lunedì 13 luglio 2015

La Famiglia Winshaw - Jonathan Coe

Dopo Barker, Campbell ed Hornby continua il mio excursus nei meandri della letteratura inglese.
Oggi è il turno di Jonathan Coe.
A dirla tutta però, il mio primo approccio con questo scrittore non è stato dei più indolori.
Le prime 80/100 pagine della Famiglia Winshaw mi hanno messo in difficoltà e nella mia mente cominciavano a paventarsi una miriade di dubbi e perplessità.
Il motivo va a ricercarsi principalmente nella mole dei personaggi e nei continui flashback storici che inizialmente non mi permettevano di focalizzare bene la situazione.
Ma appena ho memorizzato i personaggi ed afferrato il ritmo ed il senso del narrare di Coe, sono stato totalmente succube della storia.
Comunque parliamone meglio dopo la sinossi:

"Un romanzo, in cui l'io narrante - lo spaesato scrittore Michael Owen - si muove fra la propria storia di illusioni e trame adolescenziali, di ambizioni azzoppate e di amori frustrati, e quella di una famiglia di rapaci dominatori, gli Winshaw. Saldamente insediati ai posti di comando della finanza e della società inglesi, i componenti della famiglia Winshaw incarnano il delirio di potere che ha segnato gli anni di Margaret Thatcher, portando l'Inghilterra allo sfascio."



Il romanzo di Coe, come ci suggerisce il titolo stesso, è incentrato principalmente sui membri della famiglia Winshaw.
Famiglia facoltosa i cui membri sembrano avere le mani in pasta dappertutto.
Esseri abbietti, arrivisti e senza scrupoli.
Uno dei membri più anziani della stessa, Tabitha Winshaw, rinchiusa in un ospedale psichiatrico perché accusata di aver attentato alla vita di uno dei suoi fratelli, incarica uno scrittore di indagare e scrivere un'autobiografia sulla sua famiglia.
Il romanzo è ambientato principalmente sul finire degli anni '80 e sono molti i riferimenti storici e politici di quel periodo.
I Winshaw hanno rapporti politici con Margareth Thachter e fanno persino affari con Saddam Hussein che in quel periodo stava per invadere il Kuwait.
Alcuni loro membri fanno il bello ed il cattivo tempo anche nello show business, nell'arte e persino nell'agricoltura.
Lo so, i paralleli con la famiglia Berlusconi si sprecano. :-P
Insomma, Coe riesce ad inserire in maniera credibile dei personaggi fittizi in un contesto reale come il periodo conservatore/liberale dell'Inghilterra di quegli anni.
Ecco, ogni personaggio di questo romanzo 
(ognuno ha il suo spazio e il suo scopo) è come il pezzo di un mosaico che capitolo dopo capitolo trova il suo posto e prende forma nel bellissimo e nerissimo finale ambientato dove tutto ha inizio, nella bellissima e sperduta tenuta dei Winshaw.
Il finale è citazionistico e molto cinematografico, per un libro che superata l'impasse iniziale dovuto ad un inizio quasi in Medias Res che rende difficoltoso l'approccio con i personaggi e la trama, mi ha regalato veramente tantissime emozioni.
Tra i difetti? Forse l'utilizzo dell'avverbio indi che viene infilato talmente tante volte da apparire invero ridondante e qualche refuso di troppo dovuto ad un lettering non molto accurato, ma davvero parliamo di quisquilie perché personalmente lo ritengo un gran bel romanzo.
Ovviamente la mia storia con Coe non finisce qui, visto che ho già in saccoccia La Banda Dei Brocchi.



12 commenti:

  1. Libro che ho intenzione di leggere, uno dei tanti! Mi è stato regalato molti anni fa, L'amore non guasta (Touch of love) e ritrovo molto di quello che hai scritto a proposito della famiglia. In particolare, anche lì siamo in pieno periodo tatcheriano... e si avverte parecchio :P

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    1. Io sempre di Coe sto leggendo La Banda Dei Brocchi e lo trovo altrettanto bello, di questo passo va a finire che ne leggerò anche altri di questo autore. :-)

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  2. continuo ad imbattermi in Coe ultimamente... sarà un segno?

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  3. Un romanzo che ho amato ma che non mi è rimasto dentro abbastanza da costringermi a rileggerlo. Ma Coe mi piace assai e questo è uno dei suoi momenti migliori.

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    1. A me sta piacendo moltissimo anche La Banda Dei Brocchi, forse anche più di questo ( per adesso ).

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    2. La Banda dei Brocchi per me è un capolavoro. Però... c'è un però e non ne posso parlare, ma quando lo finirai forse capirai :D

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    3. L'ho finito ed ho letto consecutivamente anche Circolo Chiuso.
      Conto di dedicare un post ad entrambi, prima o poi.
      Entrambi mi sono piaciuti molto, anche se il primo è molto più coinvolgente e nelle mie corde. :-)

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  4. Di Coe ho letto il minore Donna per caso, niente di particolare ma de La famiglia Winshaw e La banda dei brocchi me ne hanno parlato benissimo.

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    1. Considerato che La Banda Dei Brocchi mi sta piacendo anche più de La Famiglia Winshaw non posso che trovarmi d'accordo con chi te ne ha parlato. :-)

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  5. Di solito mio caro Pirkaf, superato lo scoglio dei personaggi, quando incominci a focalizzarli se il romanzo ti prende , diventa interessante.
    Un buon consiglio, grazie!
    Bacione!

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    1. Grazie a te per la visita, Nella. :-)

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