giovedì 10 dicembre 2015

La Lotteria - Shirley Jackson

Dopo aver letto ed apprezzato oltremodo L'incubo Di Hill House, mi ero ripromesso di recuperare al più presto le altre opere di Shirley Jackson.
Il problema è che Adelphi, la casa editrice che ne detiene i diritti, vende le sue opere a caro prezzo.
Mi è toccato così mettere i romanzi di Shirley in whislist ed aspettare pazientemente sconti vari.
La pazienza da buona virtù qual è ha dato i suoi frutti, e La Lotteria è finito di getto nella mia libreria.
Parliamone:

La Lotteria è innanzitutto un libro di sole 80 pagine, nonché una raccolta di racconti.
L'edizione di Adelphi è ottima sotto quasi tutti i punti di vista e quel quasi è relativo soltanto agli 8.00 Euro di prezzo, che per un libro che si legge in un'oretta scarsa non è poco.
C'è da dire ad onor del vero, che il libro li varrebbe tutti, se non fosse però, che parliamo di opere già pubblicate precedentemente in altre edizioni e che quindi non è difficile trovare ad un prezzo inferiore.
Ed allora buttati su quelle, direte voi.
No, ho abbastanza pazienza e perseveranza per aspettare qualsiasi saldo e sconto poiché in termini di edizione gli Adelphi mi sembrano il prodotto migliore.
Comunque, usciamo fuori dal discorso economico e parliamo dei racconti ivi pubblicati nella raccolta, che son ben più interessanti.
Essi sono:

- La Lotteria
- Lo Sposo ( Demoni Amanti )
- Colloquio
- Il Fantoccio

La Lotteria è un racconto che qualsiasi cultore della narrativa dell'orrore dovrebbe conoscere.
Io stesso, pur avendolo letto solo adesso, purtroppo ne conoscevo a menadito trama e finale.
Dico purtroppo perché il vero valore di questo racconto di sole trenta pagine è relativo a quel finale incredibile ed agghiacciante.
Solo dopo aver letto quelle ultime pagine, salteranno all'occhio tutti quei dettagli e frasi sibilline, che la Jackson inserisce in un contesto che è quello di una semplice festa di paese.
Un racconto che è un capolavoro di atmosfera dalla prima all'ultima pagina.
Purtroppo qualsiasi dettaglio della trama sarebbe un enorme spoiler del finale, dico solo che è un racconto che vanta un gran numero di citazioni ed omaggi, primo tra tutti quello di Stephen King nelle ultime pagine de La Tempesta Del Secolo.

Demoni Amanti nell'edizione Mondadori si fregiava di essere il racconto che fungeva da titolo e copertina della raccolta.
Edizione che per inciso, vantava un maggiore numero di racconti rispetto a quest'ultima edizione Adelphi.
Il titolo del racconto ( qui ribattezzato Lo Sposo ), è la citazione di una ballata scozzese con protagonista il diavolo, che a prima vista sembra avere poca attinenza con questo racconto.
Dico sembra, poiché Lo Sposo è un racconto molto kafkiano in cui il disagio e la paranoia la fanno da padrone.
Una ragazza che dovrebbe sposarsi il giorno stesso non trova più il fidanzato da nessuna parte.
Alle sue domande la gente ha reazioni di scherno o apertamente ostili, per quella che fin dal principio appare una ricerca vana e velata dal mistero.
È un racconto molto subdolo e sottile, interpretabile in più modi, tanto che in corso d'opera si può dubitare della sanità mentale di tutti, protagonista compresa.
Sulla stessa falsariga anche i due racconti che chiudono la raccolta, dove il disagio umano appare indubbio protagonista, basta pensare che ne Il Fantoccio un uomo a cena in un ristorante con la compagna, preferisce parlare e discutere con la stessa usando il pupazzo da ventriloquo per i suoi numeri, suscitando la perplessità di tutti i commensali e motivo di frustrazione ed imbarazzo nella sua compagna.
Nel brevissimo Il Colloquio, una donna in preda all'agitazione prende appuntamento con un dottore, per fugare i suoi dubbi nei riguardi del marito, che a suo dire mostra evidenti segni di instabilità mentale.
La conversazione lascerà adito ai nostri di dubbi, sulla sanità della stessa, del marito, e perché no, anche dello stesso dottore.
È il dubbio il principale protagonista dei tre racconti finali.
Shirley Jackson sembra giocare con il lettore insinuando nelle menti di chi legge, l'insanità mentale anche nella più bella delle giornate di sole e nel più semplice gesto di quotidianità.
La Lotteria è un piccolo libro che regala grandi emozioni e si rivela una lettura breve ma intensa.
Forse gli ultimi due racconti non sono all'altezza dei due iniziali, ma qui si entra nel novero dei miei gusti personali e della soggettività.
Parlandone oggettivamente non posso che consigliarne la lettura senza riserve.
Io ho già prontamente inserito in lista anche gli altri romanzi di Shirley Jackson, ovvero, Lizzie ed Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello.
Giusto il tempo di trovarli ad un prezzo consono e saranno miei.
Alla prossima!




lunedì 30 novembre 2015

Gotico Americano - Robert Bloch

Penso che Psycho lo conoscano tutti.
Ma resto convinto che solo gli appassionati di letteratura sappiano che il capolavoro cinematografico di Alfred Hitchcock fu tratto dalla penna di Robert Bloch.
Bloch deve gran parte del successo a Psycho, ma indubbiamente era uno scrittore che si era già fatto ampiamente notare tra le pagine di una rivista leggendaria come Weird Tales.
Basta pensare che in quella rivista, oltre Bloch, venivano pubblicati racconti di mostri sacri come H.P.Lovecraft e Ray Bradbury.
Sono passati più di dieci anni da quando lessi Psycho, ma devo ammettere che quella lettura non mi trasmise la voglia di cercare le altre opere di questo scrittore.
All'epoca ero un lettore che saltava di palo in frasca e da un autore all'altro senza ritegno.
Ero trascinato più dalle storie che dall'idea di concentrarmi su un unico autore ( King a parte).
A King va anche il merito di avermi fatto conoscere e venire voglia di leggere Psycho.
Senza il suo libro saggio sull'horror Danse Macabre, probabilmente l'avrei letto chissà quanti anni dopo.
La voglia però di esplorare la bibliografia di Robert Bloch mi è venuta solo adesso.
Di questo ringrazio il buon Marco Lazzara che durante un commento ad un post precedente, ha avuto il merito di accendermi la lampadina.
Conoscevo di nome gran parte delle pubblicazioni del buon Bloch, ma ero convinto che Psycho a parte i suoi romanzi appartenessero al limbo dei fuori catalogo.
Invece no.
La Bompiani ristampa spesso e volentieri le sue opere, e mi sono accorto anche, che i suoi romanzi circolano a buonissimi prezzi anche nel circuito dell'usato.
Su Ebay circolava al prezzo di un caffè la vecchia edizione Fabbri di Gotico Americano, e mi ci sono fiondato subito.
Dopo essermelo spolpato ben bene ( d'altronde sono solo 170 pagine ), sono pronto a parlarne.
Gotico Americano si è rilevato un classico romanzo dalle venature thriller/gotiche.
Credo sia un romanzo che vada contestualizzato al periodo in cui venne scritto.
Letto adesso, in un periodo storico in cui i romanzi thriller e slasher sono stati sviscerati in tutte le salse, offre poco o nulla in termini di originalità al lettore occasionale.
Suppongo che però, letto al tempo della sua uscita in quel del 1974, il romanzo avrebbe avuto molto più effetto, quantunque siamo lontanissimi dalla suspence e da quel finale capolavoro di Psycho.
La storia di Gotico Americano è ispirata alle gesta di un serial killer veramente esistito di nome Herman Webster Mudgett che sul finire dell'800 imperversò negli Stati Uniti mietendo centinaia di vittime.
Lascio il link per chi volesse saperne di più sulle sue terribili gesta:


Ma torniamo al romanzo ed andiamo di sinossi:

Dall'autore di "Psycho", un racconto gotico sospeso tra passato e presente. Chicago: un castello dalle pareti che nascondono passaggi segreti, stanze proibite e laboratori privati. Il castello è la dimora del dottor G. Gordon Gregg, un assassino farmacista. Le sue vittime sono donne giovani e belle. I suoi metodi sono scientifici e indolori, i suoi crimini perfetti... fino a quando una giornalista non si insospettisce. Ma durante le indagini Crystal, nonostante il pericolo, si innamora del carismatico dottore...

Ambientato nella Chicago del 1893 questo romanzo ha per protagonista un affascinante quanto eccentrico uomo d'affari di nome G. Gordon Gregg.
Gregg è un grande affabulatore nonché truffatore incallito, ma prima di tutto un serial killer.
Sfruttando il suo fascino seduce ed uccide inermi donne dopo essersi fatto intestare tutti i loro possedimenti in denaro.
Il tutto avviene in un caseggiato che lui ha trasformato in un sorta di castello pieno di botole, stanze e porte segrete.
Un castello che apparentemente Gregg utilizza anche come farmacia visto che uno dei suoi business è quello di spacciarsi come venditore di cure miracolose.
Alle sue discutibili gesta si interessa una giornalista che tenterà di intrufolarsi all'interno del castello spacciandosi per una lontana nipote che si offre di fargli da segretaria.
Gotico Americano è un buon romanzo, coinvolgente e con un ritmo piuttosto serrato.
L'impressione che ne ho ricavato è che però Bloch avesse potuto osare di più.
Molto belli alcuni passaggi e davvero avvincente e cinematografico il finale, benché piuttosto di genere.
Non sarà un capolavoro, ma è un romanzo che ho letto con piacere.
Ho apprezzato in particolar modo il tentativo di miscelare le atmosfere prettamente gotiche con quelle thriller tipiche dei suoi romanzi.
Detto questo, riconosco che non è un romanzo trascendentale e perciò non mi sento di considerarlo un acquisto irrinunciabile.
Fate vobis.
Alla prossima!







domenica 15 novembre 2015

La Saga Di Elric Di Melniboné - Primo Volume - Michael Moorcock

Nel limbo vi è posto non solo per le anime, ma anche per i libri.
Sono ormai troppi i libri che gravitano tra coloro che son sospesi, e i volumi che compongono la saga di Elric Di Melniboné sono tra di essi.
Pubblicato originariamente da Michael Moorcock nel 1972, la saga di Elric ha avuto una vita editoriale piuttosto travagliata e di nicchia, perlomeno in Italia.
Alla Nord si deve l'approdo editoriale nelle nostre italiche terre ed alla Fanucci quelle successive, a cui si deve l'ultima ristampa in quattro volumi tra il 2006 ed il 2008.
E dopo?
L'oblio dei libri fuori catalogo, ovviamente.
Ma non finisce qui purtroppo, visto che in Italia la saga non è nemmeno stata pubblicata nella sua interezza.
Moorcock ha rimesso mano alla saga pubblicando una nuova trilogia nei primi anni 2000. Trilogia che in Italia risulta inedita, e che a questo punto, rischia di non venire mai tradotta.

Sono parecchi mesi che il primo volume della saga è entrato a far parte della mia libreria, così come sono passati altrettanti mesi di vana ricerca dei restanti tre volumi.
Ricerca che finora si è rilevata vana.
Nel circuito dell'usato circolano molto i volumi della Nord, spesso venduti a cifre da capogiro, molto poco quelli più recenti della Fanucci, quarto volume a parte.
Sono comunque riuscito ad accaparrarmi almeno il primo volume, ed è giunta l'ora di parlarne.
O almeno proviamoci.

Il primo volume di Elric Di Melniboné è composto da due storie di 150 pagine circa ciascuno:

- Elric Di Melniboné

- Sui Mari Del Fato

Partiamo dalle note negative, che per me vengono tutte dalla seconda storia di questo volume.
Sui Mari Del Fato vanta una struttura piuttosto contorta e poco tra le mie corde, tanto che mi sono arenato più volte.
L'avventura in solitario di Elric perso in un altro tempo ed in un altro quando, personalmente mi ha avvinto poco.
Ho trovato troppo invasivo ed eccessivo l'utilizzo della magia, tanto da assurgere da Deus Ex Machina in corso d'opera.
Sui Mari Del Fato è un storia che riconosco essere ben più complessa ed ambiziosa della prima storia del libro, ma molto lontana dai miei gusti.
Buone nuove, invece,  dalla prima storia del volume, che si rivela una lettura molto coinvolgente e suggestiva.
Fin dal principio appare evidente come lo stile di Moorcock sia molto diverso da altri scrittori fantasy come Martin e Tolkien.
Moorcock è più interessato alla storia che alla morfologia e agli usi e costumi di Melniboné e luoghi limitrofi, tanto che fin dal principio l'azione è preponderante su tutto il resto.
La scrittura di Moorcock è molto asciutta e sottile, ma allo stesso tempo funzionale ed avvincente, benché piuttosto ermetica.
La storia è ambientata ad Imrryr storica capitale dell' Isola Del Drago, il cosiddetto regno di Melniboné.
Reggente di questo regno è Elric imperatore albino di un regno in decadenza, che dopo millenni di dominio vive un'epoca di declino ed indolenza, tanto che ormai la comunità isolana Melniboneana vive isolata e sotto la minaccia dei Regni Giovani abitati dagli umani, che vivono un periodo di piena espansione.
Albino, schivo e di salute cagionevole, Elric non è proprio il ritratto iconografico del monarca crudele e temibile di matrice Melniboneana che si rispetti.
Non a caso la minaccia aleggia anche all'interno delle sue stesse mura, da parte di coloro che considerano Elric troppo debole e pavido per poter contrastare la minaccia incombente dei Regni Giovani.
A tessere le fila di costoro è Yrkoon, primo cugino e fratello della promessa sposa di Elric, deciso ad usurparne il trono.
La storia del primo volume è tutta incentrata sulla battaglia a colpa di spada e magia tra Elric ed Yrkoon.
Una battaglia veramente epica ed appassionante.
Motore centrale del racconto sarà la ricerca delle spade magiche Tempestosa e Luttuosa, due spade senzienti legate ai Regni Del Caos ( in pratica le divinità di quel mondo ) ed in grado di dare poteri illimitati a chiunque le brandisca.
Il rapporto che lega il possessore a queste spade è sicuramente l'intuizione migliore del romanzo, in quanto sono in grado di soggiogare chiunque le brandisca, esigendo il sangue di chiunque osi intralciarne il cammino, sia essi siano amici o nemici.
Lasciando da parte Excalibur e le migliaia di altre spade magiche di letteratura, fumetti, manga e vattelapesca,  saltano all'occhio parecchie assonanze con altre opere uscite successivamente.
I tratti somatici Melniboneani, per esempio, ricordano parecchio quelli della razza Targaryen delle Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco di Martin.
Basta pensare al fatto che entrambe le razze hanno i draghi e i capelli color platino e gli occhi cremisi.
L'omaggio di Martin, appare quindi piuttosto evidente.

Insomma, senza perdermi troppo in chiacchiere, devo dire che nonostante Sui Mari Del Fato non mi sia piaciuto molto ( finale a parte, che invoglia alla grande al proseguimento ), vorrei continuare la lettura di questa saga.
Appunto vorrei.
Il condizionale è d'obbligo visto che non dipende da me.
Quindi, o voi della Fanucci, ristampate questa saga!
Date fondo alle scorte di magazzino, fate qualcosa!
Nel 2007 si parlava anche di una riduzione cinematografica di questo ciclo di romanzi, ma purtroppo mi pare di capire che non se ne è fatto nulla, ed è un vero peccato, perché la storia si presterebbe e sono sicuro che farebbe da traino per una eventuale ristampa.

Alla prossima!









domenica 1 novembre 2015

I cento libri che ( finora) hanno influenzato la mia esistenza

In principio ci furono i fumetti.
I libri vennero dopo.
Anzi, uno c'era, o meglio, erano quindici.
L'enciclopedia per ragazzi I Quindici è sicuramente la prima lettura che lessi di mia spontanea volontà.
Tutti gli altri, mi vennero imposti.
D'altronde, avevo i miei Topolino e Paperino Mese, avevo Il Corriere Dei Piccoli e i cartonati di David Gnomo, poteva esserci spazio per i libri?
Certo che no.
Ma la maestra delle scuole elementari non era d'accordo, e venne il tempo dei libri di narrativa.
In pratica molti dei primi venti libri della lista dei cento, furono un'imposizione e una scelta dettata dal caso.
Tra quella bailamme di libri posati sulla cattedra, la scelta ricadeva sul titolo più d'impatto o sulla copertina più sgargiante, o peggio ancora, su quello che i tuoi compagni lasciavano per ultimo.
Per fortuna, che bene o male, erano tutti ottimi romanzi.
Con quei libri scoprii che leggere mi piaceva, ma che non avevano ancora il potere di soggiogarmi.
La mia infanzia non era fatta per i libri, ma per il gioco, i fumetti ed i cartoni animati.

Nell'adolescenza di libri ce ne furono pochi.
Leggiucchiavo i libri di mia sorella, ma non di certo per cultura personale.
La mia principale attrattiva era la ricerca spasmodica di scene osé.
Se Henry Miller e Norman Mailer fanno parte di questa lista, è proprio perché hanno una parte fondamentale nella mia formazione sessuale, molto più di qualsiasi film/giornaletto porno.
In quello stesso periodo feci la conoscenza dei romanzi di Stephen King.
Fu amore alla prima pagina, ma ero ancora troppo legato ai Comics americani ed ai Manga, per lasciarmi contagiare tout court dalla letteratura.
Quel tempo venne con l'approssimarsi delle responsabilità dell'età adulta.
Avvenne con un lutto che ha cambiato la mia esistenza e che mi ha portato a rimboccarmi le maniche ed ad abbandonare la felice quanto indolente vita da fancazzista scavezzacollo.
Fu durante quelle lunghe giornate lavorative che i romanzi del Re vennero in mio soccorso.
Un romanzo tirava l'altro, e passare da Stephen King ad altri ventordici autori è stata cosa facile e breve.
Approfitto quindi del bellissimo Meme di Ivano Landi, per citare molti dei romanzi che mi hanno fatto compagnia e che più hanno influenzato la mia carriera da lettore.
Quindi, andiamo:


1) Il Richiamo Della Foresta - Jack London

2) Zanna Bianca - Jack London

3) L'isola del Tesoro - Robert Louis Stevenson

4) Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e di Mr. Hyde - Robert Louis Stevenson

5) Capitani Coraggiosi - Rudyard Kipling

6) I Promessi Sposi - Alessandro Manzoni

7) La Divina Commedia - Dante Alighieri

8) Antiche Sere - Norman Mailer

9) Opus Pistorum - Henry Miller

10) I Quindici - Enciclopedia

11) Cuore - Edmondo De Amicis

12) Pinocchio - Carlo Collodi

13) Tutankhamen - Howard Carter

14) I Ragazzi Della Via Pal - Ferec Molnàr

15) Le Avventure di Tom Sawyer - Mark Twain

16) La Capanna Dello Zio Tom - Harriet Beecher Stowe

17) Tutti i Racconti e Poesie - Edgar Allan Poe

18) Tutti i Romanzi e Racconti - Howard Phillips Lovecraft

19) Dracula - Bram Stoker

20) Frankenstein - Mary Shelley

21) Il Vampiro - John Polidori

22) Carmilla - Sheridan Le Fanu

23) Il Giro Di Vite - Henry James

24) Rosemary Baby - Ira Levin

25) Ghiaccio Nove - Kurt Vonnegut

26) Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut

27) Il Processo - Franz Kafka

28) America - Franz Kafka

29) Racconti Neri e Fantastici - Nathaniel Hawthorne

30) Il Popolo Dell'autunno - Ray Bradbury

31) Cronache Marziane - Ray Bradbury

32) Fahrenheit 451 - Ray Bradbury

33) On The Road - Jack Kerouac

34) La Fattoria Degli Animali - George Orwell

35) 1984 - George Orwell

36) La Collina Dei Conigli - Richard Adams

37) La Guerra Dei Mondi - H.G.Wells

38) L'isola Del Dottor Moreau - H.G.Wells

39) L'uomo Invisibile - H.G.Wells

40) La Nebbia - James Herbert

41) Il Giorno Dei Trifidi - John Wyndham

42) I Figli Dell'invasione - John Wyndham

43) Fanteria Dello Spazio - Robert Heinlein

44) Gli Invasati - Jack Finney

45) Amabili Resti - Alice Sebold

46) L'estate Incantata - Ray Bradbury

47) Paese D'ottobre - Ray Bradbury

48) Le Cronache Di Narnia - C.S.Lewis

49) Il Signore Degli Anelli - J.R.R. Tolkien

50) Le Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco - George R.R.Martin

51) Player One - Ernest Cline

52) La Casa Sull'abisso - William Hope Hodgson

53) L'incubo di Hill House - Shirley Jackson

54) Marina - Carlos Ruiz Zafon

55) IT - Stephen King

56) La Torre Nera 1/7: L'ultimo Cavaliere, La Chiamata Dei Tre, Terre Desolate, La Sfera Del Buio, I Lupi Del Calla, La Canzone Di Susanna, La Torre Nera. - Stephen King

57) Stagioni Diverse - Stephen King

58) Cuori In Atlantide - Stephen King

58) Tre Millimetri Al Giorno - Richard Matheson

59) Io Sono Leggenda - Richard Matheson

60) L'estate Della Paura - Dan Simmons

61) Il Canto Di Kalì - Dan Simmons

62) American Gods - Neil Gaiman

63) Il Figlio Del Cimitero - Neil Gaiman

64) Buona Apocalisse A Tutti - Neil Gaiman/Terry Pratchett

65) Ti Prendo e Ti Porto Via - Niccolò Ammaniti

66) Io Non Ho Paura - Niccolò Ammaniti

67) Ragazzo Da Parete - Stephen Chbosky

67) Febbre a 90° - Nick Hornby

68) La Sottile Linea Scura - Joe R. Lansdale

69) In Fondo Alla Palude - Joe R. Lansdale

70) Saga di Hap & Leonard 1/8: Una Stagione Selvaggia, Mucho Mojo, Il Mambo Degli Orsi, Bad Chili, Rumble Tumble, Capitani Oltraggiosi, Sotto Un Cielo Remisi, Devil Red - Joe R.Lansdale

71) Fight Club - Chuck Palahniuk

72) Rabbia - Chuck Palahniuk

73) Soffocare - Chuck Palahniuk

74) A Volte Ritorno - John Niven

75) Schiavi Dell'inferno - Clive Barker

76) Cabal - Clive Barker

77) Il Mondo In Un Tappeto - Clive Barker

78) I Libri Di Sangue 1/6: Infernalia, Ectoplasm, Sudario, Creature, Visions, Monsters - Clive Barker

79) Il Potere Del Cane - Don Winslow

80) Lo Hobbit - J.R.R. Tolkien

81) La Banda Dei Brocchi - Jonathan Coe

82) Circolo Chiuso - Jonathan Coe

83) La Famiglia Winshaw - Jonathan Coe

84) Psycho - Robert Bloch

85) American Psycho - Bret Easton Ellis

86) La Storia Infinita - Michael Ende

87) Il Gabbiano Jonathan Livingston - Richard Bach

88) Lasciami Entrare - John.A.Lindqvist

89) La Strada - Cormac McCarthy

90) L'esorcista - William Peter Blatty

91) Uomini e Topi - John Steinbeck

92) Il Signore Delle Mosche - William Golding

93) Danse Macabre - Stephen King

94) Il Giovane Holden - J.D.Salinger

95) Bar Sport - Stefano Benni

96) Bar Sport 2000 - Stefano Benni

97) Duel e altri racconti - Richard Matheson

98) Intervista col Vampiro - Ann Rice

99) L'ombra dello Scorpione - Stephen King

100) Omicidi D'annata - Ray Bradbury








domenica 25 ottobre 2015

Monsters - Clive Barker

Ho impiegato quattro anni per entrare in possesso di tutti e sei I Libri Di Sangue di Clive Barker.
Una ricerca che ha vissuto anche dei momenti di rassegnazione, poiché è stata davvero dura entrare in possesso degli ultimi due volumi.
Questa serie di libri ha vissuto un destino editoriale piuttosto complesso e controverso, e tuttora naviga nel limbo dei libri fuori catalogo.
Ma quali sono state le difficoltà per entrarne in possesso?
Il fatto che sia fuori catalogo, in primis.
In secundis il fatto che sia stata pubblicata in più edizioni.
Non è facile entrare in possesso di tutti i volumi, in quanto nel circuito dell'usato per qualunque delle edizioni manca sempre un volume o due.
Qui sotto un link del bel post del sempre bravissimo Andrea Sirna, che spiega le traversie editoriali di quest'opera:

http://unantidotocontrolasolitudine.blogspot.it/2014/02/libri-di-sangue-quanti-sono-come-li.html

Ma torniamo a me.
Un po' per risparmiare ed un po' perché mi accorsi che i primi tre si potevano avere piuttosto facilmente, scelsi all'epoca di prendere i primi tre volumi dell'edizione Bompiani.
Errore gravissimo, poiché si trattava di un'edizione monca.
La saga fu successivamente ripubblicata dalla Sonzogno, e gli ultimi volumi, dopo un'estenuante ricerca durata quasi quattro anni, li ho dovuti continuare con questa edizione.
Ora, prima di parlare più specificatamente dell'ultimo volume, metto il link dei post dedicati ai precedenti cinque capitoli:

http://pirkaff.blogspot.it/2012/03/infernalia-clive-barker.html

http://pirkaff.blogspot.it/2013/01/ectoplasm-clive-barker.html

http://pirkaff.blogspot.it/2013/01/sudario-clive-barker.html

http://pirkaff.blogspot.it/2015/01/creature-clive-barker.html

http://pirkaff.blogspot.it/2015/02/visions-clive-barker.html

Un piccolo consiglio che posso dare a chiunque voglia cimentarsi con essa e magari si è ritrovato indicizzato in questa pagina, è questo:
Lasciate perdere le prime edizioni Bompiani e Sonzogno che sono davvero difficili da avere in tutti e sei i volumi, e buttatevi sulle ultime ristampe che trovate citate nel link in alto del buon Sirna.


Adesso, prima di dedicarmi in pompa magna ai cinque racconti di questo volume, un'altra piccola chicca relativa ad essi, tanto per farvi capire il casino editoriale fatto con questa serie.
Quattro di essi ( eccetto l'epilogo finale ), furono pubblicati anche come appendice dell'edizione Euroclub del 1991 di Cabal.
Un romanzo che con i racconti in questione non ha la minima attinenza.
Evidentemente, hanno dovuto rimpolpare un romanzo altrimenti scarno in quanto a numero di pagine, visto che nonostante la sua bellezza, Cabal è in tutto e per tutto una novella e non un romanzo.

Finiti i preamboli, parliamo di Monsters.
Come i precedenti cinque volumi, anche Monsters è un volume di racconti.
Ogni racconto è slegato agli altri ed autoconclusivo.
Quindi è possibile leggere Monsters senza essere in possesso degli altri volumi.
In verità, però, un filo conduttore c'è, ed è legato al primo racconto del primo libro ( Infernalia ) ed all'ultimo racconto di quest'ultimo volume, che funge da epilogo di questa saga.
Partiamo però dal principio, con il primo racconto di questo volume, La Vita Della Morte.
Protagonista di questa storia è una donna di nome Elaine.
Racconto che piuttosto alla lontana sembra un po' ispirarsi ai racconti di Edgar Allan Poe.
Ma che soprattutto mi lascia ancora una volta la sensazione che Clive Barker sia uno scrittore erotico mancato.
E' incredibile la carica seduttiva che è in grado di donare ai suoi personaggi, ed in questo caso ad avere tale capacità è nientepopodimeno che la morte.
Elaine, che è appena uscita dall'ospedale viene attratta da una chiesa in ristrutturazione, in cui conosce e viene affascinata da un uomo che come lei si trovava lì in contemplazione ( tipo i pensionati nei cantieri :-P ) di nome Kavanagh.
La ragazza oltre che dall'uomo è affascinata soprattutto dal ritrovamento di una cripta saltata fuori durante gli scavi, che però viene tenuta celata ai visitatori e ai curiosi.
Ovviamente, come in un libro / film horror che si rispetti, la ragazza vi entrerà di nascosto.
Quello che vi trova è piuttosto agghiacciante.
Un nugolo di cadaveri mummificati che sembrano essere morti dopo indicibili sofferenze.
Tempo dopo, la ragazza tornata al lavoro, si accorge che mentre tutti i suoi colleghi ed amici sembrano covare dei sintomi di qualche malessere, lei sembra sprizzare sempre più salute e benessere da tutti i pori.
Ovviamente il tutto sfocerà in maniera deflagrante, con la figura misteriosa di Kavanagh a fare da contorno.
Nulla da dire, ci troviamo davanti un ottimo racconto, che come dicevo all'inizio è di chiara matrice Poesca.
Un racconto forse troppo sottile, ma indubbiamente buono.

Ambientato nella giungla brasiliana, Il Sangue Dei Predoni è il secondo racconto di questo volume.
E' la storia di una maledizione.
Alcuni mercenari assoldati per sgombrare un'area della giungla dalle tribù che vi abitano, dopo aver per sbaglio ucciso un bambino, subiscono la vendetta e la maledizione del capo tribù.
Una maledizione implacabile che li falcidierà uno ad uno.
Insomma, ci troviamo dalle parti de L'occhio Del Male di King, che trattava di dinamiche simili anche se in un contesto diverso.
Però, lasciatemi dire che questa maledizione è ancora più terribile e subdola.
Buon racconto anche questo.
Certo, siamo distanti dalle tematiche solite dello scrittore inglese, ma il risultato è comunque onorevole.

Crepuscolo Alle Torri è un po' Lo Strano Caso Del Dottor Jekyll & Mr. Hyde in chiave moderna.
E' un racconto di licantropia, ma dove la licantropia non viene citata a chiare lettere.
E' forse il racconto che meno mi è piaciuto della raccolta, certamente il più vago.
Altro non è che una spy story dalle venature orrorifiche.
Vaghezza a parte però, ho trovato davvero bello ed evocativo il finale.

L'ultima Illusione è il racconto più Barkeriano della raccolta, quello che più di tutti contiene gli elementi tipici della narrativa dell'autore.
Ed è quello che personalmente ritengo sia il miglior racconto della raccolta.
Da questo racconto venne anche tratto il film del 1995 Il Signore Delle Illusioni, diretto dallo stesso Clive Barker ( che io non ho visto ).
Protagonista di questo racconto è Harry D'Amour, un detective privato che si ritrova immischiato in una storia di misteri e magia, dopo essere stato assunto dalla moglie di un famosissimo mago di nome Swann.
Motivo dell'incarico, la dipartita improvvisa e misteriosa del sedicente mago.
Un racconto dove faranno la loro comparsa alcune creature infernali che verranno a reclamare la salma del mago, dopo che egli, quando era in vita, ebbe fatto un patto con loro in cambio della propria anima, per ottenere i poteri da utilizzare per le sue illusioni.
Ottimo racconto, dove Barker fa sfoggio della sua inventiva nella creazione di personaggi orrorifici e mostruosi tipici del suo pantheon, e dove soprattutto è l'azione incalzante a dominare su tutto il resto.
Ammetto che avrei voluto che questo racconto durasse di più.
C'erano tutte le potenzialità per ricavarne un ottimo romanzo.
Barker successivamente recupererà molto spesso la figura di Harry D'Amour, tanto da farne un personaggio feticcio, che farà la sua apparizione in altri suoi romanzi e fumetti.

Chiude questo libro e l'intera saga, il racconto epilogo Il Libro Di Sangue ( Post scriptum ) : Jerusalem Street.
Questo racconto piuttosto corto, ci riporta al personaggio simbolico di questa saga, McNeal.
Apparso nel primo racconto del primo volume de I Libri Di Sangue, McNeal era un truffatore che si fingeva Medium ingannando ignara gente che voleva parlare con i propri defunti.
Stanchi delle continue prese in giro di questo individuo, furono proprio i defunti a vendicarsi di lui, in modo piuttosto sadico e spaventoso.
Incidendo sul suo corpo, come se fosse un libro umano, tutte le loro storie.
Un libro scritto con il sangue.
Da qui il nome della saga.
Perché tutte queste storie raccontate in questi volumi, non sono altro che racconti incisi sulla sua pelle.
Nell'epilogo di questa serie, McNeal dovrà vedersela con un assassino di nome Wyburd, interessato a scuoiare McNeal della sua pelle infarcita di storie.
Racconto veloce, ma piuttosto feroce.
Giusto compendio di una serie di libri che si legge davvero con gusto.
Serie che sono felicissimo di aver letto e che non posso che consigliare.
A presto!













giovedì 15 ottobre 2015

Anna - Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti è l'unico romanziere italiano che seguo con costanza.
Nonostante siano passati molti anni da quando iniziai a leggere i suoi romanzi, e nonostante in questi anni abbia letto una miriade di altri autori, sono pochi i libri che mi sono piaciuti quanto i suoi Io Non Ho Paura e Ti Prendo e Ti Porto Via ( il mio preferito).
L'uscita di Anna in libreria è stato per me un fulmine a ciel sereno, e non vedevo l'ora di metterci le mani sopra.
L'ho fatto, l'ho letto, e dismesso i panni del fanboy, sono pronto a parlarne.
Prima però, andiamo di sinossi:

"In una Sicilia diventata un'immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un'isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono più, dovrà inventarne di nuove. Con "Anna" Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo più struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la "vita non ci appartiene, ci attraversa".

Pubblicato dall' Enaudi al prezzo non proprio concorrenziale di 18,00 Euro per sole 270 pagine di storia, Anna è un romanzo molto controverso in grado di suscitare sensazioni molto contrastanti tra loro.
In corso d'opera sono arrivato ad esclamare che era la mia lettura preferita dell'anno, mentre in altri punti l'ho trovato confusionario, ermetico e troppo citazionistico.
L'ultimo aggettivo è piuttosto lampante.
Leggi Anna e ti tornano in mente La Strada di Cormac McCarthy, Il Signore Delle Mosche di William Golding ( qui l'omaggio è evidente) e una miriade di romanzi, fumetti, film e serie Tv basate su una trama post apocalittica, tra cui anche L'ombra Dello Scorpione di King.
C'è di bello che è ambientato nel sud Italia e che molti di quei posti li conosco persino ( c'è persino lo stretto che i miei occhi vivono e vedono ogni giorno), la qual cosa quindi mi ha portato ad essere empaticamente succube della storia.
Una storia interessante, quantunque non originalissima.
Per fortuna non ci sono zombie e vampiri in giro, solo cadaveri a putrefarsi e polverizzarsi al sole e alla luna.
Il romanzo segue le gesta di Anna e Astor, fratello e sorella che si muovono e provano a sopravvivere nelle lande desolate di una Sicilia distrutta e disabitata.
Il motivo di questo desolazione è un virus che si è propagato dal Belgio a macchia d'olio per tutti i continenti e che ha praticamente estinto l'umanità adulta dalla faccia della terra.
Al virus risultano immuni solamente i bambini e i ragazzi alle soglie della pubertà, destinati comunque anche loro crescendo ad essere contagiati dalla stessa.
Le premesse sono quindi quelle di un romanzo piuttosto crudo e disilluso, in cui i due ragazzini si prefiggono come scopo di oltrepassare la Sicilia e trovare la speranza di una cura e magari qualche adulto sopravvissuto fuori dall'isola.
Buona parte del racconto quindi, diventa una storia di formazione on the road fuori dai canoni della normalità ed una lotta quotidiana alla sopravvivenza.
Ammaniti è sempre abilissimo a tratteggiare i ragazzini ed Anna, Astor e Pietro ( che si aggiungerà presto al duo), sono personaggi costruiti bene.
Molto belli i flashback sul passato di questi bambini e sul contagio e conseguente fine delle loro famiglie, passaggi che sicuramente sono tra i più riusciti del romanzo.
Il problema di questo romanzo è il tema stesso.
Sarò franco, brutale e cinico.
Trovo il racconto distopico basato sulla sopravvivenza troppo ciclico, una sorta di loop infinito, scandito dalla ripetizione di gesti e paesaggi che alla lunga mi annoia.
E' quello che mi sta succedendo con The Walking Dead per esempio, che sia nel fumetto che nel telefilm è arrivato a farmi sbadigliare oltremodo.
Ma lì almeno ci sono gli zombie e le interazioni tra i personaggi positivi e negativi, a mettere un po' di pepe.
In questo romanzo il tutto è un po' soporifero e privo di mordente.
Il resto dei bambini sopravvissuti, protagonisti a parte, non sono altro che un mucchio disordinato di piccoli selvaggi che sembrano degli emuli del Jack Merridew de Il Signore Delle Mosche.
Per giunta le poche scene d'azione, le ho trovate piuttosto fumose e confusionarie ( ma questo ci sta, poiché in fondo parliamo di ragazzini inselvatichiti e scalmanati).
Come dicevo all'inizio è un romanzo che ha lasciato in me parecchi dubbi, ma che in alcuni passaggi ho trovato struggente e molto coinvolgente.
Così come in molti altri eccessivamente affettato e vuoto.
Alla fine me lo sono goduto comunque, ma mi sento di capire tutte le critiche che gli stanno piovendo addosso.
E' un libro controverso che si ama e si odia contemporaneamente.
E' da consigliare?
Onestamente non lo so.
A chi ama il distopico e il post apocalittico, lo consiglio sicuramente.
Certo, siamo lontanissimi da La Strada di Cormac McCarthy, per me il compendio perfetto di un romanzo distopico, ma comunque un romanzo post apocalittico ambientato nel sud Italia non è cosa di tutti i giorni.
Potrebbe meritare un'occhiata.
Appunto, potrebbe.
Avrei voluto parlare con una forma verbale imperativa ed affermativa, dannazione!
Comunque sono stato felice ugualmente di ritrovare la narrativa di Niccolò e spero continui a scrivere con costanza.
Alla prossima.

giovedì 1 ottobre 2015

Chi Perde Paga - Stephen King

Ricordo che quando seppi che Mr. Mercedes sarebbe stato il primo di una trilogia, storsi un po' il naso.
Le scorribande di King nel genere Hard Boiled non sempre trovano il mio gusto, ed infatti nonostante alcuni buoni passaggi, considero Mr. Mercedes un romanzo buono solo a metà, soprattutto a causa di una tensione narrativa che col passare delle pagine trovai allora manieristica, improbabile e priva di spessore, soprattutto per quel che concerneva i personaggi.
Ma è un parere del tutto personale, visto che quel romanzo fu anche premiato con l'Edgar Award.
Quindi è stato con fare sbuffante e mesto che mi sono avvicinato a questo romanzo, ma devo ammettere di esserne stato felicemente sorpreso.
Ma andiamo di sinossi e parliamone meglio:

Il genio è John Rothstein, scrittore osannato dalla critica e amato dal pubblico - reso immortale dal suo personaggio feticcio Jimmy Gold - che però non pubblica più da vent'anni. L'uomo che lo apostrofa è Morris Bellamy, il suo fan più accanito, piombato a casa sua nel cuore della notte, furibondo non solo perché Rothstein ha smesso di scrivere, ma perché ha fatto finire malissimo il suo adorato Jimmy. Bellamy è venuto a rapinarlo, ma soprattutto a vendicarsi. E così, una volta estorta la combinazione della cassaforte al vecchio autore, si libera di lui facendogli saltare l'illustre cervello. Non sa ancora che oltre ai soldi (tantissimi soldi), John Rothstein nasconde un tesoro ben più prezioso: decine di taccuini con gli appunti per un nuovo romanzo. E non sa che passeranno trent'anni prima che possa recuperarli. A quel punto, però, dovrà fare i conti con Bill Hodges, il detective in pensione eroe melanconico di "Mr. Mercedes", e i suoi inseparabili aiutanti Holly Gibney e Jerome Robinson. Come in "Misery non deve morire", King mette in scena l'ossessione di un lettore per il suo scrittore, un'ossessione spinta fino al limite della follia e raccontata con ritmo serratissimo. "Chi perde paga" è il secondo romanzo della trilogia iniziata con "Mr. Mercedes", nel quale l'autore tocca un tema a lui caro, quello del potere della letteratura sulla vita di ogni giorno, nel bene e nel male.

Prima di tutto parliamo del titolo e della scelta della copertina.
Non sono pochi coloro che si sono lamentati del titolo inventato di sana pianta dell'edizione italiana rispetto all'originale Finders Keepers, per me molto più coerente e pertinente, visto che è il nome dell'agenzia investigativa del poliziotto in pensione Bill Hodges.
Quindi capisco chi si lamenta, ma io ci passo tranquillamente sopra perché sono più interessato alla storia.
Stesse lamentele per la copertina, anche qui diversa da quella americana, che era volutamente simile a quella di Mr.Mercedes, per rimarcare il fatto che fosse un romanzo strettamente collegato al predecessore.
Anche in questo caso in Italia hanno deciso di testa loro optando per una copertina d'impatto ed attinente alla storia, ma completamente slegata da quella del primo romanzo.
Mi sono domandato perché, e mi sono risposto che probabilmente volevano vendere il romanzo anche a coloro che non avevano letto il primo volume della trilogia.
Una scelta dettata da logiche commerciali, che sa tanto di presa per il culo.
Ma in fondo per citare una massima che circola spesso tra le pagine di questo romanzo, " sono tutte stronzate."
Quindi, sorvoliamo.
Vi chiederete come mai ho apprezzato questo romanzo rispetto al predecessore?
Semplice.
Prima di tutto è ben strutturato e avvincente.
Secondo perché si avvale di un antagonista molto ben costruito come Morris Bellamy, che forse richiama un po' alla lontana la Annie Wilkes di Misery, ma che tiene incollato alla pagina.
Ecco, tutta la prima parte del romanzo è parecchio cruda e coinvolgente, come un buon Hard Boiled che si rispetti.
Certo, il romanzo segue pedissequamente le tematiche fiction tipiche del genere, che di solito partono con un inizio violento, crudo e al fulmicotone, per poi concludersi spesso con un cattivo che ha solo la metà del carisma e della convinzione iniziale.
Anche il primo romanzo si beava di un inizio sfolgorante e travolgente ( di nome e di fatto :-P ),
però in questo caso, la scelta paga grazie ad un bel lavoro per quel che concerne il background dei protagonisti principali della prima parte della storia, che King ha reso convincenti e tridimensionali.
Chi Perde Paga contiene anche una non troppo velata critica al lettore maniacale, che prende forma in maniera estremizzata attraverso il personaggio di Morris Bellamy, un fan così ossessionato dal suo scrittore preferito e dal personaggio feticcio che gli ha dato il successo, da arrivare a simulare una rapina ai danni dello scrittore ed ad ucciderlo, perché l'autore ha osato metter fine ai libri della sua saga preferita in un modo che non lo trovava d'accordo.
Bel tipo sciroccato,vero?
In verità lo scrittore John Rothstein aveva scelto di ritirarsi a vita privata e conservava dentro una cassaforte almeno altri due romanzi del personaggio feticcio Jimmy Gold.
Bellamy si impossessa di libri e contanti, ma prima sceglie di sotterrarli e far calmare le acque, nonostante smaniasse dalla voglia di leggersi i romanzi.
Lo sciroccato commette l'errore di ubriacarsi e tentare lo stupro di una donna, e viene arrestato e rinchiuso per trent'anni in carcere.
Il baule contenente romanzi e soldi viene ritrovato molti anni dopo da uno studente di nome Pete, che usa i soldi per risolvere i problemi finanziari della propria famiglia ( il padre era uno di coloro che furono travolti dall'auto di Mr. Mercedes nel primo libro ), che avevano praticamente portato alle soglie del divorzio i suoi genitori, ed una volta finiti quelli, decide di vendere i libri privatamente per raggranellare altro denaro, visto che i romanzi scritti nelle Moleskine dentro il baule valevano un botto di soldi.
Peccato che nel frattempo Bellamy esce di prigione e dopo aver cercato invano il baule che aveva sotterrato, si mette a caccia di chi potrebbe aver preso libri e contanti.
Come dicevo inizialmente tutta la prima parte concernente le dinamiche di Bellamy e Pete è veramente ben costruita ed avvincente, ed ho trovato ottima la scena di far ritornare in scena i tre protagonisti del primo volume solo nella seconda parte del romanzo.
Continuo a nutrire qualche perplessità nei riguardi di Hodges, Jerome ed Holly, ma in particolare quest'ultima, in questo secondo volume subisce un'evoluzione che la rende un personaggio molto più credibile, tanto che mette in secondo piano persino Hodges che dovrebbe essere il protagonista di questa storia, visto che è l'unico che in quanto ex poliziotto dovrebbe essere in grado di affrontare Bellamy.
Il modo in cui entrano in scena è frutto di coincidenze ed amicizie in comune, ma accettabile in quanto la storia è ambientata in una cittadina.
Senza voler analizzare in maniera ossessiva il romanzo, posso affermare che a mio parere, Chi Perde Paga è un buon libro.
Certo, siamo lontani da romanzi come Misery, e mi sembra che King abbia un po' perso quella verve e quella voglia di sperimentare e shockare dei primi anni '80, ma resta comunque un romanziere di tutto rispetto.
Però cazzo, quel nerissimo e cinico inizio, mi aveva fatto sperare in qualcosa di ancora meglio.
Aspettiamo il terzo libro adesso, anche se prima è già in programma l'uscita della raccolta di racconti The Bazaar Of Bad Dreams, che uscirà i primi di novembre in America e suppongo in primavera/estate da noi.