martedì 14 gennaio 2014

Disconnect

In questi giorni : Sono stato al Pronto Soccorso, ho riletto Carrie di Stephen King per rinfrescarmi la memoria nell' attesa dell' uscita del Remake dell' omonimo Film ed ho trovato il tempo di vedere Disconnect.

Uscito in America nel 2012, è giunto qui in Italia solo adesso, con un ritardo di soli due anni, poco in effetti. :-P
Ma di che parla Disconnect?
Di un tema piuttosto attuale, i pericoli del mondo virtuale.
Il Film è distinto in tre filoni differenti che trovano il modo di intersecarsi tra di loro, narrando le gesta di tre famiglie diverse alle prese con tre problemi diversi, inerenti un unico protagonista : Internet.

E così nella prima storia vediamo due ragazzini prendersi gioco di un loro coetaneo timido ed introverso, inventandosi un falso profilo Facebook femminile per interagire con lui.
Dopo averlo sedotto virtualmente riuscendo a farsi inviare una sua foto nudo, fanno girare la stessa per tutta la scuola, portando il ragazzo al pubblico ludibrio fino a spingerlo ad un tentativo di suicidio.
Storia bastarda e vera.
Di storie del genere, se ne sentono e se ne leggono a bizzeffe, complice anche una certa indifferenza dei genitori che lasciano bazzicare impunemente la loro prole tra i meandri di Internet, senza il minimo controllo.

La seconda storia parla di una giornalista che in cerca di fama e successo si interessa alla vita di un ragazzo che vende il proprio corpo su Internet mostrandosi in una Videochat.
Ecco, questa forse è la storia più interessante.
La giornalista ottiene l' intervista e il successo, attirando sul ragazzo e su di sé le forze dell' ordine intenzionate a bloccare il traffico di minorenni in atto sulla Videochat.
Storia molto drammatica e sopra le righe ma ben recitata, credo sia la parte più corposa del Film.

La terza storia è un classico di Internet, il furto d' identità, il cosiddetto Phishing.
Una coppia preda di problemi personali dopo la morte del figlioletto, si consola come può su Internet.
Lui accumula debiti giocando Online, lei dandosi ai Forum e alle Chat alla ricerca di qualcuno con cui condividere il proprio dolore.
Subiranno il furto d' identità e di tutti i loro averi, tanto da finire sul lastrico.
Visto l' immobilismo della Polizia decideranno di mettersi alla ricerca del ladro d' identità per farsi giustizia da soli.

Credo che sulla storia e sulla sceneggiatura del Film ci sia poco da dire, le storie sono credibilissime e vere.
Il Film funziona e mi ha avvinto, ma ammetto di averlo trovato fin troppo didascalico ed asettico, privo di un vero mordente.
A volte ho avuto quasi l' impressione di guardare un episodio delle Iene o di Report, risultando un Film fin troppo documentaristico per i miei gusti.
Però funziona ed è ben fatto, da questo punto di vista, il Film è inattaccabile.

Comunque il male non è certamente Internet ma l' uso che se ne fa.
I problemi dei protagonisti di questo film nascono nel mondo reale, quello virtuale è solo un rifugio, una scappatoia.
La morale del film è che anche nei rifugi, puoi incontrare gente di merda.

 

sabato 11 gennaio 2014

Scott Piglrim / Contro Il Mondo - Volume 2

Per Natale mi sono regalato due volumi: il primo è l' avventura virtuale in salsa pop anni '80 scritta da Ernest Cline che credo tutti i Nerd e Geek del globo conoscano, ovvero il fantasmagorico libro Player One.
Il secondo ( scusate la cacofonica ripetizione che sto per usare ) è il secondo volume di Scott Pilgrim griffato O' Malley.
Oggi parliamo del secondo, tanto del primo ne hanno parlato tutti e gente molto più in gamba di me, non so manco se e quando lo recensirò.

Comunque concentriamoci sul secondo volume e sulle avventure di Scott e del suo gruppo di scalmanati.
Il tema portante del secondo volume è il passato che ritorna, con le storie d' amore passate e presenti indiscusse protagoniste.
Il Background dei personaggi viene ampliato e ci viene più facile conoscere e addentrarci dentro le vite degli stessi, da questo punto di vista il fumetto per quel che concerne l' introspezione psicologica dei personaggi risulta molto più convincente e meno ermetico rispetto al Film.
La lettura nonostante il volume sia più corposo del precedente è volata via in maniera leggera e gradevole, lasciandomi alla fine una piacevolissima sensazione.
Scott dovrà affrontare il secondo ex fidanzato della bella Ramona che a sua volta dovrà affrontare l' ira dell' ex fidanzata di Scott la temibilissima "Scottomane" Knives Chau, mentre all' orizzonte fa la sua apparizione l' ex che strappò il cuore del protagonista, la Pop Star Envy Adams il cui bassista e a sua volta un altro ex di Ramona, ossia il terzo della lega dei malvagi ex.
Insomma, il volume è un tripudio di Ex.
Come al solito risate assicurate e personaggi sceneggiati in maniera divina da Brian Lee O' Malley.
Volume che non posso non definire bellissimo.
Continuo a trovare geniale l' idea di narrare quella che è una classicissima storia d' amore adolescenziale, in chiave Arcade, ed anche in questo volume citazioni di videogiochi e supereroistiche abbondano.
Ho fatto il callo anche al tratto piuttosto personale ed infantile di O' Malley, che inizio a trovare adeguato e che non stona affatto nell' economia del racconto, tanto che talvolta mi sembra di leggere e guardare il Gameplay di un Platform.
Continuano invece le mie riserve per quel che concerne il prezzo e l' edizione Pocket molto Manga Style della Rizzoli Lizard in cui mi sono imbattuto, ma ormai l' ho iniziato in questa edizione e mi tocca finirlo così ( se doveste essere interessati all' acquisto, mi riferisco a te lettore occasionale passato qui per caso, compra la versione a colori o cercane qualcun' altra che non sia quella Pocket, non fare la stessa cazzata dell' individuo che sta postando).
Chiusa l' enorme parentesi, volevo concludere dicendo che è scontato che presto o tardi prenderò i restanti quattro volumi, dato che Scott, Ramona e quei pazzoidi dei suoi amici, già mi mancano.

" Nella sfida contro il mondo, il vero trucco è andare avanti. "
 

martedì 7 gennaio 2014

Il Grande e Potente Oz

Avrò avuto 10 anni, quando ho visto al cinema sotto casa Nel Fantastico Mondo di Oz.
Non ricordo se ci andai con la scuola oppure se fu mia sorella a portarmici, ma ricordo benissimo molte scene del Film.
E' strano, ma i Film che ho visto al Cinema me li ricordo benissimo tutti.
Forse perché all' epoca e fino all' età adolescenziale, rappresentava una sorta di evento andarci, o sarà a causa della compagnia ma ogni Film visto era un' esperienza anche quando si trattava di una cagata come Forza D' urto, Anni '90 o Sola In Quella Casa.
I Film visti al Cinema vanno dritto nel bagaglio dei ricordi, quelli in Streaming o in Tv vuoi per la loro mole, lo fanno raramente.
Ricordo che comunque Nel Fantastico Mondo di Oz mi piacque tantissimo, mi piacquero tantissimo il Leone Codardo, Lo Spaventapasseri, L' uomo di Latta, un po' tutti i personaggi di quel pazzo mondo.
Quindi nei riguardi de Il Grande e Potente Oz, avevo una grande curiosità.
Curiosità che però non mi ha spinto ad andare al Cinema a vederlo.
Un po' le recensioni, un po' il mio lento ma inesorabile disamoramento per la settima arte e soprattutto i soldi che ho sempre preferito destinare ad altro, mi spinsero ad attenderne l' uscita in Tv per vederlo.
E quindi che dire, ne è valsa la pena?
Ni.
Ho letto miriade di recensioni di Siti Web, Forum ed esimi Blogger, prima di buttarmici a capofitto, quindi sapevo cosa aspettarmi.
Il Grande e Potente Oz è un Film piuttosto infantile, lo definirei quasi pittoresco soprattutto per quel che concerne le immagini.
Molto suggestivi i paesaggi del mondo di Oz, quantunque parecchio finti.
Forse l' effetto è voluto ma la CG in questo film è piuttosto pesante.
Molto bella la prima mezz' ora in bianco e nero, che definirei un chiaro omaggio alla pellicola principe di Fleming del '39, di cui il Film di Raimi è un chiaro Prequel.
La fuga in mongolfiera ed il viaggio nell' occhio del ciclone con conseguente arrivo nel mondo di Oz è cinema allo stato puro.
E' il resto che mi è piaciuto poco.
Mila Kunis è una gnocca da paura, ha due occhi grandissimi da cui vieni ipnotizzato, ma il suo personaggio personalmente l' ho trovato estremamente insipido, poco approfondito.
Tutto questo vale anche per le altre due streghe, personaggi fin troppo manieristici ed insulsi per i miei gusti.
Personaggi dallo scarsissimo Background che avrebbero meritato ben altro approfondimento, secondo me.
Per quanto comunque, compensano tutto con la loro gnoccaggine non indifferente.
Molto ben approfondito invece il personaggio interpretato da James Franco, un mago illusionista sbruffone, falso ed egoista, che seduce e scappa via, che nel corso dell' avventura avrà modo di crescere e di maturare.
Belli anche gli omaggi ad Edison ed alle sue scoperte, che in un Film del genere non mi aspettavo proprio.
Bella anche la bambola di porcellana, che probabilmente aveva più carisma delle tre streghe protagoniste. :-P
Insomma è un Film che pur essendo indirizzato ad un certo Target, ha delle buone frecce al proprio arco insieme a molte altre piuttosto spuntate, ma devo dire che tutto sommato intrattiene e fa il proprio dovere.
La presenza di Sam Raimi alla regia si fa sentire soprattutto nella creazione di alcune creature molto Raimi style come le fatine dei denti nel lago o nei mostri alle dipendenze delle due streghe cattive, ma oggettivamente il suo passaggio alla Disney è molto simile a quello precedente di Tim Burton, e non è un bel segnale.
Pur non raggiungendo quel baratro che è stato Alice In Wonderland, in molti passaggi Il Grande e Potente Oz lo ricorda parecchio.
Occhio Sam, ti raccomando.
Ritorna ai tuoi Horror, che mi mancano tanto. :-(
 

mercoledì 1 gennaio 2014

Akira - Katsuhiro Otomo

Ci sono storie che hanno trent' anni sulle spalle ma ne dimostrano di meno, ed Akira è una di queste.
Il Manga di Katsuhiro Otomo è attualissimo anche adesso, tanto che sembra essere stato scritto ieri.
Akira è un' esperienza da vivere, un Manga da leggere o quantomeno se non volete sorbirvi i 6 volumi, recuperate il Film che comunque fa un ottimo sunto di questa bellissima avventura.
Il Manga venne inizialmente serializzato su Young Magazine a puntate dal 1982 al 1988 per poi essere successivamente pubblicato in 6 Tankobon dalla Kodansha.
Visto l' enorme successo dell' opera e con il Film alle porte, fu decisa la pubblicazione in Occidente, con la Marvel pronta ad accaparrarsene i diritti.
La serie in origine in bianco e nero, fu ricolorata per l' occasione da Steve Oliff ed arrivò in Italia in tale veste edita dalla Glènat Italia.
L' opera è composta da 38 volumetti.
36 furono editi dalla Glènat, con il fallimento della stessa la palla passò di mano alla Marvel Italia che pubblicò sul finire degli anni '90 i due volumi finali per poi ristampare più volte nel corso degli anni l' opera, anche nel formato originale della Kodansha, quello in 6 volumi.
All' epoca io comprai il primo, ma nonostante la bellezza dell' opera, le mie finanze non mi permisero di continuare.
Rimedio adesso, dopo essere riuscito a metterci le mani sopra.

Ma cos'è esattamente Akira?
Akira è un Manga distopico, ambientato in una Tokio post apocalittica, successivamente alla Terza Guerra Mondiale.
E' un Manga ricchissimo d' azione, dai forti contenuti Cyberpunk o almeno gli strizza l' occhio parecchio.
Per intenderci leggendolo si respira l' atmosfera di autori come Gibson o P.K. Dick e non sono pochi i rimandi ad opere come Blade Runner.

La storia è ambientata 38 anni dopo la Terza Guerra Mondiale nella città di Neo Tokio e vede protagonisti un ragazzo problematico di nome Kaneda e la sua Banda di motociclisti.
Un incidente che vedrà protagonista Tetsuo uno dei membri della sua banda, nonché amico / rivale di Kaneda farà da apripista a questa incredibile quanto complessa e talvolta contorta avventura.
Tetsuo per evitare l' apparizione improvvisa di un bambino precocemente invecchiato subirà serissimi danni fisici a causa della caduta dalla moto, ma l' incidente farà da catalizzatore al risveglio di potentissimi poteri psichici che il ragazzo non sapeva di possedere, da cui verrà ben presto soggiogato.
Quello che a prima vista può essere considerato il racconto di una classica rivalità d' amicizia ( che in effetti è ), vedrà l' ingresso in campo di numerose forze militari e rivoluzionarie, in cui si ritroveranno invischiati Kaneda e compagni.
Spiegare l' opera è un casino, anzi se posso trovare un unico difetto in questa storia è proprio di essere fin troppo contorta e complessa, tanto che in molti capitoli si ha la sensazione di leggere gesta di persone che corrono da tutte le parti senza sosta.
Il Manga tocca tanti temi, come gli esperimenti sui bambini in tempi di guerra, distopia, droga, povertà e quant' altro e poteri telecinetici e psichici la faranno da padrone.
Saranno Kaneda e Kei una terrorista rivoluzionaria di cui Kaneda s' innamorerà che si ritroveranno loro malgrado protagonisti di questa avventura.
L' obiettivo sarà fermare Tetsuo che nella sua sete di potere ha intenzione di usare l' arma che ha fatto scoppiare la Terza guerra mondiale, un bambino dai poteri immensi di nome Akira.
I primi volumi sono da cardiopalma e i numeri che trattano della ricerca, del ritrovamento e del risveglio di Akira sono stupendi.
Molto bella l' idea di presentare Akira come un bambino calmissimo e silenzioso ma dai poteri illimitati e belli tutti i personaggi di contorno, forse un po' ermetici, ma che hanno tutti il loro spazio nel corso dell' opera.
La seconda parte, quella post risveglio di Akira è forse quella che mi è piaciuta di meno, troppo casinista e contorta, una sorta di tutti contro tutti praticamente senza sosta e senza respiro, che forse sarebbe potuta essere narrata un po' più velocemente, ma è proprio una critica buttata lì, perché questo Manga è raccontato bene, le scene d' azione sono disegnate e sceneggiate divinamente e quindi sebbene a volte si ha la sensazione che la storia si avviti su se stessa, viene compensata dalle intuizioni e dai disegni al fulmicotone di Otomo.
Questo Manga è leggenda e merita tutto il successo che ha avuto.
Chiunque sia arrivato dopo ( penso ad opere come Eden o Evangelion che un po' lo ricordano nella complessità della trama e dei personaggi), è stato certamente ispirato da quest' opera immortale.
Insomma è un Manga che vale la pena recuperare, dovrebbe essere anche semplice da trovare visto che è stato ristampato varie volte dalla Planet Manga ed è una lettura consigliata a tutti, lettori di Manga e non.

Ne approfitto, dopo aver scritto questo Post alla velocità della luce e in condizioni a me non congeniali ( gente intorno e di fretta ) per fare gli Auguri a tutti di Buon Anno. :-)


 

giovedì 19 dicembre 2013

Le più grandi delusioni videoludiche della mia vita / (1) Last Battle - Amiga 500

Non so i miei amici, ma io forse non usavo manco il portafoglio a quel tempo.
Più probabile tenessi le 1000 Lire stropicciate in tasca o avessi il classico bozzo formato dalle monetine da 500 Lire, che il più delle volte veniva fagocitato dal Flipper o Dal Coin-Op di turno.
Non tutte però, perché alcune le conservavo per eventuali acquisti che effettuavo con i miei amici, perché eravamo anche pirati a quel tempo.
Lo erano quasi tutti tra la fine degli anni '80 e l' inizio dei '90, lo eravamo anche noi.
Niente bandane o bende in un occhio e nemmeno bandiere di Jolly Roger sui motorini, eravamo pirati di diverso genere, spacciavamo tra di noi giochi per Amiga 500, con l' X-Copy che andava a manetta.
Contavamo le monetine, si faceva una sorta di colletta e via, si partiva per il primo negozio di videogiochi alla ricerca dell' ultima uscita, di qualsiasi gioco che nelle recensioni delle riviste del periodo faceva più presa ai nostri occhi, che poi puntualmente copiavamo a manetta facendolo girare in tutta la compagnia.
I videogiochi a 5000 Lire ( a Floppy ) e se ti andava bene anche a 3000 Lire, erano un' attrattiva troppo forte per noi ragazzini, che non pensavamo minimamente al danno che stavamo facendo alla Commodore e alle Software House, foraggiando la pirateria e quei negozi che ci campavano con quel commercio clandestino.
Fu così anche per Last Battle.
Non ricordo qual era la rivista, ma ricordo che tutti spalancammo gli occhi quando scoprimmo che era prossimo all' uscita un videogioco dedicato a Ken Il Guerriero.
Ken lo guardavamo tutti, era una delle poche cose in Tv che aveva il potere di farti abbandonare qualsiasi cosa stessi facendo e farti correre a casa a guardarlo e fu con trepidante e somma attesa che attendemmo l' uscita del videogioco, tanta quanto fu la delusione una volta inserito il Floppy.

Last Battle è un Beat 'em up a scorrimento orizzontale, un classico picchiaduro.
Pubblicato dalla Sega nel 1989 per Megadrive, fu inizialmente commerciato solo nel Sol Levante con il titolo di Hokuto no Ken - Shin Seikimatsu Kyūseishu Densetsu, fino a quando la Elite non decise di farne una versione per Commodore da importare in Europa, dove assunse il titolo di Last Battle.
Scomparvero tutti i riferimenti alla saga di Ken, compresi i nomi dei personaggi, tutti cambiati, quantunque fossero facilmente riconoscibili.
Mi pare di ricordare che una volta completata la barra alla fine della schermata del gioco, ovvero quella con la scritta Powey, potevamo assistere alla classica trasformazione di Ken, con conseguente rigonfio del petto e strappo di vestigia. :-P
Il gioco fu persino censurato, visto che fu fatto scomparire il sangue dei nemici quando venivano colpiti da uno dei pugni o dei calci di Ken, ma per fortuna nella versione Amiga esisteva un Cheat Mode che ripristinava il tutto.

Ma perché Last Battle fu una delusione?
Per la ripetitività dell' azione prima di tutto e poi perché da un gioco di Ken, ti aspettavi ben altro.
Livelli quasi tutti uguali, idem per i nemici, se si eccettuano i Boss di fine livello ( si arriva ad affrontare anche Raoul e Falco, anche se con nomi diversi).
Senza contare che le mosse che si potevano effettuare, erano pochissime.
A dirla tutta il gioco era piuttosto noioso e anche brutto graficamente.
Ricordo con esattezza la mestizia dei nostri occhi, la cocente delusione.
Tanta fu l' attesa, quanto poco fu il tempo in cui finì nel dimenticatoio, sostituito da altri giochi, che facevano andare la nostra X-Copy a manetta.


Eccolo per chi volesse farsi del male, un piccolo estratto di Last Battle per Amiga:


 

giovedì 12 dicembre 2013

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male - Volume 1

" Amore è il contrario di Game Over ".

Scott Pilgrim / Una Vita Niente Male è il primo dei sei volumi che compongono l' opera fumettistica scritta e disegnata da Brian Lee O' Malley.
Da quest' opera è stato tratto il bellissimo Film Scott Pilgrim Vs The World diretto da Edgar Wright ed arrivato nei cinema nostrani ormai più di tre anni fa.
Film che è stato un autentico Flop ma che il Tam Tam in rete ha reso un piccolo Cult, se non altro per quella nicchia un po' Nerd amanti dei videogiochi anni '80 a cui l' opera ammicca parecchio.
Io, ammetto di essere uno di quelli che quest' opera l' ha conosciuta solamente tramite il Film e di essermi avvicinato soltanto adesso al fumetto.
E lo dico subito, dovessi giudicare il fumetto da questo primo numero, direi che per adesso il Film di Edgar Wright vince su tutta la linea.
Cos' è che mi ha fatto storcere il naso?
Non certo la storia, perché Brian Lee O' Malley è il vero ideatore e creatore della storia e dei personaggi e senza di lui non ci sarebbe stato Scott e tutto il Cast di personaggi.
Principalmente sono due le cose che non ho apprezzato e per entrambe la colpa è della Rizzoli Lizard ovvero colei che ha pubblicato il fumetto in Italia:
1) Il Formato ridotto talmente Pocket da sembrare più un Manga che un fumetto.
2) Il prezzo, 9,90 Euro per l' edizione ed il formato in cui è pubblicato nonché il numero di pagine (160 circa) è un autentico furto, dovessi decidere di prendere gli altri cinque volumi arriverei a sborsare quasi 60 Euro, Zio cane.
Lo so, sembro sempre il solito accattone che guarda sempre ai prezzi e so benissimo che rispetto ad un paio d' ore in discoteca a 20 Euro il prezzo di un fumetto o un libro non è nulla, ma almeno si fossero sforzati di fare un' edizione decente, sembra più un libro in formato Paperback che un fumetto.
Un' altra cosa che mi è piaciuta poco è lo stile di disegno di Brian Lee O' Malley, lo ammetto.
Ora, non sono uno che giudica un' opera dai disegni, ci sono storie che adoro che hanno un disegno appena sufficiente o comunque sono disegnate in maniera talmente personale da poter risultare indigeste ( penso a From Hell o anche a ad alcuni cicli di Sandman) ma devo ammettere che il tratto al limite dell' essenziale di O' Malley faccio fatica a farmelo piacere.
Ma non è un problema, per me i disegni vengono dopo la trama, e la trama di Scott Pilgrim merita da sola l' acquisto.
Ma di cosa ci parla esattamente quest' opera?
Un aiutino ci viene dal retrocopertina, con i gentili omaggi di Ibs a cui rubo questo estratto:

" La vita di Scott Pilgrim è davvero niente male. Ha ventitré anni, suona in una band, si sveglia all'ora che gli pare e ultimamente esce anche con una tipa carina che praticamente gli muore dietro. Ma da un po' di tempo a questa parte c'è un'autostrada dell'iperspazio che gli passa dritta attraverso la testa: a sfrecciarci da un capo all'altro sui suoi rollerblade è proprio lei, la misteriosa Ramona Flowers, appena arrivata in città e già pronta a rubargli il cuore. Chi è Ramona? Da dove viene? Perché i suoi sette ex fidanzati malvagi si sono alleati per impedire a Scott di conquistarla? Sfere di fuoco! Rock'n'roll! Superpoteri mistici! Pedinamenti! E una sola, incrollabile certezza: che una vita niente male può diventare una vita fantastica. Basta essere pronti a tutto. Ma proprio a tutto. "

A leggere il retrocopertina sembra una stronzata, lo so.
Invece ci troviamo davanti un' opera geniale.
L' idea che Scott debba affrontare i sette ex della ragazza di cui è innamorato, come fossero un nemico di fine livello di un videogioco è bellissima, così come il nemico che una volta sconfitto si dissolve lasciando delle monetine, come accadeva sovente nei Platform o in altri giochi Arcade anni '80-90.
Ma la storia non è solo questo, molto belli gli spaccati di quotidianità, i personaggi che circondano Scott, che rendono la lettura così divertente che 160 pagine sembrano 10.
Che dire del coinquilino Gay di Scott o dei restanti membri dei Sex Bob-Omb?
Sono uno spasso totale, così come il Giovane Neil o la fidanzata liceale di Scott ossia Knives Chau, fuori di melone come poche.
Poi ovviamente c'è lei, Ramona Flowers, a prima vista algida ed irraggiungibile, una fattorina Ninja che farà perdere la testa a Scott, letteralmente.
A livello di personaggi, parliamo di una storia che presenta delle bellissime caratterizzazioni, a cui davvero non so trovare il minimo difetto.
Non fosse per l' edizione, il prezzo ed il tratto di O' Malley che può risultare indigesto, consiglierei di acquistare il fumetto senza riserve.
Rispetto al Film almeno guardando il primo volume, il fumetto perde ovviamente in dinamicità ed effetti speciali, dove la componente quasi " Arcade " del fumetto viene persino più accentuata.
Dovessi giudicare i due prodotti fino a dove finisce il primo volume ovvero l' epico duello contro il primo ex ossia Matthew Patel, devo dire che preferisco come ho già detto sopra il Film.
Spero che i restanti volumi mi smentiscano ma so già che sarà difficile, poiché il Film di Edgar Wright mi aveva conquistato già dal primissimo fotogramma ossia questo:
Il tema della Universal a 8 bit, una vera chicca. :-)

 
 
Cos' è in fin dei conti Scott Pilgrim?
Il racconto della vita di un ragazzo in chiave Arcade.
Già basta questo per conquistarmi.
C'è stato un tempo, in cui avrei voluto essere un personaggio Pixelloso a 8 o 16 Bit, in cui avrei volentieri voluto che la mia vita fosse quella di un personaggio di un videogioco o di un Film.
Tempi in cui l' immedesimazione era totale, commovente.
Credo sia lo stesso per Brian Lee O' Malley, ne sono sicuro.



 

lunedì 9 dicembre 2013

Cappello introduttivo di un individuo che ha bisogno di intimità anche per scrivere un Post e dell' ultimo Film che il medesimo individuo ha visto, C' Era Una Volta Un' Estate.

Il mio senso di colpa mi ricorda che sono quasi dieci giorni che non scrivo nulla.
Colpa di alcuni problemi domestici, del lavoro, della classica sindrome da foglio bianco e diciamola tutta della mancanza di voglia, che è una parte fondamentale del mio essere che a volte prende il sopravvento rendendomi simile ad un Ameba.
Più di tutto è la mancanza della solitudine, dell' intimità in cui ho bisogno di rifugiarmi per scrivere, anche quando si tratta di scrivere delle cazzate come possono esserlo una recensione cinematografica da quattro soldi o quella di un libro.
All' idea di avere qualcuno in stanza che mi stia alle spalle come una carogna ( cit.) o mi gironzoli attorno mentre scrivo al Computer, mi prendono le palpitazioni e gli stati d' ansia, tanto che smetto immediatamente di scrivere e faccio altro, prendo i remi virtuali e mi metto a navigare nel mare del Web.
E' proprio vero quello che scriveva tempo fa Stephen King, quando affermava che scrivere è un' attività masturbatoria, da fare al chiuso e in solitudine.
Sebbene al giorno d' oggi, la masturbazione è così sdoganata che la si mette in mostra con una facilità estrema basta farsi un giro su Chatroulette. :-P
Tutta questa prosopopea per dire che dopo quasi 10 giorni approfitto di un momento di solitudine e in cui ho un po' più voglia del normale e ne approfitto per parlare di un Film che mi è piaciuto molto ossia C' era Una Volta Un' Estate.
A dirla tutta ho anche letto molto in questi giorni portandomi molto avanti nella lettura di Akira ( Wow ) e della trilogia Nocturna di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, che sto finendo di rileggere in questi giorni.
Dimenticavo di citare anche il primo volume di Scott Pilgrim Vs. The World che merita anch' esso un Post, in un prossimo futuro.
Ma bando alle ciance e parliamo di questo Film, che sicuramente conoscerete tutti, vero? ( sì, come no, :-P).

C' era Una Volta Un' Estate ( che palle mettere le maiuscole ) è un classico Film di formazione adolescenziale.
In genere questa tipologia di Film mi piace parecchio pur riconoscendone spesso l' eccessiva faciloneria tipica del genere.
Nel senso di: Tipo sfigato Nerd o timido ed introverso che alla fine conquista la gnocca di turno, si fa un sacco di amici, ecc.ecc.
Questo Film in un certo senso non sfugge alle regole classiche del genere, ma nonostante ciò mi è piaciuto molto.
L' impostazione mi ha ricordato parecchio altri film del genere come Voglia di Ricominciare o Adventureland ponendosi a metà tra l'uno e l'altro.
Momenti comici e drammatici si miscelano in una buona macedonia dal sapore agrodolce e gli attori mi hanno convinto tutti a partire dal subdolo patrigno interpretato magistralmente da Steve Carell.
Ma parliamo della trama, che sennò si fa notte.
Duncan è un ragazzo timido e riservato, dalle spalle perennemente ingobbite, come se portasse sulle spalle l' intero universo ed oltre.
Figlio di genitori divorziati si trova ad affrontare i cambiamenti che comporta l' apparizione e la convivenza del nuovo compagno della Madre, un tipo gelido, autoritario, posato e tendente alla stronzaggine interpretato da Steve Carell.
Il tipo prende le redini della famiglia e vuole far diventare il giovane donzello a sua immagine e somiglianza cercando di spronarlo con frasi del tipo : " Se dovessi dare un voto alla tua vita, ti darei 3 ".
Molto umano  il tipo, come direbbe Fantozzi. :-P
L' occasione di rivalsa per il giovane Skywalker Duncan è l' arrivo nella cittadina di mare in cui andrà a passare le vacanze, dove conoscerà bella gente ed andrà a lavorare in un parco acquatico.
L' ho fatta facile, ma così è.
Al contrario del Padre e di quella stronza della sorellastra ( la stronzaggine evidentemente è ereditaria ) il gestore ed anche gli altri addetti ci metteranno poco ad accettare il giovane per quello che è, forse perché più disponibili alla tolleranza ed alla diversità o perché più abituati al contatto con la gente o semplicemente perché sono fatti così o perché in fin dei conti è così che è stato scritto nella sceneggiatura. :-P
O perché il Parco Acquatico in fin dei conti è una sorta di microcosmo a sé stante, che tende a proteggere ed inglobare tutti gli appartenenti ed in cui il ragazzo fin da subito si troverà a suo agio trovando gente più simile a lui, gente che ti accetta con i tuoi pregi e difetti, gente che non cerca di cambiarti e modellarti a propria immagine.
Quel Parco Acquatico non doveva chiamarsi Water Wizz ma utopia, secondo me. :-P
Ovviamente seguiranno scontri, ripercussioni familiari, fughe, peste e corna in famiglia oltre alla classica prima cotta adolescenziale per la gnocchetta della porta accanto.
Molto belli i comprimari ed i personaggi in toto, da questo punto di vista il Film è una macchina perfetta, ogni personaggio trova la sua degna rappresentazione e l' adeguata introspezione psicologica mostrandoci ogni tipo di fauna che di solito si trova nei paesi di mare passando dalla Zoccola di turno alla vicina di casa gioviale e un po' opprimente, al limite dell' invadenza.
Apprezzabile il finale, anch' esso agrodolce, che non finisce nel solito scontatissimo modo ma che lascia molto all' immaginazione.
C' Era Una Volta Un' Estate ( l' ho già detto che odio digitare le maiuscole?), è un Film che merita, diverte, fa sorridere e allo stesso tempo fa riflettere, lo consiglio, Cazzu Cazzu ( modalità coglione, on).