lunedì 17 luglio 2017

La Torre Nera - Stephen King

Tra meno di un mese uscirà il film tratto dalla saga de La Torre Nera di Stephen King.
Film che comunque già dal trailer appare estremamente diverso dalla sua controparte cartacea.
Sicuramente farà da traino ad una nuova ristampa dei romanzi ed a un nuovo ( si spera ) nugolo di lettori.
Anche perché all'infuori della cerchia dei lettori più affezionati del Re, questa saga la conoscono in pochi.
Anzi in pochissimi.
La Torre Nera non è l'opera più famosa del Re, ma in un certo senso è il suo Opus Magnum ed il fulcro di molte delle sue opere.
Com'è possibile?

Per questo dovremmo parlarne un attimo, ma non sarà facile.
Però prima un po' di aneddotica personale spicciola.
Ho cominciato a leggere questa saga in un momento molto buio della mia vita.
Era appena morta mia madre e dopo anni di fancazzismo totale iniziai a lavorare nell'attività di famiglia.
Era il 2003 ed Internet non c'era ancora o meglio c'era ma non era alla portata di uno smartphone o di un'attività commerciale come la mia.
Per superare indenne quelle otto/dieci ore lavorative e di noia c'erano solo la radio e i cruciverba.
Anni prima avevo smesso praticamente di leggere fumetti e manga e non avevo voglia di ricominciare.
Mi sentivo invecchiato mentre i fumetti stavano sempre più ringiovanendo.
Finché in una domenica qualunque del 2003 vidi in edicola il primo volume riveduto e corretto dall'autore de La Torre Nera ed il mio mondo cambiò.
Da quel giorno divenni un lettore quasi al limite del compulsivo e non ho più smesso.
Inizialmente lo fui solo di Stephen King.
Poi di centinaia di altri.
I romanzi de La Torre Nera hanno quindi un'importanza fondamentale nella mia formazione di lettore e ne sono così affezionato che mi viene difficile parlarne con obiettività.
Perché nella sua vastità è colma di passaggi indimenticabili e suggestivi, ma anche di pecche narrative non indifferenti per quel che riguarda i miei gusti personali.
Ma tanto lo sappiamo che quando siamo innamorati anche i difetti diventano virtù.
Ed io lo sono stato per così tanto di questa saga che ho anche un tatuaggio sulla nuca a testimoniarlo.


" L'uomo in nero fuggì nel deserto ed il pistolero lo seguì."

Esiste un incipit più bello tra le opere del Re?
Non credo.

La saga è composta principalmente da sette libri più un ottavo uscito dopo la conclusione della saga e che si colloca tra il quarto ed il quinto volume.
I primi quattro libri furono pubblicati per la prima volta nel 1982, 1987, 1991, 1997.
Dopo l'incidente che quasi gli costò la vita ed impaurito dalla possibilità di lasciare la saga incompiuta, King si mise con zelo a revisionare i primi quattro volumi ripubblicandoli nel 2003 con una nuova ( e bellissima ) introduzione e successivamente a portare a compimento la saga nel giro di un anno con gli ultimi tre romanzi pubblicati tra il 2003 e il 2004.
La Leggenda Del Vento è del 2012 e cronologicamente si colloca come già detto tra il quarto e il quinto volume, ma non è fondamentale nell'economia della saga.
Quindi ricapitolando la saga è composta da questi libri:




- L'ultimo Cavaliere
- La Chiamata Dei Tre
- Terre Desolate
- La Sfera del Buio
- I Lupi Del Calla
- La Canzone Di Susannah
- La Torre Nera
- La Leggenda Del Vento

Riferimenti diretti ed indiretti alla saga vi sono anche in:

- Le Notti Di Salem
- Insomnia
- Il Talismano
- La Casa Del Buio
- IT
- L'incendiaria
- L'ombra Dello Scorpione
- Le Piccole Sorelle di Eluria ( racconto facente parte della raccolta Tutto è Fatidico )
- Cuori In Atlantide
- Gli Occhi Del Drago
- Buick 8
- Ur ( racconto pubblicato nella raccolta Il Bazar Dei Brutti Sogni )

La saga è stata anche riconvertita in fumetto dalla Marvel che però qui in Italia ne ha sospeso la pubblicazione da un bel po'.
Un vero peccato perché i primi volumi non erano affatto male e potevano contare sulla presenza ai testi ed ai disegni di due professionisti validissimi come Peter David e Jae Lee.
Ed in più offrivano delle note esplicative che permettevano di esplorare ancora più a fondo l'universo, il folclore e i personaggi che gravitano intorno alla Torre.

La Torre Nera non è una saga originalissima.
Come spiega lo stesso Stephen King nella prefazione dei primi tre volumi è stato fortissimamente ispirato da Il Signore Degli Anelli e dai western di Sergio Leone.
Infatti è fortissima l'influenza di entrambi nella trama che a sua volta nasce come evoluzione del poema di Robert Browning Childe Ronald Alla Torre Nera Giunse del 1885.
La saga non è identificabile nemmeno in un genere preciso anche se viene associata al New Weird.
E' insomma un ciclo di storie che pesca a piene mani da più generi con echi di fantasy, western, horror, fantascienza ed arriva a toccare anche i miti Arturiani per quel che concerne la mitologia e la simbologia dell'universo narrativo a cui appartiene.
Protagonista indiscusso della vicenda è Roland Deschain ( immaginatelo con le fattezze di Clint Eastwood perché è stato creato a sua immagine e somiglianza) ultimo pistolero di un mondo che è andato avanti.
Il suo obiettivo? La ricerca fino a Fine-Mondo della fantomatica Torre Nera, cardine di tutti i mondi esistenti ed impedirne la distruzione da parte del Re Rosso ed i suoi seguaci guidati dalla misteriosa figura di Marten Broadcloack/Walter O'Dim/Randall Flagg, un uomo dalle molteplici identità protagonista negativo di altre opere di Stephen King ( Gli Occhi Del Drago e l'indimenticabile L'ombra Dello Scorpione).
Ad accompagnare Roland nella sua ricerca, tre pellegrini che faranno la sua comparsa da tre diversi " quando".
Diciamolo subito: il tema della ricerca, il passaggio in differenti mondi temporali, le citazioni cinematografiche, i bivacchi molto western, la geografia paesaggistica del Medio-Mondo e i personaggi delineati in modo divino sono la cosa più bella dei romanzi di questa saga.
Sfido chiunque a non innamorarsi di Jake Chambers, Eddie e Susannah Dean, che formano il Ka-Tet di personaggi che accompagnano Roland nella sua ricerca.

La saga però non è tutta rosa e fiori.
Il primo volume è scritto da uno Stephen King molto giovane e si vede.
L'ultimo Cavaliere è volutamente criptico ai livelli della supercazzola.
Anche se a parte l'osticità di molti dei suoi capitoli risulta sicuramente molto suggestivo ed accattivante.
La saga trova la sua vera voce con i tre volumi successivi, ed il terzo e il quarto sono per me i migliori dell'intera saga.
Negli ultimi tre King spinge moltissimo arrivando perfino alla metaletteratura, ma per quel che mi riguarda non centrano veramente il bersaglio, sebbene alcuni capitoli dell'ultimo volume sono così belli e struggenti da sfiorare la poesia.
Cosa manca a quest'opera?
King ci presenta un pantheon di personaggi a dir poco epici e nel quarto volume con il racconto della giovinezza di Roland arriva a livelli elevatissimi, ma per lui è molto più importante il messaggio della ricerca che l'azione.

Senza girarci intorno, il confronto finale è ai miei occhi piuttosto deludente.
La lettura della Torre Nera non è comunque tempo sprecato.
E' una saga che merita e che consiglio vivamente.

" Vai, allora, ci sono altri mondi oltre a questo. "


Alla prossima!







18 commenti:

  1. Ho letto i primi tre, ma più di una decina fa. Quando ero più piccolo, superficiale e, soprattutto, non prendevo nota di niente. Perché non ho proseguito? Perché non ricordo? Mi darei alla rilettura, in previsione del film, ma lo aspetto pochissimo e forse la prima impressione non era stata delle migliori. Ma It sì, It lo rileggo. :)

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    1. It è stupendo, anche se ti confesso sono molto spaventato dalla resa del film ( vedere il palloncino in CGI è già un colpo al cuore per il sottoscritto).
      Sulla Torre non so che dirti, magari sei cresciuto e quindi ti approcceresti in maniera migliore, ma se un libro o una saga non ti prendono, non ti prendono manco a cinquant'anni.

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  2. Come non ritrovarmi in tutto quello che scrivi?
    Anche io ho adorato i primi quattro capitoli della saga, poi quando subentrano i librai e "il narratore"... no, cielo, no. Terribile. Terribile anche il confronto finale, di una pochezza rara, anche se chiudendo il libro avevo pianto. Pianto per l'improvvisa mancanza di Jake, Eddie (oh, Eddie!), Susannah (adoratissima), Oy... sì, persino del brutto muso del Pistolero.
    Quindi, La torre nera è per me un'opera stupenda e anche io come te ho brutte vibrazioni nel "ka" per quel che riguarda il film. Ho più speranze per It, sinceramente.

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    1. Per me il film della Torre è un What If, magari ambientato su un altro livello della Torre.
      Ho delle sensazioni pessime, ma me ne frega il giusto.
      Di IT mi ha infastidito tantissimo vedere il palloncino rosso in CGI e ho avuto la sensazione dal trailer di un prodotto un po' troppo " costruito ", ma spero di sbagliarmi.
      Sulle sensazioni provate nella lettura della saga siamo in completa sintonia.
      Quando andai a comprare il settimo volume avevo uno sguardo allucinato e la tachicardia per quanto ero fremente. :-P

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    2. Condivido le tue sensazioni, a proposito dell'uscita del film: non sarà un adattamento fedele (ovviamente), e probabilmente ci causerà un piccolo fremito di dolore all'altezza delle giunture... ma voglio vederlo, prima di giudicare! :) E poi, non so perché, continua a ispirarmi sempre più del nuovo "It"! :D

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    3. Nel caso ci consoleremmo comunque con i romanzi, che quelli non ce li tocca nessuno per fortuna. :-)

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  3. Caspita, che bella recensione! Mi accorsi dell'uscita del primo volume, che fu al tempo in cui ancora divoravo i libri di King, ma non ne fui attratto a sufficienza.
    Devo dire però che a leggere, ora, il nome Randall Flagg, un brividino lungo la schiena mi è salito.

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    1. Ti ringrazio tantissimo Ivano. :-)

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  4. Non ho mai letto la "Torre Nera", ma ho un sacco di amici che lo esaltano.
    Mi ha fatto piacere leggere un altro parere, meno di parte.

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    1. Meno di parte non direi, ma comunque ho cercato di essere il più obiettivo possibile.
      Ti ringrazio del commento. :-)

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  5. Direi che se a tutti coloro che conosco e seguo ha fatto lo stesso effetto, allora c'è un'oggettività. Per quanto riguarda la Torre Nera diciamo tutti le stesse cose: dà il suo meglio a metà saga, anche se nei primi libri ci sono delle incongruenze "fastidiose", ma nella metaletteratura si perde decisamente. Anche per me il finale è un po' deludente, come se mancasse qualcosa; ciononostante concordo con te su tutto. Sembra la copia della mia recensione, che a sua volta è identica a quella della mia compara.
    Da qualche parte ho ancora la "Guida alla lettura della Torre Nera" che mi avevano scaricato da internet per convincermi a leggerlo (ah, gioventù!), con tanto di ordine di lettura dei libri ecc ecc... Perché forse la fregatura più grande è che se non hai letto almeno Salem's Lot, L'ombra dello scorpione e Insomnia ti spoilera un bel po'.

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    1. Al di là dei suoi difetti ( purtroppo molto evidenti per i miei gusti ) è comunque un viaggio narrativo che merita di essere intrapreso.
      Io arrivato alle scene metaletterarie ho avuto la tentazione di lanciare il libro contro il muro tanta fu la delusione. :-)

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  6. Ho sempre snobbato questa serie finché non ho letto il racconto "Le piccole sorelle di Eluria" dove compare Roland. A quel punto ho voluto recuperarla.
    Il primo mi è piaciuto tantissimo. Il secondo e il terzo mi sono piaciuti, però già di meno. I problemi sono arrivati col quarto: troppo lungo, troppo diluito, un po' scopiazzato (i tre sono Rand, Mat e Perrin de La Ruota del Tempo), finale lunghissimo, non riuscito e noioso. Ho poi iniziato il quinto, ma dopo 100 pagine ho desistito, e la serie l'ho mollata lì.
    Fatta eccezione per il racconto "La storia di Gray Dick" che è una sorta di protostoria della Torre Nera con protagonisti Roland e Jake.

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    1. Che la Torre nasca da una miscellanea di altre storie simili è un dato di fatto.
      Questa de La Ruota Del Tempo mi è nuova anche perché di questa serie conosco poco ( so solo che è infinitamente lunga ), per il resto nulla da dire i gusti sono insindacabili. Pensa che il terzo e il quarto sono i volumi che preferisco della saga. :-)

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    2. Diciamo che ho notato che Roland e i suoi due amici erano assolutamente speculari ai tre protagonisti principali de La Ruota del Tempo.
      La storia di Gray Dick mi sono sempre chiesto quando sia stato scritto, essendo praticamente una sorta di prologo/versione alternativa/espansione de L'Ultimo Cavaliere.

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  7. L'ultimo Cavaliere King lo aveva in testa già ai tempi dell'università, quindi ipotizzo possa essere una bozza nata in quel periodo.
    Da quel che so la storia di Gray Dick dovrebbe essere uguale alla controparte pubblicata successivamente ed è stata semplicemente tradotta in maniera diversa o così avevo letto all'epoca.

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  8. A proposito, quasi dimenticavo... Ma cosa ti sei tatuato? Non puoi lasciarmi(ci) nel dubbio!

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    1. Un piccolo simbolo del Ka sulla nuca.

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