lunedì 3 maggio 2021

Mucchio D'ossa - Stephen King

" Un personaggio romanzato, altro non è, che un mucchio d'ossa. "


Mi è sempre rimasta impressa un'intervista a Stephen King che venne pubblicata alla fine di non ricordo quale romanzo in cui il Re affermò che Mucchio D'ossa era il libro in cui ebbe la sensazione di essere arrivato al livello massimo di scrittura.

Magari sarà così, ma universalmente non è tra i suoi lavori più famosi e celebrati, ed anzi è raro che venga inserito nelle classifiche di gradimento degli appassionati.

Rileggendolo dopo tanto tempo, credo di aver capito perché King ebbe quell'impressione.

Le tematiche affrontate in questo romanzo sono indiscutibilmente serie, complesse ed importanti.

Con Mucchio D'ossa siamo più vicini al genere drammatico che al genere horror, che c'è sia chiaro, ma che per gran parte della storia funge quasi da corollario.

In questo libro sono presenti tanti temi: morte giovanile, elaborazione del lutto, razzismo, stupro, ed è ben radicato anche il genere legal drama con tanto di bambino conteso, il tutto condito in salsa ghost story.

Andiamo di sinossi e parliamone meglio:


Mike Noonan - quarant'anni, autore di best-seller - è un privilegiato: un discreto successo, un buon conto in banca, la consapevolezza di sentirsi arrivato; tutte cose che ovviamente non hanno alcun senso se l'unica persona a cui tieni un giorno esce di casa e non ritorna più, folgorata per strada dalla morte. Quattro anni dopo è uno scrittore finito, afflitto da un'esistenza vuota. E' alla resa dei conti ma è anche angosciato dalla sensazione che "qualcos'altro", oltre a lui, non sappia rassegnarsi all'ineluttabile di un'esistenza troncata, qualcosa che si fa strada nella sua mente insinuando dubbi tormentosi, procurando incubi che travalicano i limiti del reale...



Per quanto il primo capitolo sia indiscutibilmente triste e colpisce come un pugno allo stomaco a tradimento, Mucchio D'ossa parte lento, lentissimo.

Al di là dell'empatia che si può provare per il protagonista che perde la moglie in giovane età, per di più mentre era incinta, è stato parecchio difficile superare indenni il primo centinaio di pagine.

Pagine che ho trovato ripetitive e noiose, devo dirlo.

Non mi stupirei se qualcuno mi dicesse che lo ha abbandonato dopo poche pagine.

Mike Noonan è inizialmente un personaggio molto irritante.

Ci sono anche belle pagine di crossmedialità quando appaiono altri personaggi di altri libri incentrati su Castle Rock e dintorni, ma King persevera sulle paturnie del protagonista fino a quasi lo sfinimento.

La storia trova la sua vera voce quando il protagonista decide di lasciare la cittadina e trasferirsi per l'estate nella sua casa al lago.

Da lì le cose si fanno fosche e torbide, dopo l'incontro con una giovane ragazza madre in lotta per l'affidamento della propria bambina contro l'ottuagenario ma perfido e ricchissimo suocero.

Il tutto mentre una tremenda tara ereditaria affligge quella cittadina.

Ecco, visto che l'ho nominata, parliamo un attimo di questo personaggio. 

Mattie, la giovanissima madre di cui Mike si invaghisce appare fin dall'inizio un co-protagonista  troppo idealizzato e romanzato.

La classica ragazza della porta accanto ( in questo caso roulotte ), bella, brava, quasi una cenerentola, visto che fa innamorare un ragazzo facoltoso, e successivamente uno scrittore famoso, e persino l'avvocato che si occupa della battaglia per l'affidamento.

Non ti pare di esagerare un po', Steve?


A parte questo, Mucchio D'ossa ha una struttura molto complessa e solida.

Alcune scene, soprattutto quelle oniriche, sono molto inquietanti.

Ed il salto all'indietro nel 1900 in cui vengono narrati alcuni eventi sconvolgenti ai danni di una comunità itinerante di artisti di strada afroamericani ha dell'indicibile, con scene terribilmente forti.

Probabilmente sono le parti più riuscite ed incisive del romanzo.

In mezzo però ci sono un finale indubbiamente forzato ed alcune scene poco credibili tipo quando il vecchietto con l'ausilio della sua assistente ugualmente malmessa riesce ad attentare alla vita di Mike Noonan in una scena alquanto risibile per quel che mi riguarda.

Ecco, c'è molto di scenico in questo libro e non tutto risulta credibile.

Le parti più serie e quelle orrorifiche non riescono sempre ad incastrarsi benissimo, e paradossalmente sono proprio le scene ambientate nel reale a sembrare più finte.

A parte la battaglia finale in cui King inserisce degli elementi un po' a caso, la parte dichiaratamente horror quando decolla è parecchio riuscita.

Per giunta ci presenta una figura orrorifica che ha delle motivazioni oggettivamente comprensibili nella sua vendetta.

Insomma un personaggio molto suggestivo e sfumato.

Ottima anche l'atmosfera che si respira nella cittadina in corso d'opera, all'inizio tutta convenevoli, e via via sempre più chiusa e ostile.

Insomma, Mucchio D'ossa è un romanzo contorto, che probabilmente paga un po' il fatto di non essere una di quelle storie immersive e scorrevoli.

King alza l'asticella, ma non è detto che abbia preso bene la mira.

A me questo libro continua a non arrivare del tutto, ma ne percepisco l'intento.

Mi è difficile sostenere che Mucchio D'ossa sia un brutto romanzo, ma nemmeno quel grande romanzo che King crede(va) di aver scritto.


Alla prossima ( ? )!




8 commenti:

  1. Non piacque neanche a me.. sono per il King narratore semibreve, anche se ogni tanto ritrova la folgorazione (come in 22.11.63).

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    1. Verissimo, 22/11/63 è un gran bel libro, ed anche Revival a me piacque molto.

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  2. Ciao Pirkaf! Ho letto questo romanzo a 19 anni, dopo aver finito di leggere il signore degli anelli! Mi ricordo benissimo l'atmosfera da ghost story che King riesce a creare dopo le prime pagine, molto pesanti, della storia. Concordo con te sulla protagonista femminile, personaggio troppo costruito e lontano dalla realtà. In ogni caso il romanzo è davvero troppo lungo e dispersivo; tuttavia alla fine di tutto ti rendi conto di quanto la vita e le persone siano molto più crudeli e spaventose degli abitanti delle tenebre.

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    1. Sì, dal punto di vista delle tematiche resta comunque un libro in cui King ha avuto il coraggio di andare a toccare temi molto forti.

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  3. Ammetto che non è nemmeno tra i miei di preferiti quando si tratta di stilare delle classifiche di gradimento dei romanzi di King.

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  4. Lo ricordo pochissimo, probabilmente all'epoca non mi disse nulla (onestamente non sono sicuro di averlo finito).

    Era uno dei libri che presi anni fa per cominciare a leggere King, ma non riuscì a trovare il libro per far partire la scintilla e l'autore americano è ancora terra sconosciuta per me.

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    1. No, non credo che Mucchio D'ossa sia il libro ideale con cui iniziare King.
      Appartiene già ad un filone un po' più impegnato e pretenzioso rispetto ad altri lavori.
      Per iniziare con King andrebbero bene: Misery, Cujo e Pet Sematary, libri abbastanza corti, ma indubbiamente bellissimi ed immersivi.
      Se piacciono quelli si può andare avanti fino alle opere più lunghe e corpose tipo It, Cose Preziose, L'ombra dello scorpione e Le notti di Salem.

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