giovedì 10 settembre 2015

La Morte Ci Sfida - Joe R. Lansdale

Ormai lo sanno anche su Trafalmadore e su Alpha Centauri che le mie letture estive hanno avuto prevalentemente un nome e cognome: Joe R. Lansdale.
Ormai l'ambientazione rurale texana c'è l'ho nel sangue, sento lo scrosciare della pioggia ed immagino sia il rumore del fiume Sabine, però mi sono ripromesso, almeno per questo mese, che questo è l'ultimo post dedicato allo scrittore texano anche perché altri autori e altri libri meritano spazio ed attenzione.
Parliamo quindi del suo ultimo romanzo che ho letto, La Morte Ci Sfida.
Via con la sinossi:

Un guaritore indiano lancia la sua maledizione per vendicare l'assassinio della moglie: un'epidemia semina la morte tra gli abitanti di Mud Creek, facendoli diventare degli zombi. A risolvere la situazione ci penserà il reverendo Jebidiah Mercer, armato di fede e di un revolver calibro .36.


Parto subito dicendo che mai prefazione fu così esplicativa.
Lansdale ha subito premura di avvertirci che quello che stiamo per iniziare non è un romanzo dalle grosse velleità artistiche, ma un divertissement che deve molto ai fumetti della E.C.Comics ed ai b-movies horror degli anni '50 - '60.
Insomma, bisogna goderselo come se ci trovassimo davanti un film horror della Hammer dei bei tempi o per tornare ai giorni nostri e restare nel campo cinematografico, come un film diretto da Rodriguez o Eli Roth.
La Morte Ci Sfida ( Dead In The West in originale), fu pubblicato inizialmente a puntate su Eldritch Tales ed adattato successivamente come romanzo nel 1986.
Mentre da noi è stato pubblicato nel 2008 dalla Fanucci, sulla scia del successo della saga di Hap & Leonard e della trilogia del Drive - In, che hanno reso quest'autore famoso in tutto il mondo ed anche un bel limone da spremere dalle case editrici fin quando c'è n'è.
Meno male che è bravo.
Ma parliamo del libro.
Ci troviamo davanti una sorta di Horror western che mischia tra loro archetipi a go-go e che a me ricorda tantissimo il Preacher di Ennis, soprattutto nella figura del protagonista, un reverendo pistolero e giustiziere, che di reverendo ha poco e che di giustiziere ha molto.
Un romanzo che mischia sapientemente soprannaturale, western, zombie, mostri e vampiri grazie alla presenza di un villain che sembra un totem di tutti gli archetipi dell'iconografia horrorifica, e che personalmente mi ha divertito moltissimo, soprattutto nelle ultime tiratissime cinquanta pagine veramente al fulmicotone.
Tolta però la componente horror western molto affascinante, del romanzo in sé non resta molto.
Carina ma molto didascalica l'ambientazione tipicamente western della cittadina di Mud Creek, ma a parte il reverendo ed altri due, tre personaggi che gli gravitano intorno, non è un romanzo che brilli certo per profondità ed introspezione psicologica.
Insomma ci troviamo davanti un romanzo ricco d'azione ma piuttosto leggero, una lettura prettamente estiva che oltre le atmosfere sopracitate, si giova dei personaggi sopra le righe e sboccati tipicamente Lansdale style.
A me personalmente è piaciuto, ma come mi accade spesso con lo scrittore texano, non sono riuscito ad apprezzarlo a pieno.
Lo so, suona strano da uno che ha passato tutta l'estate a leggere i suoi romanzi, ma nonostante ne apprezzi la prolificità e la poliedricità ed il suo modo di tratteggiare i personaggi e farli muovere in quel ramo del Texas orientale che ormai mi è familiare come casa mia, trovo che per i miei gusti le sue storie per quanto belle, siano spesso ermetiche e prive di spessore.
Insomma, senza menarla per le lunghe, La Morte Ci Sfida è una lettura divertente anche se tutto sommato evitabile, poiché aggiunge poco o nulla alla sua bibliografia.
È un romanzo che è un piacevole passatempo, nulla più.
Libro che consiglio ai fan più agguerriti dello scrittore ed agli amanti dei b-movies vecchio stampo a cui il libro sembra ammiccare parecchio.
Vale la pena comunque buttarci un occhio, d'altronde Lansdale è sempre una buona compagnia.









15 commenti:

  1. Tra parentesi, esiste anche una versione a fumetti che è arrivata nel nostro paese molto prima del romanzo. Venne pubblicata dalla scomparsa Lexy nel 2001\2002 e, se non ricordo male, l'autore di questa versione era lartista indipendente Timothy Truman.

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    1. Non sapevo che fosse un libro! Pensavo che si trattasse solo di un fumetto...

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    2. Ed io scopro soltanto adesso della versione a fumetti.
      Vado subito a saperne di più. :-)

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  2. L'ho letto, mi è piaciuto senza entusiasmarmi. Devo dire che preferisco un Lansdale più "metropolitano".

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    1. Idem su tutta la linea, ma è stata comunque una lettura piacevole. :-)

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  3. Non l'ho letto Pirkaf, ma mi sembra si discosti un po' dal genere Lansdale o sarà una mia impressione.....vedremo devo farci una pensata o sarà l'ora tarda che mi rende un bradipo?
    Dolce notte Pirkaf!

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    1. Diciamo che di solito Lansdale si muove più su un campo hard boiled che orrorifico, ma alcune caratterizzazioni tipiche dell'autore non mancano nemmeno in questo libro.
      Saluti. :-)

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  4. Trafalmadore è quello di Ghiaccio 9, dico bene?
    Forse l'ho già detto, ma l'unica cosa di Landsdale che abbia letto/visto è il film Bubba-ho-Thep, che mi è piaciuto abbastanza.
    Ah, e una mia amica che ha ricevuto nel suo primo libro un commento proprio da lui.

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    1. Di Bubba -Ho-Tep ho letto l'anno scorso il racconto e mi era anche garbato parecchio. :-)
      Sì, Trafalmadore è il pianeta feticcio di Vonnegut, che viene citato anche in Mattatoio n 5 e Le Sirene Di Titano, due romanzi che adoro. :-)

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  5. Be' se ricorda i b-movies... ;) Mi piacciono! :D Ovviamente è chiaro che mi devo aspettare una lettura - passatempo :P

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    1. Passatempo o meno, intrattiene alla grande e serve tantissimo allo scopo. :)

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  6. Mi sa che devo recuperare anche questo. possibilmente nel corso dell'attuale vita..

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    1. A chi lo dici.
      Io ho una lista interminabile di libri da leggere, che credo ne avrei bisogno di almeno altre due di vite. :-)

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  7. non è il mio genere, d'acchito non lo acquisterei, ma la tua recensione mi ispira

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    1. In effetti Lansdale ha scritto di meglio, posso assicurartelo. :-)

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