sabato 6 aprile 2013

Quelli dell' Invicta.

Lavorando vicino ad un complesso di scuole, mi accorsi tempo fa della debacle ormai storica degli zaini Invicta, che praticamente non indossa più nessuno.
Ormai è un tripudio di Seven, qualche zaino anonimo di marche che non conosco, mentre i più sgamati indossano borsoni e borselli Adidas e Nike, soprattutto i primi.
Gli Invicta è più facile vederli ai 30enni-40enni in stazione o nelle palestre o rinchiusi in fetidi e polverosi armadi, come a casa mia.
Girando per il sito dell' Invicta ho scoperto che ha rimesso in vendita vecchissimi zaini etichettandoli come Vintage e persino sui Ebay degli stessi vetusti zaini se ne trova un buon numero in vendita, segno che alle vecchie cariatidi come il sottoscritto tutto sommato piacciono ancora.
Di certo essi hanno rappresentato non solo a pieno titolo gli anni '80-90 ma anche uno spaccato di vita di tutti noi che vivemmo quel periodo.
All' epoca era prassi durante il passaggio alle scuole medie abbandonare la cartella e passare al più comodo zainetto, visto l'aumento considerevole dei libri da portare.
Caso vuole che la valigeria accanto al mio negozio li vendesse e lì mi mia madre mi prese il primo di una lunga serie di Invicta.
Il primo non mi ricordo nemmeno com'era so solo che era azzurro e violetto e che mi fu rubato dopo pochissimo tempo mentre era steso ad asciugare, non era nemmeno iniziata la scuola, praticamente non l'ho vissuto per nulla.
Poi arrivo lui: l' invicta azzurro e arancione, intervallato talvolta dallo zainetto Alpino che prima di me passò tra le mani di sia di mio sorella che di mio fratello.
La cura dello zaino era quello che era, certo non ero ancora arrivato ai livelli delle scuole superiori dove con lo zaino ci mancasse poco che ci giocassi a calcio ( non posso escluderlo comunque può essere anche capitato) ma posso dire che mi è durato praticamente per tutto il triennio delle scuole medie, prima di decidere di cambiarlo, perchè volevo presentarmi alle superiori con uno zaino nuovo fiammante.
Mi feci portare addirittura il catalogo a casa per scegliere e la scelta ricadde sul mitico Jolly Track nero e giallo, lo zaino a cui rimasi più legato in assoluto.
La cosa bella di quel periodo era anche guardare e spiare quello degli altri, ci si vedeva il carattere e la fantasia dei possessori in quegli zaini.
Frasi e disegni fatti con l'Uni Posca, portachiavi attaccati sopra ( lo stemma della Mercedes andava per la maggiore all' epoca ed ammetto che anch' io partecipai in tal senso andandone a staccare uno per attaccarlo al mio zaino),adesivi vari, in una sorta di microcosmo artistico che mi faceva letteralmente impazzire.
 
 
Anche il modo in cui veniva indossato, rappresentava in toto l' essere dell' individuo in questione o quello che tentava di rappresentare.
I più fichi utilizzavano una bretella soltanto o le incrociavano entrambe per portarlo su una spalla sola, portarle entrambe era roba da primini, da piccoli.
Il Jolly Track è sicuramente quello che ha rappresentato e vissuto più di tutti i cambiamenti del mio corpo, del mio carattere, degli umori, vivendo in pieno entrambe le mie bocciature, le mie "giocate" di scuola e i miei primi amori e desideri sessuali.
A tutt' oggi tra i miei zaini è quello a cui mi sento più legato, una sorta di scrigno di ricordi, anche più di quello che conservo ancora a casa, l'ultimo della serie.
Il Jolly black nero e arancione è l'ultimo zaino che ho indossato, quello che ha visto la fine del mio percorso scolastico, quello certamente più trattato male e meno vissuto, perchè all'epoca avevo ormai così poco da perdere dopo due bocciature che a scuola praticamente ci andavo con lo zaino quasi
semivuoto, con solo il diario ( che usavo come diario personale e non per segnare i compiti), qualche penna e qualche sparuto libro quando ero obbligato a portarne.
Paradossalmente l'ho riempito più durante il militare che in due, tre anni scolastici, eccetto quando dovevo per forza portare quell' immenso tomone che era il vocabolario di tedesco.
In un certo qual modo è stato la fine di un percorso e l' inizio di un altro, non necessariamente migliore, certamente diverso.
Dopo il militare ho praticamente smesso di indossarlo ed in questi quindici anni l'ho giusto tirato fuori due, tre volte, compresa quella di oggi in cui l'ho fotografato.
 

6 commenti:

  1. Arrivo con sommo ritardo, perdonami! :)
    Wooah, sono le giornate dei ricordi scolastici.
    Vedo che nemmeno tu sei stato uno studente modello XD
    Che dire... un paio di stagioni fa la Invicta ripropose lo zainetto a sacca, quello classico a righe orizzontali.
    Ma sinceramente non credo l'abbiano mai comprato i bambini per andare a scuola.

    Il mio ultimo zaino invicta, comprato nel 1995 mi accompagna ancora nelle scorribande selvagge XD

    Moz-

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  2. Il mio prende polvere, acari, tarme e chissà cos'altro dentro l' armadio.
    Non sono stato propriamente uno studente modello, la troppa libertà è stata la mia rovina.
    Fossi stato seguito un pò di più ( i miei lavoravano quasi tutto il giorno) forse non ci avrei rimesso le penne per ben due volte, ma è stata principalmente colpa mia che facevo sega ogni qual volta era possibile farlo.
    Grazie della visita e salutoni Moz. ;-)

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    1. E di che, passo sempre molto volentieri, specie adesso che so che hai avuto la cartella dei Masters XD

      Moz-

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  3. ciao, sapresti dirmi che modello è quello in seconda foto, giallo blu e rosso? grazie

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    1. Il nome preciso non lo so, ma nei cataloghi mi pare fosse denominato come zaino alpino. :-)

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  4. Lavorando vicino ad un complesso di scuole, mi accorsi tempo fa della debacle ormai storica degli zaini Invicta, che praticamente non indossa ... izainiseven.blogspot.it

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