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lunedì 9 luglio 2018

L'estate è dei bambini, la primavera è dei ragazzi, l'inverno è degli uomini, l'autunno è dei vecchi, diceva qualcuno.

Per tanti bambini l'estate è incantata.
Le tenebre faticano ad emergere ed il sole è ingordo.
Indugia.
 Le ore di gioco aumentano a dismisura, così come le ore dedicate al pallone, al mare, le corse, i gelati, le granite, la spensieratezza.
Quella vera, dove respiri libertà.
Si lanciano per aria matite, penne e quaderni ed in mano c'è posto solo per palloncini e pistole ad acqua.
Poi un giorno tutto questo non ti basta più.
Cominci ad ingiallire come le foglie dell'autunno e d'estate di gioco non v'è più.
E' nel momento in cui cominci a preferire di lavarti che sporcarti, che perdi la magia del gioco.
Ma è comunque estate, anche nell'adolescenza.
Anche se ormonale.

Non ricordo quando ho smesso di amare l'estate.
Presumo sia coinciso con la fine del mio lungo e tortuoso percorso scolastico.
L'estate rappresentava la fine degli impegni e la libertà mattutina e quindi in quel periodo era logico amarla.
Dopo la fine della scuola però, divenne una stagione come un'altra.
Ok, lo so.
L'estate non è solo essere bambini e gioco.
Al mare ci possono andare anche gli adulti ed i ragazzi, e so che ci sono le serate, le discoteche, i lidi, cosce, tette e i culi al vento, e argomenti tipici da uomo medio come il calciomercato, il mondiale o l'europeo, la Tennent's ghiacciata e/o le passeggiate in Via Marina.
Il gelato lo puoi apprezzare a qualsiasi età così come tutto il resto.
Alcune di queste cose mi hanno visto protagonista fino a pochi anni fa e non voglio rinnegare il passato.
Avrei comunque vissuto normalmente senza queste cose, come ci vivo adesso, dopotutto, visto che di queste cose me ne importa il giusto, cioè poco.
Poco comunque non significa che li disprezzo, solo che li vivo con molta più apatia.
Sono invecchiato, male peraltro, non tanto fisicamente, quanto internamente.
Era così anche quando ero piccolo?
Non credo.
Mi sono rovinato crescendo.
Ma non sono qui per parlare di questo.
Ultimamente ho visto che molti blogger si sono prodigati a parlare delle loro estati del passato, ho ricevuto anch'io qualche invito a farlo, e mi scuso se non l' ho fatto.
La verità è che di quel bambino che ero è rimasto davvero poco.
Faccio fatica a rimembrarlo ed a riviverlo.
Forse perché dopotutto lo rimpiango.
Mi è tornato in mente un episodio però, e vorrei raccontarlo.
Dovessi dargli un titolo lo chiamarei " L'amico Silenzioso ".

Nel 1991 andavo verso i quindici anni, avevo appena finito il primo superiore e mi avevano rimandato in tre materie: Matematica, Fisica e Stenografia.
I miei mi mandarono a ripetizioni da un professore che abitava nel mio quartiere e mi toccava andarci dal lunedì al venerdì per due ore dalle 9:00 alle 11:00 di mattina.
Senza contare che mi lasciava anche dei compiti da fare per il pomeriggio che dovevo consegnargli il giorno dopo.
Quell'estate in un certo senso era come se estate non fosse, visto che comunque dovetti indossare ancora lo zaino anche a luglio ed agosto.
Fu un' estate strana, anche perché fu la prima che passai a casa dopo che per tutti gli anni delle medie i miei solerono spedirmi insieme ai miei cugini da una mia zia che viveva in un paesino al mare ad almeno settanta chilometri di distanza.

In ogni modo c'erano il bar, i flipper ed i videogiochi, ma c'era meno gente con cui passare le giornate e quando anche il bar chiuse per ferie, mi ritrovai improvvisamente da solo.
Non so dove fossero finiti i miei amici, presumo passassero le giornate a mare coi loro genitori.
Vagavo per cortili alla ricerca di qualcuno con cui giocare e la mia compagnia di quei giorni fu il Super Santos che mi portavo sempre appresso.
Non era questo gran problema, essere da solo.
Avevo sempre avuto quell'abitudine di uscire nel cortile sotto casa anche alle due di pomeriggio anche con quaranta gradi all'ombra a tirare calci contro il muro, a palleggiare, o fingere di giocare a basket con le corde degli stendipanni.
Fu in un giorno assolato di agosto che mi venne incontro questo ragazzino.
Aveva un Super Tele blu e per sette giorni divenne la mia compagnia pomeridiana.
Non era della mia città e presumo fosse ospite/parente di qualche famiglia che viveva nel mio cortile.
Che c'era di strano nella nostra compagnia reciproca?
Che comunicavamo soltanto con il pallone.
In quei sette pomeriggi che passammo insieme non ci parlammo quasi mai, non ci raccontammo quasi nulla.
Sapevo a malapena il suo nome, e soltanto perché quando calava il buio i parenti si affacciavano per chiamarlo.

Eppure se sentiva il rumore del pallone che scandiva la mia presenza, lui scendeva correndo ed io facevo altrettanto se usciva lui per primo.
L'ottavo giorno non lo vidi più.
In pratica non ci dicemmo ciao quando ci siamo visti la prima volta e nemmeno addio quando ci vedemmo per l'ultima volta.
Però la sua faccia la ricordo ancora.
In fondo, forse, non c'era nulla da dire, sapevamo entrambi che sarebbe stata un'amicizia fugace, persino di comodo, forse.
Ma ci divertimmo insieme.
E se lo ricordo ancora, vuol dire che un segno me lo ha lasciato, dopotutto.





domenica 1 novembre 2015

I cento libri che ( finora) hanno influenzato la mia esistenza

In principio ci furono i fumetti.
I libri vennero dopo.
Anzi, uno c'era, o meglio, erano quindici.
L'enciclopedia per ragazzi I Quindici è sicuramente la prima lettura che lessi di mia spontanea volontà.
Tutti gli altri, mi vennero imposti.
D'altronde, avevo i miei Topolino e Paperino Mese, avevo Il Corriere Dei Piccoli e i cartonati di David Gnomo, poteva esserci spazio per i libri?
Certo che no.
Ma la maestra delle scuole elementari non era d'accordo, e venne il tempo dei libri di narrativa.
In pratica molti dei primi venti libri della lista dei cento, furono un'imposizione e una scelta dettata dal caso.
Tra quella bailamme di libri posati sulla cattedra, la scelta ricadeva sul titolo più d'impatto o sulla copertina più sgargiante, o peggio ancora, su quello che i tuoi compagni lasciavano per ultimo.
Per fortuna, che bene o male, erano tutti ottimi romanzi.
Con quei libri scoprii che leggere mi piaceva, ma che non avevano ancora il potere di soggiogarmi.
La mia infanzia non era fatta per i libri, ma per il gioco, i fumetti ed i cartoni animati.

Nell'adolescenza di libri ce ne furono pochi.
Leggiucchiavo i libri di mia sorella, ma non di certo per cultura personale.
La mia principale attrattiva era la ricerca spasmodica di scene osé.
Se Henry Miller e Norman Mailer fanno parte di questa lista, è proprio perché hanno una parte fondamentale nella mia formazione sessuale, molto più di qualsiasi film/giornaletto porno.
In quello stesso periodo feci la conoscenza dei romanzi di Stephen King.
Fu amore alla prima pagina, ma ero ancora troppo legato ai Comics americani ed ai Manga, per lasciarmi contagiare tout court dalla letteratura.
Quel tempo venne con l'approssimarsi delle responsabilità dell'età adulta.
Avvenne con un lutto che ha cambiato la mia esistenza e che mi ha portato a rimboccarmi le maniche ed ad abbandonare la felice quanto indolente vita da fancazzista scavezzacollo.
Fu durante quelle lunghe giornate lavorative che i romanzi del Re vennero in mio soccorso.
Un romanzo tirava l'altro, e passare da Stephen King ad altri ventordici autori è stata cosa facile e breve.
Approfitto quindi del bellissimo Meme di Ivano Landi, per citare molti dei romanzi che mi hanno fatto compagnia e che più hanno influenzato la mia carriera da lettore.
Quindi, andiamo:


1) Il Richiamo Della Foresta - Jack London

2) Zanna Bianca - Jack London

3) L'isola del Tesoro - Robert Louis Stevenson

4) Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e di Mr. Hyde - Robert Louis Stevenson

5) Capitani Coraggiosi - Rudyard Kipling

6) I Promessi Sposi - Alessandro Manzoni

7) La Divina Commedia - Dante Alighieri

8) Antiche Sere - Norman Mailer

9) Opus Pistorum - Henry Miller

10) I Quindici - Enciclopedia

11) Cuore - Edmondo De Amicis

12) Pinocchio - Carlo Collodi

13) Tutankhamen - Howard Carter

14) I Ragazzi Della Via Pal - Ferec Molnàr

15) Le Avventure di Tom Sawyer - Mark Twain

16) La Capanna Dello Zio Tom - Harriet Beecher Stowe

17) Tutti i Racconti e Poesie - Edgar Allan Poe

18) Tutti i Romanzi e Racconti - Howard Phillips Lovecraft

19) Dracula - Bram Stoker

20) Frankenstein - Mary Shelley

21) Il Vampiro - John Polidori

22) Carmilla - Sheridan Le Fanu

23) Il Giro Di Vite - Henry James

24) Rosemary Baby - Ira Levin

25) Ghiaccio Nove - Kurt Vonnegut

26) Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut

27) Il Processo - Franz Kafka

28) America - Franz Kafka

29) Racconti Neri e Fantastici - Nathaniel Hawthorne

30) Il Popolo Dell'autunno - Ray Bradbury

31) Cronache Marziane - Ray Bradbury

32) Fahrenheit 451 - Ray Bradbury

33) On The Road - Jack Kerouac

34) La Fattoria Degli Animali - George Orwell

35) 1984 - George Orwell

36) La Collina Dei Conigli - Richard Adams

37) La Guerra Dei Mondi - H.G.Wells

38) L'isola Del Dottor Moreau - H.G.Wells

39) L'uomo Invisibile - H.G.Wells

40) La Nebbia - James Herbert

41) Il Giorno Dei Trifidi - John Wyndham

42) I Figli Dell'invasione - John Wyndham

43) Fanteria Dello Spazio - Robert Heinlein

44) Gli Invasati - Jack Finney

45) Amabili Resti - Alice Sebold

46) L'estate Incantata - Ray Bradbury

47) Paese D'ottobre - Ray Bradbury

48) Le Cronache Di Narnia - C.S.Lewis

49) Il Signore Degli Anelli - J.R.R. Tolkien

50) Le Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco - George R.R.Martin

51) Player One - Ernest Cline

52) La Casa Sull'abisso - William Hope Hodgson

53) L'incubo di Hill House - Shirley Jackson

54) Marina - Carlos Ruiz Zafon

55) IT - Stephen King

56) La Torre Nera 1/7: L'ultimo Cavaliere, La Chiamata Dei Tre, Terre Desolate, La Sfera Del Buio, I Lupi Del Calla, La Canzone Di Susanna, La Torre Nera. - Stephen King

57) Stagioni Diverse - Stephen King

58) Cuori In Atlantide - Stephen King

58) Tre Millimetri Al Giorno - Richard Matheson

59) Io Sono Leggenda - Richard Matheson

60) L'estate Della Paura - Dan Simmons

61) Il Canto Di Kalì - Dan Simmons

62) American Gods - Neil Gaiman

63) Il Figlio Del Cimitero - Neil Gaiman

64) Buona Apocalisse A Tutti - Neil Gaiman/Terry Pratchett

65) Ti Prendo e Ti Porto Via - Niccolò Ammaniti

66) Io Non Ho Paura - Niccolò Ammaniti

67) Ragazzo Da Parete - Stephen Chbosky

67) Febbre a 90° - Nick Hornby

68) La Sottile Linea Scura - Joe R. Lansdale

69) In Fondo Alla Palude - Joe R. Lansdale

70) Saga di Hap & Leonard 1/8: Una Stagione Selvaggia, Mucho Mojo, Il Mambo Degli Orsi, Bad Chili, Rumble Tumble, Capitani Oltraggiosi, Sotto Un Cielo Remisi, Devil Red - Joe R.Lansdale

71) Fight Club - Chuck Palahniuk

72) Rabbia - Chuck Palahniuk

73) Soffocare - Chuck Palahniuk

74) A Volte Ritorno - John Niven

75) Schiavi Dell'inferno - Clive Barker

76) Cabal - Clive Barker

77) Il Mondo In Un Tappeto - Clive Barker

78) I Libri Di Sangue 1/6: Infernalia, Ectoplasm, Sudario, Creature, Visions, Monsters - Clive Barker

79) Il Potere Del Cane - Don Winslow

80) Lo Hobbit - J.R.R. Tolkien

81) La Banda Dei Brocchi - Jonathan Coe

82) Circolo Chiuso - Jonathan Coe

83) La Famiglia Winshaw - Jonathan Coe

84) Psycho - Robert Bloch

85) American Psycho - Bret Easton Ellis

86) La Storia Infinita - Michael Ende

87) Il Gabbiano Jonathan Livingston - Richard Bach

88) Lasciami Entrare - John.A.Lindqvist

89) La Strada - Cormac McCarthy

90) L'esorcista - William Peter Blatty

91) Uomini e Topi - John Steinbeck

92) Il Signore Delle Mosche - William Golding

93) Danse Macabre - Stephen King

94) Il Giovane Holden - J.D.Salinger

95) Bar Sport - Stefano Benni

96) Bar Sport 2000 - Stefano Benni

97) Duel e altri racconti - Richard Matheson

98) Intervista col Vampiro - Ann Rice

99) L'ombra dello Scorpione - Stephen King

100) Omicidi D'annata - Ray Bradbury








sabato 13 giugno 2015

I cinque album musicali che amplificano i miei ricordi.

Tempo fa feci un post dalle tinte melodrammatiche in cui affermavo di stare progressivamente allontandomi dalla musica.
Il post in effetti si è rivelato profetico visto che da allora le cose sono cambiate poco o nulla.
Continuo a non comprare DVD da eoni e allo stesso tempo l'unico gruppo che ascoltavo con costanza - I Baustelle -, negli ultimi due album mi hanno fatto defecare abbastanza, cosa non ha certo giovato al mio già parziale allontanamento.
Però quello che non cambia è il potere evocativo che la musica ha ancora su di me.
È l'unica cosa che insieme all'olfatto spalanca le mie sinapsi ed apre la mia mente ad un mare di ricordi.
Ecco, quello che voglio fare oggi in questo post è proprio elencare quei cinque album che più di tutti hanno rappresentato la mia vita musicale e che rievocano nella mia testa un ricordo preciso.

Crash! Boom! Bang! - Roxette  1994



Fine maggio.
Ultimi giorni di scuola ed ultime interrogazioni.
L'anno prima ero stato respinto e temevo sarebbe successo lo stesso anche quell'anno.
Classe sparuta, semivuota.
Composta da me e altri due, tre disperati che dovevano essere interrogati in ragioneria.
Il professore non credeva che io avessi fatto il compito da solo e la mia interrogazione fu basata praticamente sullo scritto del compito, per capire se avevo copiato o meno.
Fu una fortuna, perché quella fu una delle rare volte che non copiai.
Tutto andò bene e passai l'anno indenne, seppur rimandato in altre materie.
Cosa ricordo di quel giorno?
Io che mi passo il tempo sul balcone della scuola in attesa dell'ultima campanella dell'anno scolastico ascoltando il walkman, mentre da sotto i miei amici suonavano incessantemente il clacson dello scooter sfottendomi perché io ero ancora a scuola e loro avevano già chiuso l'anno.
In sottofondo?
Sleeping In My Car dei Roxette.
Crash! Boom! Bang! fu la mia colonna sonora di quell'estate ed una delle cassette più ascoltate della mia vita, ma il ricordo a cui l'associo è sempre quello.

Bury The Hatchet - The Cranberries 1999



Primo pomeriggio.
Sole, strade vuote, braccio appoggiato al finestrino della Fiat 600 del mio amico.
Destinazione?
Lo sfasciacarrozze.
Lo scopo era quello di trovare uno specchietto per la sua auto.
Sul mangianastri dell'auto l'ultimo album dei Cranberries che si era appena procurato.
Facemmo tutto il tragitto ascoltandolo, ed al ritorno ero già innamorato di Animal Istinct, Just My Immagination e di Dying In The Sun.
Avevo tutto dei Cranberries, ero follemente innamorato della voce sgraziata e particolare di Dolores O' Riordan, ma con quell'album superai i confini dell'adorazione.
Idolatria.
Quante menate mi ci sarò fatto?
Quanti sogni ad occhi aperti?
Milioni.
Ma il ricordo a cui lo associo di più è quel pomeriggio assolato in macchina, dove la strada sembrava nostra, così come l'esistenza.

Greatest Hits II - Queen 1991



L'album è del 1991, ma la storia credo si svolga qualche anno dopo, potrei indagare, ma non mi va.
Avevo la casa perennemente libera.
Mio fratello stava espletando il servizio militare, mia sorella ed i miei lavoravano, ed i miei pomeriggi rasentavano l'anarchia e la libertà più assoluta.
La finestra della stanza era sempre spalancata ed i miei amici ci si arrampicavano sopra per entrare.
La radio era sempre aperta, così come l'Amiga 500.
Io gioco a Chaos Engine mentre la radio lancia a tutto volume The Show Must Go On, I Want To Break Free ed Under Pressure.
Loop.
Gioco diverso, stesse canzoni.
Stesse azioni.

OK Computer - Radiohead 1997



Estate.
Sabato sera. ( no, non è quella minchiata di pubblicità della Sammontana :-p )
Camicia grigia con le maniche arrotolate, jeans neri e Clark grigie ai piedi.
Sguardo mesto mentre seduto con la porta aperta ascolto Paranoid Android, Karma Police e No Surprises, nel tentativo di resistere al caldo opprimente.
Battaglia persa.
Durante l'ascolto parto per la tangente perso dietro chissà quale fantasticheria amorosa.
Ritorno in me solo dopo aver sentito la risata ragliante del mio amico che era venuto a chiamarmi, che mi guarda sornione fuori dalla porta di casa.
Ho mille ricordi di quest'album, ma il primo è sempre questo.
Che poi, è quello che racchiude l'effetto che ha sempre avuto su di me.
Onirismo e tristezza.

Hurban Hyms - The Verve 1997



1998.
Quella minaccia incombente denominata servizio militare era ormai prossimo.
Era un attentato alla mia libertà.
Era un attentato al mio fancazzismo.
Sonnet e The Drugs Don't Work suonavano in sottofondo mentre io mi osservavo il ciuffo allo specchio, in attesa del suono del clacson che stava a significare una nuova uscita, una nuova mattinata in piazzetta ed un giorno in meno alla partenza per il servizio militare.
L'album dei Verve è stato la colonna sonora dell'estate prima della partenza per il militare, ma il ricordo principe associato alle sue canzoni è sempre relativo a quel mattino in cui un Pirkaf assonnato e preoccupato si pettinava il ciuffo allo specchio, in una mattina qualunque di uno scorcio di prima estate.











martedì 3 marzo 2015

Pillole di ricordi : le macchinette microguida con le biglie

Da bambino andavo pazzo per le biglie e per qualsiasi altra pallina colorata.
Fui uno dei primi a cadere nella trappola della pubblicità ai tempi de La Palla Pazza Che Strumpallazza convinto che quella palla arancione avesse vita propria e rotolasse dappertutto e  fui vittima di tutte quelle palline colorate della Gig che tanto andavano di moda in quel folle decennio che furono gli anni '80.
Ma più di tutto impazzivo per quella macchinetta con la microguida dove si vincevano le biglie, che troneggiava fuori del piccolo chioschetto che vendeva di tutto e di più nella piazzetta della mia scuola elementare.
Con una miriade di bambini e bambine ci si cimentava nella guida della macchinetta nel tentativo di vincere quelle benedette biglie.
Lo scopo del gioco era guidare la biglia di vetro attraverso un mini percorso stradale contornato da delle buche cercando di non finirci dentro, cosa che avrebbe decretato la fine della partita e quindi il non conseguimento della biglia con cui avevi iniziato il gioco.
Esisteva persino un trucchetto per completare più facilmente il percorso, che consisteva nel dare un colpetto verso l'alto con il volante e far rimbalzare la pallina sulla lastra di vetro per farla arrivare direttamente all'arrivo.
Dopodiché ci si vantava con le bambine che non erano in grado di farlo. :-p
Mi sembra incredibile che di quella macchinetta in questione non circoli nemmeno una miserrima immagine su Internet, ma perlomeno riecheggia ancora tra i miei ricordi più felici.

domenica 29 settembre 2013

Ossessione - Stephen King

Ossessione è insieme ad Unico Indizio La Luna Piena, l' unico libro del Re fuori produzione e pressochè introvabile in libreria, se non nel circuito delle librerie d' usato, mercatini delle pulci vari o su Ebay et similari.
Anni dopo averlo comprato su Ebay mi mangiai le mani, perchè nella libreria d' usato dove andavo di solito, me lo trovai davanti a 6 Euro, quando io spesi tre volte tanto per comprarlo su Ebay.
Quindi il mio consiglio per chi volesse acquistarlo è questo, giratevi prima i mercatini e le librerie d' usato e solo dopo non averlo trovato, prendetelo su Ebay o altri siti specializzati, ben sapendo che al 99 % verrete turlupinati.
Non parliamo poi di Unico Indizio La Luna Piena che per il prezzo a cui viene venduto dovrebbe avere come minimo la copertina in oro 24 carati. :-P

Ma lasciamo perdere queste sottigliezze e parliamo del libro in questione.
Ossessione è un libro che rileggo spesso, semplicemente perchè l' adoro.
E' vero, è un romanzo scritto da un ragazzo giovane e quindi molto pretestuoso, ma tutte le volte che l' affronto faccio una fatica immane a staccarmene.

Ossessione è il primo libro che Stephen King scrisse sotto lo pseudonimo di Richard Bachman ( gli altri furono L' Uomo in Fuga, La Lunga Marcia, Uscita Per L' Inferno e L' Occhio Del Male ), probabilmente se non fosse stato scoperto da un Fan molto insistente, avrebbe continuato a scrivere altri romanzi sotto questo pseudonimo.

La trama è semplice, quanto attuale e agghiacciante.
Charlie un ragazzo con problemi personali e psicologici, entra a scuola con una pistola e ammazza due insegnanti, dopodiché ci si barrica dentro, tenendo in ostaggio gli studenti della sua classe.
Le ore trascorse in quell' aula, trattative di insegnanti, polizia e tentativi d' intervento della stessa a parte, diventeranno una sorta di seduta di terapia psicologica di gruppo, in cui tutti gli studenti compreso Charlie tireranno fuori tutta la loro rabbia giovanile, i loro problemi personali e sessuali, scoperchiando tutti i loro scheletri negli armadi aprendosi totalmente gli uni nei confronti degli altri, con conseguenze a volte assurde e piuttosto isteriche ( anche per il lettore stesso, alcune frasi sebbene la situazione non lo richiederebbe, mi hanno fatto scompisciare dalle risate, come questa per esempio : " Mia Madre chiava, ed io le voglio bene ").
Ovviamente alla fine ci sarà l' intervento della polizia, con un finale piuttosto pretestuoso in cui i ruoli si ribalteranno persino ( i membri della classe, eccetto Ted Jones che è un pò l' antagonista di Charlie nonchè il classico figaccione della classe, alla fine appoggeranno e tiferanno per Charlie), dico pretestuoso perchè personalmente trovo le dinamiche della storia piuttosto sopra le righe e romanzate, si intuisce subito che chi l' ha scritto è un ragazzo piuttosto giovane arrabbiato con la società e con il mondo, preda della classica " ribellione giovanile. "

Scritto negli anni in cui Steve ancora frequentava l' università, il romanzo venne acquistato e pubblicato solamente nel 1977 quando ormai il nome di Stephen King iniziava ad essere piuttosto noto.
Ossessione venne successivamente rinnegato dall' autore e ritirato dalla stampa, dopo che venne associato a due massacri scolastici molto simili, avvenuti negli anni '90 negli U.S.A.
Addirittura in uno dei casi, si dice che lo studente autore del massacro, conservava nell' armadietto scolastico proprio una copia del suddetto libro.

Aggiungo una mia riflessione finale, visto che qualche decennio e passa anni fa, sono stato giovane anch' io.
Charlie non è altro che una versione distorta di tutti noi, piuttosto estremizzata.
Ricordo gli anni di scuola e ricordo che odiavo gli insegnanti e gli adulti in generale.
Sono stato uno di quegli studenti che era felice se il Professore faceva un' assenza, fregandomene dei motivi della stessa.
L' intera scolaresca sono convinto che dentro di se ne fregasse se il Prof era ammalato, se soffrisse, se gli fosse morto un parente o avesse avuto un incidente d' auto, sono sicuro che la prima reazione in assoluto, fosse di sollievo perchè era assente.
Ecco, Charlie rappresenta il Mister Hyde dello studente medio, la parte più oscura e sepolta di tutti noi, quella che odia Presidi e Insegnati e qualsiasi autorità costituita.

Comunque al di là dei temi che tratta, è davvero un bel romanzo che merita di essere letto e che rileggo sempre con estremo piacere, anzi mi stupisce che non ne avessi ancora mai parlato.




 

sabato 6 aprile 2013

Quelli dell' Invicta.

Lavorando vicino ad un complesso di scuole, mi accorsi tempo fa della debacle ormai storica degli zaini Invicta, che praticamente non indossa più nessuno.
Ormai è un tripudio di Seven, qualche zaino anonimo di marche che non conosco, mentre i più sgamati indossano borsoni e borselli Adidas e Nike, soprattutto i primi.
Gli Invicta è più facile vederli ai 30enni-40enni in stazione o nelle palestre o rinchiusi in fetidi e polverosi armadi, come a casa mia.
Girando per il sito dell' Invicta ho scoperto che ha rimesso in vendita vecchissimi zaini etichettandoli come Vintage e persino sui Ebay degli stessi vetusti zaini se ne trova un buon numero in vendita, segno che alle vecchie cariatidi come il sottoscritto tutto sommato piacciono ancora.
Di certo essi hanno rappresentato non solo a pieno titolo gli anni '80-90 ma anche uno spaccato di vita di tutti noi che vivemmo quel periodo.
All' epoca era prassi durante il passaggio alle scuole medie abbandonare la cartella e passare al più comodo zainetto, visto l'aumento considerevole dei libri da portare.
Caso vuole che la valigeria accanto al mio negozio li vendesse e lì mi mia madre mi prese il primo di una lunga serie di Invicta.
Il primo non mi ricordo nemmeno com'era so solo che era azzurro e violetto e che mi fu rubato dopo pochissimo tempo mentre era steso ad asciugare, non era nemmeno iniziata la scuola, praticamente non l'ho vissuto per nulla.
Poi arrivo lui: l' invicta azzurro e arancione, intervallato talvolta dallo zainetto Alpino che prima di me passò tra le mani di sia di mio sorella che di mio fratello.
La cura dello zaino era quello che era, certo non ero ancora arrivato ai livelli delle scuole superiori dove con lo zaino ci mancasse poco che ci giocassi a calcio ( non posso escluderlo comunque può essere anche capitato) ma posso dire che mi è durato praticamente per tutto il triennio delle scuole medie, prima di decidere di cambiarlo, perchè volevo presentarmi alle superiori con uno zaino nuovo fiammante.
Mi feci portare addirittura il catalogo a casa per scegliere e la scelta ricadde sul mitico Jolly Track nero e giallo, lo zaino a cui rimasi più legato in assoluto.
La cosa bella di quel periodo era anche guardare e spiare quello degli altri, ci si vedeva il carattere e la fantasia dei possessori in quegli zaini.
Frasi e disegni fatti con l'Uni Posca, portachiavi attaccati sopra ( lo stemma della Mercedes andava per la maggiore all' epoca ed ammetto che anch' io partecipai in tal senso andandone a staccare uno per attaccarlo al mio zaino),adesivi vari, in una sorta di microcosmo artistico che mi faceva letteralmente impazzire.
 
 
Anche il modo in cui veniva indossato, rappresentava in toto l' essere dell' individuo in questione o quello che tentava di rappresentare.
I più fichi utilizzavano una bretella soltanto o le incrociavano entrambe per portarlo su una spalla sola, portarle entrambe era roba da primini, da piccoli.
Il Jolly Track è sicuramente quello che ha rappresentato e vissuto più di tutti i cambiamenti del mio corpo, del mio carattere, degli umori, vivendo in pieno entrambe le mie bocciature, le mie "giocate" di scuola e i miei primi amori e desideri sessuali.
A tutt' oggi tra i miei zaini è quello a cui mi sento più legato, una sorta di scrigno di ricordi, anche più di quello che conservo ancora a casa, l'ultimo della serie.
Il Jolly black nero e arancione è l'ultimo zaino che ho indossato, quello che ha visto la fine del mio percorso scolastico, quello certamente più trattato male e meno vissuto, perchè all'epoca avevo ormai così poco da perdere dopo due bocciature che a scuola praticamente ci andavo con lo zaino quasi
semivuoto, con solo il diario ( che usavo come diario personale e non per segnare i compiti), qualche penna e qualche sparuto libro quando ero obbligato a portarne.
Paradossalmente l'ho riempito più durante il militare che in due, tre anni scolastici, eccetto quando dovevo per forza portare quell' immenso tomone che era il vocabolario di tedesco.
In un certo qual modo è stato la fine di un percorso e l' inizio di un altro, non necessariamente migliore, certamente diverso.
Dopo il militare ho praticamente smesso di indossarlo ed in questi quindici anni l'ho giusto tirato fuori due, tre volte, compresa quella di oggi in cui l'ho fotografato.