mercoledì 9 agosto 2023

Cosa si trova al giorno d'oggi, in un mercatino di libri, in una città di media grandezza del Sud Italia ?

Feci questa foto qualche anno fa, perché volli focalizzare a memoria duratura quella sorta di moto di anticipazione e curiosità, che mi prende quando dedico un paio d'ore al mese al mercatino delle pulci della mia città in cerca di qualche affare librario.

E' vero, qualcuno potrebbe farmi notare che le bancarelle si intravvedono appena, ma mi vergogno a fotografare le robe altrui, non posso farci nulla.

Ormai frequento quel posto da anni, tanto da conoscere usi e costumi dei rivenditori, e quindi so chi porta sempre gli stessi libri o chi diversifica la bancarella di volta in volta, e quest'ultimi sono quelli da cui vado per primo.

Con il tempo, quindi, ho assimilato non solo il materiale librario di cui potrebbero disporre, ma anche il prezzo, e con il tempo si è creata anche una certa familiarità, visto che comunque mi vedono di sovente.

Il che mi ha portato spesso a parlarci ed a rapportarmi con loro, soprattutto per quel che concerne alcune riflessioni e domande che vengono a crearsi quando ci troviamo di fronte a qualcosa che è già stato di qualcun'altro.

- La prima domanda che mi pongo sempre davanti ad una bancarella è quella più logica: da dove vengono quei libri?

Quale è la loro storia?

A volte mi capita di trovarci delle dediche, degli appunti, delle cartoline, ed è quasi come assistere ad uno stralcio della vita e delle esistenze altrui, anche quando ci trovi delle macchie di caffè o di muffa.

In base alle chiacchiere fatte con loro ( ma anche esperienze personali che ho vissuto ), vi sono molteplici motivi per cui un libro finisce nelle bancarelle.

Però bisogna partire da un presupposto per eliminare subito una delle derivazioni più comuni, ovvero quello che un libro non piaccia e che quindi venga subito ceduto ad un rivenditore.

La risposta a questa possibile derivazione è negativa, perché oggi un libro che si è comprato di recente e che ritieni non possa far parte della tua libreria, lo rivendi facilmente su Vinted o Ebay, e difficilmente lo porti ad un rivenditore d'usato.

Infatti nelle bancarelle vi sono per lo più delle tipologie di libri che più tardi elencherò, ma che partono da un range temporale che va dagli anni '60 al massimo ai primi anni del duemila.

Tanto per fare un esempio, è rarissimo trovare in una bancarella un libro pubblicato dopo il duemila, a meno che non sia uscito in un allegato con un quotidiano o una rivista.

Gli Adelphi e gli Einaudi, manco a parlarne.

E' apparso qualche sparuto libro de la Feltrinelli, ma comunque poca roba.

Sono ormai molti anni che frequento quelle bancarelle e di libri di queste case editrici ne avrò visti al massimo due o tre ( ed uno l'ho anche comprato, visto che era un'edizione Einaudi de L'urlo e il furore di Faulkner ).

Ovviamente bisogna tenere conto anche della grandezza del mercatino e della città che lo ospita.

Qui io parlo di una città del sud Italia di 180.000 abitanti, e non di Napoli o Roma, dove presumo che nei mercatini possano circolare anche numerose copie di Adelphi, Einaudi ecc.ecc.

D'altronde è un trend anche abbastanza in voga nei social o su Youtube quello dell'affare ai mercatini, quindi mi è capitato spesso di vedere copie di libri di quelle edizioni a Porta Portese o altri mercati simili.

Eliminando quindi gli appartenenti alle generazioni x,y, millenial ecc.ecc., che molto probabilmente userebbero internet per rivendere un libro, non restano che i cosiddetti boomer o in alternativa  che molti di questi libri giacessero in qualche magazzino da decenni, come è il caso di uno dei rivenditori, che praticamente porta i libri un po' a caso pescando dal mucchio di libri che ha sugli scaffali.

Ma quali sono i principali motivi per cui la gente si sbarazza dei libri?

- In primis la mancanza di spazio o la riduzione dello stesso.

Ed è una cosa che ho vissuto con mano.

- La morte del collezionista.

Magari un nonno o uno zio che è passato a miglior vita ed i cui eredi ( se ci sono ) non hanno lo spazio o l'interesse a coltivarne gli stessi interessi o il lascito.

Ed è una cosa, che a parer dei rivenditori con cui ho parlato, accade più sovente di quel che si pensi.

- Perdita d'interesse.

E' una cosa che ho vissuto io stesso con i videogiochi, la musica ed i fumetti, che spesso ho rivenduto o persino buttato, come nel caso di qualche vecchio CD o musicassetta.

- Trasferimento in un'altra città, altro paese, altra casa.

Convivenza.

Spesso ci si fidanza o ci si sposa con gente che non condivide le nostre passioni, e con cui bisogna trovare la quadra per quel che concerne la condivisione dello spazio.

Il fatto che si tratti per la maggior parte di vecchie collane o di libri degli anni antecedenti al duemila porta a pensare che vengano principalmente da case che si sono svuotate di gente che è passata a miglior vita o ragazzi/e che oggi sono uomini, donne, padri, madri, e magari anche nonni/e.

E quindi quali sono le collane o le case editrici che circolano di più nel piccolo mercatino della mia città?

Prime tra tutte le belle edizioni de il novecento italiano ed europeo che uscivano in allegato con La famiglia cristiana.

Edizioni molte curate, spesso foriere di capolavori.

Io stesso con il tempo ne ho recuperati sei ( a circa 1 Euro l'uno ) e conto di recuperarne altri.

In tutto dovrebbero essere ventiquattro libri.

Dodici dedicati al novecento italiano e dodici al novecento europeo.

Mi pare siano datati 1997, quindi non sono nemmeno tanto vecchi.


I tascabili Newton che si dividono in tante micro-categorie, ma che comunque fanno bella mostra di sé in qualsiasi bancarella dell'usato.

Con il tempo ne ho recuperati tantissimi.

In primis ci sono gli indimenticabili 100 pagine, 1000 lire con la costoletta nera, poi quelli della collana il fantastico economico classico con costoletta bianca sempre al prezzo di 1000 lire, ed infine i classici Super Ten da 250 pagine al prezzo di 2000 Lire.

Credo che qualunque appassionato di letteratura ne abbia almeno qualcuno a casa.


Le edizioni Fabbri in copertina rigida.

Alcuni dei miei libri preferiti li ho recuperati in questa economicissima edizione, che anche attualmente è parecchio presente nei mercatini dell'usato.





I mitici Urania.

Beh, questi non mancano mai, ed anche di questi ne ho fatta incetta.

A volte ci ho passato letteralmente ore a sfogliarli, perché è la collana principe di qualsiasi bancarella.

Che siano quelle dalla copertina bianca, o quelle più vetuste dalle copertine coloratissime prezzate a 130 Lire.



La biblioteca di Repubblica, Novecento.

Per me il non plus ultra.

Sono le edizioni che preferisco in assoluto, soprattutto per quel che concerne il lato estetico, ma anche perché a buon prezzo vi ho trovato dei veri e propri capolavori.

Di pregio anche I grandi romanzi del Corriere della sera, che sono molto vicini esteticamente a quelli di Repubblica.

Anche qui ne ho preso qualcuno, e conto in futuro di prenderne altri.


Chiudiamo con gli Oscar Mondadori.

Quelli vetusti degli anni '60 circolano moltissimo, ed infatti ne ho presi parecchi, a cui vanno aggiunti i classici del giallo di cui ne vedo sempre un'infinità.

Bene o male queste sono le collane che spesso mi trovo più davanti, e che per la maggior parte è facile portare via ad 1 o 2 Euro.

Senza le bancarelle, io probabilmente avrei letto meno della metà dei libri che ho letto, anche perché è raro che io possa permettermi di comprare un libro in prima edizione.

Insomma, queste sono le collane che mi hanno dato più soddisfazioni, e che hanno reso la mia libreria più vintage del necessario, rendendomi non sempre un uomo del mio tempo.

Certo, quando ho potuto ho fatto incetta di libri comprati su internet o in libreria, ma per quel che concerne le emozioni, per me, le bancarelle restano imbattibili, se non altro perché non so mai cosa troverò e cosa e se comprerò.

Quella sensazione di pescare un libro che cercavi da tempo, e quel senso di curiosità e di voglia che mi prende quando arrivo nei pressi di una bancarella, è qualcosa di impagabile, che nessuna libreria potrà darmi, soprattutto quelle di catena.


Alla prossima, e per chi può permettersele, buone vacanze!






2 commenti:

  1. C'è però un grande vantaggio nelle piccole bancarelle di paese. Spesso lì chi vende lo fa un tanto la chilo senza badare a titoli e autori, per cui con un po' di fortuna e di impegno si riesce a portare a casa qualcosa di interessante per pochi spicci.
    Viceversa, quelle più grosse, specialmente quelle che si ripresentano ad appuntamenti fissi (in centro a Milano ce n'é una gigantesca ogni seconda domenica del mese) sono piene di venditori che sanno bene ciò che vendono e il loro valore (e ke cose fighe se le fanno pagare a peso d'oro)

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    1. E' verissimo.
      Da me c'era un ragazzo che aveva un negozio di usato, che ogni tanto si metteva al mercatino con una bancarella, che era ferratissimo ed anche abbastanza furbo da controllare le valutazioni in rete, e quindi fare affari da lui era molto difficile.
      Mentre altri ti vendono qualsiasi libro a 1 o 2 Euro, qualsiasi edizione siano, anche quelle fuori catalogo ed introvabili.
      Inutile dire che frequento soprattutto quest'ultimo, anche se nella bancarella di quel ragazzo spesso vi erano i libri migliori.

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