I miei mai non sono mai per sempre, vale nella vita come nella letteratura, e La Tempesta Del Secolo ne è un caso lampante.
Se ho disatteso il mio mai, in questo caso è stato per tre motivi:
1) Il prezzo misero di 5,90 €.
2) Era l'unico libro di Stephen che non avevo letto e che mancava nella mia libreria.
3) Nei vari gruppi su Facebook e nei forum sul Re, è recensito in maniera molto positiva.
Mi sono quindi fatto due domande, ho mandato a fanculo i mai ed i dubbi ed ho deciso di comprarlo.
Ho fatto bene?
Sì, perché il libro merita e non poco.
Ma partiamo con la sinossi:
"Una terribile tempesta colpisce l'isoletta di Little Tall Island davanti alle coste del Maine, sconvolgendo la sua piccola ed efficiente comunità. Nei giorni in cui l'isola rimane tagliata fuori dal mondo, assieme alla furia degli elementi si scatena anche qualcos'altro. Qualcosa che nessuno vorrebbe mai vedere. Un efferato assassino armato di un bastone dalla testa ringhiante di lupo, dopo avere seminato dolore, morte e distruzione tra tutti i membri dell'ordinata, esigua collettività, se li troverà in fine di fronte, ridotti a un gregge tremante. Allora detterà le sue condizioni ed esprimerà una tremenda e sconvolgente richiesta, che costringerà ognuno a guardare nell'abisso della propria anima..."
Ma cos'era che mi faceva rodere il culo di questo libro?
Che fosse una sceneggiatura e non un romanzo.
La qual cosa mi scoraggiava e mi rendeva empaticamente refrattario alla lettura.
E quindi mi portava a scartarlo a priori.
Però, ho fatto bene a desistere e a decidermi di prenderlo perché dopo due,tre pagine di assestamento, ho preso familiarità con il tipo di scrittura e tutto è filato liscio come l'olio.
Merito di una trama solida e di un bell'antagonista come si deve.
Un personaggio che mette in scacco l' intera comunità isolana di Little Tall Island ( la stessa del romanzo Dolores Claiborne sempre di King) assoggettandola ai propri misteriosi propositi che verranno chiariti soltanto nell'agghiacciante " lotteria " finale.
Il tutto mentre l'isola è sotto l'effetto di una terribile tempesta come mai se ne erano viste fino a quel momento.
Il fatto che sia una sceneggiatura non inficia per nulla la bontà dell'opera.
Per quanto gli eventi vengano suggeriti e raccontati più al regista che a noi, la trama appare chiara e lineare.
Così come l'intera comunità isolana che King descrive in maniera ermetica ma comunque vivida.
Conosceremo il bello ed il brutto di questa ristretta e chiusa comunità isolana, i loro segreti, le loro paure, la solidarietà e la coesione tipica di una piccola comunità, e il loro essere inconsapevoli marionette nelle mani di un fine tessitore.
Ma cos'è che più di tutto mi è piaciuto di questo libro?
L'inesorabilità del male.
Fin dal principio in questa storia si respira un clima di ineluttabilità.
Non solo per la tempesta che taglia tutte le comunicazioni ed i possibili aiuti, ma anche per la presenza di un antagonista come André Linoge che appare fin da subito implacabile.
È uno di quei pochi libri di King dove è forte la sensazione che stavolta sarà difficile per il bene trionfare, anche perché è difficile trovare un eroe senza macchia e senza paura in una piccola isoletta a largo del Maine dove la funzione di sceriffo è affidata ad un negoziante.
A fare da corollario al libro alcuni fotogrammi della serie televisiva inseriti tra un capitolo e l'altro, che in tutta onestà appaiono fin troppo sfocati, ed anche una corposa prefazione del Re che ci racconta della genesi di quest'opera e del perché ha scelto di ricavarne una sceneggiatura piuttosto che un romanzo.
Sceneggiatura che poi ha dato vita all'omonima serie Tv che io non ho visto e su cui quindi non metto bocca.
Posso farlo sul libro però, e ne ribadisco l'assoluta bontà.
Difetti?
Forse la storia soffre di un pizzico di staticità di troppo, ma comunque scorre che è un piacere.
Un altro difetto può essere che la sceneggiatura non ha certo la coesione di un romanzo risultando eccessivamente ermetica, ma il libro nasce così e come tale va preso.
Ma davvero, merita la lettura.
Soprattutto a quel prezzo a cui viene venduto adesso. ;-)
Se ho disatteso il mio mai, in questo caso è stato per tre motivi:
1) Il prezzo misero di 5,90 €.
2) Era l'unico libro di Stephen che non avevo letto e che mancava nella mia libreria.
3) Nei vari gruppi su Facebook e nei forum sul Re, è recensito in maniera molto positiva.
Mi sono quindi fatto due domande, ho mandato a fanculo i mai ed i dubbi ed ho deciso di comprarlo.
Ho fatto bene?
Sì, perché il libro merita e non poco.
Ma partiamo con la sinossi:
"Una terribile tempesta colpisce l'isoletta di Little Tall Island davanti alle coste del Maine, sconvolgendo la sua piccola ed efficiente comunità. Nei giorni in cui l'isola rimane tagliata fuori dal mondo, assieme alla furia degli elementi si scatena anche qualcos'altro. Qualcosa che nessuno vorrebbe mai vedere. Un efferato assassino armato di un bastone dalla testa ringhiante di lupo, dopo avere seminato dolore, morte e distruzione tra tutti i membri dell'ordinata, esigua collettività, se li troverà in fine di fronte, ridotti a un gregge tremante. Allora detterà le sue condizioni ed esprimerà una tremenda e sconvolgente richiesta, che costringerà ognuno a guardare nell'abisso della propria anima..."
Ma cos'era che mi faceva rodere il culo di questo libro?
Che fosse una sceneggiatura e non un romanzo.
La qual cosa mi scoraggiava e mi rendeva empaticamente refrattario alla lettura.
E quindi mi portava a scartarlo a priori.
Però, ho fatto bene a desistere e a decidermi di prenderlo perché dopo due,tre pagine di assestamento, ho preso familiarità con il tipo di scrittura e tutto è filato liscio come l'olio.
Merito di una trama solida e di un bell'antagonista come si deve.
Un personaggio che mette in scacco l' intera comunità isolana di Little Tall Island ( la stessa del romanzo Dolores Claiborne sempre di King) assoggettandola ai propri misteriosi propositi che verranno chiariti soltanto nell'agghiacciante " lotteria " finale.
Il tutto mentre l'isola è sotto l'effetto di una terribile tempesta come mai se ne erano viste fino a quel momento.
Il fatto che sia una sceneggiatura non inficia per nulla la bontà dell'opera.
Per quanto gli eventi vengano suggeriti e raccontati più al regista che a noi, la trama appare chiara e lineare.
Così come l'intera comunità isolana che King descrive in maniera ermetica ma comunque vivida.
Conosceremo il bello ed il brutto di questa ristretta e chiusa comunità isolana, i loro segreti, le loro paure, la solidarietà e la coesione tipica di una piccola comunità, e il loro essere inconsapevoli marionette nelle mani di un fine tessitore.
Ma cos'è che più di tutto mi è piaciuto di questo libro?
L'inesorabilità del male.
Fin dal principio in questa storia si respira un clima di ineluttabilità.
Non solo per la tempesta che taglia tutte le comunicazioni ed i possibili aiuti, ma anche per la presenza di un antagonista come André Linoge che appare fin da subito implacabile.
È uno di quei pochi libri di King dove è forte la sensazione che stavolta sarà difficile per il bene trionfare, anche perché è difficile trovare un eroe senza macchia e senza paura in una piccola isoletta a largo del Maine dove la funzione di sceriffo è affidata ad un negoziante.
A fare da corollario al libro alcuni fotogrammi della serie televisiva inseriti tra un capitolo e l'altro, che in tutta onestà appaiono fin troppo sfocati, ed anche una corposa prefazione del Re che ci racconta della genesi di quest'opera e del perché ha scelto di ricavarne una sceneggiatura piuttosto che un romanzo.
Sceneggiatura che poi ha dato vita all'omonima serie Tv che io non ho visto e su cui quindi non metto bocca.
Posso farlo sul libro però, e ne ribadisco l'assoluta bontà.
Difetti?
Forse la storia soffre di un pizzico di staticità di troppo, ma comunque scorre che è un piacere.
Un altro difetto può essere che la sceneggiatura non ha certo la coesione di un romanzo risultando eccessivamente ermetica, ma il libro nasce così e come tale va preso.
Ma davvero, merita la lettura.
Soprattutto a quel prezzo a cui viene venduto adesso. ;-)








