Era un po' che corteggiavo Nick Hornby.
Più o meno da quando ho visto Alta Fedeltà, About A Boy ed altre commedie inglesi, che ho scoperto successivamente essere tratte dalle sue opere.
D'altronde la commedia inglese a me è sempre piaciuta più di quella americana.
Manco io so perché.
Ma non sono qui a parlare di questo e quindi concentriamoci sul libro.
Febbre a 90° era il romanzo ideale con cui iniziare un approccio con questo scrittore.
E' un romanzo piuttosto breve, che volendo si legge in una giornata.
Ma cos'è questa febbre di cui parla?
Probabile che se abbiate visto l'omonimo film con Colin Firth protagonista già lo sappiate.
Febbre a 90° è il racconto di una storia d'amore.
Anzi, di un ossessione.
Un ossessione di nome Arsenal.
È il racconto autobiografico di un individuo che nella sua vita ha spesso messo il calcio davanti a tutto: agli affetti, all'amore, al lavoro, alla vita.
Non è un libro dai grandissimi contenuti, diciamolo apertamente.
Anzi spesso assomiglia più ad una sorta di almanacco di risultati che altro, soprattutto a causa delle descrizioni delle partite e dei giocatori, che per un non conoscitore delle formazioni storiche dell'Arsenal ( compreso il sottoscritto) assume spesso contorni ripetitivi e fumosi.
Però in questo breve romanzo Hornby riesce a carpire tutte le contraddizioni e tutte le sensazioni che attanagliano un tifoso di calcio durante un incontro.
Certo, Hornby parla in particolare al tifoso di calcio più vecchio, quello che raramente vedeva una partita in Tv, Nazionale e coppe a parte.
Parla al tifoso da stadio e a quello che era obbligato a seguire la sua squadra in radio.
Parla di un'epoca che per un giovane tifoso è per lo più roba d'annali ed incomprensibile.
Quantunque è divertentissimo per tutti leggere i suoi rituali, i suoi comportamenti al limite dell'ossessivo compulsivo ed i cambiamenti sistematici d'umore dopo una vittoria o una sconfitta.
E' molto bello anche il modo in cui la passione sportiva determina e modifica i rapporti umani in corso d'opera.
E' quello che accade anche a me.
È quello che accade a tutti i tifosi, penso.
L'amore per una squadra è spesso più intenso e forte di quello per una donna/uomo/fate vobis.
È una fede.
Lo so, sono parole forti.
Però mentre certi amori finiscono, sai già che invece quando ti innamori di una squadra di calcio, sarà per tutta la vita.
Hornby riesce a psicoanalizzare tutto questo e mentre lo leggevo non riuscivo a non sorridere e a non pensare ad altro che questo:
" Incredibile quanto mi capisca."
" Sono io.
Forse siamo tutti."
Questo libro è una fottuta seduta di analisi.
È la descrizione sintomatica di una malattia da cui sai che non guarirai mai.
Certo, ognuno di noi vive questo sentimento in maniera diversa, in base al suo carattere e alla sua formazione culturale, ma bene o male, i sintomi e le sensazioni che ci accompagnano durante un incontro, ci accomunano tutti.
È un libro da consigliare?
Per quanto sia una storia divertente e scorrevolissima, direi di no.
È una lettura principalmente adatta a chi ama il calcio o a chi da esterno vorrebbe capirne i meccanismi che ne determinano l'importanza in un individuo.
A tratti infatti agli occhi di un non tifoso può sembrare una storia amara, al limite dell'assurdità e del biasimo, ed oggettivamente incomprensibile.
Ma cos'è che mi ha portato a preferire questa lettura rispetto alle numerose altre in lista?
Stasera dopo 13 anni la Juventus si gioca la finale di Champions League ed avevo bisogno in questi momenti di attesa e di tensione, di qualcuno che capisse e comprendesse il mio stato d'animo odierno.
Che comprendesse il batticuore e la tachicardia prima e durante la partita.
Avevo bisogno di una persona come Nick.
E comunque vada la partita ( non che ci siano tanti dubbi sul risultato purtroppo ), sono certo che le nostre strade torneranno ad incrociarsi di nuovo.
Scusate il post piuttosto easy, ma in questi giorni non era proprio cosa, la testa non c'era.
Il mio flusso di pensieri è praticamente contornato dai colori bianconeri.
Più o meno da quando ho visto Alta Fedeltà, About A Boy ed altre commedie inglesi, che ho scoperto successivamente essere tratte dalle sue opere.
D'altronde la commedia inglese a me è sempre piaciuta più di quella americana.
Manco io so perché.
Ma non sono qui a parlare di questo e quindi concentriamoci sul libro.
Febbre a 90° era il romanzo ideale con cui iniziare un approccio con questo scrittore.
E' un romanzo piuttosto breve, che volendo si legge in una giornata.
Ma cos'è questa febbre di cui parla?
Probabile che se abbiate visto l'omonimo film con Colin Firth protagonista già lo sappiate.
Febbre a 90° è il racconto di una storia d'amore.
Anzi, di un ossessione.
Un ossessione di nome Arsenal.
È il racconto autobiografico di un individuo che nella sua vita ha spesso messo il calcio davanti a tutto: agli affetti, all'amore, al lavoro, alla vita.
Non è un libro dai grandissimi contenuti, diciamolo apertamente.
Anzi spesso assomiglia più ad una sorta di almanacco di risultati che altro, soprattutto a causa delle descrizioni delle partite e dei giocatori, che per un non conoscitore delle formazioni storiche dell'Arsenal ( compreso il sottoscritto) assume spesso contorni ripetitivi e fumosi.
Però in questo breve romanzo Hornby riesce a carpire tutte le contraddizioni e tutte le sensazioni che attanagliano un tifoso di calcio durante un incontro.
Certo, Hornby parla in particolare al tifoso di calcio più vecchio, quello che raramente vedeva una partita in Tv, Nazionale e coppe a parte.
Parla al tifoso da stadio e a quello che era obbligato a seguire la sua squadra in radio.
Parla di un'epoca che per un giovane tifoso è per lo più roba d'annali ed incomprensibile.
Quantunque è divertentissimo per tutti leggere i suoi rituali, i suoi comportamenti al limite dell'ossessivo compulsivo ed i cambiamenti sistematici d'umore dopo una vittoria o una sconfitta.
E' molto bello anche il modo in cui la passione sportiva determina e modifica i rapporti umani in corso d'opera.
E' quello che accade anche a me.
È quello che accade a tutti i tifosi, penso.
L'amore per una squadra è spesso più intenso e forte di quello per una donna/uomo/fate vobis.
È una fede.
Lo so, sono parole forti.
Però mentre certi amori finiscono, sai già che invece quando ti innamori di una squadra di calcio, sarà per tutta la vita.
Hornby riesce a psicoanalizzare tutto questo e mentre lo leggevo non riuscivo a non sorridere e a non pensare ad altro che questo:
" Incredibile quanto mi capisca."
" Sono io.
Forse siamo tutti."
Questo libro è una fottuta seduta di analisi.
È la descrizione sintomatica di una malattia da cui sai che non guarirai mai.
Certo, ognuno di noi vive questo sentimento in maniera diversa, in base al suo carattere e alla sua formazione culturale, ma bene o male, i sintomi e le sensazioni che ci accompagnano durante un incontro, ci accomunano tutti.
È un libro da consigliare?
Per quanto sia una storia divertente e scorrevolissima, direi di no.
È una lettura principalmente adatta a chi ama il calcio o a chi da esterno vorrebbe capirne i meccanismi che ne determinano l'importanza in un individuo.
A tratti infatti agli occhi di un non tifoso può sembrare una storia amara, al limite dell'assurdità e del biasimo, ed oggettivamente incomprensibile.
Ma cos'è che mi ha portato a preferire questa lettura rispetto alle numerose altre in lista?
Stasera dopo 13 anni la Juventus si gioca la finale di Champions League ed avevo bisogno in questi momenti di attesa e di tensione, di qualcuno che capisse e comprendesse il mio stato d'animo odierno.
Che comprendesse il batticuore e la tachicardia prima e durante la partita.
Avevo bisogno di una persona come Nick.
E comunque vada la partita ( non che ci siano tanti dubbi sul risultato purtroppo ), sono certo che le nostre strade torneranno ad incrociarsi di nuovo.
Scusate il post piuttosto easy, ma in questi giorni non era proprio cosa, la testa non c'era.
Il mio flusso di pensieri è praticamente contornato dai colori bianconeri.



