembre 2018

Summer Of 84

E' raro che io parli di cinema.
Ci sono migliaia di blogger più bravi, informati e più appassionati del sottoscritto e ritengo di non avere le basi per parlarne con cognizione di causa.
L'unica cosa è affidarmi alle emozioni e alle sensazioni.
Questo film ti frega ancor prima di vederlo proprio per quelle.
Quindi nonostante gli anni '80 ormai siano piuttosto sdoganati e sovraesposti ed io ne sia consapevole, ci casco comunque appena vedo ragazzini in bicicletta che combattono contro il male.
Ne ho parlato qualche post fa quando parlai de L'estate Della Paura e quindi non voglio ripetermi, ma le sensazioni che suscita un film come questo sono sempre quelle.
E queste sensazioni di già visto le considero come un difetto.
C'era bisogno di scomodare per l'ennesima volta quell'ambientazione, quei riferimenti e persino personaggi fatti con lo stampino?
Per me, no.

Eppure, l'ho visto comunque.
Amare i racconti di formazione horror lo vivo ormai come una sorta di retaggio, mi vergogno persino un po' nel sapere che ci ricascherò ancora ed ancora.
Una cosa però voglia dirla:

Questo film è per me pieno di buchi e difetti e tradisce soprattutto nell'aspetto empatico visto che tutti i personaggi appaiono ermetici e senza sostanza, però ha un finale bellissimo e sorprendente che ribalta i film di questo genere.
Ed è un peccato che per il resto della pellicola si affidi a cliché visti e stravisti in centinaia di altre storie cinematografiche e cartacee.
Fossi uno scrittore, uno sceneggiatore o un regista, ripartirei dal finale di questo film e forse lascerei perdere gli anni '80.

Mi domando piuttosto come vivano le nuove generazioni questa tipologia di film.
Proprio oggi in un famosissimo portale di cinema ho letto la recensione di una ragazza non cresciuta durante quegli anni che ha fatto a fette questo film in maniera brutale e persino antipatica.
Esiste quindi questa sorta di paradosso che questi film/libri/fumetti ambientati in quegli anni siano nuovi, ma nati vecchi?
Chissà.



Alla Prossima!


giovedì 28 giugno 2018

Red - Jack Ketchum

...Ed il settimo giorno Pirkaf un altro libro trovò.

La domenica dal punto di vista "libresco" si sta rivelando foriera di liete novelle.
In un'oretta buca, solitaria, ventosa e senza speranza intravidi una bancarella fino ad allora sconosciuta che sapeva di miraggio.
In mezzo ai vari King, Glenn Cooper ed Edgar Allan Poe con mia grande sorpresa spiccò con la sua costoletta rossa Red di Jack Ketchum.
La sorpresa risultò doppia quando mi fu detto il prezzo: due Euro.

I romanzi di questo autore non sono rarissimi da rintracciare nel circuito dell'usato, ma bisogna tener conto che verranno pagati più del loro valore effettivo proprio perché costantemente fuori catalogo.
Una copia di Red su Ebay viene mediamente venduta a 20/25 Euro.
Un prezzo non proprio consono per un autore non certo famosissimo.
Anzi, se non fosse per la sponsorizzazione di Stephen King, probabilmente lo conoscerebbero solo i veri cultori della narrativa del terrore.
E nemmeno tutti.

I libri pubblicati da Jack Ketchum in Italia sono pochissimi ed oltre Red, io sono riuscito a leggere soltanto In Viaggio Con L'assassino che devo ammettere mi è piaciuto molto.
Il suo romanzo più famoso, invece, La Ragazza Della Porta Accanto, mi è sempre sfuggito, ma la sua riduzione cinematografica all'epoca mi agghiacciò e mi entusiasmò.
Spero di riuscire a metterci le mani sopra, prima o poi.
Di tempo ce n'è in abbondanza visto che a meno che non venga pubblicato qualche suo inedito di sue nuove storie non ne leggeremo più.
L'autore è deceduto a gennaio di quest'anno.


Riguardo Red, voglio subito dire una cosa: mi ha deluso.
Me lo aspettavo più duro, più affilato e mordace.
Mi ha pungolato soltanto, e nemmeno tanto.
Un paio di cose mi hanno fatto storcere il naso, ma ne parliamo meglio dopo la sinossi:

Avery Ludlow ha sessantasette anni e un passato segnato dal dolore: ha perso la moglie e il figlio di undici anni in un incendio provocato dal figlio maggiore, drogato. L'unico ricordo del tempo in cui è stato felice è il vecchio cane Red, che sua moglie gli ha regalato per il suo compleanno quattordici anni prima. Un giorno, mentre è al fiume a pescare insieme a Red, Ludlow viene avvicinato da tre ragazzi che con il fucile puntato gli ordinano di consegnare loro il portafogli. All'improvviso, però, cambiano idea, distolgono l'arma dall'uomo e la dirigono verso il povero Red, facendogli saltare il cranio in un atto gratuito di pura crudeltà. Ludlow cerca giustizia, si rivolge alle autorità e alla stampa, ma né lo sceriffo né le televisioni locali vogliono occuparsi del caso quando scoprono che i ragazzi appartengono alle famiglie più potenti della zona. A Ludlow non rimane altra scelta che farsi giustizia da solo. Anche a costo di iniziare una spirale inarrestabile di rabbia e violenza, anche a costo della vita. Ma alla fine, quei tre ragazzi pagheranno... 


Parliamo un attimo della confezione, non ci metterò molto.
Il prezzo di listino è stato cancellato ed è un vero peccato.
Perché visto i caratteri cubitali e l'esiguità del testo, sarei stato curioso di saperne il costo.
Anche qui siamo più dalle parti della novelletta che del romanzo, checché sia strombazzato il contrario in copertina.
Ma comunque è un po' una polemica da soffitta visto che io il romanzo l'ho pagato una miseria.
Il prezzo di vendita su Ebay, comunque, ai miei occhi ed al mio gusto appare assolutamente ingiustificato.

Ma cos'è che non mi è piaciuto di Red?
Evito di addentrarmi nella storia, visto che la sinossi è piuttosto chiara al riguardo, persino troppo.
Prima di tutto voglio dire che Ketchum scrive piuttosto bene.
Ci sono un paio di paragrafi piuttosto belli e ficcanti.
Il resto è il classico Thriller americano con i suoi cliché in bella mostra.
Un po' troppi per i miei gusti.
Un libro molto ermetico con il freno a mano tirato e che nonostante l'esiguità del testo, si perde molto in chiacchiere.
Personaggi stereotipati, una scena di sesso facilona e improbabile, fanno il resto.
Mi sono sentito preso in giro da una scena in particolare che pur con tutta la sospensione dell'incredulità possibile, è ai miei occhi ingiustificabile.


Dalla fama di Ketchum e dopo la lettura di un libro dal ritmo serratissimo come In Viaggio Con L'assassino mi aspettavo molto di più.
Molti aspetti della trama appaiono persino fumosi ed ingiustificati, ma questo potrebbe essere un mio problema di scarsa empatia verso l'argomento visto che non ho mai avuto animali in casa e forse non sono in grado di capire il dolore che una perdita del genere può portare, specie per chi non ha altra compagnia.

Lo consiglio?
Certamente!
Io sono una goccia nell'oceano del gusto.




Alla Prossima!








lunedì 30 novembre 2015

Gotico Americano - Robert Bloch

Penso che Psycho lo conoscano tutti.
Ma resto convinto che solo gli appassionati di letteratura sappiano che il capolavoro cinematografico di Alfred Hitchcock fu tratto dalla penna di Robert Bloch.
Bloch deve gran parte del successo a Psycho, ma indubbiamente era uno scrittore che si era già fatto ampiamente notare tra le pagine di una rivista leggendaria come Weird Tales.
Basta pensare che in quella rivista, oltre Bloch, venivano pubblicati racconti di mostri sacri come H.P.Lovecraft e Ray Bradbury.
Sono passati più di dieci anni da quando lessi Psycho, ma devo ammettere che quella lettura non mi trasmise la voglia di cercare le altre opere di questo scrittore.
All'epoca ero un lettore che saltava di palo in frasca e da un autore all'altro senza ritegno.
Ero trascinato più dalle storie che dall'idea di concentrarmi su un unico autore ( King a parte).
A King va anche il merito di avermi fatto conoscere e venire voglia di leggere Psycho.
Senza il suo libro saggio sull'horror Danse Macabre, probabilmente l'avrei letto chissà quanti anni dopo.
La voglia però di esplorare la bibliografia di Robert Bloch mi è venuta solo adesso.
Di questo ringrazio il buon Marco Lazzara che durante un commento ad un post precedente, ha avuto il merito di accendermi la lampadina.
Conoscevo di nome gran parte delle pubblicazioni del buon Bloch, ma ero convinto che Psycho a parte i suoi romanzi appartenessero al limbo dei fuori catalogo.
Invece no.
La Bompiani ristampa spesso e volentieri le sue opere, e mi sono accorto anche, che i suoi romanzi circolano a buonissimi prezzi anche nel circuito dell'usato.
Su Ebay circolava al prezzo di un caffè la vecchia edizione Fabbri di Gotico Americano, e mi ci sono fiondato subito.
Dopo essermelo spolpato ben bene ( d'altronde sono solo 170 pagine ), sono pronto a parlarne.
Gotico Americano si è rilevato un classico romanzo dalle venature thriller/gotiche.
Credo sia un romanzo che vada contestualizzato al periodo in cui venne scritto.
Letto adesso, in un periodo storico in cui i romanzi thriller e slasher sono stati sviscerati in tutte le salse, offre poco o nulla in termini di originalità al lettore occasionale.
Suppongo che però, letto al tempo della sua uscita in quel del 1974, il romanzo avrebbe avuto molto più effetto, quantunque siamo lontanissimi dalla suspence e da quel finale capolavoro di Psycho.
La storia di Gotico Americano è ispirata alle gesta di un serial killer veramente esistito di nome Herman Webster Mudgett che sul finire dell'800 imperversò negli Stati Uniti mietendo centinaia di vittime.
Lascio il link per chi volesse saperne di più sulle sue terribili gesta:


Ma torniamo al romanzo ed andiamo di sinossi:

Dall'autore di "Psycho", un racconto gotico sospeso tra passato e presente. Chicago: un castello dalle pareti che nascondono passaggi segreti, stanze proibite e laboratori privati. Il castello è la dimora del dottor G. Gordon Gregg, un assassino farmacista. Le sue vittime sono donne giovani e belle. I suoi metodi sono scientifici e indolori, i suoi crimini perfetti... fino a quando una giornalista non si insospettisce. Ma durante le indagini Crystal, nonostante il pericolo, si innamora del carismatico dottore...

Ambientato nella Chicago del 1893 questo romanzo ha per protagonista un affascinante quanto eccentrico uomo d'affari di nome G. Gordon Gregg.
Gregg è un grande affabulatore nonché truffatore incallito, ma prima di tutto un serial killer.
Sfruttando il suo fascino seduce ed uccide inermi donne dopo essersi fatto intestare tutti i loro possedimenti in denaro.
Il tutto avviene in un caseggiato che lui ha trasformato in un sorta di castello pieno di botole, stanze e porte segrete.
Un castello che apparentemente Gregg utilizza anche come farmacia visto che uno dei suoi business è quello di spacciarsi come venditore di cure miracolose.
Alle sue discutibili gesta si interessa una giornalista che tenterà di intrufolarsi all'interno del castello spacciandosi per una lontana nipote che si offre di fargli da segretaria.
Gotico Americano è un buon romanzo, coinvolgente e con un ritmo piuttosto serrato.
L'impressione che ne ho ricavato è che però Bloch avesse potuto osare di più.
Molto belli alcuni passaggi e davvero avvincente e cinematografico il finale, benché piuttosto di genere.
Non sarà un capolavoro, ma è un romanzo che ho letto con piacere.
Ho apprezzato in particolar modo il tentativo di miscelare le atmosfere prettamente gotiche con quelle thriller tipiche dei suoi romanzi.
Detto questo, riconosco che non è un romanzo trascendentale e perciò non mi sento di considerarlo un acquisto irrinunciabile.
Fate vobis.
Alla prossima!







sabato 19 settembre 2015

Kristy

In una settimana che mi ha visto praticamente latitare dalla blogosfera, sono riuscito comunque a ritagliarmi un po' di tempo da dedicare alla visione di Kristy.
Non avrei dato nemmeno i canonici due centesimi a questo film, eppure alla fine è riuscito a coinvolgermi e farmi tifare spudoratamente per la sopravvivenza della protagonista.
Dico alla fine perché la prima parte della pellicola è troppo costruita e sui generis per convincermi.
Lo sforzo fatto dal regista per farci provare simpatia e solidarizzare con la protagonista, inizialmente appare troppo easy e grondante di stereotipi per i miei gusti.
Ci viene presentata come una ragazza sveglia che si mantiene all'Università facendo la lavapiatti, sportiva, studiosa e con un ragazzo fisso.
Per giunta è l'unica a non lasciare il campus per il giorno del ringraziamento perché non aveva i soldi per il biglietto aereo con cui ricongiungersi ai suoi genitori.
Insomma, una povera Krista ( :-P ) che deve avere tutta la nostra comprensione.
Purtroppo per lei, un gesto gentile e disinteressato verso la ragazza sbagliata ( che ovviamente deve essere una spiantata goth con piercing e tatuaggi altrimenti come fa a rappresentare il male :-p), la sospinge tra le grinfie di un gruppo di persone dedite all'assassinio rituale.
La locandina strombazza la presenza dei produttori di Sinister, ed infatti la scena iniziale con la caccia ad un'altra povera Krista filmata con un cellulare lo scimmiotta/omaggia abbastanza.
Insomma le premesse iniziali vertono verso il classico Slasher con personaggi stupidi e con scene ridicole, però non è stato così.
Non che scene simili non manchino, basta pensare agli addetti alla sicurezza del campus, che per il loro comportamento sembrano una parodia uscita da Colorado o Made In Sud, ma togliendo loro ed il fatto che la ragazza alla fine sembra somigliare ad un MacGyver in gonnella, il film ha un gran ritmo e intrattiene alla grande.
Prima di tutto per l'ottima performance della protagonista e poi per la rappresentazione del male, che inquieta e non poco.
Ecco, proprio questi soggetti in maschera trasmettono moltissima ansietà ed implacabilità con il loro silenzio e la loro totale assenza di umanità.
Tanto che finché non vediamo in faccia uno di loro, è forte la sensazione di avere a che fare con qualcosa di oscuro e soprannaturale.
Ma chi sono questi quattro esseri abietti?
Sono degli appartenenti ad una setta dedita all'assassinio rituale ai danni di ragazze che ai loro occhi appaiono timorate di Dio e da martirizzare ( da qui il nomignolo Kristy che affibbiano ad ognuna delle loro vittime).
Il film forse è un po' monotematico e ciclico, ma d'altronde il girato si svolge tutto in un grandissimo e isolato Campus universitario, però fa tranquillamente il suo.
Certo non mancano difetti e personaggi macchiettistici utili soltanto come carne da macello, ma devo ammettere che il film non è male.
Pensavo peggio, molto, molto peggio.







giovedì 27 agosto 2015

Atto D'amore - Joe R.Lansdale

Atto D'amore è il primo romanzo di Joe R. Lansdale.
Pubblicato nel lontano 1981, Atto D'amore è sempre stato considerato dagli addetti ai lavori come uno dei precursori del genere Slasher.
Uno dei primi romanzi in cui il rituale dell'assassinio non viene descritto in maniera velata e sfumata tipicamente Psycho style, ma raccontato fin nei minimi e turpi particolari.
È un romanzo che in certo qual modo ha dato il la ed ispirato tanti romanzieri venuti dopo come Bret Easton Ellis e Thomas Harris.
Per dovere di cronaca va segnalato che nella postfazione di questo libro lo scrittore texano rifugge dalla nomea di precursore e ispiratore di un genere che successivamente ha attecchito in maniera massiccia nella letteratura e nel cinema.
Ma parliamone meglio dopo la sinossi:

Per le strade di Houston si aggira un moderno Jack lo Squartatore, e Marvin Hanson e Joe Clark sono i poliziotti incaricati dell'indagine. Hanson in particolare, un detective nero, è disgustato dagli omicidi, dalla loro ripugnante violenza, e si dedica alla caccia con un sentimento di vendetta personale. Ma l'inchiesta è un tuffo nel dolore e nell'ambiguità, un itinerario in cui è facile perdere la ragione e trasformarsi a propria volta in ciò che più si odia.


In Atto D'amore si denotano già molte delle caratteristiche che successivamente ritroveremo nei romanzi futuri di Joe, con in primis l'iconografia geografica texana, vero feticcio dello scrittore.
Ma d'altronde ogni autore narra dei posti che ama e in cui ha vissuto, basta pensare a King con il Maine o i romanzi di Campbell e Barker ambientati quasi sempre nei sobborghi di Liverpool.
Ma torniamo al romanzo.
Per essere un'opera prima a me è piaciuto un bel po'.
Come accadrà successivamente Lansdale si dimostra abilissimo a miscelare più generi ed è un maestro nel riuscire a catturare totalmente l'attenzione del lettore grazie ad una scrittura asciutta e coinvolgente quantunque molto efferata.
Ci troviamo dalle parti di un poliziesco/ noir dalle venature thriller/Slasher che non lascia nulla all'immaginazione ma che ci spiattella in faccia tutti i rituali degli assassinii ad opera di un serial killer che si diverte a violentare, uccidere e fare letteralmente a fettine inermi donne.
La narrazione è molto cruda, ma diciamo subito che non è disturbante quanto American Psycho di Ellis per dirne uno.
Per quanto leggere di un maniaco che taglia a fettine i seni di una donna, non è certamente come leggere le avventure della Pimpa.
L'intreccio è ottimo e l'identità dell'assassino è ben mascherata dal fatto che trattandosi di un uomo dalla personalità dissociata, nel corso della narrazione si viene portati a considerare che dietro alle sue fattezze possa essere sospettato più di uno dei personaggi protagonisti della storia.
In corso d'opera c'è anche una velata critica al giornalismo d'inchiesta foriero di personaggi spietati pronti a tutto per lo scoop.
Il giornalista in questione, personalmente, ritengo sia il personaggio meglio caratterizzato del romanzo, per quanto sia comunque una figura tipica del genere.
Storia che come ( quasi ) sempre è troppo veloce per i miei gusti.
È una cosa che mi sta capitando spesso con Lansdale.
Molti dei suoi romanzi sono terribilmente coinvolgenti ma al tempo stesso troppo asciutti e rapidi.
C'è poco tempo per apprezzare i contorni della storia e molto spesso i suoi personaggi e l'ambientazione appaiono effimeri e didascalici, soprattutto quelli dei primi romanzi.
Pollice verso per il protagonista Marvin Hanson fin troppo sopra le righe e la cui ossessione per questo serial killer appare fin troppo emotiva e ridondante.
È un romanzo da consigliare?
Se si è amanti dello scrittore texano, sì.
È un modo per conoscere l'inizio della carriera di questo prolificissimo scrittore, ma oggettivamente ha scritto romanzi molto migliori di questo.
Se ci si vuole fare un salto nella narrativa noir e pulp di Lansdale, è obbligatorio cimentarsi con la serie di romanzi con protagonisti Hap & Leonard, creazioni di tutt'altra pasta e carisma rispetto a Marvin Hanson e gli altri protagonisti di questa storia.
Resta comunque un thriller molto coinvolgente e incalzante.
Pollice su per il finale con conseguente rivelazione dell' autore dei delitti, che ho trovato coerente e ben strutturato, visto che Lansdale fa di tutto per sviarci e darci false piste sulla sua identità.
Fosse stato un romanzo più corposo, sarebbe stato ancora più interessante.
Ma tutto sommato va bene anche così, d'altronde grazie a questo romanzo è iniziata a decollare la sua carriera con somma gioia di noi lettori appassionati delle sue storie.
Dal canto mio, per quanto possa infastidirmi la brevità delle sue opere, mi sento di poter affermare con certezza che avrà sempre il mio supporto ed il mio portafoglio.








mercoledì 5 agosto 2015

La Faccia Che Deve Morire - Ramsey Campbell

C'è da ringraziare calorosamente Urania, perché altrimenti questo romanzo di Campbell sarebbe probabilmente rimasto nel limbo imperituramente.
Pubblicato nel 1979 ha visto la luce in Italia soltanto nell'afoso luglio di questo 2015.
Diciamo tutti in coro grazie - sai. (Cit.)
Ma com'è stato per me ritrovare la prosa affilata e sfuggente dello scrittore di Liverpool?
Meglio dell'altra volta ( La Bambola Che Divorò Sua Madre ), ma ugualmente indigesta.
Stilisticamente i romanzi di Campbell non mi prendono, non ci posso fare nulla.
Ma è un problema mio da lettore, figuriamoci se andrei a discutere uno scrittore di siffatta risma.
 Tanto che comunque ho in mente di proseguire nel recupero delle sue opere, poiché in fondo le sue idee narrative non mi dispiacciono.
Ma andiamo di sinossi, dai:

"Il suo nome è Horridge, qualcosa che suona vagamente come porridge ma con una dose di orrido. E in effetti, molte cose sono orribili nella vita di Horridge, a cominciare da una memoria così selettiva che gli permette di dimenticare quello che fa (ma non dovebbe fare) e la gente che odia a vista, e che improvvisamente scompare. Horridge dimentica persino chi uccide, anzi attribuisce la colpa ad altri inperfetta buona fede. E tutto questo a causa di un faccia terribile, di un’ossessione che non lo lascia in pace un momento, nella Liverpool affogata nel sangue di vittime innocenti. Uno dei romanzi più agghiaccianti di Ramsey Campbell, una “confessione” spietata di abusi e ossessioni scrupolosamente documentate."

La Faccia Che Deve Morire più che un horror è quello che si potrebbe definire uno slasher/thriller.
Prima però dell'inizio del romanzo c'è una breve prefazione che per dovere di cronaca va segnalata per due motivi:
- è bellissima.
- ci da l'assist per considerare successivamente La Faccia Che Deve Morire un romanzo dai contorni fortemente autobiografici, poiché i problemi di paranoia e schizofrenia della madre di Campbell raccontati nella prefazione non è difficile trovarli similari a quelli del protagonista del romanzo , Horridge.
Perché è lui il vero protagonista di questa storia, anzi diciamo pure l'antagonista.
Il romanzo parte con un mini racconto dal titolo Io Sono La Cosa, Ed Essa È In Me, che praticamente è la cronaca di un uomo in preda ad un trip.
Racconto breve ed onirico, che sembra essere uscito dal capitolo di un libro di Welsh.
Subito dopo è tempo di entrare nella turpe e cupa mente di Horridge.
È incredibile come Campbell sia riuscito a rendere così bene un personaggio così paranoide e asfittico.
Ambientato nei sobborghi di Liverpool questo romanzo è un lungo viaggio nella mente di un uomo affetto da una lieve zoppia e da manie persecutorie da ricercarsi principalmente nella sua infanzia e nel difficile rapporto con un padre burbero e manesco.
Un uomo psichicamente disturbato che associa tutti i suoi problemi ad una faccia che vede riflessa su di una finestra.
La faccia di un omosessuale di nome Craig.
Gran parte dell'azione si svolge proprio nel condominio in cui vivono Craig, una coppia di sposi in crisi di nome Peter e Cathy e una pittrice schiva e solitaria di nome Fanny.
Il romanzo è buono e narrativamente parlando fa il suo dovere fino alla fine, ma come nel romanzo La Bambola Che Divorò Sua Madre, si fa fatica ad empatizzare con i personaggi.
C'e sempre una sensazione di estraneità e diffidenza nella narrazione di Campbell che si percepisce chiaramente, una sorta di cinismo e rassegnazione verso l'umanità che sembra vergato con una penna rossa.
Lo stesso vale per la descrizione che ci dona di Liverpool, piuttosto fosca, cupa ed opprimente.
La Faccia Che Deve Morire è un ottimo slasher, crudo ed efferato, un vero viaggio nella mente disturbata ed aberrante di un individuo dall'apparenza mite e mingherlino ma estremamente pericoloso, ma non è un romanzo che mi ha coinvolto molto.
Ho trovato molto più sentita ed ispirata la prefazione del romanzo, che personalmente ritengo valga da sola l'acquisto del libro.
Insomma, La Faccia Che Deve Morire lo paragono ad un buon pasto, ma piuttosto pesante ed indigesto.
Se apprezzate gli slasher potreste facilmente trovarlo di vostro gradimento.
Ottimi il prezzo e l'edizione, meno la quarta di copertina che sembra (?) scritta da una persona che nemmeno ha letto il libro.
I 6,50 € li vale tutti.