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mercoledì 2 settembre 2020

Christine - La macchina infernale - Stephen King

 "Figliolo, probabilmente sei troppo giovane per cercare la saggezza in parole che non escano dalla tua bocca, ma ti dirò una cosa: il nemico è l'amore." 

Annuì lentamente. 

" Sì. I poeti fraintendono l'amore continuamente e qualche volta in buona fede. L'amore è il più antico degli assassini. L'amore non è cieco. L'amore è un cannibale con una vista estremamente acuta. L'amore è un insetto che ha sempre fame."

" Che cosa mangia? " Domandai senza pensare.

"L'amicizia", mi rispose.


Probabilmente il succo di questo romanzo è tutto qui, in questo splendido passaggio, che è probabilmente il più bello del libro.

Christine è un horror, ma anche una classica storia d'amicizia adolescenziale, che in genere sappiamo tutti, grazie al nostro trascorso, che si interrompe o prende una piega diversa, nel momento in cui entra in gioco l'amore.

Qui la ragazza destinata a rompere un'amicizia c'è pure, ma somiglia più ad un espediente, perché il vero amore di Arnie è Christine, un' automobile.

Questa quindi è la storia di un triangolo d'amore o un quadrilatero se ci mettiamo in mezzo anche Leigh Cabot.

E' il classico horror scolastico che King ci ha già venduto e ci venderà ancora dopo, molto simile a Carrie, IT o Il Corpo nell'impostazione.

Cittadina tranquilla, scuola, bulli, amicizia, e l'arrivo dell' orrore esterno, che questa volta sarà un'automobile.

Christine è uno dei romanzi più famosi di King, è stato anche trasposto cinematograficamente da un maestro come Carpenter, e probabilmente la sua fama è più al passato che al presente.

Probabilmente oggi la figura di questa Plymouth del 1958 è meno famigerata di un tempo, ed è un peccato, credo anche perché in tempi moderni la macchina non racchiude più un'importanza fondamentale come nelle adolescenze del passato o almeno appartiene ad un genere narrativo e cinematografico nell'immaginario un po' desueto.

Resta comunque sicuramente un'opera iconica, con cui King ha saputo giocare ed ammaliare il lettore, soprattutto un lettore cresciuto in quegli anni di miti cinematografici motorizzati.

Credo che Steve possa anche essere stato ispirato da opere come La macchina nera, Supercar e persino Duel.

In certi frangenti si respira l'area di un contesto televisivo alla Grease o a un Happy Days in chiave orrorifica.

Perché quasi ogni adolescente sogna di guidare una macchina, sogna l'indipendenza, ed ha la convinzione che il mezzo sia uno degli ingranaggi che porta alla conquista del sesso e dell'amore.

Molto aspettano i diciotto anni solo per questo ( o i 16 nel caso degli americani ).

Non a caso Arnie trova l'amore solo dopo aver adocchiato Christine.

E' la quarta o quinta volta che rileggo Christine, ed ogni volta è amore, ma anche perplessità.

Lo amo, ma per me ha dei difetti evidenti, robe che non mi piacciono e che narrativamente parlando avrei preferito diverse.

Andiamo di sinossi:

Tre amici vivono la loro adolescenza in una tranquilla cittadina di provincia. Le novità sono poche, finché non compare Christine, un'auto - una Playmouth del 1958 - che Arnie, uno dei ragazzi, vuole a ogni costo rimmettere a nuovo. Un'impresa disperata, che per lui si trasforma in un'ossessione, mentre la macchina inizia a manifestare un'inquietante vita propria. E nelle buie strade del paese la gente comincia a morire.

Ho notato che alcuni trovano la prima parte di questo libro eccessivamente statica e prolissa.

Ed è vero.

Probabilmente oggi, King avrebbe affettato e velocizzato un po' la parte iniziale, visto che per circa 180 pagine succede poco o nulla in termini d'azione, e molto è dedicato all'approfondimento dei personaggi.

In verità è una parte che io ho apprezzato molto.


Trovo funzionale e ben narrato il tutto: il colpo di fulmine di Arnie per Christine, la presentazione della figura un po' mefistofelica di Roland LeBay, il rapporto che Arnie ha con i genitori e con il suo migliore amico, e soprattutto i piccoli accenni al passato di Christine.

Personalmente io trovo la prima parte molto più coesa anche nella struttura narrativa, non a caso ritengo che le parti più belle del romanzo si trovino tra queste pagine, almeno fino a quando non si scatena Christine in tutta la sua potenza.

Cosa non va in questa storia ( per me ovviamente )?

Ho sempre avuto l'impressione leggendolo che i personaggi, a parte Arnie, non siano stati centrati benissimo.

La figura di Roland LeBay su tutti, ma anche Dennis, il migliore amico di Arnie nonché eroe della storia.

Se Arnie compie un percorso ben preciso e delineato, fino alla sua completa trasfigurazione di sé, non si può dire lo stesso degli altri personaggi.

Leigh Cabot è protagonista di uno dei passaggi più spaventosi del romanzo, ma per essere la fidanzata di Arnie e quindi terzo incomodo tra lui e Christine, resta una figura molto eterea e sbiadita nell'economia della storia, tranne che nel controverso passaggio narrativo verso il finale, che io ho trovato molto infame e forzato, ma è una cosa mia.

Ci sono molte forzature in questa storia, che avrebbe potuto essere molto più semplice e lineare.

La natura malefica di Christine e il suo rapporto molto forzato con LeBay.

La stessa trasfigurazione di Arnie è piuttosto contorta.

Non ce n'era bisogno.

Sarebbe bastata l'ossessione per una macchina malefica con successiva possessione.

In più punti King stesso sembra confuso su chi sia il vero diavolo, se LeBay o la macchina, creando parecchia confusione.

Però quando l'autore preme l'acceleratore e lascia scatenare Christine diventa un libro spettacolare.

Nonostante alcune scelte narrative che ho trovato un po' attaccate con lo sputo, amo e amerò sempre molto questo romanzo, che in più punti mi ha anche fatto riflettere su me stesso, perché in alcuni passaggi ti fa tifare per...Christine.

Infine vorrei spendere due parole sull'eroe della storia, Dennis.

C'è un qualcosa che non mi è mai piaciuto in questo personaggio.

Non metto in dubbio la sua amicizia verso Arnie, ma spogliato un po' dal contesto, c'è un sottotesto quasi...classista in Dennis, come se in fondo in fondo, apprezzasse il vecchio Arnie perché inferiore e più debole di lui.

La stessa chiosa iniziale e anche quella finale in cui definisce Arnie un perdente, ti porta a pensarlo.

E poi c'è sempre del marcio in un migliore amico che ti frega la ragazza.

Christine è un buon romanzo che si perde un po' nella fase decisiva, ma che parte e finisce benissimo.

Il finale è tra i più belli mai partoriti da Stephen King, e quando Christine si prende la scena è irresistibile.

" La sua infinita tenacia."

" La sua furia indomabile."


Alla prossima!



giovedì 30 maggio 2019

Il cinema fantasy per ragazzi è fermo a trent'anni fa

Partiamo da una premessa: oltre ai film per ragazzi anni '80 che oggi vengono venerati in tutte le salse pop e nerd, chi è cresciuto come me nell'epoca pre-millennio, ha un percorso visivo fatto da innumerevoli film per giovincelli mandati in onda su Italia Uno nei torridi pomeriggi estivi alle 14 di pomeriggio.
Erano spesso film di avventura davvero senza pretese, con dei ragazzini improbabili che salvavano il mondo, inventavano cose, vivevano avventure di ogni tipo, ecc.ecc.
Con questo voglio dire che quel cinema non apparteneva solo ai vari Spielberg, Donner, Dante e tutti i cineasti che amammo all'epoca, ma anche ad onesti registi votati solo all'intrattenimento.
Quindi non tutto fu vera gloria.



Questa mia passione per il cinema per ragazzi di stampo fantasy/avventura mi è rimasta ancora, ed infatti tendo a vederne ancora molti.


Aggiungi didascalia
Anche se ormai non ho più i filtri adatti per poter apprezzare questo tipo di cinema che strizza l'occhio alle nuove generazioni, com'è giusto che sia. La mia idea è che però ci sia una svalutazione e una sottovalutazione verso il ragazzino quasi senza pari in questo periodo.
A parte l'estetica, quasi tutti i film che trattano di ragazzini, li trovo piuttosto apatici, piatti e privi di qualsiasi sfumatura di approfondimento psicologico.
In pratica per gli autori odierni la combo del genere fantasy/romanzo di formazione deve essere spogliata dell'una o dell'altra cosa, e soprattutto deve scimmiottare in toto i cliché anni '80 mischiandoli ai generi di consumo odierni.

Di recente ho visto un po' di film appartenenti a questo filone, e gli ultimi due in particolare hanno accentuato la mia convinzione che nella maggioranza dei casi non esiste nessun elemento di riflessione se non trattato in maniera ermetica e manichea.

Mi chiedo il perché di questo appiattimento culturale, che fa si che i giovanissimi non possano aver un cervello pensante e non possano porsi delle domande, commuoversi o emozionarsi, se non per le tute Adidas, qualche sderapata in bicicletta, una battuta o due su un qualsiasi videogame degli ultimi anni o qualche balletto tipo la dab dance.

Poi però mi ricordo di quei film che vedevo sul divano alle 14, con l'odore del caffè che arrivava dalla cucina, sorbendomi scene discutibili ed assurde e pubblicità della Bilboa o della Mattel e mi viene da stare zitto, perché a quell'età a me quei film piacevano.

Insomma a volte ho l'impressione che il cinema per ragazzi sia fermo a trent'anni fa, e che per molte cose stia persino regredendo.

Da una parte comprendo l'intrattenimento per ragazzi odierno compresso da un politicamente corretto che più strenuo non si può anche se cercano di nasconderlo con l'ausilio di qualche parolaccia o battuta sul sesso, ma dall'altra parte con i mezzi odierni un minimo di scrittura più approfondita sarebbe lecito attendersi.

I libri da questo punto di vista sono un altro mondo, e non capisco perché non potrebbe esserlo la scrittura cinematografica ( già le serie sono un altro discorso ) per ragazzi.

Oppure sono solo paranoie mentali dettate dal fatto che adesso vedo questi film con gli occhi da adulto e non con il cosiddetto fanciullino dentro.
Chissà.










sabato 15 dicembre 2018

I miei due centesimi sulla necessità ( per me ) della cultura di massa nel mondo letterario

Qual è la più grande paura di un lettore?
Nel mio caso è quella di arrivare un giorno a dire o pensare di aver letto tutto ciò che mi interessa.
E' una paura un po' irrazionale, ma così è.

Inizio questo post in modalità medias res dopo aver letto un post su Facebook di uno dei maggiori influencer nonché rinomato autore fumettistico che mi ha dato parecchio da pensare.
In pratica tra le righe ho colto una frecciatina verso tutti coloro che si interessano a qualcosa solo dopo che essa diventa mainstream e quindi di massa.
In questo caso ho drizzato le antenne perché il prodotto di cui parlava era un libro.

Io la penso in maniera diametralmente opposta.
Senza il cinema, la Tv o qualsiasi canale divulgativo probabilmente non avrei scoperto o avrei saltato in maniera pregiudizievole molte opere che poi ho successivamente amato quindi non smetterò mai di ringraziare Peter Jackson per avermi fatto conoscere ed appassionare alle opere di Tolkien oppure la HBO per aver adattato Le Cronache Del Ghiaccio e Del  Fuoco facendomi appassionare alla saga di Martin.

Sarò egoista ma mi importa poco che un'opera sia di massa o meno se posso scoprirla e apprezzarla ed allo stesso tempo non vivo come un vanto l'aver letto un prodotto di nicchia poi diventato di massa.

Finché ci sarà qualcuno ( che sia produttore televisivo, cinematografico, blogger o redattore di un sito internet o di una rivista letteraria, conoscente o amico ) che mi aiuterà a scoprire nuovi autori e nuove storie, la mia paura resterà tale e non sarà mai realtà.



Alla Prossima!


mercoledì 26 settembre 2018

Summer Of 84

E' raro che io parli di cinema.
Ci sono migliaia di blogger più bravi, informati e più appassionati del sottoscritto e ritengo di non avere le basi per parlarne con cognizione di causa.
L'unica cosa è affidarmi alle emozioni e alle sensazioni.
Questo film ti frega ancor prima di vederlo proprio per quelle.
Quindi nonostante gli anni '80 ormai siano piuttosto sdoganati e sovraesposti ed io ne sia consapevole, ci casco comunque appena vedo ragazzini in bicicletta che combattono contro il male.
Ne ho parlato qualche post fa quando parlai de L'estate Della Paura e quindi non voglio ripetermi, ma le sensazioni che suscita un film come questo sono sempre quelle.
E queste sensazioni di già visto le considero come un difetto.
C'era bisogno di scomodare per l'ennesima volta quell'ambientazione, quei riferimenti e persino personaggi fatti con lo stampino?
Per me, no.

Eppure, l'ho visto comunque.
Amare i racconti di formazione horror lo vivo ormai come una sorta di retaggio, mi vergogno persino un po' nel sapere che ci ricascherò ancora ed ancora.
Una cosa però voglia dirla:

Questo film è per me pieno di buchi e difetti e tradisce soprattutto nell'aspetto empatico visto che tutti i personaggi appaiono ermetici e senza sostanza, però ha un finale bellissimo e sorprendente che ribalta i film di questo genere.
Ed è un peccato che per il resto della pellicola si affidi a cliché visti e stravisti in centinaia di altre storie cinematografiche e cartacee.
Fossi uno scrittore, uno sceneggiatore o un regista, ripartirei dal finale di questo film e forse lascerei perdere gli anni '80.

Mi domando piuttosto come vivano le nuove generazioni questa tipologia di film.
Proprio oggi in un famosissimo portale di cinema ho letto la recensione di una ragazza non cresciuta durante quegli anni che ha fatto a fette questo film in maniera brutale e persino antipatica.
Esiste quindi questa sorta di paradosso che questi film/libri/fumetti ambientati in quegli anni siano nuovi, ma nati vecchi?
Chissà.



Alla Prossima!


mercoledì 22 agosto 2018

Più morti nei racconti di formazione horror, please!

In questo periodo in cui l'afa e l'umidità si alternano alla pioggia in un clima che sa di biporalismo e d'autunno, ho ripreso in mano uno dei miei libri preferiti: L'estate Della Paura di Dan Simmons.
Non voglio parlare del romanzo, anche perché credo di averlo già fatto.
L'estate Della Paura appartiene a quel filone della narrativa di formazione giovanile in chiave horror.
Pubblicato nel 1991 segue un po' la scia del filone narrativo e cinematografico proprio del genere.
Ha tantissimi elementi in comune con It, Stand By Me ( Il Corpo ), ET, I Goonies e ne rispecchia un po' i crismi, anche se in maniera un po' più rurale soprattutto per ciò che concerne l'ambientazione.
Appartiene insomma al filone dei ragazzi in bicicletta che combattono contro il male.
Rispetta il clima di cameratismo e fratellanza dei gruppi di amicizia giovanile e persino le fattezze fisiche e caratteriali proprie di questo tipo di narrazione.
Il ragazzo robusto, il capetto tenebroso e silenzioso, l'intelligente con ambizione da scrittore ed appassionato di narrativa, il burlone ed il fifone di turno.
Insomma anche se è un libro del '91 ambientato negli anni '60 ha tutte le caratteristiche che ti fanno gridare anni '80 a caratteri cubitali.
Io lo trovo un romanzo splendido, molti altri ne criticano la prolissità.
Per prolissità presumo si riferiscano allo stile molto descrittivo dell'autore e non al numero di 500 e passa pagine, che personalmente non mi sembrano tantissime rispetto a mattoni come It, tanto per dirne uno.

C'è una cosa che mi ha sempre stonato di questo tipo di narrazione, ovvero la sensazione che alla fin fine tutto andrà per il verso giusto ed il villain per quanto carismatico, dopo aver giocato al gatto con il topo per tre quarti di film/romanzo con i protagonisti verrà messo facilmente al suo posto.

Pensateci bene qual è la scena cardine di IT?
Quella che ci ricordiamo tutti?
La morte di Georgie, ovviamente.
Superate quelle pagine Pennywise perde gran della sua verve e si diverte più a terrorizzare i ragazzi che a fare del male sul serio.
E' più una minaccia che un pericolo reale.
Capita di rado che un film o un libro che tratta di ragazzini sovverta queste regole.
Eppure It e L'estate Della Paura vengono catalogati come libri per adulti.
Si ha sempre paura di uccidere il fanciullo ed infatti le poche volte che succede non le dimentichiamo più.
L'estate Della Paura ha una scena sconvolgente ( che mi ha fatto male e che male ), ma è l'unica.
Le altre apparizioni del male per quanto potenti sono molto più blande per quanto raccontate in maniera splendida.
Io vorrei un romanzo dell'orrore che sovvertisse queste regole.
Che mi prenda di sorpresa come soltanto Martin è riuscito a fare negli ultimi decenni.
Ammazzatemi i protagonisti, fatemi paura, fatemi soffrire per una morte non annunciata e non solo nel prologo e nell'epigolo.
Datemi altri Nick Andros, Georgie Denbrough e Duane McBride.
Datemi il final boy/girl come nei film horror che trattano di giovani virgulti anche nella narrativa.
Passerò per sadico, ma probabilmente applaudirei dall'inizio alla fine.
Voglio vedere i ragazzini morti?
No, però sarebbe anche ora che qualcuno ci mostrasse un punto di vista diverso.
Già per esempio un film come Cub in qualche modo lo fa.

P.s: nessun minore è stato ucciso nella stesura di questo post. :-P


Alla Prossima!

sabato 4 novembre 2017

Parliamo della paura, io e voi

Parliamo della paura, io e voi.
Questo splendido incipit della prefazione di A Volte Ritornano di Stephen King che io rileggo almeno due, tre volte l'anno, mi da spunto per parlare proprio di questo argomento che può essere analizzato da molte angolazioni sia cinematografiche/letterarie che non.
Perché la paura fa parte di noi, ed anche i più grandi eroi non ne sono esenti.
Temiamo tutti qualcosa.
Da adulti le nostre paure sono molto più reali e pragmatiche.
Paura di perdere il lavoro, delle malattie, della perdita dei propri cari, del terrorismo, dell'invecchiamento, della candida o dell' HIV dopo una scopata senza preservativo o di quel neo che magari un giorno ci ucciderà.
Da bambini sono molto più irrazionali e circoscritte.
Persino incomprensibili e misteriose, in molti casi.
E' un argomento che mi è tornato in mente mentre vedevo la trasposizione cinematografica di It e mi domandavo sotto quale aspetto mi sarebbe apparso.
Mi sarebbe apparso come Clown? Come Lupo Mannaro? Come il senzatetto che voleva fare a Eddie un pompino?
C'è sempre stato qualcosa del pedofilo e del molestatore dietro l'aspetto clownesco e mostruoso di It ( ma è anche ovvio visto che la figura di It nelle vesti clownesche di Pennywise è ispirata a John Wayne Gacy uno stupratore/serial killer che nel "tempo" libero era solito partecipare alle feste di beneficenza vestito da clown ).
Voi vi siete posti questa domanda?
Che risposte vi siete dati?
Avevate delle paure infantili?
Ho fatto un indagine tra i miei ricordi e ne ho trovate diverse.
Alcune erano legate a fatti reali, ma molto più spesso derivavano da immagini cartacee e/o cinematografiche.
Alcune mi hanno accompagnato persino fin quasi l'adolescenza.

Le primissime vengono dalle pagine dell'enciclopedia/libri per ragazzi I Quindici.
La favola di Zio Lupo e la figura in primo piano del mandrillo sono dei veri e propri traumi infantili per il sottoscritto.
Mio fratello e mia sorella li usavano contro di me tutte le volte che diventavo molesto o soltanto per stuzzicarmi.
E devo dire che funzionavano sempre.
Molto di più delle " minacce " di mia madre che mi avrebbe mandato al collegio oppure che avrebbe chiamato gli zingari per portarmi via insieme a chissà quante altre ed eventuali classiche frasette per ammansirmi che tutti quanti abbiamo sentito in loop miriade di volte e che poi una volta adulti riusiamo con un minimo di aggiornamento attuale verso i nostri fratellini/figli/nipotini vari.

Avevo anche paura di Lupo Ezechiele quindi posso ipotizzare che It mi sarebbe apparso in forma lupesca.
Mentre stranamente il lupo di Cappuccetto Rosso non mi faceva né caldo né freddo.

Avevo un rapporto conflittuale con l'acqua marina.
Da piccolino mi stavo soffocando con il boccaglio di una maschera che mi sono infilato fin quasi in gola mentre giocavo sulla battigia con un pupazzetto di Goldrake ( andato perso tra le onde tra la confusione generale).
Ho ricordi confusi di quell'episodio, ma ricordo ancora la sensazione di soffocamento ed i conati di vomito con gli occhi rivolti verso il mare con le onde che sembravano bearsi di ciò.
Il mio secondo rapporto conflittuale con l'acqua avvenne quando decenne caddi nel porto della mia città.
Con altri ragazzini andavamo a caccia nei massi di conchiglie e lumache di mare quando decisi di saltare su uno scoglio bagnato e ricco di muschio scivolando letteralmente in acqua.
Dovettero tirarmi su in due visto che io non riuscivo ad arrampicarmi ed ero completamente terrorizzato.
La paura di quello specchio d'acqua mi è rimasta per anni ed ancora adesso se ci passo a pochi metri di distanza provo una minima sensazione d'angoscia, come se la cosa non mi avesse abbandonato del tutto.

Avevo paura che la macchina di mio padre saltasse in aria durante l'accensione o mentre apriva lo sportello.
Questa è meno assurda di quanto si pensi.
Sono nato e cresciuto in un periodo in cui nella mia città vi era una e propria guerra di mafia con centinaia e centinaia di morti ammazzati ( anche nel mio quartiere ) e da infante avevo paura potesse capitare anche alla mia famiglia tramite una bomba.
Non so il perché dell'associazione ma ricordo proprio il momento in cui mio padre inseriva la chiave nella nostra Fiat 131 ed io che pensavo: " ecco, ora fa Boom! ".

Il gioco di luci dei fari delle auto che creavano ombre mostruose nella camera dei miei cugini che mi ospitavano durante le estati delle medie.
Alcune volte sembravano quasi assumere forma umanoide.
Ed avevo undici anni, mica cinque.

Il mio cortile al buio.
Quando la sera verso le 21 tornavo a casa dal Bar dove andavo a giocare ai videogiochi c'era un punto nel mio cortile a ridosso di una scala che era quasi completamente al buio e che io mi facevo sempre correndo.
Non ne ho mai compreso il motivo visto che la luce lì era scarsa ovunque, ma in quel punto era come se percepissi qualcosa che non andava.

Avevo paura delle siringhe e farmi una puntura era una vera e propria impresa, ma credo che questa sia una paura che appartiene a migliaia di altri individui.

Una scena del film Phenomena mi terrorizzò per settimane.
Esattamente quella in cui le lucciole arrivano in aiuto dell'allora giovanissima Jennifer Connelly ed a migliaia invadono la faccia del villain del film.

Una delle scene iniziali di Laguna Blu ed esattamente quella in cui i due giovanissimi protagonisti trovano morto l'anziano cuoco che si prendeva cura di loro.
La scena in cui voltavano il cadavere e dalla bocca spalancata saltavano fuori dei granchietti mi spaventò moltissimo.

Indiana Jones ed il tempio maledetto mi inquietò molto di più di Nightmare, Shining o L'esorcista.
Per me quel film è horror puro.
Ed alcune scene del film mi fanno ribrezzo anche adesso ( la scena con gli scarafaggi me la sognavo di notte ).

Alien di Ridley Scott.
Inutile dire quale scena. Forse la scena madre horror per eccellenza.

E' strano che spesso mi abbiano fatto  paura dei film non associabili alle pellicole horror.
Forse perché comunque in un horror arrivi già preparato e sai già cosa aspettarti, mentre in quelle pellicole venivi colto di sorpresa.
Oppure semplicemente perché è sempre stato il mio genere preferito e quindi non riuscivo a temere del tutto qualcosa che in fondo mi affascinava e che amavo.
Sono sempre stato sedotto dal mostro e dal male.
Se fossi stato il personaggio di un film, io sarei di sicuro il morto del prologo o della prima scena ( tranne quando a rubarmi la parte sarebbero stati il nero di turno o la bonazza in costume o in reggiseno ).

Alla Prossima!






























sabato 26 agosto 2017

La Torre Nera - Il Film

A volte scegli di farti del male consapevolmente.
Sapevo fin dai primi fotogrammi promozionali, dalla scelta incomprensibile di Idris Elba come interprete di Roland Deschain ed anche dal trailer che difficilmente avrei trovato questo film di mio gradimento.
Lo è stato.
Pace ed andiamo avanti.

Però due parole sul film di Nikolaj Arcel è giusto spenderle.
Ma solo due di conto, perché di recensioni di questo film ce ne sono a iosa e non voglio minimamente togliere spazio a chi se ne occupa con molta più professionalità ed impegno.
Adattare i romanzi della Torre Nera è roba ardua ed io avrei accettato persino con serenità molti dei cambiamenti.
Per quel che concerne i miei gusti e nonostante io ami alla follia la saga partorita da Stephen King, non posso mentire e non dire che gli ultimi volumi sono infarciti di stronzate.
Sì, stronzate.
Tanto che per quanto diretto e coreografato malissimo ho preferito il duello finale del film di Arcel a quello demenziale del romanzo finale della saga.
Il che è tutto dire.
Il problema principale del film è che sembra una fanfiction de La Torre Nera scritta da un ragazzino che si vede protagonista attraverso le gesta di Jake Chambers.
La durata misera ed il Pg-13 hanno fatto il resto.
Ho scritto sembra sopra?
Io penso che lo sia.
Per un fan dei romanzi il film è praticamente inaccettabile.
Se viceversa non lo si è, la pellicola non è così brutta come viene dipinta, ed anzi la prima parte è quasi apprezzabile.
E' una pellicola Young Adult con il bamboccio predestinato e sofferente che deve salvare la terra.
Manca giusto la storia d'amore, ma sarebbe stato osare troppo.
Tom Taylor che interpreta Jake Chambers io l'ho trovato tutto sommato bravo ed anche molto somigliante al personaggio cartaceo.
Matthew McConaughey ci prova nel dare un pizzico di personalità all'uomo in nero, ma la sceneggiatura e i dialoghi non lo aiutano.
Ok rappresenta il male assoluto, ma un minimo di caratterizzazione potevano pure dargliela.
Idris Elba monolitico, ma declassato.
Roland Deschain è il personaggio più sacrificato della pellicola, il che è molto grave visto che è il protagonista indiscusso della saga cartacea.
Effetti speciali abbastanza insipidi.
Insomma film guardabile ma dimenticabile per i non conoscitori della saga, ampiamente insufficiente per gli amanti della stessa.
Non scommetterei sulla prosecuzione della saga cinematografica.
Occasione persa, ma volutamente visto che è figlia di logiche commerciali.
Altrimenti non vedo la spiegazione di rendere protagonista il ragazzino e non il pistolero.
Per parafrasare il mio commento telegrafico su Twitter:

Vai, allora, ci sono altri film oltre a questo.


Alla prossima!


sabato 19 settembre 2015

Kristy

In una settimana che mi ha visto praticamente latitare dalla blogosfera, sono riuscito comunque a ritagliarmi un po' di tempo da dedicare alla visione di Kristy.
Non avrei dato nemmeno i canonici due centesimi a questo film, eppure alla fine è riuscito a coinvolgermi e farmi tifare spudoratamente per la sopravvivenza della protagonista.
Dico alla fine perché la prima parte della pellicola è troppo costruita e sui generis per convincermi.
Lo sforzo fatto dal regista per farci provare simpatia e solidarizzare con la protagonista, inizialmente appare troppo easy e grondante di stereotipi per i miei gusti.
Ci viene presentata come una ragazza sveglia che si mantiene all'Università facendo la lavapiatti, sportiva, studiosa e con un ragazzo fisso.
Per giunta è l'unica a non lasciare il campus per il giorno del ringraziamento perché non aveva i soldi per il biglietto aereo con cui ricongiungersi ai suoi genitori.
Insomma, una povera Krista ( :-P ) che deve avere tutta la nostra comprensione.
Purtroppo per lei, un gesto gentile e disinteressato verso la ragazza sbagliata ( che ovviamente deve essere una spiantata goth con piercing e tatuaggi altrimenti come fa a rappresentare il male :-p), la sospinge tra le grinfie di un gruppo di persone dedite all'assassinio rituale.
La locandina strombazza la presenza dei produttori di Sinister, ed infatti la scena iniziale con la caccia ad un'altra povera Krista filmata con un cellulare lo scimmiotta/omaggia abbastanza.
Insomma le premesse iniziali vertono verso il classico Slasher con personaggi stupidi e con scene ridicole, però non è stato così.
Non che scene simili non manchino, basta pensare agli addetti alla sicurezza del campus, che per il loro comportamento sembrano una parodia uscita da Colorado o Made In Sud, ma togliendo loro ed il fatto che la ragazza alla fine sembra somigliare ad un MacGyver in gonnella, il film ha un gran ritmo e intrattiene alla grande.
Prima di tutto per l'ottima performance della protagonista e poi per la rappresentazione del male, che inquieta e non poco.
Ecco, proprio questi soggetti in maschera trasmettono moltissima ansietà ed implacabilità con il loro silenzio e la loro totale assenza di umanità.
Tanto che finché non vediamo in faccia uno di loro, è forte la sensazione di avere a che fare con qualcosa di oscuro e soprannaturale.
Ma chi sono questi quattro esseri abietti?
Sono degli appartenenti ad una setta dedita all'assassinio rituale ai danni di ragazze che ai loro occhi appaiono timorate di Dio e da martirizzare ( da qui il nomignolo Kristy che affibbiano ad ognuna delle loro vittime).
Il film forse è un po' monotematico e ciclico, ma d'altronde il girato si svolge tutto in un grandissimo e isolato Campus universitario, però fa tranquillamente il suo.
Certo non mancano difetti e personaggi macchiettistici utili soltanto come carne da macello, ma devo ammettere che il film non è male.
Pensavo peggio, molto, molto peggio.







lunedì 4 agosto 2014

Anarchia - La Notte Del Giudizio

Io con la fantapolitica e la distopia ci sono sempre andato a nozze.
Quando poi entra in simbiosi con un altro dei miei generi preferiti ossia l'horror, vado in brodo di giuggiole e mi viene il sangue al naso come l'adolescente di un anime giapponese anni '80-90.
Quindi ho nutrito tante aspettative con La Notte Del Giudizio, ed altrettante con questo secondo parto.
Il primo film però non mi era piaciuto proprio perché la bellissima e geniale idea di base, non so se a causa del misero budget, veniva solamente descritta ed accennata e dal punto di vista urbano si vide davvero poco degli effetti della notte della sfogo.
All'epoca banalizzai un po' il film affermando che ci fu molta notte e poco giudizio, perché non mi andò giù l'idea che tutta la trama vertesse su una singola casa e una singola famiglia.
Anche se visto quanto ha incassato DeMonaco con la sua creatura, ha certamente avuto ragione lui. :-p
Anarchia, invece, fin dal trailer ambiva ad essere proprio il mio genere.
Infatti, la prima parte del film ha creato in me un enorme senso di attesa e di tensione per l'approssimarsi della notte della purga, mettendomi in empatia con i protagonisti della pellicola: sia verso coloro che vogliono essere parte attiva e partecipare all'onda di violenza, sia per coloro che ci si ritrovano dentro per caso o sfortuna.
Personaggi che diciamolo, per tutta la durata del film si riveleranno poi piuttosto banali ed ermetici, senza un minimo di personalità e di spessore.
C'è il macho giustiziere e misterioso che vuole vendicare la morte del figlioletto, una madre e una figlia di colore che vengono salvate dal suddetto, ed una coppietta che si ritrova nel pieno della notte della purga a causa della rottura del motore dell'auto.
Queste cinque persone faranno fronte comune nel tentativo di sopravvivere all'orda di violenza in atto sulle strade della Los Angeles del 2023.
Che poi, ci vuole una sospensione d'incredulità allucinante nella coincidenza che queste persone riescano ad incontrarsi e fare fronte comune in un agglomerato urbano grande come quello del centro di Los Angeles.
Per non parlare della mira infallibile del macho della situazione, un cecchino che manco Rambo e Commando messi insieme. :-P
Diciamolo chiaramente, il bello del film sono l'idea di base e quel senso di aspettativa e di tensione che le ore di anarchia riescono a procurare, perché al di là dell'azione, il film offre davvero poco.
Interessante la chiave di lettura politica, che la notte della purga altro non sia che un modo per togliersi di dosso la frangia più povera e disastrata della città, perpetrata dai ricchi e dai potenti.
Per quel che concerne il ritmo e l'azione, nulla da dire, è una pellicola  ben fatta che intrattiene a dovere per tutta l'ora e quaranta di film.
Probabilmente mi sarei divertito più nel vedere un film dal taglio più documentaristico che nel vedere quelle cinque persone, del cui destino dopo mezzora di corse e salvataggi improbabili vari, già non mi interessava più nulla.
Il risvolto politico e distopico offre poco, se non un gruppo di rivoluzionari, guidati da un uomo di colore davvero molto sopra le righe, che alla fine faranno la loro mossa.
Il finale personalmente l'ho trovato pessimo ed improbabile.
Il mio parere?
Come costruzione della trama è parecchio più interessante del primo capitolo, forse con un regista migliore e un approfondimento della tematica principale, poteva essere un gran bel film.
Invece si rivela un film buono dal punto di vista dell'azione, mediocre per quel che concerne i contenuti.
Ma se lo si guarda soltanto per quello che è, ovvero un Horror distopico, merita tranquillamente la visione.





venerdì 2 maggio 2014

Snowpiercer

Complice le feste, sono riuscito a trovare il tempo per recuperare alcuni Film che in questi mesi per un motivo o un altro non sono riuscito a vedere.
Snowpiercer era uno di questi.
Uscito ormai più di due mesi fa e presentato in pompa magna come nuovo Blade Runner, nuovo Matrix o nuovo Vattelapesca, Snowpiercer è un Film distopico / fantascientifico molto interessante.
Il Film è tratto dal fumetto Francese Transperceneige scritto da Jacques Lob prima e Benjamin Legrand poi, illustrato da Jean-Marc Rochette e recentemente ripubblicato dalla Cosmo ad un pezzo piuttosto interessante, 5, 90 Euro per 250 pagine.
Devo ammettere che il prezzo lo rende un prodotto piuttosto appetibile, se non fosse che ho al momento altre letture da portare avanti  e altri autori da esplorare ( Lansdale su tutti ).
Ma visto che del fumetto, a parte qualche illustrazione e qualche buona recensione letta su siti e forum di genere, non conosco altro, meglio tacere e passare direttamente alla pellicola cinematografica.
Il Film è diretto dal regista Coreano Bong Joo-ho peraltro autore di un altro Film ben recensito come The Host, che dopo aver visto Clip e Trailer conto di recuperare al più presto.
Snowpiercer, se si può considerare un vanto, si fregia di essere la più costosa opera mai realizzata in Corea, risultando a tutti gli effetti un Blockbuster, ma dalla componente così orientale da renderlo piuttosto atipico, per concezione e contenuti.
Oltre che per gli effetti grafici, suppongo che gran parte della spesa sia dovuta ad un Cast insolitamente ricco.
Nel Film troviamo una irriconoscibile quanto bravissima Tilda Swinton, attori del calibro di Ed Harris e John Hurt, passando per Jamie Bell e Chris Evans che coprono un ruolo di primo piano nelle dinamiche del Film.
Film che a tutti gli effetti parte della critica eleva quasi a capolavoro.
Io, personalmente no.
Ma è risaputo che io di cinema ne capisco giusto un fotogramma di minchia.
Cosa quindi mi impedisce di bollarlo come un gran film?
La parte Action.
Ma partiamo dal principio, ovvero dall'ambientazione e dalla trama, entrambe fottutamente intrippanti.
2014.
L' inquinamento ecologico sta portando la terra alle soglie del riscaldamento globale, ma le autorità hanno la soluzione per impedire siffatto problema, quello di lanciare nell'atmosfera il CW7, una sostanza capace di fermare il riscaldamento.
Ma la sostanza ha un " leggerissimo " effetto collaterale, ovvero quello di precipitare la Terra in una nuova Era Glaciale.
La storia si sposta nel 2031, mostrandoci gli unici sopravvissuti della glaciazione, salvatisi grazie all'invenzione dello sfuggente Signor Wilson, un gigantesco quanto velocissimo treno capace di coprire in un anno l' intero pianeta senza fermarsi mai e così tecnologico da resistere alle temperature glaciali.
Il treno è organizzato in una scala gerarchica che pone negli ultimi vagoni la classe sociale più povera, quella che è stata fatta salire senza biglietto e che viene così abbandonata a se stessa, sfruttata e quasi brutalizzata.
Così mentre le prime classi vivono nel lusso e nella tranquillità, gli ultimi sono costretti a nutrirsi soltanto di una barretta proteica e a subire continui soprusi.
Ovviamente coveranno vendetta e ribellione.
A guidare questa rivolta ci sarà il giovane Curtis, interpretato da un Chris Evans piuttosto credibile, il cui scopo è quello di raggiungere il primo vagone e dirgliene quattro all'inventore del treno, il Signor Wilson.
Cosa che non sarà semplicissima, visto che ogni vagone presenterà ostacoli e autorità da superare.
Il film offre una componente fantapolitica piuttosto forte, dove per la sopravvivenza si arriva a fare di tutto e di più, ed in cui tra bene e male, vi è un filo sottilissimo, talvolta impercettibile.
Ogni vagone superato dai protagonisti spezzerà questo filo ancora di più.
Classico Film da Il fine giustifica i mezzi.
Il film è molto crudo e talvolta piuttosto violento, ma se devo essere onesto, la parte Action è quella che ho trovato meno credibile.
Per superare questa fase e non trovarla sopra le righe e talvolta persino ridicola, ho avuto bisogno di appellarmi alla classica sospensione dell' incredulità e non pormi troppe domande, anche perché molte di esse non troverebbero risposta logica.
Comunque per chi ama le storie di distopia e di sopravvivenza è un Film da non perdere.
Perché superate quelle tre o quattro scene un po' alla cazzo, il film regala veramente delle parti esaltanti ed anche dei personaggi piuttosto credibili.
Regina della pellicola è certamente Tilda Swinton, che interpreta un personaggio così odioso e insopportabile, che invoglierebbe alla violenza anche la buonanima di Madre Teresa.
Certo, la distopia, la fantapolitica, la sopravvivenza post apocalittica sono ormai temi stra-abusati sia al cinema che nella letteratura, lungi da me paragonare Snowpiercer ad opere come Brazil, 1984, Fahrenheit 451, ecc.ecc. ma posso assicurare che dal punto di vista dell' ambientazione è davvero una pellicola con i fiocchi.
La prima parte è eccezionale, la seconda è molto più simbolica e filosofica, forse un po' troppo criptica per i miei gusti, ma è un film di cui certamente consiglio la visione.






sabato 26 aprile 2014

La Mafia Uccide Solo D' Estate

Pif mi è simpatico.
Lo apprezzavo ai tempi de Le Iene e ritengo Il Testimone una delle poche cose che vale la pena di vedere nel panorama della Tv attuale, fatta solo di programmi culinari, Fiction del cazzo con il Garko di turno e varietà di livello infimo.
Di Pif apprezzo il suo modo spontaneo di fare informazione e quella genuinità di fondo, che vera o falsa che sia, comunque in Tv funziona.
E a quanto pare, almeno per quel che mi riguarda funziona anche al cinema.
Ritengo La Mafia Uccide Solo D' estate un buon film d' esordio, non esente da difetti, ma comunque anni luce dalle Fiction che mitizzano oltremodo la Mafia e la sua manovalanza.
Difetti che poi, sono tutti radicati nell'ultima parte quella che vede proprio Pif come protagonista, eccessivamente contorta ed affrettata.
Tra le critiche ( comunque poche ) anche quella legata alla partecipazione della Capotondi come coprotagonista, che comunque interpreta una parte nemmeno poi così importante nel film, sulla cui presenza quindi si può facilmente soprassedere.
Il film è una racconto di formazione ambientato inizialmente nella Palermo degli anni '70 e che coprirà attraverso il percorso di formazione e di crescita del protagonista, gli anni del periodo stragista della Mafia Palermitana.
Non è un bel posto dove crescere e nascere, ne ho ben donde anch'io che sono nato e cresciuto al tempo della Guerra di Mafia di Reggio Calabria, in cui ogni giorno nei quotidiani c'era almeno un morto ammazzato.
Il piccolo Arturo cresce in una Palermo omertosa e indifferente, che quasi minimizza le stragi e gli omicidi, cresce con dei miti distorti ( quello di Andreotti su tutti ) e cova l' amore per la piccola Flora, che lo accompagnerà per tutto il Film.
Il mito per Andreotti trova la sua massima espressione in una divertente scena già presente nella locandina, in cui in una festa in maschera Arturo si presenta travestito da Andreotti.
Testimoni indiretti dell' amore per Flora e del percorso di crescita di Arturo, saranno tutte quelle persone delle istituzioni, che purtroppo troveranno una morte tragica nella Palermo di quel periodo.
Il piccolo Arturo ha il tempo di interagire con Rocco Chinnici, che abitava nello stesso palazzo di Flora, con il Commissario Boris Giuliano in un bar di Palermo, ed anche con il Generale Dalla Chiesa, che concede un' intervista al piccolo giornalista Arturo, in una delle scene che contiene uno dei momenti più belli del film, attraverso questa frase dell' intervista:

" Andreotti dice che l' emergenza criminalità è in Campania e in Calabria. Generale, ha sbagliato regione ? "

Molto importante nella crescita del piccolo protagonista sarà anche l' amicizia con un giornalista esiliato al Sud per via dei suoi articoli di denuncia.
Come dicevo all'inizio trovo la parte giovanile del Film ben più corposa ed interessante dell' ultima parte che vede protagonista un Arturo più maturo ma anche asservito ad una Tv locale, disposto a vendersi pur di conquistare Flora nel frattempo diventata parte dello Staff elettorale di Salvo Lima.
Questa parte del film scorre troppo velocemente indugiando fin troppo in risibili quanto mal riuscite schermaglie sentimentali.
Pif ed anche Flora, prenderanno coscienza dei loro sentimenti ed anche del marcio che li circonda, solo dopo la morte di Falcone e Borsellino, in alcuni dei momenti più riusciti del Film.
Resta comunque un buon Film, lontanissimo da quei prodotti sopra le righe che tendono a mitizzare ed enfatizzare il mafioso di turno, che anzi qui assurge quasi ad un ruolo di macchietta per certi versi, ed è una delle cose tra le più discutibili del Film, come se quasi Pif ci volesse dimostrare che dietro quegli assassini e quelle stragi, ci fossero delle persone qualunque anche piuttosto ignoranti.
Film che per certi versi ricorda molto I Cento Passi di Marco Tullio Giordana, dove Pif fece da aiuto regista.
Dico la mia?
E' un Film che tratta le dinamiche di crescita e di formazione nella Palermo del periodo stragista, in maniera intensa e delicata.
Per me, è da vedere.







martedì 25 marzo 2014

47 Ronin

Giappone Feudale, Anno 1701.
Asano Naganori è un Daimyo ovvero il Signore del Feudo di Ako.
Come tutti gli altri Daimyo, è costretto a passare gran parte del suo tempo sotto la rigida egida dello Shogun, il capo del governo.
Tra i tanti compiti che gli vengono affibbiati, vi è anche quello di fare da cerimoniere ad un ufficiale dell' Imperatore in visita presso lo Shogun.
Per espletare il compito Asano insieme ad un altro nobile, viene affidato alle cure di Kira Yoshinoka, che fin da subito instaura un rapporto piuttosto burrascoso con il Daimyo.
Rapporto che deflagra nel tentativo di Asano Naganori di assassinare Kira, stanco delle continue vessazioni.
Della serie : Già nel Giappone Feudale c'era il bullismo. :-P
Asano viene arrestato e condannato a fare Seppuku, ovvero suicidarsi secondo l' antico rituale Giapponese.
La casata di Ako passa di mano allo Shogun. 
Tutti i Samurai verranno privati di qualsiasi titolo e diverranno dei Ronin, uomini senza Padrone.
Passeranno due anni prima che 47 Ronin dell' ex casata di Ako, decideranno di sfidare lo Shogun e le autorità Imperiali e di vendicarsi contro Kira.
La storia assunse i contorni di una leggenda per due motivi:
Il primo è il modo in cui riuscirono ad intrufolarsi nel feudo di Kira, un posto protetto da un esercito di Samurai ben più numeroso del loro.
I Ronin si finsero Pompieri di ronda e riuscirono con facilità ad insediarsi e a scardinare le difese del Feudo, dando libero sfogo ai loro propositi di vendetta.
Kira venne stanato e ucciso.
I Ronin pur appellandosi all' onore e al Bushido, sapevano che per questa vendetta, avrebbero pagato con la vita.
Ed infatti, condivideranno il destino del loro Daimyo Asano venendo condannati dalle autorità a fare Seppuku, tutti eccetto il più giovane che avrebbe dovuto pregare per tutta la vita in favore dell' anima degli altri 46.

Questo grosso modo il riassunto di questa storia, che ha visto numerose interpretazioni teatrali, Film ed anche una statua dedicata al Leader dei 47 Ronin ossia Oishi Kuranosuke nel tempio di Sengakuji a Tokio, nel posto in cui fecero Seppuku e dove furono seppelliti i 46 Ronin.

Poteva questa storia non essere setacciata dagli Studios Americani?
Certo che no.
Con un Budget altissimo a disposizione, il regista esordiente Carl Rinsch prova a fare il colpo grosso, usando la telecamera come un frullatore, mischiando generi diversi tra loro.
Lo fa affidando il ruolo di protagonista ad un immusonito Keanu Reeves, che si ritrova ad interpretare il ruolo di un trovatello reietto di cui Asano Naganori si prende cura, allevandolo come un figlio.
Ci sarà tempo per il giovane Keanu di innamorarsi della sorellastra ( un classico ), di essere evitato e additato come diverso per via della sua fisionomia occidentale e per via del nebbioso passato e di farsi accettare grazie alla sua bravura nel combattimento, dagli altri 47 Ronin, diventati nel frattempo dei reietti quanto lui.
La trama del film non segue pedissequamente quella storica, ma diverge soprattutto a causa dell' inserimento del Fantasy nella vicenda.
Oltre la natura oscura del personaggio completamente inventato di Keanu Reeves, vi è anche quello della demone mutamorfa che accompagna Kira, che farebbe invidia a Manimal o Mystica.
Insomma, in questo Film Rinsch ci ha messo tutti i Cliché possibili e inimmaginabili. :-P
Un altro esempio?
La sorellastra verrà rapita da Kira, che tenterà d' impalmarla nel tentativo di prendere possesso del feudo del Daimyo Asano. (originalissimo, vero? )
Ovviamente si scoprirà che anche il personaggio di Keanu ha dei poteri, che però userà soltanto nell' ultima parte del Film.
Pur essendoci un' abbondanza di scene in CGI che ricordano parecchio 300, l' elemento Fantasy non sarà invasivo, ricordando parecchio da questo punto di vista Serial come Game Of Thrones.
E' un Film che comunque guardandolo viene normale associarlo ad altri titoli, credo che questo sia un demerito del Regista, che personalmente avrei preferito avesse scelto la strada della storia classica, senza inserire elementi stra-abusati da altri prima di lui, in un contesto dove non c' era necessità di farlo.
La storia reggeva benissimo da sola, senza l' inserimento del mezzosangue reietto e di chissà quale demone.
Mi domando che bisogno ci fosse.
Strategia precisa di Marketing?
Voglia di accalappiare più gente possibile miscelando generi diversi?
Voglia di accalappiare gli amanti di Manga e di fumetti in generale? ( la storia da un certo punto di vista è parecchio fumettistica e ricorda persino Naruto).
Vabbè che il Fantasy è di moda, ma si poteva fare di più e meglio, sopratutto con un enorme Budget a disposizione.
Dico la mia?
Vedetelo voi sapete come o in alternativa in DVD o su Sky, al cinema c' è di meglio. ;-)






martedì 4 febbraio 2014

The Wolf of Wall Street

Pur se Campione d' incassi nel Box Office e diretto da un regista di culto come Martin Scorsese, The Wolf of Wall Street non è quello che posso definire un Film nelle mie corde.
Di solito evito come la peste alcuni generi come il drammatico, le commedie sentimentali o come in questo caso, un Film tratto da una Biografia.
Ed allora perché l' ho visto, direte voi?
Semplicemente perché il co-protagonista è Jonah Hill, che personalmente adoro.
Quindi, questa non è certo l' opinione di un esperto di cinema, ma di uno che probabilmente rispetto ai Film di Scorsese ( che comunque ho visto quasi tutti ) si troverebbe più a suo agio con un Horror o con un Film Fantasy.
Eppure, tutto sommato è un Film che ho apprezzato.

Il Film è tratto dalla Biografia di Jordan Belfort un Broker che dopo una fugace, quanto illuminante, esperienza a Wall Street decide di creare una propria agenzia di Brokeraggio, la Stratton Oakmont.
Grazie alle sue capacità di imbonitore e usando mezzi poco ortodossi, ossia turlupinando investitori e finanziatori, diventerà una delle persone più ricche e influenti degli Stati Uniti.
Ma i suoi mezzi non passeranno inosservati ed in breve tempo oltre al successo ed al potere si ritroverà anche l' FBI alle calcagna.
Jordan Belfort ha le fattezze di Leonardo Di Caprio, bravissimo nell' interpretare un personaggio senza scrupoli e dedito soprattutto agli eccessi.
Il Film è un tripudio di mignotte, Alcool, feste, sesso e droga, con alcune scene tra le più grottesche che abbia mai visto.
Di Caprio e Jonah Hill in questo Film indossano i panni di due personaggi sopra le righe come non mai, con il secondo protagonista di alcune scene che sfiorano l' assurdo.
Scorsese è abilissimo perché nonostante tutto, per gran parte del Film riesce a farti provare empatia per personaggi senza scrupoli e dediti soltanto alla fame di soldi, successo e potere.
Vincerà l' Oscar, come dicono?
Boh, personalmente pur non essendo il mio genere, le tre ore di Film sono volate via, il Film intrattiene e pur concentrandosi soprattutto sull' eccesso e sul vizio, ci dona un quadro tutto sommato non proprio idilliaco del mondo dei Broker.
Personalmente l' ho apprezzato, ma da qui a definirlo un capolavoro ce ne passa.
Però, come dicevo all' inizio faccio poco testo, in quanto il Film non è certamente il mio genere.


 

sabato 18 gennaio 2014

Carrie - Stephen King / Brian De Palma / Come Cazzo Si Chiama ( non voglio manco sapere il nome di colui / colei che ha partorito tale ciofeca di Remake).

Carrie non è stato il primo romanzo scritto da Stephen King, ma fu il primo ad essere pubblicato.
Prima di allora, aveva pubblicato solo alcuni racconti in varie riviste ( Adam, Playboy, Dude, Cavalier ), ma i suoi romanzi venivano puntualmente rifiutati.
Narra la storia, che Carrie fu gettato nel cestino dell' immondizia da un frustrato Stephen King, raccolto da sua moglie Tabitha, che lo ha letto e convinta della bontà dello stesso, convinse il marito a spedirlo ad un editore, e venne successivamente acquistato e pubblicato dalla casa editrice Doubleday. Il resto fu storia, fama, soldi, milioni di lettori, più di 60 libri, ed alcuni capolavori.
Bel colpo e grazie Tabitha, perché hai dato la spinta giusta a colui che probabilmente è il mio scrittore preferito in assoluto o almeno il primo amore.
Ma parliamo di Carrie, sennò va a finire che faccio un lenzuolo lungo quanto un gomitolo di lana.
Occhio agli Spoiler, perché la storia di Carrie mi piace così tanto, che non riuscirò a non resistere dal non raccontarla.



Il titolo prende il nome dalla giovane protagonista del romanzo Carrie White.
Carrie vive a Chamberlain, pacifico e tranquillo paesino del Maine, insieme alla madre che tranquilla non è, essendo una bigotta fanatica religiosa del cazzo.
L' ambiente familiare fa di Carrie una persona chiusa, riservata, diffidente e inesperta nonché estraniata e tagliata fuori da qualsiasi compagnia scolastica.
Carrie è la diversa, quella da sfottere, quella che in mensa mangia da sola, quella nascosta dentro vestiti troppo larghi, quella dai capelli stopposi, quella che quando gli chiedi qualcosa, non sembra credere ai propri occhi che tu gli stia parlando e ti risponde con " Oh, Eh ", insomma, avete capito, Carrie è quella che agli occhi di tutti è una perdente, una diversa.
Gli Starter di questa tragica storia saranno le prime mestruazioni di Carrie, arrivate non solo con anni di ritardo, ma nel momento più sfortunato, nelle docce della scuola.
La sua reazione sarà di paura e sconcerto non essendo stata minimamente preparata da sua madre all' evento, quella delle sue compagne di classe invece sarà di scherno e di lancio di assorbenti all' indirizzo della malcapitata che prima di allora aveva usato gli stessi soltanto per togliersi il trucco ed il rossetto. :-P
Le mestruazioni faranno da catalizzatore anche di qualcos' altro, un potere telecinetico latente che la ragazza in momenti di particolare stress e sofferenza aveva già dimostrato di avere.
Il resto della storia, credo grazie anche al bellissimo Film di Brian De Palma la conosciamo tutti, una delle ragazze protagoniste del lancio di assorbenti presa dal rimorso convincerà il suo ragazzo ad invitare Carrie al ballo del diploma, mentre un' altra ragazza sospesa a cui il ballo verrà vietato per il medesimo motivo, cercherà e troverà uno spietato modo per vendicarsi di Carrie, durante il medesimo ballo.
Questa ragazza, dotata di buoni argomenti fisici, convince il suo bulletto Boyfriend ( chissà come :-P ) a preparare un bello scherzetto ai danni del Re e della Regina del ballo, che ovviamente saranno Carrie e il suo donzello accompagnatore.
Lo scherzo saranno due belle secchiate di sangue di maiale addosso a Carrie e al malcapitato.
Risate di scherno da parte di tutti e sbalordimento iniziale da parte di Carrie, che ripresasi dallo Shock deciderà di fare il culo a tutti, dando finalmente libero sfogo ai suoi poteri telecinetici.
Il romanzo parte in Medias Res, facendoci capire fin da subito, che la storia andrà a finire in modo tragico.
La storia viene raccontata in prima e terza persona, con stralci di interviste e interrogatori ai sopravvissuti della stessa.
Questo forse genera un po' di confusione, soprattutto nella versione vecchia e Pocket che ho io, dove i caratteri sono così compressi e piccoli, da rendere la lettura ostica e poco piacevole, soprattutto nel passaggio in prima e terza persona tra un capitolo e l' altro.
Carrie è comunque un ottimo romanzo d' esordio, in cui era già possibile vedere i germogli di quello che Stephen King sarebbe diventato.
La cittadina di Chamberlain e i suoi abitanti sono però appena abbozzati, in un certo senso lo sono anche i personaggi, che eccetto Carrie e sua madre, appaiono fin troppo contorti e personalmente poco credibili.
Ma la storia c'è, cazzo se c'è.
Il Finale è da applausi, così come è bellissimo il confronto finale tra Carrie e sua Madre.
Insomma Carrie è un libro consigliatissimo.

Sul film tratto da libro ad opera di Brian de Palma, non posso dire nulla, lo ricordo bellissimo e ricordo l' inquietantissimo primo piano con gli occhi fuori dalle orbite di un' insanguinata Sissy Spacek.
Non rivedo il Film da tempo immemore, ma ne conservo un bel ricordo.
Brian De Palma sceglie un approccio diretto, eliminando tutte le parti in terza persona, eliminando l' inizio in Media Res del libro e quindi tutte le interviste e i racconti dei sopravvissuti e narrando la storia in maniera sequenziale, il che si è rivelato una scelta riuscitissima.
Per dirne una, avrei preferito avesse fatto lo stesso anche Stephen King nel suo romanzo, che in questo modo, sarebbe apparso ben più lineare.

Passiamo ore alle note poco liete, il Remake uscito pochi giorni fa.
Voglio dirvi questo : " Stativi 'a casa."
Penso che nonostante il dialetto si capisca, cosa voglio dire : IL FILM E' UNA CIOFECA.
Passi per il tentativo di portare la storia ai giorni nostra, ci sta.
Passi per l' utilizzo di Internet e di Youtube all' interno del Film, ci sta.
Passi per Julianne Moore, invasata e pazza abbastanza da essere in parte, ma la delusione viene tutta da una sceneggiatura piattissima e da Chloe Moretz che può provare a sembrare timida, insicura e trascurata quanto vuole, ma è talmente bella anche quando veste da schifo, che è impossibile da ignorare.
Chloe non può essere Carrie White, una del genere, attirerebbe sguardi di attrazione sessuale anche se puzzasse.
Basta guardare la foto a fianco, lo sguardo allucinato della Spacek è incredibile e nel confronto con essa, Chloe Moretz, ne esce purtroppo con le ossa rotte.
La storia poi è troppo facilona, c' è troppo abuso dei poteri, che nel libro, trovano la loro naturale deflagrazione solo sul finale.
E che dire della recitazione dei Boys e delle Girls che circondano Carrie? che recitano da cani, ecco, cosa dico.
Questo è un Film che potrebbe piacere soltanto alle nuove generazioni.
Quei ragazzini e quelle ragazzine che non sanno da dove è tratto, che non sanno chi è Stephen King, che non conoscono la versione precedente di De Palma, gente che sbaverà davanti a Chloe Moretz o all' attore che interpreta il personaggio di Tommy, gente che sta crescendo con Twilight, Shadowhunters, Teen Wolf e affini.
Carrie era una Teen Story complessa, di questa complessità nella storia odierna non vi è la minima traccia, in favore di un Teen Horror parecchio Easy e dai contorni piuttosto infantili, peccato.
Di questo Film salvo la scena iniziale di Julianne Moore nel momento della nascita di Carrie e poco altro.
Cose che succedono, ma se non succedono è meglio. :-P

A proposito, ma quanto bella è l' attrice che interpreta la parte di Miss perfettina Susan Snell?
Tanto, tantissimo.
La gnocca in tale veste, straborda.




















giovedì 12 dicembre 2013

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male - Volume 1

" Amore è il contrario di Game Over ".

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male è il primo dei sei volumi che compongono l' opera fumettistica scritta e disegnata da Brian Lee O' Malley.
Da quest' opera è stato tratto il bellissimo Film Scott Pilgrim Vs The World diretto da Edgar Wright ed arrivato nei cinema nostrani ormai più di tre anni fa.
Film che è stato un autentico Flop ma che il Tam Tam in rete ha reso un piccolo Cult, se non altro per quella nicchia un po' Nerd amanti dei videogiochi anni '80 a cui l' opera ammicca parecchio.
Io, ammetto di essere uno di quelli che quest' opera l' ha conosciuta solamente tramite il Film e di essermi avvicinato soltanto adesso al fumetto.
E lo dico subito, dovessi giudicare il fumetto da questo primo numero, direi che per adesso il Film di Edgar Wright vince su tutta la linea.
Cos' è che mi ha fatto storcere il naso?
Non certo la storia, perché Brian Lee O' Malley è il vero ideatore e creatore della storia e dei personaggi e senza di lui non ci sarebbe stato Scott e tutto il Cast di personaggi.
Principalmente sono due le cose che non ho apprezzato e per entrambe la colpa è della Rizzoli Lizard ovvero colei che ha pubblicato il fumetto in Italia:
1) Il Formato ridotto talmente Pocket da sembrare più un Manga che un fumetto.
2) Il prezzo, 9,90 Euro per l' edizione ed il formato in cui è pubblicato nonché il numero di pagine (160 circa) è un autentico furto, dovessi decidere di prendere gli altri cinque volumi arriverei a sborsare quasi 60 Euro, Zio cane.
Lo so, sembro sempre il solito accattone che guarda sempre ai prezzi e so benissimo che rispetto ad un paio d' ore in discoteca a 20 Euro il prezzo di un fumetto o un libro non è nulla, ma almeno si fossero sforzati di fare un' edizione decente, sembra più un libro in formato Paperback che un fumetto.
Un' altra cosa che mi è piaciuta poco è lo stile di disegno di Brian Lee O' Malley, lo ammetto.
Ora, non sono uno che giudica un' opera dai disegni, ci sono storie che adoro che hanno un disegno appena sufficiente o comunque sono disegnate in maniera talmente personale da poter risultare indigeste ( penso a From Hell o anche a ad alcuni cicli di Sandman) ma devo ammettere che il tratto al limite dell' essenziale di O' Malley faccio fatica a farmelo piacere.
Ma non è un problema, per me i disegni vengono dopo la trama, e la trama di Scott Pilgrim merita da sola l' acquisto.
Ma di cosa ci parla esattamente quest' opera?
Un aiutino ci viene dal retrocopertina, con i gentili omaggi di Ibs a cui rubo questo estratto:

" La vita di Scott Pilgrim è davvero niente male. Ha ventitré anni, suona in una band, si sveglia all'ora che gli pare e ultimamente esce anche con una tipa carina che praticamente gli muore dietro. Ma da un po' di tempo a questa parte c'è un'autostrada dell'iperspazio che gli passa dritta attraverso la testa: a sfrecciarci da un capo all'altro sui suoi rollerblade è proprio lei, la misteriosa Ramona Flowers, appena arrivata in città e già pronta a rubargli il cuore. Chi è Ramona? Da dove viene? Perché i suoi sette ex fidanzati malvagi si sono alleati per impedire a Scott di conquistarla? Sfere di fuoco! Rock'n'roll! Superpoteri mistici! Pedinamenti! E una sola, incrollabile certezza: che una vita niente male può diventare una vita fantastica. Basta essere pronti a tutto. Ma proprio a tutto. "

A leggere il retrocopertina sembra una stronzata, lo so.
Invece ci troviamo davanti un' opera geniale.
L' idea che Scott debba affrontare i sette ex della ragazza di cui è innamorato, come fossero un nemico di fine livello di un videogioco è bellissima, così come il nemico che una volta sconfitto si dissolve lasciando delle monetine, come accadeva sovente nei Platform o in altri giochi Arcade anni '80-90.
Ma la storia non è solo questo, molto belli gli spaccati di quotidianità, i personaggi che circondano Scott, che rendono la lettura così divertente che 160 pagine sembrano 10.
Che dire del coinquilino Gay di Scott o dei restanti membri dei Sex Bob-Omb?
Sono uno spasso totale, così come il Giovane Neil o la fidanzata liceale di Scott ossia Knives Chau, fuori di melone come poche.
Poi ovviamente c'è lei, Ramona Flowers, a prima vista algida ed irraggiungibile, una fattorina Ninja che farà perdere la testa a Scott, letteralmente.
A livello di personaggi, parliamo di una storia che presenta delle bellissime caratterizzazioni, a cui davvero non so trovare il minimo difetto.
Non fosse per l' edizione, il prezzo ed il tratto di O' Malley che può risultare indigesto, consiglierei di acquistare il fumetto senza riserve.
Rispetto al Film almeno guardando il primo volume, il fumetto perde ovviamente in dinamicità ed effetti speciali, dove la componente quasi " Arcade " del fumetto viene persino più accentuata.
Dovessi giudicare i due prodotti fino a dove finisce il primo volume ovvero l' epico duello contro il primo ex ossia Matthew Patel, devo dire che preferisco come ho già detto sopra il Film.
Spero che i restanti volumi mi smentiscano ma so già che sarà difficile, poiché il Film di Edgar Wright mi aveva conquistato già dal primissimo fotogramma ossia questo:
Il tema della Universal a 8 bit, una vera chicca. :-)

 
 
Cos' è in fin dei conti Scott Pilgrim?
Il racconto della vita di un ragazzo in chiave Arcade.
Già basta questo per conquistarmi.
C'è stato un tempo, in cui avrei voluto essere un personaggio Pixelloso a 8 o 16 Bit, in cui avrei volentieri voluto che la mia vita fosse quella di un personaggio di un videogioco o di un Film.
Tempi in cui l' immedesimazione era totale, commovente.
Credo sia lo stesso per Brian Lee O' Malley, ne sono sicuro.



 

lunedì 9 dicembre 2013

Cappello introduttivo di un individuo che ha bisogno di intimità anche per scrivere un Post e dell' ultimo Film che il medesimo individuo ha visto, C' Era Una Volta Un' Estate.

Il mio senso di colpa mi ricorda che sono quasi dieci giorni che non scrivo nulla.
Colpa di alcuni problemi domestici, del lavoro, della classica sindrome da foglio bianco e diciamola tutta della mancanza di voglia, che è una parte fondamentale del mio essere che a volte prende il sopravvento rendendomi simile ad un Ameba.
Più di tutto è la mancanza della solitudine, dell' intimità in cui ho bisogno di rifugiarmi per scrivere, anche quando si tratta di scrivere delle cazzate come possono esserlo una recensione cinematografica da quattro soldi o quella di un libro.
All' idea di avere qualcuno in stanza che mi stia alle spalle come una carogna ( cit.) o mi gironzoli attorno mentre scrivo al Computer, mi prendono le palpitazioni e gli stati d' ansia, tanto che smetto immediatamente di scrivere e faccio altro, prendo i remi virtuali e mi metto a navigare nel mare del Web.
E' proprio vero quello che scriveva tempo fa Stephen King, quando affermava che scrivere è un' attività masturbatoria, da fare al chiuso e in solitudine.
Sebbene al giorno d' oggi, la masturbazione è così sdoganata che la si mette in mostra con una facilità estrema basta farsi un giro su Chatroulette. :-P
Tutta questa prosopopea per dire che dopo quasi 10 giorni approfitto di un momento di solitudine e in cui ho un po' più voglia del normale e ne approfitto per parlare di un Film che mi è piaciuto molto ossia C' era Una Volta Un' Estate.
A dirla tutta ho anche letto molto in questi giorni portandomi molto avanti nella lettura di Akira ( Wow ) e della trilogia Nocturna di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, che sto finendo di rileggere in questi giorni.
Dimenticavo di citare anche il primo volume di Scott Pilgrim Vs. The World che merita anch' esso un Post, in un prossimo futuro.
Ma bando alle ciance e parliamo di questo Film, che sicuramente conoscerete tutti, vero? ( sì, come no, :-P).

C' era Una Volta Un' Estate ( che palle mettere le maiuscole ) è un classico Film di formazione adolescenziale.
In genere questa tipologia di Film mi piace parecchio pur riconoscendone spesso l' eccessiva faciloneria tipica del genere.
Nel senso di: Tipo sfigato Nerd o timido ed introverso che alla fine conquista la gnocca di turno, si fa un sacco di amici, ecc.ecc.
Questo Film in un certo senso non sfugge alle regole classiche del genere, ma nonostante ciò mi è piaciuto molto.
L' impostazione mi ha ricordato parecchio altri film del genere come Voglia di Ricominciare o Adventureland ponendosi a metà tra l'uno e l'altro.
Momenti comici e drammatici si miscelano in una buona macedonia dal sapore agrodolce e gli attori mi hanno convinto tutti a partire dal subdolo patrigno interpretato magistralmente da Steve Carell.
Ma parliamo della trama, che sennò si fa notte.
Duncan è un ragazzo timido e riservato, dalle spalle perennemente ingobbite, come se portasse sulle spalle l' intero universo ed oltre.
Figlio di genitori divorziati si trova ad affrontare i cambiamenti che comporta l' apparizione e la convivenza del nuovo compagno della Madre, un tipo gelido, autoritario, posato e tendente alla stronzaggine interpretato da Steve Carell.
Il tipo prende le redini della famiglia e vuole far diventare il giovane donzello a sua immagine e somiglianza cercando di spronarlo con frasi del tipo : " Se dovessi dare un voto alla tua vita, ti darei 3 ".
Molto umano  il tipo, come direbbe Fantozzi. :-P
L' occasione di rivalsa per il giovane Skywalker Duncan è l' arrivo nella cittadina di mare in cui andrà a passare le vacanze, dove conoscerà bella gente ed andrà a lavorare in un parco acquatico.
L' ho fatta facile, ma così è.
Al contrario del Padre e di quella stronza della sorellastra ( la stronzaggine evidentemente è ereditaria ) il gestore ed anche gli altri addetti ci metteranno poco ad accettare il giovane per quello che è, forse perché più disponibili alla tolleranza ed alla diversità o perché più abituati al contatto con la gente o semplicemente perché sono fatti così o perché in fin dei conti è così che è stato scritto nella sceneggiatura. :-P
O perché il Parco Acquatico in fin dei conti è una sorta di microcosmo a sé stante, che tende a proteggere ed inglobare tutti gli appartenenti ed in cui il ragazzo fin da subito si troverà a suo agio trovando gente più simile a lui, gente che ti accetta con i tuoi pregi e difetti, gente che non cerca di cambiarti e modellarti a propria immagine.
Quel Parco Acquatico non doveva chiamarsi Water Wizz ma utopia, secondo me. :-P
Ovviamente seguiranno scontri, ripercussioni familiari, fughe, peste e corna in famiglia oltre alla classica prima cotta adolescenziale per la gnocchetta della porta accanto.
Molto belli i comprimari ed i personaggi in toto, da questo punto di vista il Film è una macchina perfetta, ogni personaggio trova la sua degna rappresentazione e l' adeguata introspezione psicologica mostrandoci ogni tipo di fauna che di solito si trova nei paesi di mare passando dalla Zoccola di turno alla vicina di casa gioviale e un po' opprimente, al limite dell' invadenza.
Apprezzabile il finale, anch' esso agrodolce, che non finisce nel solito scontatissimo modo ma che lascia molto all' immaginazione.
C' Era Una Volta Un' Estate ( l' ho già detto che odio digitare le maiuscole?), è un Film che merita, diverte, fa sorridere e allo stesso tempo fa riflettere, lo consiglio, Cazzu Cazzu ( modalità coglione, on).








 

giovedì 3 ottobre 2013

This Is The End


This Is The End da noi ribattezzato con il demenziale titolo di " Facciamola Finita ", è uno di quei Film che di solito manco guardo, tantomeno recensisco.
Mi riferisco al genere ovviamente, perchè in questo caso mi sono trovato davanti un Film godibilissimo.
Di solito, evito di parlarne perchè nei Film comici obiettivamente c'è poco o nulla da dire, in questo caso però ci troviamo davanti ad un Film che fa della commedia Grottesca/Horror il suo punto di forza, giocandosi la carta del Metacinema.
Gli attori di questo Film, recitano la parte di loro stessi in maniera così autoironica e parodistica, che mi ha fatto divertire come non mai.

La trama è piuttosto semplice: Jay Baruchel e Seth Rogen vengono invitati all' esclusivissima festa di James Franco, con ospiti altri attori e Star famose.
Gente come Rihanna, Emma Watson, Jonah Hill, Michael Cera e tanti altri, ( il Film è un oceano di Cammeo ) sul più bello la festa viene interrotta niente meno che dall' arrivo dell' Apocalisse.
Da lì in poi sarà un delirio di risate e di scene al limite dell' assurdo.
Mostri demoniaci, terremoti come il temuto Big One, colate laviche ed enormi buchi capaci di risucchiarti fino al centro della Terra, faranno il resto.
Ma la parte più bella sono le morti assurde che faranno molti di loro ( impagabile quella di Michael Cera, così come tutte le sue brevissime apparizioni ), mentre per i sopravvissuti inizia la gara non solo per salvarsi ma anche per guadagnarsi un posto in Paradiso.
Non so più che dire, Film divertentissimo come non mi capitava da tempo, qua e là c'è qualche scena demenziale di troppo ( il finale personalmente l' ho trovato fin troppo tamarro per i miei gusti ), ma è un Film che merita se non altro per come si sono messi in gioco gli attori nell' interpretare loro stessi mettendosi in ridicolo.
Film consigliatissimo, senza ombra di dubbio.
Mi ha fatto venire voglia di un Milky Way ( che poi a me sembra tale e quale al Mars).