mercoledì 26 luglio 2017

La Torre Nera: I Fumetti - Stephen King / Robin Furth / Peter David / Jae Lee / Richard Isanove - Marvel Comics

Nel mio precedente post dedicato alla saga de La Torre Nera di King ho a malapena parlato della sua riduzione fumettistica ed invece credo meritasse ben più approfondimento.
Mi sono lanciato così in una full immersion di lettura dei fumetti togliendo peraltro spazio ad un bellissimo romanzo che stavo leggendo, ed ora sono pronto a parlarne.
Annunciati dalla Marvel Comics in pompa magna nell'aprile del 2007 alla New York Comic Convention con l'ausilio della presenza di Stephen King in carne ed ossa, questa serie portava con sé in dote un enorme carico di aspettative da parte dei fan e la possibilità di fidelizzare gli stessi in possibili lettori di altri fumetti e perché no magari intercettare lettori di fumetti random indirizzandoli verso la lettura dei romanzi.
Ci sono riusciti?
In America non saprei, ma direi di sì visto che i fumetti dedicati al ciclo de La Torre Nera continuano ad essere pubblicati con regolarità tuttora.
In Italia direi di no. 
Considerando soprattutto che la serie è ferma da quasi cinque anni.
Riuscirà il film nella missione impossibile di farne riprendere le pubblicazioni?
Ne dubito, ma mai dire mai.
Ecco cosa è stato pubblicato finora in Italia:

- La Nascita Del Pistolero 4/4

- La Lunga Via Del Ritorno 4/4

- Tradimento 4/4

- La Caduta Di Gilead 4/4

- Il Mago 1/1 ( oneshot che andrebbe letto tra il terzo e il quarto numero de La Caduta di Gilead)

- La Battaglia Di Jericho Hill 4/4

- L'ultimo Cavaliere - Il Viaggio Comincia 3/3

- L'ultimo Cavaliere - Le Piccole Sorelle Di Eluria 3/3

- L'ultimo Cavaliere - La Battaglia Di Tull 3/3

Ma com'era  questa serie?
Parliamone un po'.
Prima di tutto è bene dire che la presenza di Stephen King nei fumetti è pressoché simbolica.
Leggendo le interviste e i redazionali alla fine degli albi appare lampante che il Re abbia lasciato quasi carta bianca agli autori coinvolti nel progetto limitandosi a qualche imprinting schematico.
Tra gli autori troviamo Robin Furth assistente di Stephen King nel progetto de La Torre e vera e propria enciclopedia vivente del mondo relativo al ciclo dei romanzi.
Robin ha anche scritto un libro dedicato alla Torre Nera dal titolo Dark Tower: A Concordance una sorta di enciclopedia/glossario sulla Torre.
Robin al suo esordio come sceneggiatrice di fumetti è accompagnata ai testi da uno dei più grandi scrittori della casa delle idee come Peter David, dal bravissimo Jae Lee ai disegni e dal colorista altrettanto abile Richard Isanove.
Gli autori optano per una scelta molto scontata ma allo stesso tempo giusta, che è quella di ambientare la serie nella giovinezza di Roland prendendo spunto dal quarto libro della saga La Sfera Del Buio e qualcosa da L'ultimo Cavaliere, il primo dei romanzi.
In questo modo hanno potuto offrire un approccio più morbido ai lettori del fumetto che non conoscevano minimamente i romanzi della serie.
Della trama ne ho già parlato marginalmente nel post precedente, ma ho omesso quasi totalmente qualsiasi riferimento al background giovanile di Roland raccontato quasi dettagliatamente nel quarto volume della serie.
Quel quasi è il vero motivo d'interesse di molti dei cicli di questi fumetti.
Perché gli autori pur seguendo la trama basica dei volumi ( nel primo ciclo pedissequamente ) approfondiscono alcune vicende che Stephen King ha raccontato in maniera ermetica e subdola.
Certo, non sapremo mai quanto ci sia veramente di King nella versione che viene raccontata da questi autori, ma finché Stephen non si deciderà a donare a noi fan della serie la sua versione de La Caduta Di Gilead e de La Battaglia Di Jericho Hill, tocca fare di necessità virtù.
Il ciclo di avventure giovanili di Roland e dei suoi fidati compagni Cuthbert ed Alain lo potremmo definire come una sorta di poema cavalleresco patriarcale dai toni tragici con sfumature western e fantasy.
C'è un amore giovanile molto facilone e tragico che trasuda ineluttabilità fin dall'inizio. Intrighi di corte in baronie rurali con maghi mefistofelici che si muovo dietro le quinte e non, tradimenti e bugie, rivoluzioni e morte.
Soprattutto quest'ultima.
Perché la via per la Torre è lastricata dalla perdita di tutto.
La saga fumettistica non è male ed anzi fino a Tradimento mi ha soddisfatto appieno.
Il mio interesse è venuto meno con i cicli successivi da cui mi aspettavo molto di più.
Ottima l'impaginazione e la confezione degli albi.
Fin quando c'è Jae Lee ai disegni la serie offre un comparto grafico veramente accattivante ed i dialoghi di Peter David sono sempre incisivi.
Le note esplicative a fine volume firmate da Robin Furth sono bellissime ed aiutano tantissimo nella comprensione della simbologia, del folklore e della mitologia della saga.
Non posso dire che io abbia sofferto per la mancanza della pubblicazione degli altri cicli di questa saga fumettistica, ma penso che i fan di queste storie si meritino il proseguimento delle stesse.

Alla prossima!











lunedì 17 luglio 2017

La Torre Nera - Stephen King

Tra meno di un mese uscirà il film tratto dalla saga de La Torre Nera di Stephen King.
Film che comunque già dal trailer appare estremamente diverso dalla sua controparte cartacea.
Sicuramente farà da traino ad una nuova ristampa dei romanzi ed a un nuovo ( si spera ) nugolo di lettori.
Anche perché all'infuori della cerchia dei lettori più affezionati del Re, questa saga la conoscono in pochi.
Anzi in pochissimi.
La Torre Nera non è l'opera più famosa del Re, ma in un certo senso è il suo Opus Magnum ed il fulcro di molte delle sue opere.
Com'è possibile?

Per questo dovremmo parlarne un attimo, ma non sarà facile.
Però prima un po' di aneddotica personale spicciola.
Ho cominciato a leggere questa saga in un momento molto buio della mia vita.
Era appena morta mia madre e dopo anni di fancazzismo totale iniziai a lavorare nell'attività di famiglia.
Era il 2003 ed Internet non c'era ancora o meglio c'era ma non era alla portata di uno smartphone o di un'attività commerciale come la mia.
Per superare indenne quelle otto/dieci ore lavorative e di noia c'erano solo la radio e i cruciverba.
Anni prima avevo smesso praticamente di leggere fumetti e manga e non avevo voglia di ricominciare.
Mi sentivo invecchiato mentre i fumetti stavano sempre più ringiovanendo.
Finché in una domenica qualunque del 2003 vidi in edicola il primo volume riveduto e corretto dall'autore de La Torre Nera ed il mio mondo cambiò.
Da quel giorno divenni un lettore quasi al limite del compulsivo e non ho più smesso.
Inizialmente lo fui solo di Stephen King.
Poi di centinaia di altri.
I romanzi de La Torre Nera hanno quindi un'importanza fondamentale nella mia formazione di lettore e ne sono così affezionato che mi viene difficile parlarne con obiettività.
Perché nella sua vastità è colma di passaggi indimenticabili e suggestivi, ma anche di pecche narrative non indifferenti per quel che riguarda i miei gusti personali.
Ma tanto lo sappiamo che quando siamo innamorati anche i difetti diventano virtù.
Ed io lo sono stato per così tanto di questa saga che ho anche un tatuaggio sulla nuca a testimoniarlo.


" L'uomo in nero fuggì nel deserto ed il pistolero lo seguì."

Esiste un incipit più bello tra le opere del Re?
Non credo.

La saga è composta principalmente da sette libri più un ottavo uscito dopo la conclusione della saga e che si colloca tra il quarto ed il quinto volume.
I primi quattro libri furono pubblicati per la prima volta nel 1982, 1987, 1991, 1997.
Dopo l'incidente che quasi gli costò la vita ed impaurito dalla possibilità di lasciare la saga incompiuta, King si mise con zelo a revisionare i primi quattro volumi ripubblicandoli nel 2003 con una nuova ( e bellissima ) introduzione e successivamente a portare a compimento la saga nel giro di un anno con gli ultimi tre romanzi pubblicati tra il 2003 e il 2004.
La Leggenda Del Vento è del 2012 e cronologicamente si colloca come già detto tra il quarto e il quinto volume, ma non è fondamentale nell'economia della saga.
Quindi ricapitolando la saga è composta da questi libri:




- L'ultimo Cavaliere
- La Chiamata Dei Tre
- Terre Desolate
- La Sfera del Buio
- I Lupi Del Calla
- La Canzone Di Susannah
- La Torre Nera
- La Leggenda Del Vento

Riferimenti diretti ed indiretti alla saga vi sono anche in:

- Le Notti Di Salem
- Insomnia
- Il Talismano
- La Casa Del Buio
- IT
- L'incendiaria
- L'ombra Dello Scorpione
- Le Piccole Sorelle di Eluria ( racconto facente parte della raccolta Tutto è Fatidico )
- Cuori In Atlantide
- Gli Occhi Del Drago
- Buick 8
- Ur ( racconto pubblicato nella raccolta Il Bazar Dei Brutti Sogni )

La saga è stata anche riconvertita in fumetto dalla Marvel che però qui in Italia ne ha sospeso la pubblicazione da un bel po'.
Un vero peccato perché i primi volumi non erano affatto male e potevano contare sulla presenza ai testi ed ai disegni di due professionisti validissimi come Peter David e Jae Lee.
Ed in più offrivano delle note esplicative che permettevano di esplorare ancora più a fondo l'universo, il folclore e i personaggi che gravitano intorno alla Torre.

La Torre Nera non è una saga originalissima.
Come spiega lo stesso Stephen King nella prefazione dei primi tre volumi è stato fortissimamente ispirato da Il Signore Degli Anelli e dai western di Sergio Leone.
Infatti è fortissima l'influenza di entrambi nella trama che a sua volta nasce come evoluzione del poema di Robert Browning Childe Ronald Alla Torre Nera Giunse del 1885.
La saga non è identificabile nemmeno in un genere preciso anche se viene associata al New Weird.
E' insomma un ciclo di storie che pesca a piene mani da più generi con echi di fantasy, western, horror, fantascienza ed arriva a toccare anche i miti Arturiani per quel che concerne la mitologia e la simbologia dell'universo narrativo a cui appartiene.
Protagonista indiscusso della vicenda è Roland Deschain ( immaginatelo con le fattezze di Clint Eastwood perché è stato creato a sua immagine e somiglianza) ultimo pistolero di un mondo che è andato avanti.
Il suo obiettivo? La ricerca fino a Fine-Mondo della fantomatica Torre Nera, cardine di tutti i mondi esistenti ed impedirne la distruzione da parte del Re Rosso ed i suoi seguaci guidati dalla misteriosa figura di Marten Broadcloack/Walter O'Dim/Randall Flagg, un uomo dalle molteplici identità protagonista negativo di altre opere di Stephen King ( Gli Occhi Del Drago e l'indimenticabile L'ombra Dello Scorpione).
Ad accompagnare Roland nella sua ricerca, tre pellegrini che faranno la sua comparsa da tre diversi " quando".
Diciamolo subito: il tema della ricerca, il passaggio in differenti mondi temporali, le citazioni cinematografiche, i bivacchi molto western, la geografia paesaggistica del Medio-Mondo e i personaggi delineati in modo divino sono la cosa più bella dei romanzi di questa saga.
Sfido chiunque a non innamorarsi di Jake Chambers, Eddie e Susannah Dean, che formano il Ka-Tet di personaggi che accompagnano Roland nella sua ricerca.

La saga però non è tutta rosa e fiori.
Il primo volume è scritto da uno Stephen King molto giovane e si vede.
L'ultimo Cavaliere è volutamente criptico ai livelli della supercazzola.
Anche se a parte l'osticità di molti dei suoi capitoli risulta sicuramente molto suggestivo ed accattivante.
La saga trova la sua vera voce con i tre volumi successivi, ed il terzo e il quarto sono per me i migliori dell'intera saga.
Negli ultimi tre King spinge moltissimo arrivando perfino alla metaletteratura, ma per quel che mi riguarda non centrano veramente il bersaglio, sebbene alcuni capitoli dell'ultimo volume sono così belli e struggenti da sfiorare la poesia.
Cosa manca a quest'opera?
King ci presenta un pantheon di personaggi a dir poco epici e nel quarto volume con il racconto della giovinezza di Roland arriva a livelli elevatissimi, ma per lui è molto più importante il messaggio della ricerca che l'azione.

Senza girarci intorno, il confronto finale è ai miei occhi piuttosto deludente.
La lettura della Torre Nera non è comunque tempo sprecato.
E' una saga che merita e che consiglio vivamente.

" Vai, allora, ci sono altri mondi oltre a questo. "


Alla prossima!







venerdì 7 luglio 2017

La Valle Dell'Eden - John Steinbeck

Questa non è una recensione.
Vallo a recensire l'amore.
E' più che altro un'elegia estatica nata sul momento.
Nel post scorso scrissi che esistono libri che sapevo già prima di averli letti che mi sarebbero piaciuti.
Per altri invece è un appuntamento al buio o quasi.
Ne conosciamo stralci, ne vediamo la sinossi e poco altro.
E' Badoo o Tinder applicato alla letteratura.
E così come ci sono incontri, baci, sollazzi sessuali più appaganti di altri, esistono anche libri che ti danno un medesimo effetto.
Che ti lasciano svuotato ed inerme come se dopo aver avuto un orgasmo avessi versato ogni singola goccia del tuo seme.

La Valle Dell'Eden di Steinbeck è stato per me tutto questo.
Forse anche di più.
Mi ha lasciato con la sensazione che dopo un'opera così i romanzi successivi che leggerò difficilmente avranno senso.
Mi fa un po' paura tutto ciò.
Mi fa paura l'enormità.
La complessità e la bellezza dei personaggi di quest'opera mi ha letteralmente divorato dall'interno ed alla fine mi sono dispiaciuto per essi come fossero stati personaggi reali.
E dire che come persona non sono il massimo dell'empatia nei riguardi di ciò che mi circonda.
Però la letteratura a volte mi devasta.
Per assurdo La Valle Dell'Eden non lo considero nemmeno il più bello dei romanzi di Steinbeck, credo che Furore e Uomini e Topi abbiano una marcia in più nel ritmo, ma non so perché La Valle Dell'Eden mi ha colpito nel profondo molto di più.
E mi ha fatto capire che non ci sarà mai nessun archetipo horror che sia un vampiro, Pennywise, il mostro della laguna nera, un licantropo, Cthulhu o Nyarlathotep che tenga dinanzi all'egoismo, l'invidia e la malvagità degli esseri umani.
Credo che questo tipo di letteratura si ponga ben più in alto e lo dico da amante del genere horror/fantastico.
Sembra un'ovvietà ma finora per me non lo era.
Grazie della lezione Mr. Steinbeck.


" Io credo che esistano al mondo mostri nati da genitori umani."
La Valle Dell'Eden - John Steinbeck.

venerdì 30 giugno 2017

Il Popolo Dell'autunno - Ray Bradbury

La prima cosa che posso dire nei riguardi di quest'opera di Ray Bradbury è una breve frase smielata che potreste leggere nel profilo facebook di un ragazzino/a svampito/a e sdolcinato/a quindi vi avverto:
Io sapevo che avrei amato questo romanzo ancor prima di leggerlo.
Sapevo che era il romanzo scritto per uno come me.
Ed è stato così allora, ed è così anche adesso.
Scopersi questo romanzo durante la lettura di quel saggio capolavoro che è Danse Macabre di Stephen King.
Lo so, lo cito spesso questo saggio.
Ma è grazie a questo libro che ho conosciuto gran parte degli autori di narrativa horror e non.
King inserì quest'opera tra le migliori opere letterarie del fantastico uscite tra il 1950 ed il 1980 e dopo aver letto quella decina di pagine dedicate ad Il Popolo Dell'autunno ero già cotto perso.

Pubblicato originariamente nel 1962 questo romanzo ha visto la luce in Italia solo nel 1978 ed Il Popolo Dell'autunno non è nemmeno il suo vero nome.
Il titolo in realtà è Something Wicked This Was Comes ovvero Qualcosa Di Sinistro Sta Per Accadere, titolo che poi è stato usato nella riduzione cinematografica della Disney del 1983 che comunque mi pare non abbia fatto chissà quali proseliti.
Insomma il titolo originale qui in Italia è arrivato soltanto per il film al cinema mentre per ciò che concerne il romanzo è sempre stato ristampato con il nome che si sono inventati loro.
C'è da dire che comunque per quanto inventato è pertinente visto che è tratto da uno dei passaggi più belli del romanzo.
Insomma siamo dalle parti di The Stand di Stephen King da noi ribattezzato per imperitura memoria L'ombra Dello Scorpione. :-P
Ma di che parla questo romanzo?
Credo non ci sia nemmeno bisogno di una sinossi in questo caso:
Il Popolo dell'autunno parla dell'arrivo improvviso in una notte autunnale di un luna park stregato dal mefistofelico ed accattivante nome di Cooger & Dark's Pandemonium Shadow Show nella città feticcio di Ray Bradbury protagonista di molte delle sue storie ossia Green Town, Illinois.
Protagonisti di questa storia sono due quasi quattordicenni di nome Will Halloway e Jim Nightshade.
In una lettera che Bradbury scrisse a Stephen King durante l'elaborazione del saggio Danse Macabre di Steve, Bradbury spiegò che i due ragazzi altro non sono che due rappresentazioni diverse di se stesso ovvero il suo lato apollineo rappresentato da Will e quello dionisiaco rappresentato da Jim Nightshade.
Due ragazzini diversissimi per ciò che concerne carattere e aspetto fisico, ma amici per la pelle ( abitano a pochi metri di distanza uno dall'altro).
Entrambi vengono irresistibilmente attratti dal luna park, ma Jim di più perché la sua è un'anima più tormentata e nichilista.
Altro protagonista indiscusso del romanzo è il padre di Will, Charles Halloway.
Charles sempre stando a Ray nelle sue lettere inviate a King è un personaggio autobiografico ispirato alla figura di suo padre.
Diciamolo subito: Charles Halloway è il personaggio più bello del libro, ma allo stesso tempo talmente improbabile ed in alcuni casi così eccessivamente buono e perfetto, che la tentazione di lanciare il romanzo contro il muro è molta.
E ne Il Popolo Dell'autunno è pieno di momenti così.
E' un romanzo che è molto invecchiato ed è pregno di quel buonismo americano che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare in molte commedie e telefilm, ma in qualche caso anche a detestare.
Tutta la parte relativa al luna park, i suoi personaggi e le sue attrazioni è molto ben raccontata e congegnata anche se per quel che mi riguarda forse manca un pizzico di dinamismo.
Ma perché questo romanzo ha fatto così breccia in me?
Perché io credo di essere un po' come Jim e Will.
E se da piccoli amavate i luna park, lo siete anche voi.
Perché mi sono messo nei loro panni fin dall'inizio ed anche in quelli di tutti quegli adulti malati di nostalgia che fanno parte di questo romanzo e che vengono facilmente soggiogati dal Signor Dark ed i suoi freak.
Questo libro parla a tutti coloro che aspettavano un anno intero l'arrivo della festa mariana con relative giostre e bancarelle.
Quegli odori così riconoscibili che appena li senti ti senti riproiettato in quegli istanti, quei momenti.
Parla a tutti gli adulti e alla loro giovinezza perduta a cui un posto del genere non appartiene più, se non per accompagnare la generazione successiva.
Torniamo insomma al fanciullo di pascoliana memoria in cui Bradbury si rifugia spesso.
Il Popolo Dell'autunno non è un romanzo perfetto e molte delle scene sono per lo più indirette e latenti.
Alcune parti sono poco credibili ed assurde anche per un romanzo fantastico, ma se letto nella giusta ottica e se come me amate/amavate giostre e luna park, è il romanzo che fa per voi.
Il libro è purtroppo fuori catalogo, ma su Ebay e circuiti dell'usato circola molto spesso e si trova anche a buon prezzo.
La più facile da trovare è l'edizione della Fabbri che è anche quella in mio possesso.
Se vi capita dategli una possibilità.

Alla Prossima!





martedì 13 giugno 2017

L'estate Incantata - Ray Bradbury

A molti il nome Ray Bradbury non dice nulla.
Poi gli ricordi che è l'autore di Fahrenheit 451 e di Cronache Marziane, e magari ti rispondono: " ah, sì, lo conosco ."
Altresì ci sono alcuni romanzi di questo autore che oggi sono praticamente sconosciuti e nemmeno ristampati forse perché vi è in essi un'eccessiva carica nostalgica, emotiva e autobiografica da farli apparire eccessivamente smielati e fuori dalle righe.
Non sono romanzi del nostro tempo.
Ed anzi io stesso dico che sono molto invecchiati come concetto ed espressione.
Sono come il racconto di un anziano che ci annoia ascoltare.
L'estate Incantata è uno di questi libri.
E' un libro per chi ancora ricorda ed in qualche modo rievoca il "suo " fanciullino dentro di pascoliana memoria.
E' il racconto di un'estate.
Quella del 1928.
Del suo inizio e della sua fine.
E' un racconto di formazione filtrato attraverso i pensieri e lo sguardo di due fratellini di 12 e 10 anni di nome Douglas e Tom Spaulding che vivono nella cittadina di Green Town, Illinois.
E' un libro di storie dentro altre storie.
Una sequela di microracconti che coinvolgono la cittadina e tutti i suoi abitanti.
Una storia raccontata con garbo e che tocca tantissimi temi, ma che soprattutto ha una fortissima carica empatica per chi grossomodo ha avuto un'infanzia simile a quella di questi due ragazzini.
Perché sarà sì ambientata nel 1928, ma il bagaglio di pensieri e sensazioni dell'infanzia bene o male non è dissimile dalla mia o dalla vostra.
Chi di noi non gioiva per l'arrivo dell'estate e la fine della scuola, caratterizzata da giornate luminosissime e lunghissime e dove la notte sembrava che non calasse mai?
Chi non ricorda di quando gli anziani uscivano le sedie fuori di casa e mentre noi giocavamo spettegolavano, bevevano e chiacchieravano beatamente?
Io sicuramente sì, voi?
Ma questo libro non è solo questo, c'è anche un pizzico di thriller con la figura misteriosa de "il solitario " che miete le sue vittime nel crepaccio, ossia un sentiero buio ed ombroso che delimita la cittadina.
C'è un pizzico di fantascienza grazie alla creazione da parte di un cittadino della cosiddetta macchina della felicità.
C'è il folclore e la scoperta della morte.
La fine dei racconti e delle storie, se chi non c'è più non può raccontarcele.
C'è un po' di tutto.
Ed io tutto questo tendo ad amarlo.
Forse è un libro adatto a chi ha una certa età.
Forse è un libro per chi come me vive nel riflesso di come era, piuttosto che di come è adesso.
Non so cos'è, ma so che è sicuramente uno dei miei libri preferiti di sempre.




giovedì 8 giugno 2017

Leggete le opere di Dan Simmons!!!11!1

E' ufficiale: io amo Dan Simmons.
Potrei farne un peana, ma non mi sento in grado.
Quello che voglio fare nel mio piccolo è urlare ai quattro venti di leggere le sue opere, perché meritevoli e non poco.
Ed invece qui in Italia è praticamente conosciuto solo dagli affezionati e negli scaffali inondati da romanzi di Martin, Stephen King e Dean Koontz, non v'è traccia alcuna dei suoi bellissimi libri, che sì vengono ristampati ma a tiratura limitatissima.
Basti pensare a L'estate Della Paura che su Ebay viene venduto a cifre astronomiche solo perché risulta fuori catalogo.
E pensare che un po' di tempo fa ristamparono facendolo uscire in allegato con un quotidiano il suo seguito L'inverno Della Paura, che era sì era leggibile a sé stante, ma comunque da leggere successivamente al primo!
Vengo proprio adesso dalla lettura de I Figli Della Paura ( titolo orribile rispetto all'originale Children Of The Night), e come sempre non mi ha deluso.
Il suo approccio è colto e storicamente accurato e si vede lontano chilometri che dietro c'è un lavoro
certosino dei luoghi e dei periodi storici in cui questi romanzi vengono ambientati.
Il suo lavoro sul vampirismo in questo romanzo è forse meno affascinante e dinamico di altri libri più blasonati e chiacchierati di questo genere, ma forse un tantino più realistico ( per quanto è possibile in un archetipo del genere).
Certo, ci sono alcuni manierismi e coincidenze assurde tipiche di questa categoria di romanzi, ma sono del tutto trascurabili.
I Figli Della Paura è un ottimo romanzo.
Quindi se vi capita date un'occhiata al catalogo delle sue opere e scoprirete che è un autore poliedrico capace di spaziare tranquillamente dal romanzo di formazione horror alla fantascienza in modo altrettanto esemplare.
Adesso bestemmio: per me L'estate Della Paura rivaleggia come bellezza del testo e personaggi a IT o Stand By Me di Stephen King, e se IT è superiore è solo perché la figura di Pennywise è più suggestiva ed affascinante rispetto alla nemesi molto più " statica " del romanzo di Simmons.
E che dire di un'opera che mischia distopia, fantascienza, religione e letteratura come la saga di Hyperion?
Nulla, va solo letta ed apprezzata come merita.
E poi c'è la leggendaria figura dello Shrike che da solo vale la lettura dell'intero ciclo.
Confidando di riuscire a leggere ben presto anche Gli Uomini Vuoti ed i restanti volumi del ciclo di Hyperion che ancora mi mancano non resta che dileguarmi.

Alla prossima!






martedì 16 maggio 2017

L'amore videoludico della mia vita: L'Amiga 500 e relativi giochi.

A parte Pro Evolution Soccer e qualche sortita nel retrogaming che mi concedo una tantum, la mia affezione per i videogiochi si è chiusa da tempo.
Eppure non è sempre stato così.
C'è stato un tempo in cui i videogiochi erano tra i miei desideri più imperanti e tra le cose per cui spendevo più tempo e soldi al giorno.
Possiamo dividere la mia storia con quest'attività ludica in quattro diversi segmenti di vita:

- L'Intellivision è stato parte integrante della mia primissima infanzia.
- Commodore 64 e 128  di quella a cavallo tra infanzia e prima adolescenza.
- Amiga 500 alla mia piena adolescenza fatta di brufoli, seghe, ecc.ecc.
- PC maturità e... vecchiaia ( forse).


Ma quest'ultimo in questo contesto ci entra poco perché come piattaforma videoludica non mi ha mai attirato più di tanto poiché ho sempre avuto un cattivissimo rapporto con il 3D e la grafica poligonale in generale.
Ma torniamo in " topic " e parliamo dell'Amiga 500 che senza dubbio è stato il computer della mia vita.

Eppure nonostante le mie brame e tutti i salamelecchi che gli dedico le mie sinapsi non riescono a intercettare il mese e l'anno preciso in cui apparve nella mia vita.
Ipotizzo tra il passaggio dalle medie alle scuole superiori e quindi intorno al 1989/1990, ma di tutto ciò non v'è certezza.
Quel che ricordo fu la mia perplessità quando mi accorsi che lo andammo a ritirare da un negozio che vendeva prevalentemente occhiali e non informatica.
Così come tutti gli altri computer devo anche aggiungere che la proprietà dell'oggetto in questione non era mia ma di mio fratello e che quindi inizialmente potevo usarlo per lo più a spizzichi e bocconi.
Ma come per il 128 prima di lui alla fine ne fui io l'utilizzatore seriale.
Lui era troppo distratto da macchina, amici, ragazze e militare all'orizzonte per essere concentrato al mille per mille nell'attività videoludica.
Ma bando alle ciance ed arriviamo al punto nevralgico dei miei dolci ricordi.
I videogiochi.
Però anche qui mi tocca fare un breve preambolo.
Se inizialmente ho dovuto aspettare i primi mesi delle scuole superiori per arrivare a conoscere qualcuno che condividesse la mia passione e avere quindi la possibilità di poter scambiare videogiochi, successivamente ci fu un vero boom di questo computer tanto che quasi tutti i miei amici ne acquistarono uno.
Vide così non solo la nascita di un vero boom di vendita del computer, ma anche della piaga che ne ha decretato la futura morte ovvero la pirateria ( insieme a piattaforme bislacche come l'Amiga Cd 32 e la nascita di Windows 95 ma sono dettagli che esulano da questo post).
Ed erano tempi veramente assurdi, ve lo garantisco.
I negozi di computer avevano stampe enormi con la scritta " qui giochi per Amiga a 5000 £ " e per ragazzini come noi che in tasca avevano per lo più monetine era una tentazione troppo forte.
L'X-Copy andava a manetta e tutti insieme compravamo le riviste di settore per informarci sui giochi con la valutazione migliore e dopo aver fatto " colletta " si andava a comprarli tutti insieme.
C'era una promiscuità assurda per quel che concerneva i videogiochi tanto che non si sapeva più chi era il legittimo proprietario di un gioco.
Non era raro trovare a casa di qualcuno dischetti che avevo dato per dispersi presi senza il mio consenso e viceversa visto che tutti quanti facevamo la stessa cosa.
Talvolta mi veniva regalato un gioco originale per qualche festività e veniva subito fagocitato dalle mani dei miei amici o dalle mie se capitava a loro.
Però c'era poco tempo per pensarci, perché subito usciva un altro gioco a distrarci da questa sorta di ladrocini che ci perpetravamo a vicenda.
Tutto ciò non è durato molto, forse tre o quattro anni, ma furono anni intensissimi.
Ripensandoci il fatto di poter giocare a così tanti giochi rendeva la longevità degli stessi molto esigua, però alcuni di essi seppero ritagliarsi il proprio spazio rendendosi ai miei occhi indimenticabili.
Ma qual'erano questi giochi?
Eccone alcuni:

Kick Off 2











Il gioco di calcio creato da Dino Dini ha fatto sicuramente la storia di questa piattaforma ed è protagonista anche di uno scorcio della mia.
Come dimenticare gli incredibili strafalcioni in termine di traduzione con perle come " calcio d'angalo " e " cartellino gaillo "?
Un must per tutti noi.
Ho provato a giocarci qualche mese fa, ma inevitabilmente è invecchiato malissimo.

Sensible World Of Soccer











Semplicemente il gioco di calcio più bello mai creato per la piattaforma Commodore e senza dubbio il videogioco a cui ho più giocato in assoluto.
Gioco immortale.
Ancora oggi c'è una comunità di appassionati molto attiva che organizza tornei.
Massima stima per loro.

Turrican 2










Già solo ricordare le bellissime musiche di Chris Hülsbeck contenute in questo splendido gioco mi riporta in tempi molto più spensierati.
Turrican 2 è una via di mezzo tra un platform  e uno sparatutto, ma al di là di quello che è davvero resta sicuramente uno dei giochi più belli dell' Amiga 500 ed uno dei miei preferiti.

Lemmings









Che dire di questo bellissimo e lunghissimo puzzle game della Psygnosis?
Capolavoro senza se e senza ma.
Ci giocai all'inverosimile.

Speedball 2











Il gioco sportivo futuristico per eccellenza firmato The Bitmap Brothers.
Il ricordo più grande che conservo di questo gioco è senza dubbio l'urlo " ice cream " che arriva dalle tribune da parte del venditore di gelati. :-P
Ma scherzi a parte, Speedball 2 è uno dei giochi più divertenti in assoluto e probabilmente uno dei pochi a cui si potrebbe giocare tranquillamente anche adesso visto che è invecchiato benissimo.

Superfrog











Il ranocchio partorito dai geniacci del Team 17 è senza dubbio uno dei platform più riusciti dell'Amiga.
Divertente e difficile il giusto.
Non è il mio preferito, ma sicuramente è uno di quelli a cui ho giocato di più.
Semplicemente bello.

Lupo Alberto









Platform tutto italiano dedicato alla simpatica creatura di Silver.
Non è un gioco perfetto e la grafica degli ambienti è alla lunga ripetitiva, ma resta uno dei platform che mi divertiva di più.
Menzione per la presentazione sonora del gioco firmata Francesco Salvi e per le vignette divertentissime di fine livello.

Apidya











Colonna sonora da sballo per il mio sparatutto preferito per la piattaforma Commodore.
Lo amo tuttora.
La presentazione in stile anime è ancora oggi tra le mie preferite in assoluto.
Giocone!

James Pond 2: Codename Robocod











Il mio platform preferito.
Gioco lunghissimo ( più di tre ore di gioco ) e dannatamente bello.
Divertente da giocare anche adesso.
A me piace ancora tantissimo.

Heimdall









Uno dei pochi giochi originali che avevo.
Regalo di compleanno o di chissà quale altra festività.
Una via di mezzo tra gioco di ruolo, avventura grafica e gioco d'azione.
La grafica fumettosa della Core Design che io ho sempre apprezzato tantissimo e gli enigmi ( non impossibili diciamolo) sparsi in corso d'opera rendevano questo gioco incentrato sulle divinità asgardiane uno dei mie preferiti in assoluto.
Un giorno vorrei ritornare a giocarci.

Project X












Ancora i Team 17 con uno dei giochi più belli graficamente mai partoriti per l'Amiga 500.
Gioco molto bello, ma onestamente gli ho sempre preferito Apidya.
I due giochi uscirono praticamente in contemporanea e non furono gli unici visto che insieme a loro uscì un altro bellissimo sparatutto griffato Psygnosis dal titolo Agony che evito di inserire per non appesantire troppo il post.

The First Samurai










Un altro dei pochi giochi originali in mio possesso, sempre regalatomi dal parentame per qualche festività.
Platform molto affascinante e divertente dalla bellissima ambientazione.
Uno dei miei giochi preferiti!
Ottima scelta, zia!
E grazie, ovunque tu sia.

Gods











Ultimo ma non ultimo per importanza un altro platform ( si vede che era il mio genere di giochi preferito, vero? ) e un'altra perla targata The Bitmap Brothers ovvero il bellissimo Gods.
Quante ore ci avrò speso sopra?
Non lo so, ma erano tantissime!

Già lo so.
Non succede che non succede, ma se dovesse capitare da queste parti qualche cultore dell'Amiga 500 vorrà il mio scalpo per la mancanza in questa lista di alcune pietre miliari come Another World, Flashback, North & South, Fire and Ice, Chuck Rock 2, Monkey Island, Leander, Moonstone, Desert Strike, Lionheart e chissà quanti altri.
Manca persino Ruff' ' n ' Tumble che avrebbe meritato di essere in lista, ma questo è l'unico gioco che ho scoperto tramite l'emulatore perché all'epoca la mia storia d'amore con il figlioccio di mamma Commodore si era già conclusa.
Mancano anche le conversioni ( alcune molto degne ) di alcuni classici Coin-Op dell'epoca, ma anche se mi divertivo a giocare con le versioni per Amiga 500 di giochi come Pang, Rod Land e Ghosts ' n 'Goblins non c'era confronto con le loro versioni originali.
Quelli che ho inserito sono semplicemente i giochi che preferivo di più e con cui solevo divertirmi di più.
Chiedo venia per il papello ed...

Alla Prossima!






venerdì 5 maggio 2017

Pregiudizi letterari e letture varie ed eventuali

Voglio provare ad essere onesto anche per essere un po' stimolato a superare alcune delle mie barriere pregiudiziali di natura letteraria, e quindi dichiaro in maniera abbastanza imperdonabile che ho una certa ritrosia per la letteratura moderna, quella italiana soprattutto.
I motivi sono molteplici, ma il più lampante è un mio ingiustificato pregiudizio verso gli autori del fantastico e dell' horror italiano.
D'altronde basta vedere le mie letture o farsi un giro sulla mia bacheca Anobii per vedere che la stragrande maggioranza delle mie letture è prima di tutto per lo più scritta da autori stranieri e per lo più indietro nel tempo, salvo eccezioni come Niccolò Ammaniti, Joe R. Lansdale, Neil Gaiman, John Ajvide Lindqvist e Stephen King che mi porto dietro dagli inizi della mia " carriera " da lettore di romanzi.
In verità è proprio il genere horror che negli ultimi anni, Lindqvist a parte, non riesce più a sfornare un autore che è riuscito a convincermi pienamente.
Ho tentato con:

Joe Hill che altri non è che il figlio di Stephen King, ma sia La Vendetta Del Diavolo che La Scatola A Forma Di Cuore per quanto leggibili non mi hanno certo sconvolto la vita, anzi.

La trilogia Nocturna di Guillermo Del Toro & Chuck Hogan?
La Progenie è bellissimo, La Caduta accettabile, il volume finale Notte Eterna personalmente mi ha deluso all'inverosimile.

La trilogia di Justin Cronin?
Il Passaggio è un romanzo bellissimo, I Dodici abbastanza insipido, ed il terzo The City Of  Mirrors mi sa che in italiano rischia di non essere tradotto nemmeno, visto il flop che credo sia stato il secondo in termini di vendite.

Ed ecco quindi spiegato il motivo della quasi totale assenza di letture horror negli ultimi mesi.
L'unico che ho letto è stato La Fortezza di F. Paul Wilson ed è servito a riconciliarmi con un genere che ultimamente mi vede poco protagonista.
Non è mia intenzione farne una recensione perché credo di aver chiuso questo mio capitolo da blogger, però non posso che consigliarvelo senza riserve.
E' un romanzo veramente bello!
E visto che siamo in ballo, ecco le mie letture e le mie riletture ( ci sono state anche quelle ) dei miei ultimi mesi:

- Signor Malaussène - Daniel Pennac
- Ultime Notizie Dalla Famiglia - Daniel Pennac
- L'ombra Del Vento - Carlos Ruiz Zafon
- Hyperion - Dan Simmons
- American Gods ( rilettura ) - Neil Gaiman
- I Ragazzi Di Anansi ( rilettura) - Neil Gaiman
- Stardust ( rilettura ) - Neil Gaiman
- Nessun Dove ( rilettura) - Neil Gaiman
- Cronache Marziane ( rilettura) - Ray Bradbury
- La Fortezza - F. Paul Wilson
- Il Buio Oltre La Siepe - Harper Lee

In procinto:

- La Caduta Di Hyperion - Dan Simmons
- Infinite Jest - David Foster Wallace

Temo però sarà difficile che io attualmente abbia il cipiglio giusto per affrontare un libro così lungo e ostico come il romanzo di Wallace, ma mai dire mai.

Alla prossima!





martedì 21 marzo 2017

Cosa avrei voluto leggere e non ho letto in questi mesi e cosa non avrei voluto leggere ed ho letto in questi mesi

Negli ultimi mesi ho letto una ventina di libri.
Di questi, l'unico che ho comprato è Fine Turno di Stephen King, che è anche l'unico romanzo horror che ho letto.
C'è una spiegazione a tutto questo:
Faccio fatica a leggere in ebook ciò che io voglio " possedere " in cartaceo e non avendo soldi e non potendo permettermi di girovagare per mercatini virtuali e non ho relegato i romanzi horror e quelli di genere fantastico in una sorta di wishlist che a questo punto non so fino a quando resterà tale.
Magari per mesi, anni, lustri, chissà.
In genere leggo in formato ebook tutto ciò che ritengo non fondamentale come lettura.
Questo non significa che io non apprezzi quei romanzi, ma di sicuro non erano tra le mie priorità del momento.
Ecco, in parole povere, se le cose non fossero andate alla deriva come sono andate, le mie letture sarebbero state certamente diverse.
Questo post è una sorta di What If... di marveliana memoria per indicare i romanzi che avrei probabilmente comprato e che avrebbero fatto bella mostra di sé nella mia libreria se una mattina di agosto la mia vita non fosse stata rivoltata come un calzino.
Ma prima parliamo di ciò che ho letto in questi ultimi mesi:

- La Fata Carabina - Daniel Pennac
- Due Di Due - Andrea De Carlo
- La Passione Secondo Théresè - Daniel Pennac
- La Prosivendola - Daniel Pennac
- Fine Turno - Stephen King
- Ubik - Philip K. Dick
- La Svastica Sul Sole - Philip K. Dick
- Questo Giorno Perfetto - Ira Levin
- Furore - John Steinbeck
- Cacciatore Di Androidi - Philiph K. Dick
- La Colazione Dei Campioni - Kurt Vonnegut
- Il Ragazzo Dei Mondi Infiniti - Michael Reaves / Neil Gaiman
- Neuromante - William Gibson
- Il Ragazzo Del Bounty - John Boyne
- Cuore Di Tenebra - Joseph Conrad
- Guida Galattica Per Gli Autostoppisti - Douglas Adams
- La Vita, L'universo E Tutto Quanto - Douglas Adams
- Educazione Siberiana - Nicolai Lilin
- Addio, E Grazie Per Tutto Il Pesce - Douglas Adams
- Praticamente Innocuo - Douglas Adams

In lettura o in procinto:

- Infinite Jest - David Foster Wallace
- Signor Malaussène - Daniel Pennac
- Ultime Notizie Dalla Famiglia - Daniel Pennac

Alcuni di essi sono dei capolavori ed è indiscusso che Cuore Di Tenebra, Ubik e La Svastica Sul Sole un giorno vorrei recuperarli anche in cartaceo.
Mi genufletto davanti a Furore di Steinbeck che mi ha coinvolto come pochi ed anche davanti ad Il Ragazzo Del Bounty di John Boyne che mi ha fatto venire il magone in più punti, ma le storie navali mi affascinano sempre ed era prevedibile.
Ma quanti di questi libri avrei letto se non mi fossero stati prestati?
Forse meno della metà.
Ecco invece ciò che avrei letto se non mi fossi ritrovato improvvisamente a gambe all'aria:

- Julia - Peter Straub
- Koko - Peter Straub
- Il Drago Del Male - Peter Straub
- Gioco Dannato - Clive Barker
- Apocalypse - Clive Barker
- Everville - Clive Barker
- Abarat - Clive Barker
- Indietro Nel Tempo - Jack Finney
- La Macchina Del Tempo - H.G.Wells
- La Ragazza Della Porta Accanto - Jack Ketchum
- Red - Jack Ketchum
- Tenebre - Robert McCammon
- Baal - Robert McCammon
- Mary Terror - Robert McCammon
- Il Grande Tempo - Fritz Leiber

Avevo anche puntato tutte le opere di Dan Simmons ( che comunque avevo già letto anni fa ) ed il poco che ancora si trova di Clark Ashton Smith.
Non tutto è facilmente reperibile e quindi sarebbe stata un'impresa improba, ma il bello della ricerca è proprio quello, ovvero la speranza d'imbattercisi in un mercatino dell'usato, ma con il portafoglio in consunzione è una ricerca persa in partenza.

Alla prossima!




venerdì 3 febbraio 2017

Di come ho scoperto di non essere all'altezza di leggere opere di un determinato genere

Nonostante la letteratura horror sia sempre predominante tra le mie letture, sono sempre stato un lettore onnivoro che spazia tra più generi.
Uno però mi ha sempre spaventato più di tutti, la fantascienza.

Ciò che mi spaventa di più di questo genere di narrativa è il linguaggio " tecnico ", che tanto mi sta mettendo in difficoltà in questi giorni con la lettura di quel bel romanzo che è Neuromante di William Gibson.
Tanto bello, tanto quanto è complicato da seguire per uno che ha poche conoscenze tecniche e fantascientifiche come il sottoscritto.
Fatico a seguire il ritmo della storia proprio perché non ho gli schemi mentali adatti e perché molti dei concetti e dei termini mi sono totalmente estranei.
Quindi diventa palese e facilmente appurabile la mia totale ignoranza .
Non che non abbia già letto qualcosa di questo genere.
Adesso non mi sovvengono tutti, ma di sicuro ho letto:
 - I Figli Di Matusalemme e Fanteria Dello Spazio di Heinlein.
- Cronache Marziane ed altri racconti di fantascienza pubblicati in varie raccolte di Ray Bradbury.
- La Guerra Dei Mondi, L'uomo Invisibile e L'isola del Dottor Moreau di H.G. Wells.
- Cacciatore di Androidi, Ubik e La Svastica Del Sole di Philip. K. Dick.
In futuro ho intenzione di colmare le mie lacune su questo tema visto che ho intenzione di recuperare tutte le opere di Asimov, la saga di Dune di Frank Herbert e la saga di Hyperion di Dan Simmons.
So benissimo che la fantascienza di Gibson è più orientata verso il cyberpunk e quindi molto diversa da quella dei sopracitati autori, però credo di non essere ancora pronto per affrontare le sue opere.
Sarà che prima di questo libro le uniche opere che sfiorano questo tema che avevo letto furono due manga come Akira e Eden, ma fatto sta che per la prima volta mi sono sentito non all'altezza di leggere un libro e non è una bella cosa da scoprire.
Credo che il vero errore da me commesso sia il fatto che prima di dedicarmi al cyberpunk avrei dovuto iniziare con la fantascienza più classica, ed è quello che ho intenzione di fare in un prossimo futuro.

Alla prossima!