mercoledì 5 febbraio 2020

Seabury Quinn - Il ciclo di Jules De Grandin


La prima volta che ebbi un incontro narrativo con il buon Seabury è datato chissà quando, forse agli albori dei miei tascabili Newton, quindi i primi anni 2000 o giù di lì.
Era un libro intitolato Gli Indagatori Dell'incubo che conteneva un'antologia di racconti dedicata alle investigazioni dell'occulto firmata da vari autori: Hodgson, Lovecraft, Howard, Wellman ed appunto Seabury Quinn.
Ammetto che all'epoca la sua storia Le Mummie mi piacque ma non particolarmente.
Il problema, secondo me, non era della storia in sé, ma il fatto che quando leggo una raccolta di autori vari, mi viene difficile concentrarmi sull'unicum della storia perdendomi un po' nell'insieme, non so se riesco a spiegarmi.
E' uno dei motivi per cui cerco di leggere raramente antologie di questo tipo.


Il secondo appuntamento con Seabury Quinn è avvenuto solo recentemente e molti anni dopo che lessi quella prima storia e l'effetto è stato diverso e sono stato in grado di apprezzarne molto di più le dinamiche.

Arthur Conan Doyle ha creato dei mostri.
O meglio sono stati i lettori ( credo ) a crearli.
Quasi ogni autore del genere orrorifico di quel periodo è finito a creare la sua versione di Sherlock Holmes, ovviamente in base al  proprio background stilistico.
O in qualche modo è stato costretto a farlo, visto che quel tipo di storia vendeva bene.

E pensare che Poe all'epoca dei suoi racconti ispirati alla figura di Auguste Dupin credo se lo fossero filato in pochi, ma evidentemente non era il momento giusto o non c'era la...rivista giusta.

E' stato su Weird Tales che Seabury Quinn si è fatto un nome ed è giunto anche fino a noi.
Il suo ciclo concernente le investigazioni nel campo dell'occulto del " piccolo francese" Jules De Grandin conta quasi un centinaio di avventure pubblicate tra le pagine di quella rivista, e stando alle parole di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco che ho letto tra le note dei tascabili Newton, sono state tra le più amate e lette in assoluto dai lettori.

Io purtroppo non sono arrivato a tanto e ne ho lette soltanto cinque, ma posso dire che sono belle storie.
Come dicevo più su la prima - Le Mummie - la lessi nel tascabile Newton di cui parlavo ad inizio post.


La seconda serie di avventure è avvenuta su uno dei volumi sempre di 100 pagine nella collana dedicata al fantastico sempre della Newton, quella dal formato leggermente più grande con copertina e costoletta bianca.
Il libro intitolato La Casa Della Strega contiene quattro avventure dedicate alla figura di Jules De Grandin e del suo assistente, ovvero il Dr. Trowbridge.

Le quattro storie sono: La casa della strega, Le mani della morta, La casa dei tre cadaveri e Il coltello rosso di Hassan.

Chi ha un minimo di infarinatura letteraria inerente questo tipo di storia sa cosa aspettarsi, ovvero una soluzione del caso che avviene in maniera rapida, ma efficace, dopo un massimo di 30/40 pagine.
Storie affettate, ma che per quel che mi riguarda, scritte benissimo.

Mi piacerebbe riuscire a recuperare altre avventure di Jules De Grandin.

Che invidia per coloro che all'epoca leggevano Weird Tales!





Alla prossima!





12 commenti:

  1. È uno scrittore che non conosco. Sicuramente se capiterà l'occasione recupererò qualcosa, queste storie anni 30-40 anno un fascino incredibile per il sottoscritto.

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  2. la collana 1 fantasy a 1000 lire era strepitosa!

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  3. Il problema è che Seabury Quinn è stato pubblicato pochissimo in Italia. Qualche anno fa sono usciti due volumetti per le edizioni "Profondo Rosso" di Luigi Cozzi che, seppur avessero attirato la mia attenzione, mi sono guardato bene dal comprare (per via dello scarso livello di editing che avevo notato in altre opere dello stesso editore).

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    1. Speravo ci fosse almeno qualche altro Newton su di lui. :-(

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  4. In effetti Seabury Quinn fu uno degli autori più amati di "Weird Tales" così come il suo Jules De Grandin fu uno dei personaggi più apprezzati. Però a quanto pare, almeno fino ad un certo punto, Quinn non era molto "amato" dagli altri scrittori che pubblicavano su W.T. Da alcune lettere scritte da Lovecraft si evince questo "non apprezzamento" e probabilmente questo dipendeva dal fatto che la scrittura per Quinn rappresentava una sorta di "secondo lavoro", avendo già lui un lavoro come avvocato, mentre tutti gli altri scrivere era l'unica fonte di reddito. Di conseguenza Seabury Quinn veniva visto come qualcuno che levava il pane di bocca agli altri. Questo però non impedì a Quinn di comporre un bel ricordo\omaggio in memoria di H.P.L quando quest'ultimo morì.

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    1. Oddio, non ne ero a conoscenza di questa cosa.
      Un giorno mi sa che dovrò leggermi le lettere di H.P. che so essere state stampate più volte in vari volumi.

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  5. Ma quindi Sclavi non si è inventato nulla? Perdona l'ignoranza, magari a parte l'appellativo, non hanno nulla a che vedere con Dylan.
    Mi piacerebbe seguire qualche rivista che raccoglie vari racconti ma figurati che non riesco a leggere 20 pagine di fumetti, figurati un periodico che raccoglie varie storie.
    Poi ho un debole per la parola "weird", Weird Science (La Donna Esplosiva), "Weird Al" Yankovic ma anche per "tales", come Tales of the Crypt.

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    1. Ma che nick ti sei messo? Aahahah
      Chiaramente DD ha preso spunto non solo dalla letteratura, ma da tutto ciò che concerne quel mondo, quindi anche dai film in voga nel periodo suppongo, ma non avendolo mai letto, posso solo ipotizzare.

      Capisco benissimo, però posso dirti che sono delle storie divertenti.

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    2. Come ho già risposto ad altri, per me è un disonore questo mio nuovo comportamento, quindi meritavo di esporlo come la lettera scarlatta 😆
      Non andrebbe messo in tutti i blog, perché per quelli che non pubblicano quotidianamente, come te, la regola non vale! A voi vi leggo e commento a prescindere, anche se coi miei tempi 😉 (ad esempio ho l'altro tuo post aperto da quanto ti ho commentato questo... devo ancora leggerlo solo per mancanza di tempo 😩
      DD ho letto i primi 60 numeri (e altri sparsi) ma non ti saprei dire da dove abbia attinto, a parte il cinema horror, soprattutto di Mario Bava, degli 80.

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    3. Io ti direi bellamente di fregartene e di commentare dove e quando ti pare.
      Io spesso leggo tanti articoli e tanti blog senza commentare.
      Fregatene di chi pensa che lo fai per interesse. :-P

      Prima o poi dovrò decidermi a leggere qualche vecchio albo di DD.

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