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martedì 22 novembre 2022

La chiusura letterale, esistenziale e metaforica di un cerchio fumettistico

Questo post esula un po' dalla direzione naturale che aveva intrapreso questo blog negli ultimi anni, ma in qualche modo rappresenta la prosecuzione di due miei vecchi post: Svendersi e Le nostre eredità librarie.

Diciamo quindi che in qualche modo rappresenta la chiusura di un cerchio o di una trilogia, fate vobis.

Mettiamola giù dura e in maniera netta, quest'estate durante dei lavori di ristrutturazione nella camera mia e di mio fratello, ho deciso di donare quasi tutti i fumetti Marvel che mi erano rimasti, ad eccezione degli X-Men, dei manga, di alcuni speciali, e qualche opera sparsa che ho comprato negli ultimi anni.

Ho fatto un annuncio sul marketplace di Facebook ed ho deciso di donare un gran numero di fumetti Marvel, che sicuramente superavano le trecento unità o anche più.

Non me lo aspettavo, ma mi hanno contattato un considerevole numero di persone, segno che la gran mole di uscite televisive e cinematografiche targate Marvel, ha reso di fatto i supereroi un fenomeno pop.

C'era chi mi scriveva dalla Sicilia, offrendosi di pagare la spedizione, e chi era disposto a pagarmi.

Io ho scelto di regalarli, a patto che venissero a prenderseli fino a casa mia.

Alla fine i fumetti sono andati ad un ragazzino, che è venuto a ritirarseli con il padre, dopo che la madre mi aveva contattato su Messenger asserendo che suo figlio è un grande fan della Marvel, e che ne sarebbe stato entusiasta.

A dirla tutta non mi è sembrato, di fatto mi è parso un po' torvo, ma magari era solo timidezza, chi può dirlo, ma sono stato contento di averglieli donati, poiché io non riuscivo a guardare quei fumetti con quell'amore e quell'entusiasmo di un tempo.

Ed anzi, li vedevo come un peso.

In termini di spazio, ma anche di tara mentale e di salute.

Per me che soffro saltuariamente di asma, mi era stato consigliato di dormire in una camera quanto più asettica possibile, e quella di prima non lo era, dato che era piena di libri e fumetti.

Un altro stilema mentale era che guardare quelle librerie stipate fino all'inverosimile di fumetti, che ormai non toccavo e leggevo più, mi procurava una certa ansia e tristezza, che denotava quanto io sia cambiato ed invecchiato nel frattempo.

Ed in più mi ricordavano dei bei tempi, che poi diventarono brutti.

Il che ci riporta un po' al primo post di questo ciclo, quello in cui ho dovuto vendere buona parte dei fumetti per ristrettezze improvvise economiche.

Fu un periodo terribile in cui avevo paura di non riuscire nemmeno ad avere i soldi per fare la spesa o pagare la luce.

Quella volta cento fumetti o giù di lì mi fruttavano 20 Euro, una sorta di elemosina che mi elargiva un librario che conoscevo, questa volta è stata una mia scelta personale e gratuita, direi che sia stato un significativo balzo in avanti in positivo.

Ora mi domando cosa sarà dei miei libri o di quegli albi che mi sono rimasti.

Mi sono accorto con il tempo di quanto un po' tutti quanti vivano con una certa ansia la mancanza di spazio o il riempimento dello stesso.

Da adolescente me ne fregavo e non ci pensavo affatto, mentre da adulto ogni acquisto è quasi un mattoncino d'ansia che accresce un'eredità inutile.

E questo ci riporta al post sulle eredità librarie, ed ad un fatto che ho vissuto tempo addietro.

Non molto tempo fa assistetti alla fine dell'esistenza di un parente, e già pochi secondi dopo la dipartita si discuteva del fatto di cosa farne di tutti i mobili, vestiti, e di oggetti di una vita intera.

Una vita che è praticamente finita dentro un furgoncino pochi giorni dopo.

So che sono solo oggetti, ma a volte mi domando il senso di comprare e collezionare cose che un giorno magari verranno gettate via nella pattumiera più vicina o saranno vendute a costo quasi zero ad un rigattiere.

Ed è incredibile come questa cosa mi tormenti dopo qualsiasi acquisto librario o fumettistico.

Forse è anche questo che mi ha portato a quella scelta, anche un po' autolesionistica, di donare tutti quei fumetti, e chissà, magari farò lo stesso con i miei libri, un giorno, ed anche con quei pochi albi Marvel, Vertigo, e chissà cos'altro che mi sono rimasti.

Forse è qui che si annida la scelta di affidare quegli albi ad un affiliato della nuova generazione di lettori, però mi ha colpito in negativo quella tranquillità, quella mancanza di gioia ed entusiasmo, davanti a qualcuno che in un certo senso gli ha donato parte della sua esistenza.

Avrò scelto la persona sbagliata? Chissà.


Alla prossima!




lunedì 17 giugno 2019

X- Men - La Saga Di Fenice Nera

" Osservate la nascita di una Dea!"

Non molto tempo fa, feci un post dedicato alla passione che durante l'adolescenza nutrivo per il fumetto degli Incredibili X-Men, un amore durato almeno un decennio.
Il mio unico grande rimpianto di quei tempi era di non aver avuto mai la possibilità di leggere la saga che viene considerata tuttora come un caposaldo degli uomini x e dell'universo Marvel in generale, quella della Fenice Nera.
Oggi rimpianto non è più.

La saga è stata ripubblicata in un formato economico in allegato con la Gazzetta Dello Sport in concomitanza con l'uscita dell'omonimo film al cinema, e mi ci sono fiondato sopra come un falco.

E' una saga bella come tutti dicono?
Per me è un Nì.

Spero di non farne un poema, ma va fatta una premessa.
Gli X-Men non sono più al centro del mio universo, come lo erano ai tempi della mia adolescenza. Io sono cambiato, cresciuto ed i miei gusti sono relativamente diversi.
Un'altra cosa da dire è che io sono cresciuto leggendo le storie di Chris Claremont successive che vedevano alcuni degli stessi personaggi inseriti però in un contesto più cupo e graffiante, i cui semi comunque vengono piantati proprio nella saga di Fenice Nera.
Allo stesso tempo nonostante io sia cresciuto e non apprezzi più alcune delle dinamiche supereroistiche ho apprezzato enormemente la rilettura dei numeri in mio possesso della serie regolare a firma di Claremont/  Romita Jr./ Mark Silvestri, Jim Lee, ecc.ecc. ( in pratica i numeri che vanno dal numero 8 al numero 50).

Quindi cos'è che mi spinge a non apprezzare del tutto le storie di Claremont/Byrne pur riconoscendone la bellezza?
La costruzione di alcuni personaggi e proprio dei due protagonisti della storia in primis ovvero Ciclope e Jean Grey alias Fenice.
Due personaggi che sembrano tra le righe non essere apprezzati dal loro scrittore stesso.
Fossero vissuti al giorno d'oggi Jean e Scott probabilmente avrebbero un profilo in comune su Facebook e non parlerebbero mai in maniera individuale ma solo come coppia.
A volte si ha la sensazione che la funzione di Jean Grey nelle storie sia quella di essere salvata e di lanciarsi in una pomiciata finale con Scott.
I pensieri e le parole della Jean pre-fenice nera? " Oh, Scott."
Manca solo che Chris gli mettesse in bocca: " Baciami, mio virile maschione."
E nella parte iniziale della saga che funge da prologo alla storia, tutto questo accade veramente, anche se il protagonista non è Scott. :-P

Scherzi a parte, il rapporto tra i due protagonisti è qualcosa di terrificante, al limite del patriarcale, ed è molto forte la differenza con le x-girls successive di Claremont solo pochi anni dopo.

La saga di Fenice Nera permette a Jean di scoprire la propria individualità e la propria forza rimanendone soggiogata in quella che è a tutti gli effetti una tragedia Shakespeariana in chiave cosmica.
Fenice Nera passa al lato oscuro, distrugge un intero sole provocando la morte di miliardi di esseri viventi, come mai nessun supercattivo era riuscito a fare.
Le ultime 60 pagine di questa storia sono stupende, disegnate con perizia ed arguzia da John Byrne e che mettono gli stessi X-Men in mezzo ad un dilemma etico e morale sul permettere o meno alle razze aliene Skrull e Kree di processare ( in maniera sommaria ) Fenice o meno.

Oltre Jean che finalmente non è più succube del suo rapporto con Scott, è molto emblematica ed interessante la figura del Professor X che Claremont e Byrne ci mostrano in una versione molto più arcigna e dispotica del solito, forse perché ormai non più in grado di essere padre/padrone dei suoi ragazzi che ormai cominciano a prendere decisioni autonome.
Il finale è storia.
Anche se nei fumetti il the end è quasi mai per sempre.

Da ex lettore di fumetti il mio è un Sì acclarato, soprattutto per quel che concerne le ultime 60 pagine.
C'è da dire che tutto il prologo della vicenda, con le scaramucce con Il Club Infernale, è un racconto ben narrato ma molto sui generis per quel che concerne il plot narrativo supereroistico.

Insomma è una saga che son felice di aver letto e che entrerà a pieno titolo nella mia libreria, ma non è il Claremont che io amo di più.
Però lo sapevo già che sarebbe stato così, quindi il mio è un giudizio di parte e per ciò da prendere con le molle.
La saga della Fenice Nera andrebbe letta, perché merita.




Alla Prossima!





martedì 19 febbraio 2019

Gli Incredibili X-Men

Fu durante un fine pomeriggio invernale datato marzo 1992 che mio fratello si presentò a casa con quell'albo che sarebbe divenuto il primo di una lunga serie che durò dieci anni.
Dieci anni d'amore incondizionato, ma che come molte storie d'amore finì per stanchezza, abitudine ed anche per una mia lenta, ma inesorabile disaffezione per i fumetti Marvel.

Nonostante io in questi ultimi anni abbia venduto gran parte delle collane Marvel collezionate in quel decennio, non ho mai preso in considerazione l'idea di vendere la mia collezione di storie degli uomini x, ci sono ancora troppo legato.
All'epoca iniziai la collezione con il numero 20, ma con il tempo sono riuscito a recuperare anche molti altri numeri, quindi di fatto la mia collezione nasce dal numero 20, ma inizia con il numero 8 della serie regolare.
Quest'estate in un periodo in cui ero orfano di libri e di letture, mi sono messo di buona lena a rileggerne molti numeri e mi sono accorto di una cosa: i miei gusti nel frattempo sono cambiati, ma non è cambiato l'amore che nutro per molti numeri di quella collana.
E' cambiata però la mia visione per ciò che concerne buona parte delle storie del (primo) dopo Claremont ovvero quel periodo che va dal numero 51 della collana fino al mio abbandono che avvenne con il numero 131 della serie, che nel frattempo aveva cambiato numerazione ripartendo dal numero 1 in concomitanza con il ritorno dello stesso Claremont ai testi.
Chris Claremont fu colui che mi ha fatto amare la serie, ma anche colui che contribuì a farmela abbandonare.
Il suo ritorno sulle scene lo trovai statico e piuttosto scialbo ed all'alba di una ventura nuova maxisaga, mollai definitivamente gli ormeggi.

Ecco, io adesso da adulto, le storie di Lee/Portacio/Lobdell/Fabian Nicieza/Joe Kelly/Seagle/Davis faccio fatico a leggerle e disegni a parte le trovo abbastanza anonime.
Siamo distanti eoni dai primi cicli degli X-Men.
Troppe maxisaghe, troppi costumi e muscoli ipertrofici, troppa soap opera e molti dei personaggi vivevano più per i loro trascorsi di coppia che come persone individuali.
Non che non ci siano state delle belle storie ( Lobdell era un bravissimo cesellatore nel delineare alcuni dei membri del gruppo ), ma secondo me c'era molta sboronaggine, troppe love story e molte delle storie partivano con il botto, ma poi si rivelavano una miccetta.
Specie le maxisaghe.

Può sembrare strano tutto questo, perché in un certo senso in quelle storie c'era tutto ciò che doveva piacere ad un ventenne di quel periodo.
La mia idea è che io mi sia stancato di molte di quelle storie perché cominciavo a crescere e forse intuivo che in quel periodo, invece, i miei amati uomini x stessero facendo il percorso inverso, cosa per altro comprensibile, visto che i fruitori principali dovevano essere gli adolescenti.

C'è uno stacco netto tra i temi dei primi 50 numeri e quelli successivi.
Le storie del primo Claremont erano molto più verbose ed adulte, ma c'è da dire che lui è praticamente il padre putativo della testata e che ha avuto molto più tempo di molti altri autori per carburare visto che ne ha scritto le storie per più di un decennio.

Stranamente quelle storie sono oggi quelle che sono più criticate dai lettori odierni delle serie mutanti.
A me sembra inconcepibile, ma non posso entrare nella testa e nel cervello dei giovani di oggi, che avranno stimoli e gusti molto diversi dai miei, com'è ovvio.

Eppure io impazzivo per storie come i due Vitamorte e Lupo Ferito firmate dal duo Claremont/ Barry Windsor-Smith, l'epopea romantica ed ineluttabile de La Caduta Dei Mutanti, tutto il ciclo che ha portato ad Inferno ed alla successiva Dissoluzione & Rinascita.
Ho detto impazzivo?
Impazzisco tuttora per quelle storie.
Ho idea che non me ne separerò mai, almeno per quel che concerne i primi 50 numeri.
E qui lo dico e qui lo nego, che per me, alcune storie di quei numeri, sono più belle persino del tanto acclamato ciclo del duo Claremont/Byrne, ma forse perché quelle storie le ho vissute mentre le seconde le ho lette successivamente.

Alla Prossima!






sabato 24 novembre 2018

Le Nostre Eredità ( Librarie, Fumettistiche, Fate Vobis )

Una sera di qualche tempo fa portai della merce a casa di un uomo di circa settant'anni e rimasi imbambolato davanti alla sua libreria infarcita di volumi di Tex.
Vedendomi incuriosito dall'enorme mole di fumetti sul ranger bonelliano affermò candidamente che ne seguiva le gesta praticamente dagli albori.
Mi diceva che era una abitudine comprarlo e che se anche gli calava la palpebra dopo pochi balloon, leggerlo era come un rituale, come un appuntamento con il suo io giovanile.
Ammetto di essere rimasto piuttosto colpito dalla sua lunga militanza e dalla sua fedeltà.
Io non ci sarei mai riuscito.
Sarei rimasto certamente corroso dall'ansia e dalla mancanza di una fine, di un punto d'arrivo.
E' quello che all'epoca mi portò all'abbandono di tutte le testate della Marvel ed anche con il fumetto di The Walking Dead che abbandonai dopo una cinquantina di numeri.
E' come se nella mia mente qualsiasi passione fumettistica debba avere una scadenza.
Ho bisogno di sapere che quel prodotto finirà o potrebbe finire prima di me.
Però non è di questo che volevo parlare, ma dell'eredità delle nostre passioni, del valore delle stesse.
Mentre tornavo a casa pensavo:

" Quarantanni a collezionare fumetti e poi magari alla sua/mia morte qualcuno prenderà possesso delle sue/mie passioni e le butterà via, magari li butterà in dei scatoloni in cantina o li rivenderà ad un qualsiasi venditore o mercatino delle pulci. "

Chissà che fine faranno quei fumetti e chissà che fine faranno i miei X-Men ed i miei libri.
Suonerà macabro, ma ci penso spesso.



Alla Prossima!








sabato 28 ottobre 2017

Svender/e/rsi

Ho parlato più volte della mia storia d'amore adolescenziale con i fumetti in generale ed in particolare quelli Marvel.
Roba che il mio edicolante ci è andato a nozze per anni ed io invece mi sono risparmiato ettolitri di birra e magari di fumo.
E così mentre molti camminavano con le Marlboro o le Merit in tasca, io camminavo fiero con il mio numero dell'Uomo Ragno o degli X-Men in saccoccia.
Ma allora  avevo una diversa percezione del tempo e non pensavo molto al di là.
Era tutto circoscritto al presente e l'idea di collezionare una roba che non avrebbe avuto fine ( se non per un fallimento impensabile della casa delle idee ) non mi pesava.
Mi è pesata dopo dieci anni e mi è pesata in questi ultimi anni e mesi in cui guardavo la mia libreria e mi rendevo conto che moltissimi di quei fumetti erano lì a prendere polvere da quasi quindici anni.
Talvolta mi mettevano persino ansia.
L'idea di invecchiare e di vedermi vecchio e canuto con i miei fumetti da adolescente ancora in bella mostra in libreria, mi metteva disagio.
Mi è così balenata l'idea di venderli e di svendere il mio passato.
Svendere è la parola chiave, perché di quello si tratta.
Però non ho rimpianti di sorta.
Mi sono reso conto con il tempo che per quanto possa essere bello leggere un libro/una graphic novel/un fumetto non garantisce certo la sopravvivenza e di fronte alla possibilità di comprarsi un paio di scarpe per l'inverno o mettere il pranzo/cena in tavola non c'è nessun confronto che tenga e non c'è nessun numero degli X-Men di Chris Claremont o di Spiderman di Jean Marc De Matteis che tenga.
Ho venduto metà della mia libreria di fumetti e potrei vendere in futuro anche ciò che non vorrei vendere, ma ancora ( per fortuna ) non sono arrivato a quel punto.
Da un punto di vista altruistico potrei provare a difendermi dicendo che vorrei dare la possibilità di leggere queste storie a qualcuno che ne ha più voglia di me visto che alcune di esse non l'ho più sfiorate da anni.
Ed è giusto passare il testimone invece di lasciarle lì alla mercé di polvere, acari e quant'altro.
E poi almeno non corro il rischio di morire seppellito da fumetti, libri e manga.

Alla Prossima!

mercoledì 26 luglio 2017

La Torre Nera: I Fumetti - Stephen King / Robin Furth / Peter David / Jae Lee / Richard Isanove - Marvel Comics

Nel mio precedente post dedicato alla saga de La Torre Nera di King ho a malapena parlato della sua riduzione fumettistica ed invece credo meritasse ben più approfondimento.
Mi sono lanciato così in una full immersion di lettura dei fumetti togliendo peraltro spazio ad un bellissimo romanzo che stavo leggendo, ed ora sono pronto a parlarne.
Annunciati dalla Marvel Comics in pompa magna nell'aprile del 2007 alla New York Comic Convention con l'ausilio della presenza di Stephen King in carne ed ossa, questa serie portava con sé in dote un enorme carico di aspettative da parte dei fan e la possibilità di fidelizzare gli stessi in possibili lettori di altri fumetti e perché no magari intercettare lettori di fumetti random indirizzandoli verso la lettura dei romanzi.
Ci sono riusciti?
In America non saprei, ma direi di sì visto che i fumetti dedicati al ciclo de La Torre Nera continuano ad essere pubblicati con regolarità tuttora.
In Italia direi di no. 
Considerando soprattutto che la serie è ferma da quasi cinque anni.
Riuscirà il film nella missione impossibile di farne riprendere le pubblicazioni?
Ne dubito, ma mai dire mai.
Ecco cosa è stato pubblicato finora in Italia:

- La Nascita Del Pistolero 4/4

- La Lunga Via Del Ritorno 4/4

- Tradimento 4/4

- La Caduta Di Gilead 4/4

- Il Mago 1/1 ( oneshot che andrebbe letto tra il terzo e il quarto numero de La Caduta di Gilead)

- La Battaglia Di Jericho Hill 4/4

- L'ultimo Cavaliere - Il Viaggio Comincia 3/3

- L'ultimo Cavaliere - Le Piccole Sorelle Di Eluria 3/3

- L'ultimo Cavaliere - La Battaglia Di Tull 3/3

Ma com'era  questa serie?
Parliamone un po'.
Prima di tutto è bene dire che la presenza di Stephen King nei fumetti è pressoché simbolica.
Leggendo le interviste e i redazionali alla fine degli albi appare lampante che il Re abbia lasciato quasi carta bianca agli autori coinvolti nel progetto limitandosi a qualche imprinting schematico.
Tra gli autori troviamo Robin Furth assistente di Stephen King nel progetto de La Torre e vera e propria enciclopedia vivente del mondo relativo al ciclo dei romanzi.
Robin ha anche scritto un libro dedicato alla Torre Nera dal titolo Dark Tower: A Concordance una sorta di enciclopedia/glossario sulla Torre.
Robin al suo esordio come sceneggiatrice di fumetti è accompagnata ai testi da uno dei più grandi scrittori della casa delle idee come Peter David, dal bravissimo Jae Lee ai disegni e dal colorista altrettanto abile Richard Isanove.
Gli autori optano per una scelta molto scontata ma allo stesso tempo giusta, che è quella di ambientare la serie nella giovinezza di Roland prendendo spunto dal quarto libro della saga La Sfera Del Buio e qualcosa da L'ultimo Cavaliere, il primo dei romanzi.
In questo modo hanno potuto offrire un approccio più morbido ai lettori del fumetto che non conoscevano minimamente i romanzi della serie.
Della trama ne ho già parlato marginalmente nel post precedente, ma ho omesso quasi totalmente qualsiasi riferimento al background giovanile di Roland raccontato quasi dettagliatamente nel quarto volume della serie.
Quel quasi è il vero motivo d'interesse di molti dei cicli di questi fumetti.
Perché gli autori pur seguendo la trama basica dei volumi ( nel primo ciclo pedissequamente ) approfondiscono alcune vicende che Stephen King ha raccontato in maniera ermetica e subdola.
Certo, non sapremo mai quanto ci sia veramente di King nella versione che viene raccontata da questi autori, ma finché Stephen non si deciderà a donare a noi fan della serie la sua versione de La Caduta Di Gilead e de La Battaglia Di Jericho Hill, tocca fare di necessità virtù.
Il ciclo di avventure giovanili di Roland e dei suoi fidati compagni Cuthbert ed Alain lo potremmo definire come una sorta di poema cavalleresco patriarcale dai toni tragici con sfumature western e fantasy.
C'è un amore giovanile molto facilone e tragico che trasuda ineluttabilità fin dall'inizio. Intrighi di corte in baronie rurali con maghi mefistofelici che si muovo dietro le quinte e non, tradimenti e bugie, rivoluzioni e morte.
Soprattutto quest'ultima.
Perché la via per la Torre è lastricata dalla perdita di tutto.
La saga fumettistica non è male ed anzi fino a Tradimento mi ha soddisfatto appieno.
Il mio interesse è venuto meno con i cicli successivi da cui mi aspettavo molto di più.
Ottima l'impaginazione e la confezione degli albi.
Fin quando c'è Jae Lee ai disegni la serie offre un comparto grafico veramente accattivante ed i dialoghi di Peter David sono sempre incisivi.
Le note esplicative a fine volume firmate da Robin Furth sono bellissime ed aiutano tantissimo nella comprensione della simbologia, del folklore e della mitologia della saga.
Non posso dire che io abbia sofferto per la mancanza della pubblicazione degli altri cicli di questa saga fumettistica, ma penso che i fan di queste storie si meritino il proseguimento delle stesse.

Alla prossima!











mercoledì 15 aprile 2015

Il Post in cui Pirkaf torna dalla caccia ai libri e mette in mostra i trofei conquistati

Avete presente la corsa ai saldi?
Quelle donne e quegli uomini che invadono i negozi del centro e sono pronti a battagliare per l'ultima borsa o l'ultimo paio di Adidas?
Io lo faccio con i libri.
Sono io con Ebay e il mercatino delle pulci.
La mia è una corsa al libro fuori catalogo, al fumetto vetusto che non avevo comprato vent'anni fa.
Oppure a quel romanzo ancora in commercio, ma venduto a prezzo d'affare.
Sono un segugio che va a caccia.
Quindi, via con la descrizione delle mie ultime prede:


Pastorale Americana di Philip Roth




Minchia che romanzo angoscioso.
È un libro che mi sta mettendo parecchio in difficoltà, uno di quei rari casi in cui sarei propenso ad abbandonarlo.
Ma non mollo.
So che è un problema mio, in quanto parliamo di un romanzo che ha vinto il premio Pulitzer, mica l'oca della fiera di contea.
Forse è il tema che non mi si confà.
È l'America.
Il bello ed il brutto di una nazione, una miscellanea di contraddizioni.
Il sogno americano che si trasforma in un incubo.
Romanzo che nel suo crudo realismo mi mette più ansia di un horror.
Lettura difficile, forse troppo.

Gli Incredibili X - Men 8-9-10-11



Continua il mio recupero dei primi numeri della collana degli uomini X di Claremont.
I primi tre sono stati un vero affare, in quanto pagati in blocco al misero prezzo di 1 Euro.
Mi sono costate di più le spese di spedizione. :-p
Numeri 8 e 9 acerbissimi ed abbastanza scadenti, cosa che mi ha convinto a non andare più indietro di così.
10 ed 11 ottimi, con storie che presentano i germogli di ciò che fiorirà in tutta la sua maestosità nei numeri successivi.
Comunque al prezzo che ho speso, ho fatto un vero affare per quel che concerne l'aspetto collezionistico.

Berserk 4 e 8




Restando in tema fumettistico, ho recuperato due dei tre numeri di Berserk che mi mancavano.
Il terzo mi è sfuggito per un soffio, poiché non sono riuscito a ricaricare la prepagata in tempo, peccato.
Il prezzo era ottimo, in quanto era venduto a metà prezzo rispetto a quanto valutato normalmente nel circuito d'usato.
In compenso gli altri due mi sono costati pochissimo, ma per scaramanzia meglio non parlarne troppo, visto che sono ancora in viaggio.
E con le Poste Italiane, non dire gatto se non ce l'hai nel sacco, come direbbe il buon Trap.

Ragazzo Da Parete di Stephen Chbosky



Conto di parlarne meglio in un post apposito, ma il libro che poi ha partorito quella piccola perla di film arrivato qualche anno fa in Italia con il titolo di Io Sono Infinito, mi è piaciuto molto.
Però... nonostante a posteriori sia possibile notare come sia stata una pellicola molto furba, posso affermare che è uno di quei rari casi in cui la pellicola battaglia ad armi pari e forse vince contro l'opera da cui viene tratta.
Ma conto di tornarci su e spiegarmi meglio.

L' incubo di Hill House di Shirley Jackson



Erano mesi che corteggiavo le opere della Jackson, fin quando non mi è capitato sottecchi questo libro venduto soltanto a 5 Euro nel circuito usato, invece dei soliti 15 - 20 a cui viene venduto normalmente.
Giustamente è stato subito mio.
Anche di questo libro conto di parlarne in un post prossimo venturo.

Ed ora passiamo alla mia ultima sortita al mercatino delle pulci, che mi ha visto tornare a casa con l'acquisto di quattro libri al costo di 7 Euro.
E che soprattutto mi ha visto fare centro con un libro in particolare.
Per prima cosa ho comprato tre libri in blocco al prezzo di cinque Euro.
Il venditore era una persona molto gentile e preparata ed in più abbiamo discusso amichevolmente di libri e prime edizioni cianciando di Barker, King, Lovecraft, ecc.ecc.
Complice la presenza di un mio amico incontrato lì per caso e suo cliente abituale, mi ha fatto un prezzo di favore.
Da lui ho preso:



Intervista Con Il Vampiro di Anne Rice a soli due Euro.
Era tanto che volevo avventurarmi tra le storie di vampiri della Rice, ed il prezzo è stato un'ottimo viatico.




La Casa Sull'abisso di William H.Hodgson sempre a due Euro.
Romanzo che avevo messo in lista da poco tempo e su cui mi sono imbattuto subito, fosse così con tutti...
Conto di leggerlo presto.




La Notte Del Killer di Dean Koontz a 1 Euro.
Su quest'ultimo ero indeciso, in quanto non ho mai letto nulla di Koontz nonostante sia un autore piuttosto prolifico ed in attività dai tempi del primo King.
L'incipit mi ricorda il romanzo La Metà Oscura di Stephen King e il racconto Finestra Segreta, Giardino Segreto sempre di King.
Non ho buone sensazioni sul romanzo, ma prima o poi volevo affrontare i romanzi di Koontz e questo libro cadeva a fagiolo.




Il grande colpo è stato Il Mondo In Un Tappeto di Clive Barker in prima edizione a soli due Euro.
La genesi di questo acquisto è assurda.
Parlavo con il ragazzo della bancarella dove ho comprato i primi tre libri proprio della difficoltà di trovare i libri di Clive Barker e lui stesso mi diceva che se avesse trovato Imagica o Il Mondo In Un Tappeto ( i libri che gli avevo chiesto ) difficilmente li avrebbe venduti in bancarella vista la scarsa reperibilità ed il prezzo maggiorato sul circuito dell'usato.
E cosa succede?
Mentre sto andando via, a nemmeno 100 metri, negli anfratti della bancarella di una ragazza, vedo impilato e seminascosto Il Mondo In Tappeto in prima edizione, incredibile.
Incredibile anche la reazione della ragazza, che mi prende le mani e mi ringrazia perché erano mesi che lo aveva e che non riusciva a venderlo.
Sono io che mentalmente ho ringraziato lei, visto che il libro che lei mi ha dato a due Euro su Internet viene venduto a 30-40. :-p

Si chiude qui la carrellata di acquisti delle ultime settimane.
Dovrei darmi una calmata, vero?







venerdì 20 marzo 2015

Le mie letture fumettistiche degli ultimi mesi:

Ho colpevolmente lasciato questo blog ad accumulare polvere, ma la voglia di scrivere in questo periodo è stata uccel di bosco ed il tempo non mi è stato amico.
Comunque mi sono reso conto che è molto che non parlo di fumetti, ed è strano visto che negli ultimi mesi sono stati protagonisti di buona parte delle mie letture.
Rimedio in parte con questo post, sperando di non risultare troppo prolisso:

Partiamo con la miniserie Spider Man - Il Regno scritta e disegnata da Kaare Andrews.
Erano almeno dieci anni che non leggevo una storia dell'arrampicamuri.
E cos'è che mi ha convinto dopo più di dieci anni a rileggere una storia del ragno?
Il prezzo e il tam tam su internet.
A cui va anche ad aggiungersi il fattore chiave di essere una storia fuori continuity e quindi fruibile anche a chi come me, non legge storie del tessiragnatele da anni.
La storia è ambientata in un futuro alternativo in cui Peter è un vecchio cinico, depresso e solitario che vive in una New York totalitaristica che ha bandito gli eroi in maschera.
Evidente l'omaggio al Ritorno Del Cavaliere Oscuro di Miller e molti i rimandi ad altre opere che trattano tematiche eversive dal punto di vista supereroistico, ma pur non aggiungendo nulla di nuovo al genere, risulta comunque intrigante e coinvolgente.
Molto apprezzabili in particolare le versioni futuristiche dei Sinistri Sei e di Venom.
Il comparto grafico è curato dallo stesso Andrews, che forse non sarà graficamente nelle mie corde, ma il cui stile ben si adatta ai toni tetri ed oscuri della narrazione.
Certo, siamo lontani dalle storie di Jean Marc De Matteis che riusciva a psicanalizzare l'uomo dietro la maschera del ragno come nessuno, ma devo dire che quello di Kaare Andrews è un buon lavoro e poi costa solo 6,50 €.

Sempre griffata Marvel ho recuperato la miniserie X-Men - Magneto: Testamento.
Scritta da Greg Pack e disegnata dal nostrano Carmine Di Giandomenico, ci viene narrata la storia passata di Max Eisenhardt, l'uomo che in futuro diventerà Magneto, il villain più controverso e carismatico degli X-Men.
Già Claremont e gli altri X-writer avevano accennato al passato triste e burrascoso di Magneto, ricordo in tal senso una bellissima mini di poche ma intense pagine firmate Claremont / Bolton, ma è toccato a Greg Pack narrarci in maniera precisa e dettagliata gli eventi luttuosi e drammatici che hanno portato successivamente Magneto ad indossare i panni dell'antitesi del sogno di convivenza pacifica tra umani e mutanti di  Charles Xavier.
Se non fosse stato per il titolo, avrei fatto fatica a considerare questa novel come un prodotto Marvel.
Non ci sono mutanti e non ci sono supereroi in corso d'opera, c'è spazio solo per l'odio razziale e l'orrore di un popolo verso un altro popolo.
E' apprezzabile, quantunque controverso, il modo reale e poco supereroistico in cui viene narrato un tema a rischio retorica come l'Olocausto.
L'unico accenno ai poteri di Magneto, infatti, è di natura inconscia.
Certo, in un contesto Marvelliano pieni di superesseri e mutanti assortiti, lo sterminio degli ebrei assume contorni quantomeno discutibili.
Possibile che in tutta la popolazione non ci fossero mutanti o altri superesseri?
Ma lasciamo perdere, credo che la storia vada contestualizzata, quindi lasciamo scivolare via dubbi e perplessità.
A me questa mini è piaciuta molto.
Ho apprezzato tantissimo i cenni storici ben inseriti nella narrazione e il modo in cui Pack ha fuso il passato di Magneto con una vicenda reale e terrificante come le persecuzioni naziste.
Ottime le matite di Di Giandomenico, che forse inizialmente ha avuto qualche problema fisiognomico con il piccolo Max che appare ( a me) più grande di quel che è, ma che per il resto fa egregiamente il suo dovere.
La scena con quella selva di occhiali ammucchiati in un angolo, ancora mi tormenta.
Mini molto bella, ed è un bene che alla Marvel ogni tanto se ne escano con storie del genere.

Restando in orbita Marvel ed X-Men, mi sono messo a recuperare due numeri storici della collana degli Incredibili X-Men che mi mancavano.
Ho notato che su Ebay gli albi costavano pochissimo e mi sono buttato su due dei numeri più importanti della storia editoriale degli uomini x.
Il numero 12 con il bellissimo Vitamorte di Claremont / Windsor Smith e il numero 17 de Il Processo di Magneto.
Mammia mia, che storie!
Ma quanto cazzo erano belli gli X-Men di Claremont?
Vitamorte è una storia pazzesca.
Vabbe', io faccio poco testo poiché adoravo la Tempesta senza poteri e con la cresta alla moicana, ma in queste 40 pagine di storia Ororo assume dei contorni ancora più vividi.
È una storia di debolezza e di accettazione di sé, la storia di una donna che non è più una Dea, ma che si riscopre umana e fragile.
Probabilmente una delle più belle storie degli X-Men di tutti i tempi.
" C'era una donna che sapeva volare..."

Il Processo di Magneto invece tocca invece corde molto più ideologiche e discutibili.
Un Magneto redento sceglie di consegnarsi alla giustizia e di venire processato per i suoi crimini, in quello che sembra un processo già scritto.
Coadiuvato dai disegni di un acerbissimo John Romita Jr., il Processo Di Magneto è un volume fondamentale nella cronologia de Gli Incredibili X-Men e che come tale non poteva mancare nella mia libreria.
Peccato che il percorso revisionistico della figura di Magneto, all'epoca fu sfruttato malissimo dalla Marvel.
Resta comunque una storia molto interessante e che invoglia alla riflessione riguardo temi come giustizia e pregiudizio.






Appena ho saputo che Neil Gaiman avrebbe rimesso mano al fumetto che lo ha reso famoso anche al di fuori della cerchia fumettistica, non stavo più nella pelle.
Sandman è sempre stato il mio fumetto preferito in assoluto, grazie al lirismo dei testi e all'infinita cultura mitologica del mondo fantasy di Neil, che rendono le storie del signore dei sogni qualcosa di fottutamente vicino ad un'esperienza.
In Sandman Overture, Gaiman conferma di non aver perso il suo tocco, ma buona parte del merito va anche ai disegni di un J.H.Williams III in stato di grazia.
Purtroppo l'albo è piuttosto striminzito e non ha una vera e propria data d'uscita.
Ad oggi sono usciti soltanto due numeri e non ho ancora capito se è trimestrale, quadrimestrale od esca ad minchiam.
Però le 22 pagine di fumetto ispirano soltanto una onomatopea: wow e strawow!
Sandman è uno di quei fumetti che non dovrebbero mancare nella libreria di nessuno e Overture è l'occasione ideale da cui partire, visto che a tutti gli effetti rappresenta il prequel dell'opera omnia di Neil.
Non vedo l'ora escano i restanti quattro numeri.

The Walking Dead è il mio fumetto della domenica.
Lo gusto giusto quella mezz'oretta, lo ripongo nella sua mensoletta e poi arrivederci al mese prossimo.
Detto così potrebbe sembrare che non lo apprezzi, invece è un fumetto che mi piace molto, soprattutto per quel che concerne l'introspezione psicologica dei personaggi, sempre ben congegnati da Robert Kirkman.
Il problema di questa serie ( problema solo mio s'intende, parliamo di un fumetto che a livello globale vende tantissimo), è che è diventata troppo schematica per i miei gusti.
Mi sta bene che il tema della sopravvivenza sia fondamentale nel fumetto e mi intriga il percorso on the road dei protagonisti che li vede alla continua ricerca di un posto più sicuro dove stare.
Direi che è giusto e naturale.
Gli Zombie fanno ormai solo da corollario ed il vero problema sono le relazioni umane con altri gruppi di sopravvissuti.
Però è come un cane che si morde la coda perché ciò che mi piace mi comincia anche a stufare.
La serie viaggia verso uno schema fisso e fin troppo strutturale.
Si va in un posto, si montano le tende, fino all'arrivo dello zombie e del sopravvissuto sempre più cazzuto e sopra le righe che vuole farti il culo.
Sembra che questa serie abbia necessariamente bisogno di una sorta di boss di fine livello, manco stessimo parlando di un videogame.
Prima c'era il Governatore, ora Negan.
Che due palle!
E' una serie che ormai gioca più sulla violenza e l'impatto che sulla trama in sé.
Ma come ho detto all'inizio è un problema tutto mio, in quanto faccio ormai fatica a seguire storie destinate a girare intorno agli stessi schemi.
Quando ho comprato il primo numero non pensavo di arrivare al numero 29, probabilmente farò gli stessi discorsi anche quando arriverò al numero 50, chi può dirlo. :-P

Tornando agli acquisti online, mi sono messo in testa di provare a recuperare tutti i numeri di Preacher della Planeta De Agostini.
Per adesso sono riuscito a recuperare sette dei diciotto numeri che compongono la serie firmata da Garth Ennis e Steve Dillon e conto di recuperare tutti gli altri volumi.
Ero già in possesso dei primi due numeri da parecchio tempo, purtroppo però la concomitanza di uscite con il Sandman di Gaiman, mi impose all'epoca una drastica scelta e fui costretto a sospenderla.
Avevo pensato di riprenderla appena si fosse concluso Sandman, ma il fallimento della Planeta sconvolse i miei piani.
La serie è comunque rimasta sempre nei miei pensieri e conto di recuperarne tutti i numeri al più presto, visto che la prosa accattivante, bastarda e sopra le righe di Garth Ennis mi fa impazzire.
Conto di parlarne più approfonditamente appena metto le mani sugli altri numeri che mi mancano.


Insieme all'ultimo numero di The Walkind Dead ho visto Outcast al prezzo di lancio di 1 Euro e l'ho preso praticamente a scatola chiusa.
Dovrebbe trattarsi di un fumetto horror che si ispira all'Esorcista, visto che si parla di possessioni demoniache.
Il prezzo e la presenza ai testi di Kirkman invogliano quantomeno a vedere com'è.




martedì 29 gennaio 2013

La Torre Nera - L' Ultimo Cavaliere / La Battaglia Di Tull 3/3 - Marvel Comics/ Stephen King


Mi trovavo in fumetteria alla ricerca di altro, quando alla fine me ne sono tornato a casa con i tre albi che compongono la seconda Run dell' Ultimo Cavaliere, riduzione fumettistica dell' Opus Magnum di Stephen King, la Torre Nera.
E meno male che avevo detto che avrei smesso con i fumetti relativi a quest'opera.
Qualche settimana fa, in un momento in cui ero dedito alla rilettura di alcuni volumi della Torre Nera, mi sciroppai per intero anche la saga fumettistica e stranamente la lettura complessiva e non a singhiozzo come accadeva nelle uscite mensili, mi ha dato un sapore tutto sommato gradevole e non da minestra riscaldata come accaduto alla prima lettura.
Da qui l' acquisto di questa Run.
Certo si tratta pur sempre di una riduzione fumettistica, mancano un po' di passaggi, ma l'epica battaglia di Tull è resa tutto sommato fedelmente da Peter David e Robin Furth ai testi e da Michael Lark al tavolo da disegno, che ha fatto un ottimo lavoro regalandoci un Uomo in Nero molto accattivante e alcune belle pagine rese alla grande dell'epica avventura di Roland di Gilead nella cittadina di Tull.
Non che ci volesse granchè diciamolo, Tull è uno dei capitoli migliori e più ricco d'azione dell' UItimo Cavaliere ed è bastato trasporre le pagine del libro in vignette, per rendere quest' arco di storie accattivante, cosa che però non era riuscita nei primi tre volumi fumettistici de Il Viaggio Comincia che componevano il primo arco narrativo del libro.
Le prossime uscite dovrebbero riguardare i capitoli de La Stazione Di Posta, con l'apparizione di uno dei miei personaggi preferiti ossia Jake Chambers.
In U.S.A già sono usciti, qui chissà quando e chissà quando li prenderò.
Riguardo questa saga che sono ormai quattro anni che viene pubblicata, devo dire che in fumetteria occupava un riquadro in primo piano, segno che tutto sommato viene venduta.
In generale in rete non mi sembra però che se ne parli molto e nei forum di fumetti e in quelli dedicati alle opere di Stephen King è quasi invisibile, quindi non credo che Peter David, Robin Furth e soci abbiano lasciato così tanto il segno.
Chissà, però che non abbiano permesso a chi non conoscesse questa bellissima e complessa serie di libri, di appassionarsi alle vicende di Roland e soci che meritano molta più hype.
Meriterebbe anche una bella saga cinematografica anche se mi rendo conto di quanto la cosa sia complessa e difficile, visto i toni da metaletteratura degli ultimissimi volumi.
Troppe cose verrebbero cambiate e forse è meglio che quest'opera resti una sorta di tesoro nascosto, per i pochi fortunati che l'hanno conosciuta e amata.
Se vi capita, prendete i sette libri della Torre Nera, è un consiglio.
Superato l'impasse del primo libro che è tanto affascinante quanto ostico, verrete catapultati in una saga che mischia Western, Horror e Fantasy, che regala momenti altissimi e splendidi personaggi, anche se non esente da difetti, inutile nasconderlo.
Per quel che concerne i fumetti, buona lettura, bei disegni ( Isanove a parte) ma lasciatemi dire che i libri sono altra cosa.
Allo stesso tempo però La Lunga Strada Verso Casa e Tradimento che trattano vicende che nel libro vengono appena accennate, offrono un ottimo dietro le quinte di questa saga e meritano più degli altri di venire letti.
Detto ciò, alle prossime saghe, letture, visioni, pensieri, chissà cosa, dove tornerò a cantarmela e suonarmela da solo, in questo Blog concerto.
A presto.
 

lunedì 27 agosto 2012

N. - Stephen King / Marvel Comics

“C’è un mondo dietro a questo mondo, ed è pieno di mostri”

Con gli adattamenti fumettistici delle opere del Re non vado molto d'accordo.
The Stand viene pubblicato ad un prezzo elevatissimo per il suo valore visto che parliamo di un adattamento e non di un'opera prima mentre La Torre Nera dopo un ottimo inizio serie dopo serie si è afflosciata su se stessa tanto che con il secondo numero de Le Piccole Sorelle Di Eluria ho deciso di gettare la spugna e abbandonarla.
Allora perchè ci sono ricascato con N.?
Semplice,perchè adoro questo racconto e non esito a metterlo tra i migliori mai usciti dalla penna del Re ed anche perchè sono solo due numeri e quindi la spesa è stata tutto sommato contenuta.
Pubblicato originariamente nella raccolta di racconti Al Crepuscolo, N. è una storia capace di mischiare Horror e psicoanalisi, passando da sindrome ossessive/compulsive a Dei malefici molto simili a quelli di H.P.Lovecraft.
Steve all'epoca disse di essere stato ispirato dalla lettura del Grande Dio Pan di Arthur Machen ( libro praticamente introvabile se non a prezzi esorbitanti su Ebay) e non ha mai menzionato Lovecraft anche se l'omaggio appare piuttosto evidente.

Per quel che concerne la Graphic Novel si tratta di un adattamento piuttosto buono sia per quel che concerne i testi che i disegni.
Ci sono delle aggiunte rispetto al plot originario ma non stonano affatto ed anzi nonostante le poche pagine il tutto mi sembra riassunto in maniera piuttosto lineare ma questo è anche merito della storia originale del Re che fila via che è un piacere, forse e dico forse avrebbe avuto bisogno di qualche numero in più perchè il finale sembra un pò affrettato ma credo che comunque sia una lettura che valga la pena anche se consiglio vivamente a tutti di leggere il racconto da cui la Grapich Novel è tratta perchè è una lettura che merita come poche.
Certo per tutti coloro che ritengono di avere qualche sindrome ossessiva/compulsiva di qualsiasi tipo, se siete tra quelle persone che contano oggetti, numeri, ecc.ecc. e se soprattutto vi trovate dalle parti del campo di Ackerman's Field nel Maine chiudete gli occhi che non si sa mai cosa si può vedere in mezzo a quelle 7/8 rocce. ( Ecco, se ne vedete 7, sono cazzi :-) )







 

venerdì 8 giugno 2012

La Torre Nera / Le Piccole Sorelle Di Eluria 2/3 - Marvel

Seconda parte della riduzione fumettistica del racconto omonimo del Re che vede Roland affrontare le piccole sorelle in quel di Eluria  ad opera del binomio Peter David - Robin Furth ai testi e di Luke Ross al tavolo da disegno.
Trasposizione piuttosto fedele ma ridotta all'osso e più di tutti mi sembra che a risentirne è il personaggio di Jenna lontana parente di quella del libro molto più suggestiva ed affascinante.
Pollice verso anche per il reparto grafico che ad ogni serie che passa peggiora sempre di più.
Appare sempre più ovvio ai miei occhi una certa stanchezza della Marvel nella trasposizione di quest'opera come se si fossero appoggiati sugli allori dopo un ottimo inizio.
Per amore di collezione credo che la comprerò fino all'ultimo ma sono lontani i tempi in cui aspettavo ogni numero con trepidazione e direi che la cosa si denota soprattutto anche da un progressivo allontanamento di Robin Furth le cui note impreziosivano le pagine del fumetto ma che in quest'ultima serie mancano completamente.