domenica 24 gennaio 2016

L'estate Dei Morti Viventi - John Ajvide Lindqvist

In questi giorni di venti gelidi e labbra blu, nonché di lunghi silenzi virtuali, sono tornato ad accumulare e a leggere libri.
Sai che novità, direte voi.
Scherzi a parte, mi sono prodigato nel recupero de L'orrore Del Mare di Hodgson in edizione tascabile Newton, Ombre Del Male di Fritz Leiber targato Urania, e successivamente ho colmato la lacuna per quel che concerne alcune opere di John Ajvide Lindqvist, un autore svedese di cui in passato mi sono innamorato leggendo il suo bellissimo Lasciami Entrare.
Erano molti anni che corteggiavo le sue opere, ed a dirla tutta, già in passato avevo ceduto alle sue lusinghe procurandomi Il Porto Degli Spiriti, ma in quel caso la lettura non fu indolore, considerato quanto poco mi piacque.
Il tempo ha lenito le ferite e, superata la precedente delusione, era ora di dargli un'altra possibilità.
Ho preso così L'estate Dei Morti Viventi, la raccolta di racconti Muri di Carta e Una Piccola Stella, ma per gli ultimi due ci sarà tempo e modo di parlarne, poiché oggi è il turno de L'Estate Dei Morti Viventi.
Via con la sinossi:

Stoccolma è sull'orlo del caos. Dopo un'ondata di caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di grande intensità. Le lampade non si spengono, gli apparecchi elettrici non si fermano, i motori continuano a girare. Poi si scatena un'emicrania collettiva. Si diffonde la notizia che negli obitori i morti si stanno risvegliando. C'è un giornalista, il cui nipote è appena stato seppellito, che si chiede se anche i morti sotto terra stiano riaprendo gli occhi. E un'anziana signora, in attesa del funerale del marito, che sente bussare alla porta in piena notte. E ancora, un uomo disperato che prega Dio di riportare in vita la moglie. Ma poi quando i morti tornano, cosa vogliono? Quello che vogliono tutti: tornare a casa. E riaverli con sé, non è esattamente come ci si aspettava.


Parto con una piccola premessa: le storie di zombie mi hanno stufato.
Tra The Walking Dead, Z Nation, World War Z, Diario Di Un Sopravvissuto Agli Zombie e chi più ne ha più ne metta, il genere è certamente tra i più sopraesposti, però c'è da dire che il romanzo di Lindqvist prende non poco le distanze dall'iconografia ormai stantia di questo genere, concentrandosi più sul mistero della morte, l'elaborazione del lutto, e le conseguenze psicologiche e fisiche di un eventuale ritorno alla ( non ) vita.
Era dai tempi di Pet Sematary di King, che non leggevo una storia simile.
Ed a proposito dello scrittore del Maine, appare molto evidente la sua impronta in questo romanzo dello scrittore svedese.
Entrambi scelgono come ambientazione i posti che conoscono ed in cui vivono, ed entrambi inseriscono l'elemento soprannaturale in un sobborgo cittadino credibile e ben delineato.
Ma in fin dei conti com'è questo romanzo?
L'ho trovato strano, forse un po' vago, ma interessante.
Non aspettatevi i tipici zombie erranti e mangia interiora di The Walking Dead ed affini, questi camminamorti sono molto diversi e ben più inquietanti, per quel che mi riguarda.
Ci troviamo davanti più un romanzo del mistero, che un vero e proprio romanzo dell'orrore.
L'estate Dei Morti Viventi è un romanzo complicato che ti pone davanti a molteplici domande, ma le risposte di Lindqvist non riescono ad essere del tutto convincenti.
Ho mal digerito la deriva spiritualista del romanzo, ed anche se l'intreccio ed i personaggi sono tutti ben congegnati ed intriganti, alla fine non mi sono sentito pienamente appagato.
Lindqvist ha alzato il tiro creando una storia che esula dai canoni dell'iconografia classica degli zombie, e come tale va apprezzato ed approvato, ma per quel che mi riguarda siamo lontanissimi dai fasti dello straordinario Pat Sematary di Stephen King, che quest'opera ricorda moltissimo.
In generale c'è qualcosa di Lindqvist che non mi convince fino in fondo, e credo che sia tutto nel suo modo freddo e distaccato di approcciarsi alla storia.
Ma è un problema tutto mio, mica dello scrittore.
In conclusione, L'estate Dei Morti Viventi è sicuramente un romanzo che si fa leggere tranquillamente, ma che non mi ha convinto del tutto.
Alcune parti avrebbero avuto bisogno di un maggior approfondimento, soprattutto quelle che riguardano le autorità ed il loro tentativo di porre soluzione al problema di così tanti morti che ritornano improvvisamente in vita, anche se c'è da dire che già il fatto che Lindqvist si ponga questo problema tanto da infilarlo nelle pagine della storia, è già un punto a suo favore.
Insomma, potreste essere interessati ad una trama che vi pone il quesito di come reagireste se i vostri cari tornassero dalla morte mentre ancora state elaborando il lutto? ( sì, perché non tutti i morti di Stoccolma ritornano in vita, ma soltanto coloro che sono morti da non più di due mesi ).
Se la risposta è affermativa, questo romanzo va letto, poiché offre dei spunti interessanti ed intriganti a questo interrogativo.
Pensate per un attimo all'idea di scoprire che i morti risorgano con l'interrogativo se andare o meno a riesumare la salma di un vostro caro che potrebbe essere ritornato in vita ( anche se probabilmente già parzialmente decomposto :-P ), ci sarebbe da impazzire.
Quindi, a voi la scelta e la pala. :-P
Alla prossima!




venerdì 8 gennaio 2016

Nostra Signora Delle Tenebre - Fritz Leiber

Non voglio fare la parte dell'hipster o del radical chic dei poveri con la barbetta, ma ultimamente gli argomenti con più hype che ammorbano la rete in nome della SEO mi procurano davvero disagio.
Ne ho piene le palle di Star Wars, Checco Zalone, propositi di nuovo anno e classifiche varie sull'anno appena trascorso.
Questo non vuole essere una critica a chi le fa, poiché nel proprio spazio ognuno è libero di parlare di ciò che più gli aggrada, ma non vogliatemene se io ormai queste cose le salto a piè pari.
Quindi di che ciancerò oggi?
Di libri, ovviamente.
Di libri vecchi, talvolta polverosi ed ammuffiti, di cui mi sono circondato negli ultimi mesi.
Pochi, in verità.
È uno di quei periodi in cui la pila di libri da leggere rasenta lo zero e dove sto prevalentemente campando di riletture.
Principalmente per motivi di pecunia e successivamente perché nei circuiti d'usato tipo bancarelle e mercatini non ho trovato nessun libro che mi costringesse ad uscire la grana, mentre in quelli online preferisco non comprare durante le feste, visto che in passato ho avuto brutto esperienze.
Per il futuro prevedo di recuperare L'orrore Del Mare di Hodgson, tutto il ciclo di Dune di Frank Herbert e qualche altro libro dell'autore di cui sto per parlare, ovvero il buon Fritz Leiber, colui che mi ha fatto compagnia durante queste ( per me ) noiose feste natalizie.
Bando alle ciance ed occupiamoci di Nostra Signora Delle Tenebre, che mi sa che ho già fatto cascare le palle a chiunque si sia trovato a passare da queste parti.
Andiamo di sinossi:

Nostra Signora delle tenebre è una agghiacciante fantasy urbana, ambientata nella metropoli di San Francisco. Ma anche la modernissima San Francisco, con le sue colline, la sua baia assolata e i suoi grattacieli altissimi e rilucenti, può diventare il regno del terrore quando strane ombre cominciano ad aggirarsi furtive tra i caseggiati. Per Franz Westen, vedovo, scrittore di racconti del soprannaturale per la televisione, l'incubo comincia all'improvviso, quando, una notte, si affaccia alla finestra del suo appartamento per scrutare con il binocolo le luci della città ed è testimone di una scena inquietante: là, sulla cima di Corona Heights, la solitaria ed erta collinetta che si leva proprio nel cuore di San Francisco, c'è una strana figura dal colorito brunastro che si agita e si muove in maniera sinistra, come se fosse impegnata in qualche misterioso rituale o danza magica. Ha così inizio una terribile persecuzione, cui Franz tenterà invano di sottrarsi e che forse è collegata in qualche modo con un vecchio volume affascinante e sibillino, pieno di misteriose citazioni e di strani discorsi sulle moderne megalopoli e sulle arcane entità che le infestano, i “paramentali", esseri d'origine azoica “più infidi dei ragni e delle donnole".


Fritz Leiber mi ha spiazzato alla grande.
Ero convintissimo di trovarmi davanti un romanzo horror fatto e finito con elementi fantascientifici tipici della sua narrativa, ed invece mi sono trovato davanti un romanzo piuttosto colto ed originale.
Un romanzo pacato il cui elemento principale è il mistero e la megalopolimanzia.
La colpa è principalmente di Stephen King.
Nella mia bibbia personale che è il suo saggio Danse Macabre, nei pochi paragrafi in cui cita la terribile cosa marroncina del romanzo di Leiber, mi ha incuriosito ed ingannato, facendomi pensare ad un romanzo di pura azione e terrore.
Invece la cosa marroncina si rivela essere una minaccia piuttosto diafana ed evanescente salvo che nei capitoli finali.
La parte interessante del romanzo è principalmente formata dal mistero non solo di quest'enigmatica figura, ma anche del libro di De Castries sulla megalopolimanzia, vero elemento portante e deflagrante del romanzo.
Romanzo ambientato a San Francisco che è stata per molto tempo culla di molti scrittori del fantastico, che vengono citati in corso d'opera.
Buone ma ermetiche le relazioni tra i personaggi e carente la componente d'azione, almeno per quel che mi riguarda.
L'opera in sé risulta essere anche difficilmente inquadrabile in un genere preciso, in quanto l'elemento fantascientifico e quello soprannaturale si fondono con una narrazione che fa del mistero l'elemento più preponderante.
Risulta insomma una sorta di precursore di generi come l'urban fantasy ed il new weird, che sono in voga anche adesso.
Molto interessante l'idea della megalopolimanzia.
L'elemento soprannaturale di una città e delle sue montagne come entità è molto accattivante.
Ricordo un racconto del Sandman di Neil Gaiman nel ciclo de La Locanda Alla Fine Dei Mondi che aveva una tematica simile, la qual cosa mi spinge a pensare che l'autore inglese abbia omaggiato il buon Fritz e la sua Signora Delle Tenebre, visto che parliamo di un romanzo pubblicato nel 1978.
Insomma Fritz Leiber e la sua cosa marroncina era una lacuna da colmare e sono felice di averlo fatto.
E non credo finirà qui, visto che ho intenzione di procurarmi anche il suo Le Ombre Del Male pubblicato sempre nell'edizione Urania.
È un libro da consigliare?
Vi piacciono i romanzi del mistero con protagonisti libri antichi ricchi di formule e rituali come il Necronomicon?
Se sì, è pane per i vostri denti.
Vi piacciono le storie in cui riecheggiano miti del passato come De Quincey, Lovecraft e Clark Asthon Smith? Siete nel posto giusto.
Ma se cercate una classica storia soprannaturale, no, non ci siamo proprio.
Direi di volgere lo sguardo altrove, in quanto personalmente, l'enigmatica figura della signora delle tenebre, mi ha lasciato tutto sommato indifferente.
Fritz Leiber comunque si conferma un ottimo scrittore, dalla prosa fluida, pulita e piuttosto interessante.
Apprezzabile anche il contenuto che risulta piuttosto innovativo per l'epoca, tanto da essere premiato nel 1978 con il World Fantasy Award per il miglior romanzo.
Non è il libro dinamico che mi aspettavo, ma per quel che mi riguarda lo promuovo senza riserve.
Alla prossima!

venerdì 18 dicembre 2015

Il Castello Di Otranto - Horace Walpole

Pubblicato tra il 1764 ed il 1765, Il Castello Di Otranto è considerato universalmente come il vero precursore del genere gotico.
L'edizione che ho scelto per cimentarmi con quest'opera ( ristampata almeno ventordici volte ) è stata quella economica dei Tascabili Economici Newton.
I Tascabili Newton erano quei libri da cento pagine che uscivano in edicola nei primi anni '90 a sole 1000 Lire.
Un'edizione che ha fatto la storia dell'editoria visto quanti classici furono pubblicati sotto questa etichetta.
Purtroppo all'epoca, come ho già scritto migliaia di volte, leggevo solo fumetti Marvel e manga, però con il tempo ho recuperato almeno sei, sette romanzi che mi interessavano in questa edizione, visto che comunque parliamo di un prodotto ben curato, molto economico e facilmente reperibile nel circuito dell'usato.
Ma com'è stato il mio primo incontro con la narrativa di Walpole?
Piacevole, ma non troppo.


Il Castello Di Otranto per chi non ama la letteratura classica e teatrale, non è un romanzo facile da leggere.
Dialoghi astrusi e la prosa "alta", fanno sembrare questo libro più una sceneggiatura teatrale che un romanzo gotico.
Come al solito, davanti ad un romanzo del genere, parecchio distante dalla letteratura moderna e dai miei gusti, provo a contestualizzarlo e a mettermi nei panni dei lettori dell'epoca.
Come sarebbe stato se avessi letto questo libro prima di essermi cimentato con le opere di Edgar Allan Poe, Mary Shelley, Bram Stoker,  Henry James, Nathaniel Hawthorne, ecc.ecc.?
Sicuramente sarebbe stato diverso.
Il mio cervello avrebbe percepito meglio la visionarietà dell'opera, che ad una lettura già allenata a questo genere letterario, risulta invece scarsamente incisiva.
Vanno comunque riconosciuti a Walpole i meriti di essere stato il primo ad inserire dei personaggi in un contesto narrativo in cui l'ambiente sicuro di casa propria, diventa altresì una minaccia tetra ed incombente, e foriera di eventi soprannaturali.
Protagonista della vicenda è Manfredi, il principe di Otranto.
Manfredi ossessionato da una profezia che gli fu enunciata molto tempo prima, è convinto che solo con la continuità della sua dinastia, potrà sfuggire ad essa.
Il principe organizza così il matrimonio tra il suo cagionevole e giovanissimo figlio con Isabella, figlia del marchese di Vicenza.
Ma il giovane Corrado non arriverà vivo alla cerimonia, poiché dal nulla farà la sua apparizione un enorme elmo che schiaccia ed uccide sul colpo il giovane.
Il principe impaurito dall'evento soprannaturale che presume sia il presagio dell'avvento della profezia, si convince che l'unico modo per evitare la fine della sua dinastia sia quello di procreare un altro figlio al più presto, e considerando che la moglie non è più in grado di dargliene uno, tale onore dovrà ricadere su Isabella, la sua quasi nuora.
La giovine Isabella si rifiuta ed aiutata da un giovane contadino decide di fuggire dal castello.
A far da corollario a questa storia vi sono anche Ippolita e Matilda, moglie e figlia di Manfredi, il giovane contadino che sembra nascondere più di un mistero, ma soprattutto una presenza che dimora nel castello che sembra contraria a quest'unione.
Tra inseguimenti, passaggi segreti, apparizioni misteriose di spade e cavalieri giganteschi, sussurri e scricchiolii assistiamo ad una storia dalla struttura medievale che appare più un pippone melodrammatico condito da donne svenevoli e frasi da tragedia Shakespeariana, che un romanzo gotico tout court.
Tanto che è la concupiscenza dei protagonisti ad assurgere al rango di protagonista.
Resta comunque una lettura valida ed un tassello fondamentale per ogni appassionato della narrativa gotica e dell'orrore, visto che parliamo di un romanzo che ha ispirato la successiva ed acclamata generazione di scrittori.
Alla prossima!









giovedì 10 dicembre 2015

La Lotteria - Shirley Jackson

Dopo aver letto ed apprezzato oltremodo L'incubo Di Hill House, mi ero ripromesso di recuperare al più presto le altre opere di Shirley Jackson.
Il problema è che Adelphi, la casa editrice che ne detiene i diritti, vende le sue opere a caro prezzo.
Mi è toccato così mettere i romanzi di Shirley in whislist ed aspettare pazientemente sconti vari.
La pazienza da buona virtù qual è ha dato i suoi frutti, e La Lotteria è finito di getto nella mia libreria.
Parliamone:

La Lotteria è innanzitutto un libro di sole 80 pagine, nonché una raccolta di racconti.
L'edizione di Adelphi è ottima sotto quasi tutti i punti di vista e quel quasi è relativo soltanto agli 8.00 Euro di prezzo, che per un libro che si legge in un'oretta scarsa non è poco.
C'è da dire ad onor del vero, che il libro li varrebbe tutti, se non fosse però, che parliamo di opere già pubblicate precedentemente in altre edizioni e che quindi non è difficile trovare ad un prezzo inferiore.
Ed allora buttati su quelle, direte voi.
No, ho abbastanza pazienza e perseveranza per aspettare qualsiasi saldo e sconto poiché in termini di edizione gli Adelphi mi sembrano il prodotto migliore.
Comunque, usciamo fuori dal discorso economico e parliamo dei racconti ivi pubblicati nella raccolta, che son ben più interessanti.
Essi sono:

- La Lotteria
- Lo Sposo ( Demoni Amanti )
- Colloquio
- Il Fantoccio

La Lotteria è un racconto che qualsiasi cultore della narrativa dell'orrore dovrebbe conoscere.
Io stesso, pur avendolo letto solo adesso, purtroppo ne conoscevo a menadito trama e finale.
Dico purtroppo perché il vero valore di questo racconto di sole trenta pagine è relativo a quel finale incredibile ed agghiacciante.
Solo dopo aver letto quelle ultime pagine, salteranno all'occhio tutti quei dettagli e frasi sibilline, che la Jackson inserisce in un contesto che è quello di una semplice festa di paese.
Un racconto che è un capolavoro di atmosfera dalla prima all'ultima pagina.
Purtroppo qualsiasi dettaglio della trama sarebbe un enorme spoiler del finale, dico solo che è un racconto che vanta un gran numero di citazioni ed omaggi, primo tra tutti quello di Stephen King nelle ultime pagine de La Tempesta Del Secolo.

Demoni Amanti nell'edizione Mondadori si fregiava di essere il racconto che fungeva da titolo e copertina della raccolta.
Edizione che per inciso, vantava un maggiore numero di racconti rispetto a quest'ultima edizione Adelphi.
Il titolo del racconto ( qui ribattezzato Lo Sposo ), è la citazione di una ballata scozzese con protagonista il diavolo, che a prima vista sembra avere poca attinenza con questo racconto.
Dico sembra, poiché Lo Sposo è un racconto molto kafkiano in cui il disagio e la paranoia la fanno da padrone.
Una ragazza che dovrebbe sposarsi il giorno stesso non trova più il fidanzato da nessuna parte.
Alle sue domande la gente ha reazioni di scherno o apertamente ostili, per quella che fin dal principio appare una ricerca vana e velata dal mistero.
È un racconto molto subdolo e sottile, interpretabile in più modi, tanto che in corso d'opera si può dubitare della sanità mentale di tutti, protagonista compresa.
Sulla stessa falsariga anche i due racconti che chiudono la raccolta, dove il disagio umano appare indubbio protagonista, basta pensare che ne Il Fantoccio un uomo a cena in un ristorante con la compagna, preferisce parlare e discutere con la stessa usando il pupazzo da ventriloquo per i suoi numeri, suscitando la perplessità di tutti i commensali e motivo di frustrazione ed imbarazzo nella sua compagna.
Nel brevissimo Il Colloquio, una donna in preda all'agitazione prende appuntamento con un dottore, per fugare i suoi dubbi nei riguardi del marito, che a suo dire mostra evidenti segni di instabilità mentale.
La conversazione lascerà adito ai nostri di dubbi, sulla sanità della stessa, del marito, e perché no, anche dello stesso dottore.
È il dubbio il principale protagonista dei tre racconti finali.
Shirley Jackson sembra giocare con il lettore insinuando nelle menti di chi legge, l'insanità mentale anche nella più bella delle giornate di sole e nel più semplice gesto di quotidianità.
La Lotteria è un piccolo libro che regala grandi emozioni e si rivela una lettura breve ma intensa.
Forse gli ultimi due racconti non sono all'altezza dei due iniziali, ma qui si entra nel novero dei miei gusti personali e della soggettività.
Parlandone oggettivamente non posso che consigliarne la lettura senza riserve.
Io ho già prontamente inserito in lista anche gli altri romanzi di Shirley Jackson, ovvero, Lizzie ed Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello.
Giusto il tempo di trovarli ad un prezzo consono e saranno miei.
Alla prossima!




lunedì 30 novembre 2015

Gotico Americano - Robert Bloch

Penso che Psycho lo conoscano tutti.
Ma resto convinto che solo gli appassionati di letteratura sappiano che il capolavoro cinematografico di Alfred Hitchcock fu tratto dalla penna di Robert Bloch.
Bloch deve gran parte del successo a Psycho, ma indubbiamente era uno scrittore che si era già fatto ampiamente notare tra le pagine di una rivista leggendaria come Weird Tales.
Basta pensare che in quella rivista, oltre Bloch, venivano pubblicati racconti di mostri sacri come H.P.Lovecraft e Ray Bradbury.
Sono passati più di dieci anni da quando lessi Psycho, ma devo ammettere che quella lettura non mi trasmise la voglia di cercare le altre opere di questo scrittore.
All'epoca ero un lettore che saltava di palo in frasca e da un autore all'altro senza ritegno.
Ero trascinato più dalle storie che dall'idea di concentrarmi su un unico autore ( King a parte).
A King va anche il merito di avermi fatto conoscere e venire voglia di leggere Psycho.
Senza il suo libro saggio sull'horror Danse Macabre, probabilmente l'avrei letto chissà quanti anni dopo.
La voglia però di esplorare la bibliografia di Robert Bloch mi è venuta solo adesso.
Di questo ringrazio il buon Marco Lazzara che durante un commento ad un post precedente, ha avuto il merito di accendermi la lampadina.
Conoscevo di nome gran parte delle pubblicazioni del buon Bloch, ma ero convinto che Psycho a parte i suoi romanzi appartenessero al limbo dei fuori catalogo.
Invece no.
La Bompiani ristampa spesso e volentieri le sue opere, e mi sono accorto anche, che i suoi romanzi circolano a buonissimi prezzi anche nel circuito dell'usato.
Su Ebay circolava al prezzo di un caffè la vecchia edizione Fabbri di Gotico Americano, e mi ci sono fiondato subito.
Dopo essermelo spolpato ben bene ( d'altronde sono solo 170 pagine ), sono pronto a parlarne.
Gotico Americano si è rilevato un classico romanzo dalle venature thriller/gotiche.
Credo sia un romanzo che vada contestualizzato al periodo in cui venne scritto.
Letto adesso, in un periodo storico in cui i romanzi thriller e slasher sono stati sviscerati in tutte le salse, offre poco o nulla in termini di originalità al lettore occasionale.
Suppongo che però, letto al tempo della sua uscita in quel del 1974, il romanzo avrebbe avuto molto più effetto, quantunque siamo lontanissimi dalla suspence e da quel finale capolavoro di Psycho.
La storia di Gotico Americano è ispirata alle gesta di un serial killer veramente esistito di nome Herman Webster Mudgett che sul finire dell'800 imperversò negli Stati Uniti mietendo centinaia di vittime.
Lascio il link per chi volesse saperne di più sulle sue terribili gesta:


Ma torniamo al romanzo ed andiamo di sinossi:

Dall'autore di "Psycho", un racconto gotico sospeso tra passato e presente. Chicago: un castello dalle pareti che nascondono passaggi segreti, stanze proibite e laboratori privati. Il castello è la dimora del dottor G. Gordon Gregg, un assassino farmacista. Le sue vittime sono donne giovani e belle. I suoi metodi sono scientifici e indolori, i suoi crimini perfetti... fino a quando una giornalista non si insospettisce. Ma durante le indagini Crystal, nonostante il pericolo, si innamora del carismatico dottore...

Ambientato nella Chicago del 1893 questo romanzo ha per protagonista un affascinante quanto eccentrico uomo d'affari di nome G. Gordon Gregg.
Gregg è un grande affabulatore nonché truffatore incallito, ma prima di tutto un serial killer.
Sfruttando il suo fascino seduce ed uccide inermi donne dopo essersi fatto intestare tutti i loro possedimenti in denaro.
Il tutto avviene in un caseggiato che lui ha trasformato in un sorta di castello pieno di botole, stanze e porte segrete.
Un castello che apparentemente Gregg utilizza anche come farmacia visto che uno dei suoi business è quello di spacciarsi come venditore di cure miracolose.
Alle sue discutibili gesta si interessa una giornalista che tenterà di intrufolarsi all'interno del castello spacciandosi per una lontana nipote che si offre di fargli da segretaria.
Gotico Americano è un buon romanzo, coinvolgente e con un ritmo piuttosto serrato.
L'impressione che ne ho ricavato è che però Bloch avesse potuto osare di più.
Molto belli alcuni passaggi e davvero avvincente e cinematografico il finale, benché piuttosto di genere.
Non sarà un capolavoro, ma è un romanzo che ho letto con piacere.
Ho apprezzato in particolar modo il tentativo di miscelare le atmosfere prettamente gotiche con quelle thriller tipiche dei suoi romanzi.
Detto questo, riconosco che non è un romanzo trascendentale e perciò non mi sento di considerarlo un acquisto irrinunciabile.
Fate vobis.
Alla prossima!







domenica 15 novembre 2015

La Saga Di Elric Di Melniboné - Primo Volume - Michael Moorcock

Nel limbo vi è posto non solo per le anime, ma anche per i libri.
Sono ormai troppi i libri che gravitano tra coloro che son sospesi, e i volumi che compongono la saga di Elric Di Melniboné sono tra di essi.
Pubblicato originariamente da Michael Moorcock nel 1972, la saga di Elric ha avuto una vita editoriale piuttosto travagliata e di nicchia, perlomeno in Italia.
Alla Nord si deve l'approdo editoriale nelle nostre italiche terre ed alla Fanucci quelle successive, a cui si deve l'ultima ristampa in quattro volumi tra il 2006 ed il 2008.
E dopo?
L'oblio dei libri fuori catalogo, ovviamente.
Ma non finisce qui purtroppo, visto che in Italia la saga non è nemmeno stata pubblicata nella sua interezza.
Moorcock ha rimesso mano alla saga pubblicando una nuova trilogia nei primi anni 2000. Trilogia che in Italia risulta inedita, e che a questo punto, rischia di non venire mai tradotta.

Sono parecchi mesi che il primo volume della saga è entrato a far parte della mia libreria, così come sono passati altrettanti mesi di vana ricerca dei restanti tre volumi.
Ricerca che finora si è rilevata vana.
Nel circuito dell'usato circolano molto i volumi della Nord, spesso venduti a cifre da capogiro, molto poco quelli più recenti della Fanucci, quarto volume a parte.
Sono comunque riuscito ad accaparrarmi almeno il primo volume, ed è giunta l'ora di parlarne.
O almeno proviamoci.

Il primo volume di Elric Di Melniboné è composto da due storie di 150 pagine circa ciascuno:

- Elric Di Melniboné

- Sui Mari Del Fato

Partiamo dalle note negative, che per me vengono tutte dalla seconda storia di questo volume.
Sui Mari Del Fato vanta una struttura piuttosto contorta e poco tra le mie corde, tanto che mi sono arenato più volte.
L'avventura in solitario di Elric perso in un altro tempo ed in un altro quando, personalmente mi ha avvinto poco.
Ho trovato troppo invasivo ed eccessivo l'utilizzo della magia, tanto da assurgere da Deus Ex Machina in corso d'opera.
Sui Mari Del Fato è un storia che riconosco essere ben più complessa ed ambiziosa della prima storia del libro, ma molto lontana dai miei gusti.
Buone nuove, invece,  dalla prima storia del volume, che si rivela una lettura molto coinvolgente e suggestiva.
Fin dal principio appare evidente come lo stile di Moorcock sia molto diverso da altri scrittori fantasy come Martin e Tolkien.
Moorcock è più interessato alla storia che alla morfologia e agli usi e costumi di Melniboné e luoghi limitrofi, tanto che fin dal principio l'azione è preponderante su tutto il resto.
La scrittura di Moorcock è molto asciutta e sottile, ma allo stesso tempo funzionale ed avvincente, benché piuttosto ermetica.
La storia è ambientata ad Imrryr storica capitale dell' Isola Del Drago, il cosiddetto regno di Melniboné.
Reggente di questo regno è Elric imperatore albino di un regno in decadenza, che dopo millenni di dominio vive un'epoca di declino ed indolenza, tanto che ormai la comunità isolana Melniboneana vive isolata e sotto la minaccia dei Regni Giovani abitati dagli umani, che vivono un periodo di piena espansione.
Albino, schivo e di salute cagionevole, Elric non è proprio il ritratto iconografico del monarca crudele e temibile di matrice Melniboneana che si rispetti.
Non a caso la minaccia aleggia anche all'interno delle sue stesse mura, da parte di coloro che considerano Elric troppo debole e pavido per poter contrastare la minaccia incombente dei Regni Giovani.
A tessere le fila di costoro è Yrkoon, primo cugino e fratello della promessa sposa di Elric, deciso ad usurparne il trono.
La storia del primo volume è tutta incentrata sulla battaglia a colpa di spada e magia tra Elric ed Yrkoon.
Una battaglia veramente epica ed appassionante.
Motore centrale del racconto sarà la ricerca delle spade magiche Tempestosa e Luttuosa, due spade senzienti legate ai Regni Del Caos ( in pratica le divinità di quel mondo ) ed in grado di dare poteri illimitati a chiunque le brandisca.
Il rapporto che lega il possessore a queste spade è sicuramente l'intuizione migliore del romanzo, in quanto sono in grado di soggiogare chiunque le brandisca, esigendo il sangue di chiunque osi intralciarne il cammino, sia essi siano amici o nemici.
Lasciando da parte Excalibur e le migliaia di altre spade magiche di letteratura, fumetti, manga e vattelapesca,  saltano all'occhio parecchie assonanze con altre opere uscite successivamente.
I tratti somatici Melniboneani, per esempio, ricordano parecchio quelli della razza Targaryen delle Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco di Martin.
Basta pensare al fatto che entrambe le razze hanno i draghi e i capelli color platino e gli occhi cremisi.
L'omaggio di Martin, appare quindi piuttosto evidente.

Insomma, senza perdermi troppo in chiacchiere, devo dire che nonostante Sui Mari Del Fato non mi sia piaciuto molto ( finale a parte, che invoglia alla grande al proseguimento ), vorrei continuare la lettura di questa saga.
Appunto vorrei.
Il condizionale è d'obbligo visto che non dipende da me.
Quindi, o voi della Fanucci, ristampate questa saga!
Date fondo alle scorte di magazzino, fate qualcosa!
Nel 2007 si parlava anche di una riduzione cinematografica di questo ciclo di romanzi, ma purtroppo mi pare di capire che non se ne è fatto nulla, ed è un vero peccato, perché la storia si presterebbe e sono sicuro che farebbe da traino per una eventuale ristampa.

Alla prossima!









domenica 1 novembre 2015

I cento libri che ( finora) hanno influenzato la mia esistenza

In principio ci furono i fumetti.
I libri vennero dopo.
Anzi, uno c'era, o meglio, erano quindici.
L'enciclopedia per ragazzi I Quindici è sicuramente la prima lettura che lessi di mia spontanea volontà.
Tutti gli altri, mi vennero imposti.
D'altronde, avevo i miei Topolino e Paperino Mese, avevo Il Corriere Dei Piccoli e i cartonati di David Gnomo, poteva esserci spazio per i libri?
Certo che no.
Ma la maestra delle scuole elementari non era d'accordo, e venne il tempo dei libri di narrativa.
In pratica molti dei primi venti libri della lista dei cento, furono un'imposizione e una scelta dettata dal caso.
Tra quella bailamme di libri posati sulla cattedra, la scelta ricadeva sul titolo più d'impatto o sulla copertina più sgargiante, o peggio ancora, su quello che i tuoi compagni lasciavano per ultimo.
Per fortuna, che bene o male, erano tutti ottimi romanzi.
Con quei libri scoprii che leggere mi piaceva, ma che non avevano ancora il potere di soggiogarmi.
La mia infanzia non era fatta per i libri, ma per il gioco, i fumetti ed i cartoni animati.

Nell'adolescenza di libri ce ne furono pochi.
Leggiucchiavo i libri di mia sorella, ma non di certo per cultura personale.
La mia principale attrattiva era la ricerca spasmodica di scene osé.
Se Henry Miller e Norman Mailer fanno parte di questa lista, è proprio perché hanno una parte fondamentale nella mia formazione sessuale, molto più di qualsiasi film/giornaletto porno.
In quello stesso periodo feci la conoscenza dei romanzi di Stephen King.
Fu amore alla prima pagina, ma ero ancora troppo legato ai Comics americani ed ai Manga, per lasciarmi contagiare tout court dalla letteratura.
Quel tempo venne con l'approssimarsi delle responsabilità dell'età adulta.
Avvenne con un lutto che ha cambiato la mia esistenza e che mi ha portato a rimboccarmi le maniche ed ad abbandonare la felice quanto indolente vita da fancazzista scavezzacollo.
Fu durante quelle lunghe giornate lavorative che i romanzi del Re vennero in mio soccorso.
Un romanzo tirava l'altro, e passare da Stephen King ad altri ventordici autori è stata cosa facile e breve.
Approfitto quindi del bellissimo Meme di Ivano Landi, per citare molti dei romanzi che mi hanno fatto compagnia e che più hanno influenzato la mia carriera da lettore.
Quindi, andiamo:


1) Il Richiamo Della Foresta - Jack London

2) Zanna Bianca - Jack London

3) L'isola del Tesoro - Robert Louis Stevenson

4) Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e di Mr. Hyde - Robert Louis Stevenson

5) Capitani Coraggiosi - Rudyard Kipling

6) I Promessi Sposi - Alessandro Manzoni

7) La Divina Commedia - Dante Alighieri

8) Antiche Sere - Norman Mailer

9) Opus Pistorum - Henry Miller

10) I Quindici - Enciclopedia

11) Cuore - Edmondo De Amicis

12) Pinocchio - Carlo Collodi

13) Tutankhamen - Howard Carter

14) I Ragazzi Della Via Pal - Ferec Molnàr

15) Le Avventure di Tom Sawyer - Mark Twain

16) La Capanna Dello Zio Tom - Harriet Beecher Stowe

17) Tutti i Racconti e Poesie - Edgar Allan Poe

18) Tutti i Romanzi e Racconti - Howard Phillips Lovecraft

19) Dracula - Bram Stoker

20) Frankenstein - Mary Shelley

21) Il Vampiro - John Polidori

22) Carmilla - Sheridan Le Fanu

23) Il Giro Di Vite - Henry James

24) Rosemary Baby - Ira Levin

25) Ghiaccio Nove - Kurt Vonnegut

26) Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut

27) Il Processo - Franz Kafka

28) America - Franz Kafka

29) Racconti Neri e Fantastici - Nathaniel Hawthorne

30) Il Popolo Dell'autunno - Ray Bradbury

31) Cronache Marziane - Ray Bradbury

32) Fahrenheit 451 - Ray Bradbury

33) On The Road - Jack Kerouac

34) La Fattoria Degli Animali - George Orwell

35) 1984 - George Orwell

36) La Collina Dei Conigli - Richard Adams

37) La Guerra Dei Mondi - H.G.Wells

38) L'isola Del Dottor Moreau - H.G.Wells

39) L'uomo Invisibile - H.G.Wells

40) La Nebbia - James Herbert

41) Il Giorno Dei Trifidi - John Wyndham

42) I Figli Dell'invasione - John Wyndham

43) Fanteria Dello Spazio - Robert Heinlein

44) Gli Invasati - Jack Finney

45) Amabili Resti - Alice Sebold

46) L'estate Incantata - Ray Bradbury

47) Paese D'ottobre - Ray Bradbury

48) Le Cronache Di Narnia - C.S.Lewis

49) Il Signore Degli Anelli - J.R.R. Tolkien

50) Le Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco - George R.R.Martin

51) Player One - Ernest Cline

52) La Casa Sull'abisso - William Hope Hodgson

53) L'incubo di Hill House - Shirley Jackson

54) Marina - Carlos Ruiz Zafon

55) IT - Stephen King

56) La Torre Nera 1/7: L'ultimo Cavaliere, La Chiamata Dei Tre, Terre Desolate, La Sfera Del Buio, I Lupi Del Calla, La Canzone Di Susanna, La Torre Nera. - Stephen King

57) Stagioni Diverse - Stephen King

58) Cuori In Atlantide - Stephen King

58) Tre Millimetri Al Giorno - Richard Matheson

59) Io Sono Leggenda - Richard Matheson

60) L'estate Della Paura - Dan Simmons

61) Il Canto Di Kalì - Dan Simmons

62) American Gods - Neil Gaiman

63) Il Figlio Del Cimitero - Neil Gaiman

64) Buona Apocalisse A Tutti - Neil Gaiman/Terry Pratchett

65) Ti Prendo e Ti Porto Via - Niccolò Ammaniti

66) Io Non Ho Paura - Niccolò Ammaniti

67) Ragazzo Da Parete - Stephen Chbosky

67) Febbre a 90° - Nick Hornby

68) La Sottile Linea Scura - Joe R. Lansdale

69) In Fondo Alla Palude - Joe R. Lansdale

70) Saga di Hap & Leonard 1/8: Una Stagione Selvaggia, Mucho Mojo, Il Mambo Degli Orsi, Bad Chili, Rumble Tumble, Capitani Oltraggiosi, Sotto Un Cielo Remisi, Devil Red - Joe R.Lansdale

71) Fight Club - Chuck Palahniuk

72) Rabbia - Chuck Palahniuk

73) Soffocare - Chuck Palahniuk

74) A Volte Ritorno - John Niven

75) Schiavi Dell'inferno - Clive Barker

76) Cabal - Clive Barker

77) Il Mondo In Un Tappeto - Clive Barker

78) I Libri Di Sangue 1/6: Infernalia, Ectoplasm, Sudario, Creature, Visions, Monsters - Clive Barker

79) Il Potere Del Cane - Don Winslow

80) Lo Hobbit - J.R.R. Tolkien

81) La Banda Dei Brocchi - Jonathan Coe

82) Circolo Chiuso - Jonathan Coe

83) La Famiglia Winshaw - Jonathan Coe

84) Psycho - Robert Bloch

85) American Psycho - Bret Easton Ellis

86) La Storia Infinita - Michael Ende

87) Il Gabbiano Jonathan Livingston - Richard Bach

88) Lasciami Entrare - John.A.Lindqvist

89) La Strada - Cormac McCarthy

90) L'esorcista - William Peter Blatty

91) Uomini e Topi - John Steinbeck

92) Il Signore Delle Mosche - William Golding

93) Danse Macabre - Stephen King

94) Il Giovane Holden - J.D.Salinger

95) Bar Sport - Stefano Benni

96) Bar Sport 2000 - Stefano Benni

97) Duel e altri racconti - Richard Matheson

98) Intervista col Vampiro - Ann Rice

99) L'ombra dello Scorpione - Stephen King

100) Omicidi D'annata - Ray Bradbury