sabato 29 luglio 2023

La pietra della luna - James Herbert

Al di fuori dei romanzi pubblicati da Urania, ignoravo l'esistenza di alcuni romanzi di James Herbert pubblicati negli anni '80/90 ed oggi fuori catalogo.

E' strano che mi fossero sfuggiti, e questo non è un bel segnale per il sottoscritto, poiché significa che mi sto lasciando vincere dalla pigrizia, dalla fretta, e dalla voglia di non approfondire più di tanto anche gli autori che tanto decanto come Herbert.

Qualche mesetto fa avevo dieci Euro che volevo buttare su Ebay, e mentre ero alla ricerca di qualche buona offerta per qualche romanzo che non riesco a trovare ai mercatini, mi salta l'occhio su un trio di romanzi di James Herbert che non avevo ancora letto, e di cui ammetto che ne ignoravo l'esistenza.

Il più accessibile è stato questo di cui mi accingo a parlare, e che ho trovato a buon prezzo, in formato con sovracopertina.

Il libro in questione è un'edizione de Armenia editore del 1987.
Spulciando un po' su Ebay ve n'era anche una del ben più noto CDE, che però aveva un titolo diverso Moon, che è anche il vero titolo del romanzo.

Andiamo di sinossi e parliamone:

"Si chiama Jonathan Childes e da qualche tempo insegna informatica nel College femminile di La Roche.
Nessuno conosce il suo passato; nessuno al di fuori di Amy, la ragazza che per amore ha accettato di condividere il suo angoscioso segreto.
Childes, infatti è fuggito da un incubo, da un'incredibile esperienza telepatica che gli aveva fatto predire le date e i luoghi di un'inspiegabile serie di infanticidi. Era stata come una maledizione che, alla fine, aveva distrutto la sua vita e la sua famiglia. Ora, però, tutto sembra dimenticato. Stimato, ammirato, Childes è tornato se stesso, con la mente liberata da quegli strani poteri.
Fino al giorno in cui, d'improvviso, davanti ai suoi occhi cala nuovamente un sipario di sangue. Il suo inconscio sta captando terribili segnali di morte. Per Childes l'incubo è ricominciato..."


Così come per Howard, Stephen King rivolgendosi a James Herbert nel suo saggio Danse Macabre, lo descrisse come di un autore che nelle sue storie andava a battagliare con l'horror.
In effetti La pietra della luna, è un romanzo che prende di petto l'azione e lo fa anche con ferocia e pochi filtri, ma in maniera molto ermetica.
Herbert crea molte aspettative verso questo villain, ma alla fine, non mi è sembrato una figura così centrata e convincente.
Invece il romanzo è ottimo per quel che concerne l'intreccio ed i comprimari.
Certo, non offre nulla di nuovo rispetto al genere, e letto adesso vi verrebbero in mente migliaia di storie simili, ed anche qui non manca l'investigatore amico, ma con i colleghi sospettosi verso il protagonista, tanto per continuare il trait d'union con i romanzi di  King che ho riletto recentemente.

Però tutti i protagonisti di contorno della vicenda, funzionano veramente molto, ed infatti Herbert crea un cast di personaggi molto credibili, familiari del protagonista in primis.

Tutto ciò che riguarda il rapporto di coppia con Amy, ma anche i rapporti con ex moglie e figlia, funzionano molto bene, ed anzi sono ben più interessanti delle scene più creepy, che a me appaiono molto più nella norma, forse perché vi sono fin troppo abituato.

Insomma è un libro che mi ha trasmesso più come soap opera orroristica, che per quel che concerne l'horror in sé, e credo che a conti fatti ci troviamo tra le pagine di uno dei romanzi minori di questo scrittore.

Alcune scelte poi sono fin troppo dei cliché.
Il fatto che la figlia abbia le stesse facoltà del padre è un po' una banalità, mentre è carino che il tramite di trasmissione delle visioni avvenga attraverso una lunarìa che l'assassino lascia sul posto del delitto.

Al di là dell'intreccio che è molto coinvolgente, devo dire che dal punto di vista della coesione e della trama questo libro mi ha detto molto poco.

Sono comunque contento di averlo letto.
E se potrò conto di recuperare anche gli altri romanzi che mi mancano di questo scrittore.
Però ho idea che Urania aveva scelto bene, andando a prendere il materiale migliore che Herbert aveva scritto, perché per me, La pietra della luna vale molto meno degli altri romanzi che avevo letto di questo scrittore.
Segno che forse quest'autore è molto più agio quando si trova nel confine tra il genere fantascientifico e horror, che piuttosto in quest'ultimo in maniera tout court.
Ma quest'ultima è solo un'impressione, che fugherò soltanto quando e se riuscirò a recuperare anche Satana ed Il sepolcro.

Alla prossima!




martedì 11 luglio 2023

Dolores Claiborne - Stephen King

 "...Anche il tempo è uno stretto, sapete, come quello che c'è tra le isole e la terraferma, ma l'unico traghetto che va da una sponda all'altra è il ricordo, ed è come un vascello fantasma: se vuoi che scompare, dopo un po' non c'è più."


Dolores Claiborne mi riporta ad un passato che fu presente, sicuramente pieno di problemi, ma che oggi in qualche modo ricordo con affetto, forse perché c'era una persona che non c'è più.

Lessi questo libro durante un'estate assolatissima, nelle prime ore di un pomeriggio lavorativo lungo e noioso, in cui, tra un cliente e l'altro, ci si sedeva fuori all'ombra, manco fossero gli anni '80, anni in cui le famiglie solevano portare le sedie fuori e passare le sere a chiacchierare/sparlare sui marciapiedi.

Cosa che dalle mie parti non esiste più.

Cosa ricordavo però del libro in sé?

Poco in realtà.

Ho il ricordo dei giorni in cui l'ho letto, ma poco dell'opera.

Ho posto rimedio nel mese scorso, rileggendolo dopo più di quindici anni.

Quindici anni? Potrebbero anche essere venti.


L'edizione in mio possesso risulta essere del 2003, ed è l'ennesimo acquisto che facevo nel pomeriggio del sabato nell'ipermercato vicino casa, nel periodo del mio delirio per Stephen King, di cui volevo avere tutto.

Riletto oggi, devo dire che l'ho apprezzato molto di più della prima volta.

Per me Dolores Claiborne è un libro perfetto, senza alcuna sbavatura.

Parliamone meglio dopo la sinossi:

"Dolores Claiborne è un'anziana rompiscatole yankee che adesso si trova a doversi discolpare, davanti alla polizia, per la fine misteriosa di Vera Donovan, la ricca invalida di cui era la governante. Ma a Little Tall Island molti si chiedono ancora cosa sia realmente successo in quel giorno spettrale di trent'anni prima - che coincise con un'eclissi totale - in cui morì suo marito. Per difendersi, Dolores si lancia in un racconto trascinante, un avvincente monologo in cui ripercorrere la sua tormentata e terribile esistenza".

Quando scrivo perfetto, non significa che si stia parlando di un capolavoro.

Il romanzo è perfetto per quel che si prefigge di raccontare, ma parliamo di un'opera molto orizzontale ed anche abbastanza semplice come intreccio.

In più possiamo dire che è una delle rare incursioni di King in un genere più drammatico che orroristico.

Non mancano scene forti, e la scena del pozzo è emblematica, potente e disturbante, ma mancano quasi totalmente le scene soprannaturali tanto care allo scrittore del Maine.

Qualche guizzo c'è, ma davvero poca roba.

Il romanzo è sorretto quasi unicamente da un unico personaggio, che ci racconta il tutto sotto il suo solo punto di vista, ma King lo delinea in modo così credibile ed accurato, da renderlo incredibilmente umano, anche se parliamo di un'assassina...

King entra nel campo Dostoevskijiano, e non ne esce con le ossa rotte, anzi...

Tranquilli, comunque, non ho spoilerato poiché il romanzo si apre proprio con la confessione durante un interrogatorio di un assassinio, anche se non è quello per cui Dolores viene accusata.

Dolores Claiborne conta solo 267 pagine, e ci porta dritti in una comunità isolana molto chiusa e molto patriarcale.

King in quest'opera divaga molto poco, e forse è proprio per questo che questo libro non deraglia mai, risultando oltremodo centrato.

Ovviamente essendo un racconto molto orizzontale, e non avendo molte parti dedite all'azione, potrebbe risultare statico, ed infatti capirei benissimo chi mi dicesse che questo libro non gli è piaciuto, però boh, per me è uno dei libri migliori di King, proprio perché è molto più terreno di molti altri.

Il male vero, quello umano, per me è molto più potente di qualunque creatura immaginifica.

Credo non ci sia molto da dire sulla storia, perché è bello scoprirla da sé, soprattutto per quel che concerne la forza e la determinazione di Dolores, uno dei personaggi più complessi e belli mai creati dal Re.

Però anche la dispotica Vera Donovan si rivela un personaggio parecchio incisivo e peculiare.

Ho parlato di atmosfere che ricordano Dostoevskij, ma in verità alcune dinamiche sono molto assimilabili a Shirley Jackson.

Insomma, questo libro ci racconta di una piccola storia, ambientata in una piccola isola, e di un personaggio che vive una vita umile e difficile, che trova riscatto e coraggio durante un'eclissi.

Questo libro porta in dote tanti dubbi di natura morale, perché al di là dell'empatia e delle ragioni di Dolores che subisce soprusi ed angherie dal marito, non si può comunque arrivare a giustificare l'atto in sé, eppure, in un certo qual modo, si arriva a comprenderla.

Un libro che riesce in questo è un gran libro.

Certo, Dosto ed altri ci sono arrivati prima di King, però bisogna dire che il Re ha scritto davvero un libro che forse avrebbe meritato maggior successo di alcuni suoi altri libri.

Dolores Claiborne è davvero un buon libro.

Leggetelo, se potete.

Alla prossima!